Si parla spesso dei SUV come di veicoli non particolarmente amici dell’ambiente. Eppure dall’ultimo Motor Show di Detroit arrivano buone notizie in questo senso. E’ stata infatti presentata la concept LRX, anticipatrice di una nuova filosofia tecnico-costruttiva nel settore delle auto a trazione integrale.
Questo veicolo tiene conto della realtà contemporanea in fatto di mobilità e, soprattutto, di compatibilità ambientale. La LRX infatti, oltre che utilizzare abbondantemente materiali leggeri e riciclabili, vanta un sistema di propulsione ibrido diesel-elettrico unito ad una trasmissione, anch’essa elettrica, integrata all’assale posteriore.
Il motore è un quattro cilindri a gasolio due litri, il quale garantisce ulteriori risparmi nei consumi rispetto alle ibride a benzina finora in commercio che migliora l’efficienza energetica del motore contenendo ulteriormente le emissioni di anidride carbonica.
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Le celle a combustibile sono considerate, a detta di molti, come la tecnologia del futuro in diversi campi di applicazione, su tutti trasporto e produzione di elettricità.
Attualmente la ricerca sta lavorando per ridurre i costi troppo alti di produzione e migliorarne l’efficienza. Tra i nuovi promettenti sistemi ideati, sembrano particolarmente interessanti le celle combustibili microbiche (Microbial Fuel Cells, MFC).
Si tratta di un particolare sistema in grado di produrre elettricità utilizzando i batteri presenti in qualsiasi materia organica per alimentare le celle. Si è infatti scoperto che questi microrganismi possono scomporre la materia organica producendo acqua pulita e corrente elettrica. E quando si parla di materia organica il campo d’azione è vastissimo, si va dallo zucchero greggio, alla frutta marcia, ai rifiuti organici.
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L’efficienza dei moduli solari a film sottile sta per superare il 20%. L’ultimo record nel settore è stato ottenuto dall’NREL (National Renewable Energy Laboratory) negli Stati Uniti, dove un modulo solare a film sottile ha raggiunto il 19,9% di conversione in energia elettrica grazie a celle con diseleniuro di rame, indio e gallio (CIGS).
Questa tipologia di pannelli fa uso di uno strato estremamente sottile di materiale semiconduttore applicato a materiali economici quali vetro, fogli metallici flessibili o polimeri resistenti alle alte temperature. In questo modo è possibile ridurre il peso del modulo e può essere usato su numerose superfici, anche in architettura.
Alcuni moduli multicristallini hanno efficienze anche superiori, intorno al 20.3 %, tuttavia molti asseriscono che il futuro del solare sia a film sottile per il ridotto utilizzo di materiale e per la maggiore flessibilità di utilizzo; ora possiamo aggiungere anche una efficienza paragonabile alle più classiche cellule fotovoltaiche.
Via | NREL
Foto | The Udall Legacy Bus Tour: Views from the Road

L’anno scorso è partito l’Automotive X Prize, un premio di $10 milioni destinato a chi proporrà un veicolo per il trasporto privato sportivo, ultraefficiente (con emissioni vicine allo 0) e pronto per la commercializzazione. Ne abbiamo parlato su ecoblog e tutti i dettagli si trovano qui. La gara va avanti, ma i big dell’auto si ritraggono.
La X Prize Foundation ha personalmente contattato tutte le grandi case automobilistiche che producono veicoli che più si avvicinano all’efficienza richiesta dalla fondazione (42 km/litro di benzina o equivalente), come Honda, Toyota e GM. Unanime la risposta: “non partecipiamo”.
Donald Foley, un organizzatore dell’X Prize, pensa che i giganti dell’auto abbiano paura della ricaduta di immagine in caso di sconfitta. Molte start-up, come Tesla Motors, sono infatti meglio posizionate delle grandi case automobilistiche nella realizzazione di veicoli elettrici. Una sconfitta potrebbe danneggiare la credibilità dei marchi che producono auto ibride (come la Toyota Prius). Foley si rammarica che i grandi non vogliano rischiare, perché le loro ingenti risorse economiche potrebbero portare sul mercato veicoli a basso impatto ambientale molto prima di quanto non siano in grado di fare piccole start-up.
Puntare sul nuovo d’altronde è una scommessa dove i piccoli hanno tutto da guadagnare e i grandi tutto da perdere.
Il settore dei trasporti lega in modo esemplare le questioni del prezzo del petrolio e dei cambiamenti climatici mediante il concetto di efficienza delle automobili, poiché il carburante consumato, per un dato percorso, si traduce direttamente sia in Euro che in CO2, in uscita, rispettivamente, da portafogli e marmitte. Ogni litro di benzina produce infatti, inesorabilmente, 2,3 kg di anidride carbonica, mentre il diesel ne genera circa 2,8.
Anche poiché la veridicità dei dati prodotti delle case automobilistiche sui consumi delle auto è stata recentemente contestata, è importante evidenziare le differenze, per gli stessi km percorsi, a seconda che si esprima l’efficienza delle auto in litri/100km oppure con i tipici km/litro. Questo poiché la prima unità di misura dimostra meglio il diverso impatto delle scelte dei consumatori sull’ambiente.
Considerando una percorrenza media annua di 25.000 km, infatti, sostituire una assetatissima Dodge Nitro da 8,5 km/litro, per una Toyota Land Cruiser da 9,8, consente un risparmio di quasi 400 litri di carburante, paragonabili ai 450 litri che distinguono la più economica delle nuove Fiat 500 (la 1.3 cc. diesel, da 24 km/litro) dalla Citroën C3 a iniezione (17 km/litro), nonostante, in termini di efficienza, vi sia una differenza di ben 7 km/litro! Questo è dovuto al fatto che tra i veicoli più energivori (nella parte alta del grafico) un piccolo aumento nei chilometri percorsi con un litro produce comunque una grande differenza nei litri consumati.
Continua a leggere: L'efficienza delle auto, km/litro o litri/100km?
I fattori che possono determinare l’acquisto di una lampadina sono il consumo, la quantità di luce emessa, il costo, ma anche l’ambiente e il colore della luce stessa. Qui di seguito alcuni dei pro e dei contro delle principali lampadine in commercio.
Lampadina ad incandescenza: sono quelle classiche, utilizzate generalmente per un illuminazione diffusa. Pro: il costo, decisamente basso circa 0.50 Euro. Contro: bassissima efficienza (13 lm/W), trasformano solo il 10% della potenza assorbita in luce. Hanno una durata media di circa 1.000 ore e consumano molta energia. La luminosità diminuisce con il passare del tempo.
Lampadina alogena: appartengono alla categoria delle incandescenti, utilizzate dove è necessario un fascio di luce localizzato, come una scrivania. Pro: efficienza luminosa superiore a quelle tradizionali, fino a 22 lm/W, durata fino a 6000 ore. Contro: il costo più alto rispetto a quelle tradizionali e molto variabile in base alla potenza e alla tensione.
Sulla rivista de Il Salvagente (n. 41) vi segnalo il test su 12 modelli di lavatrici. A confronto una serie di parametri: il consumo di acqua ed energia, la qualità del lavaggio e della centrifuga e il prezzo. La rivista ha preso in esame un modello tipo di elettrodomestico “quello che va per la maggiore”, ovvero una lavatrice con oblò, con carico da 5 o 6 chili con dimensioni trai 60 cm di larghezza e 52 di altezza. Valutando tutti i parametri presi in considerazione hanno ottenuto il giudizio “ottimo” due modelli: la Candy GO106 e la Indesit Moon SIXL126 Silver.
Continua a leggere: Efficienza energetica e consumo d’acqua, lavatrici a confronto

Sembra che qualcuno l’anno scorso si sia rotto le scatole di farsi prendere per i fondelli dalle campagne pubblicitarie delle multinazionali. E’ di ieri la notizia che Enel ha ricevuto una sanzione da pagare per il reato di “pubblicità occulta”.
Verlok ci segnala che, grazie ai certificati bianchi, nel biennio 2005-2006 si sono risparmiate 900 Ktep (migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio). In un biennio, l’Italia consuma 400 Mtep (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), possiamo quindi quantificare il risparmio come il 2% circa del totale. Pare sia il doppio del risparmio previsto.
Prima di gioire, vi ricordo che il risparmio dei titoli di efficienza energetica equivale a 2,5 milioni di tonnellate di CO2. Ne abbiamo mandati in fumo più di 4, con i roghi di questa estate, quindi siamo ancora in “rosso”.
I risparmi energetici sono stati ottenuti principalmente nel settore domestico (55% circa) o nel riscaldamento dell’edilizia civile e terziaria (16% circa). Il settore pubblico ha aggiunto un 12%, i produttori e distributori di energia un 11% e infine l’industria un (piccolo) 6%.
Continua a leggere: Certificati bianchi e risparmio energetico

60% di efficenza. Sembra fantascienza, ma non lo è. Questo sorprendente risultato è stato ottenuto da un istituto di ricerca National Renewable Energy Laboratory che ha sfruttato una nuova composizione a base di nanoparticelle di silicio per raggiungere una produzione multipla di elettroni per ogni fotone da cui viene stimolata (nei modelli attuali infatti il rapporto di produzione/irraggiamente è sempre stato 1:1). Un tale risultato non è cmq una novità. Infatti già con altri materiali si erano raggiunte tali soglie di efficienza, unico problema si trattava di materiali altamente tossici.
Grazie agli studi appena proposti sembra infatti che si possa ottenere lo stesso effetto usando il sempreverde silicio (c’è chi lo dava già per spacciato come materiale). Ma le sorprese non finiscono qui: sembra infatti che la produzione di questi layer di nanoparticelle sia relativamente semplice (ergo economica) al contrario di altre procedure già collaudate (come la “multijunction” di celle fotovoltaiche) molto costose e addirittura meno efficenti.
Il prossimo passo nello sviluppo di questa tecnologia consiste nel riuscire a estrarre tale energia dalla complicata struttura di nanoparticelle di silicio. Un problema a quanto pare non banale, ma che si spera nel giro di qualche anno di riuscire a risolvere.
via Ecogeek