Dei tanti modi per raccontare l’emergenza rifiuti in Campania ce ne sono alcuni decisamente ben riusciti. Come “Dov’è Napoli? (where the hell is munnezza)”, un video realizzato da The Jackal e interpretato da Francesco Ruzzo, che si rifà alla famosa serie di video “Where the hell is Matt?”.
Ma mentre la serie originale mostrava Matt Harding che ballava in alcuni dei posti più belli del mondo, in questo caso a ballare è Ruzzo, in mezzo alla monnezza, in alcuni dei luoghi più belli di Napoli: la villa comunale di Mergellina, i vicoli sotto a via Toledo, via Monteoliveto dietro la Caserma Pastrengo e davanti la facoltà di Architettura, il lungomare Caracciolo, Calata Capodichino.
Il messaggio del video è chiaro: “Napoli. Da soli non si può fare molto. Per cambiare bisogna essere in tanti”.
Via | The Jackal

Tommaso Sodano vicesindaco di Napoli nonché assessore all’Ambiente con il primo cittadino Luigi de Magistris sembra essere riuscito a quadrare il cerchio: della raccolta differenziata e della sua estensione i cui costi saranno coperti dal Ministero dell’Ambiente, Governo e Conai.
Oggi la conferenza stampa di presentazione del piano, a cui hanno preso parte anche il Ministro Prestigiacomo e Roberto De Santis presidente Conai. Conferma Sodano che non c’è l’intenzione di costruire un nuovo termovalorizzatore, volontà per ora messa da parte dal ministro Prestigiacomo. E dopo le fatiche politiche tutti da Gambrinus per un caffè e una sfogliatella.
Leggo la notizia scritta direttamente da Sodano che la pubblica come nota sulla sua pagina su Fb:
Il piano predisposto dall’ASIA per l’estensione della raccolta differenziata integrale previsto per il 2012, che porterà ad oltre 500 mila abitanti serviti dal servizio di porta a porta .I quartieri coinvolti saranno Vomero, Fuorigrotta, Chiaia, San Ferdinando e il Centro Antico. Questo piano va in continuità con quello previsto per il 2011 che coinvolgerà gli abitanti dei quartieri Posillipo, Ponticelli, Barra e Quartieri Spagnoli ed il completamento dei quartieri Scampia, Colli Aminei e Bagnoli. Questo piano ha il doppio scopo di incrementare considerevolmente le percentuali di raccolta differenziata e parallelamente di limitare sempre di più le quantità di rifiuti residui da smaltire in discarica. Già nel 1° semestre 2011 grazie al porta a porta si è evitato lo smaltimento in discarica di 45.500 ton di rifiuti urbani. Un’Amministrazione che si muove e produce concretamente, ottenendo l’appoggio umano ed istituzionale anche del Ministro Prestigiacomo, la quale dichiarando di voler insistere e di voler aiutare Napoli nella “sfida” della raccolta differenziata, ha tenuto a precisare che il porta a porta rappresenta solo il primo ma fondamentale passo verso il ciclo virtuoso dei rifiuti. Il Ministro ritiene, infatti, che la questione vada affrontata al di la delle divisioni politiche ed ideologiche. Uniti nella sfida per una Napoli pulita e, precisa il Ministro, legalizzata, essendo, infatti, la legalità il presupposto di un vero cambiamento. Sottolinea, inoltre, di apprezzare la partecipazione dei napoletani e la volontà che stanno dimostrando nel voler riscattare l’immagine di una delle più belle città del mondo.
Da quel che ho potuto capire quindi, ci sono le premesse economiche anche se praticamente i soldi arriveranno solo nel 2o12. Ma d’altronde cosa potranno essere ancora pochi mesi di attesa davanti a un emergenza rifiuti e ambientale che dura ininterrottamente da 20 anni?
Foto | Flickr

Del metodo Arrow-bio ne scrivevo 3 anni fa a proposito della emergenza rifiuti in Campania, atto primo. Era la soluzione suggerita durante una trasmissione radiofonica all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Lui si mostrò incredulo e quel primo atto si risolse con il nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Il resto è storia, fino alle nuove emergenze (in proposito il racconto della trattativa Stato-camorra per la gestione dei rifiuti), alla chiusura delle discariche (qui la mappa di quelle fino a oggi emerse e gestite dal clan dei Casalesi) non perché i napoletani amano complicarsi la vita ma perché è l’Europa a vietarlo e alle elezioni di de Magistris che ha scelto Tommaso Sodano come vice sindaco e assessore all’ambiente. Ossia, l’unico capace di controbattere la camorra dei rifiuti. Ebbene, in questo giro pazzesco, riecco spuntare via WWF Abruzzo la proposta dell’Arrow-Bio. Che torna a interessare anche i napoletani.
In Abruzzo sembra andare tutto liscio perché trasferiscono in Emilia Romagna l’umido a 220 euro a tonnellata. E per quanto funzionerà uno smaltimento pagato dagli abruzzesi al doppio del suo prezzo? Eh si, perché non è che sia poi così facile aprire nuove discariche e non solo in Campania: ma in Europa (direttiva comunitaria numero 98 del 2008). E dunque a mano a mano che andiamo avanti, quelle regioni che non hanno predisposto un circolo virtuoso della gestione dei rifiuti finiranno come la Campania.
Vi segnalo la discussione fatta in seno alla Commissione Europea il 18 gennaio scorso, presente anche Luigi de Magistris a pochi mesi dalla sua elezione a primo cittadino di Napoli. Leggete gli interventi dei deputati europei e quelli degli italiani e poi ne riparliamo…
Foto | Flickr
Scrive Vincenzo De Luca sindaco di Salerno sulla sua pagina Fb:
Hanno approvato un decreto legge sui rifiuti che è acqua fresca: non cambia nulla, semplicemente consente accordi diretti delle regioni. Ma Caldoro continua ad avere un approccio al problema come se non lo riguardasse…
La critica al governatore della Regione Campania la dice lunga sullo stallo che si vive nelle amministrazioni rispetto a un problema che richiede termini più rapidi e coordinamento per essere risolto. Tradotto: bastoni tra le ruote alla neo amministrazione di de Magistris. Ma il sindaco non fa un plissé (in alto il video della visita all’autoparco dell’Asìa) e tira dritto per la sua strada. Fa sapere via Fb che ha contattato già 10-15 comuni che però devono attendere il nulla osta delle rispettive amministrazioni regionali. Ma avanza una proposta:
che venga introdotta una modifica: che, quando c’è un accordo tra Comuni al di sopra di 400-500mila abitanti, ci possa essere l’accordo diretto senza passare per il nulla osta regionale. Modifica che snellirebbe il processo e farebbe finire i veti, aprendo a una bella stagione delle municipalità.
E così, se ci fosse questa possibilità Giuliano Pisapia sindaco di Milano che vorrebbe aiutare i napoletani, sarebbe libero di farlo contro il no espresso dalla Regione Lombardia e dalla Lega che pure si è battuta all’ultimo consiglio ei ministri affinché non arrivassero al Nord i rifiuti dei napoletani. Tommaso Sodano, assessore all’ambiente e vicesindaco di Napoli, ha chiarito che l’aiuto chiesto sarebbe solo momentaneo e che Napoli e la Campania si stanno attrezzando per raccolta differenziata (l’obiettivo è arrivare al 70%) porta a porta e compostaggio.
Anche gli astronauti sono sotto emergenza rifiuti tanto che sono stati costretti a abbandonare temporaneamente la ISS, la Stazione spaziale internazionale. Infatti secondo quanto ha riferito un portavoce dell’agenzia spaziale russa Roscosmos pezzi di immondizia spaziale sono passati a 250 metri dalla stazione orbitale tanto che i 6 astronauti si sono rifugiati nella navicella Soyuz.
Stazione spaziale internazionale
Già nel 2009 si ebbe una evacuazione forzata causata dall’arrivo improvviso di detriti, anzi diciamo vera e propria immondizia elettronica, che si trova copiosa in orbita intorno al nostro Pianeta.
La situazione ha messo in evidenza, ancora una volta, come le missioni spaziali siano sempre più minacciate dalla spazzatura che orbita intorno alla Terra: sono per lo più satelliti abbandonati e pezzi elettronici e metallici che si trasformano in pericolosi proiettili.

Diego Fissore, ingegnere e amministratore della Fissore Agency di Monaco vuole aiutare i napoletani a risolvere il problema emergenza rifiuti. E come? Con i sistemi studiati e messi a punto dalle sue cinque società che hanno sede nel Principato di Monaco. Ma precisa che non usa inceneritori. Anzi, racconta proprio delle difficoltà avute per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie:
Abbiamo speso molto tempo per le pratiche burocratiche. Soltanto per ottenere le certificazioni CE sono passati più di due anni. Siamo autorizzati a proporre le nostre soluzioni da gennaio di quest’anno. E poi la lobby degli inceneritori è molto potente.
In sostanza l’Ing. Fissore usa una tecnologia inventata da Raghavendra Rao ingegnere indiano con lunga esperienza alla società governativa Petronas compagnia petrolifera malesiana. L’idea è di trasformare la plastica in carburante (tecnologiaP2P) e di recuperare dall’indifferenziata il vetro, l’alluminio, plastica e organico, usando il vapore (tecnologia Autoclave). I costi? si va dai 6 ai 60 milioni di euro ma se c’è bisogno l’ingegnere ha appoggi presso banche internazionali.
La notizia la riporta Il Mattino e come tale la riprendo anche se mi assale il dubbio che sia una supercazzola (smentitemi nel caso).
Foto | Fissore Agency

Sotto il solleone partenopeo, in queste ore, non prolifera solo la monnezza, ma anche la volontà dei napoletani di venire fuori dall’emergenza rifiuti. Si ripuliscono le strade cittadine e anche il mitico Mappatella Beach assieme agli interventi messi a punto dal sindaco de Magistris e dal vicesindaco Tommaso Sodano nonché assessore all’Ambiente. Sono solo i primi timidi passi verso una normalizzazione ancora tutta da definire.
Il diritto di cronaca in questo Paese oramai è diventato un optional per cui difficilmente leggeremo o vedremo sui tg o media del mainstream queste buone notizie. Dunque in alto nella foto la ripulitura di Mappatella Beach, la spiaggia di Mergellina, per mano dei “Precari Bros”.
Via | Café do Friariell
Primi passi verso la normalità. Ecco cosa sta accadendo a Napoli in queste ore in una città sepolta sotto la monnezza di anni di emergenza rifiuti. Nessuna promessa miracolistica, ma piccole azioni che contribuiscono a creare una rete di raccolta differenziata. Si inizia con l’ordinanza del sindaco de Magistris e si prosegue con la prima installazione di isola ecologica mobile (il video in alto) voluta dall’assessore all’Ambiente Sodano nonché vicesindaco. Il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, assicura che per incentivare la raccolta differenziata in Campania ci saranno 150milioni di euro e provvedimenti ad hoc che aiutino il trasferimento della monnezza.
Le cronache del mainstream mediatico ci raccontano di tafferugli, sacchetti bruciati, roghi, omettendo di scrivere o di dire che sono atti intimidatori della camorra ai danni dei cittadini napoletani perbene.
I punti del programma di Sodano sono:
Continua a leggere: Emergenza rifiuti a Napoli, il video delle isole ecologiche mobili
Gira a Napoli e provincia, in queste ore di emergenza rifiuti la cui risoluzione del nuovo team del Sindaco De Magistris e del Vice Sindaco Tommaso Sodano sia stata boicottata, il volantino che vedete accanto. Insegna a produrre meno rifiuti, proprio per coinvolgere la gente a essere parte attiva nella gestione della monnezza. L’iniziativa nasce dagli stessi napoletani oramai sfiniti da questa guerra in atto contro ogni standard di civiltà e pulizia.
Sono certamente piccoli, piccolissimi passi, ma se moltiplicati per gli oltre 4 milioni di abitanti della metropoli più hinterland, potrebbero iniziare a produrre un serio effetto. Il coinvolgimento dei cittadini perciò è fondamentale sopratutto per il corretto conferimento dei rifiuti che andrebbero differenziati e poi consegnati alle isole ecologiche, in attesa che parta il servizio Porta a Porta.
I consigli, naturalmente sono validi per tutti, facilmente applicabili e sono:
Foto | Fb
I cinque giorni che si era dato il neo sindaco di Napoli Luigi De Magistris per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli sono scaduti oggi e la città versa nel solito caos munnezza (sollazzatevi con i commenti su polisblog). Come ho avuto modo di ribadire più volte la questione dei rifiuti a Napoli è molto complessa perché strettamente connessa con la camorra che non è solo quella dei morti ammazzati per strada ma sopratutto quella dei colletti bianchi che siedono alle poltrone delle varie amministrazioni.
L’uomo che fa la differenza in questa storiaccia lo ribadisco è Tommaso Sodano, neo vicesindaco e assessore all’Ambiente che conosce per filo e per segno la situazione. Ha denunciato i nomi e cognomi dei responsabili dello scempio napoletano nel suo libro La Peste e ora se li ritrova di fronte in qualità di interlocutori nella risoluzione del problema rifiuti. Queste le premesse.
Dunque se un errore di De Magistris c’è è di tipo politico: mai dare scadenze. Comunque in alto il video caricato su youtube che un po’ apre uno scenario diverso rispetto ai servizi giornalistici che girano sul mainstream: pizza, sole, mandolino, putipù e munnezza allegramente fatta pascere per le strade partenopee. Vi lascio il commento di chi ha caricato il video:
L’Asìa (società di raccolta rifiuti di Napoli) invece di caricare sul proprio camioncino quanti più rifiuti, si limita a riaccantonarli per strada, addirittura svuotando per terra alcuni contenitori pieni che erano stati rovesciati per protesta. La guerra tra il Comune di Napoli, e la Lavajet (azienda di raccolta in subappalto) di proprietà di un responsabile PDL di Savona, continua. In palio c’è far vincere il Porta a Porta contro chi a livello nazionale vuole buche e forni dove smaltire rifiuti locali e quelli industriali nazionali…