
Anche ai produttori di automobili sarà riconosciuto il sistema di credito di emissioni di CO2 a patto che immettano sul mercato nuove vetture dotate di certificazione eco-innovazione. Il regolamento è stato approvato il 25 luglio e essendo entrato in vigore il sistema di credito lo sarà anche il sistema di scambio (ETS).
Perché questa operazione? Bruxelles spera così di spingere l’industria automobilistica verso il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione di limitare le emissioni di CO2 delle automobili nuove a una media di 130 grammi / km entro il 2015.
E veniamo alle “eco-innovazioni” definizione dentro cui ci si trovano un mucchio di cose tra cui pannelli solari, ad esempio, secondo il principio di:
migliorare la propulsione del veicolo o il consumo energetico dei dispositivi obbligatori, senza compromettere la sicurezza dello stesso.
Perciò avremo vetture più ecologiche o vetture bardate con costosi e inutili gadget finto eco?

Ridurre le emissioni di CO2, risparmiare il 70% di gasolio e ridurre il consumo di acqua. E’ quanto si ottiene con la semina su sodo, tecnica agricola messa a punto negli Stati uniti 50 anni fa. La semina su sodo è praticata anche in Italia su 5000 ettari e oggi si è tenuta la conferenza stampa di A.I.P.A.S - Associazione italiana amici del suolo, che ha presentato i 10 anni di incoraggianti sperimentazioni.
In cosa consiste la semina su sodo? Le informazioni si trovano proprio sul sito dell’A.I.P.A.S segnalato qualche rigo sopra, ma possiamo dire in maniera molto sintetica:
E’ un sistema agronomico che si basa sulla non lavorazione del terreno. Speciali seminatrici mettono a dimora il seme nel terreno senza operare precedentemente l’aratura del suolo e tutte le altre forme di lavorazione meccanica del terreno.
Spiega Danilo Marandola presidente di A.I.P.A.S:
Il terreno seminato su sodo riduce l’evaporazione del 60%, tagliando la domanda di acqua da irrigazione. Non è da trascurare che tale tecnica riduce le emissioni dirette e indirette di CO2. Solo i consumi di gasolio si riducono del 70%. Gli agricoltori della rete Aipas, ad esempio, risparmiano annualmente 500 tonnellate di gasolio, con un notevole abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e dei costi di coltivazione.Si alleggerisce il carico di lavoro aziendale di due terzi, perché consente di gestire i seminativi con sole 4 ore di lavoro ad ettaro, rispetto ad un seminativo convenzionale che ne richiede complessivamente 12.
Altro vantaggio della semina su sodo è la possibilità di ottenere due raccolti in un anno nel rispetto della fertilità dei suoli e di contribuire al controllo dell’erosione senza che la pioggia disperda fertilizzanti. E a dimostrazione di come sia fattibile sabato 30 luglio a S.Giogio la Molara si terrà una mattinata in cui mentre si raccoglierà frumento si seminerà in contemporanea il sorgo da foraggio.
Via | Comunicato stampa
Foto | Aipas
E’ stata pubblicata la Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di anidride carbonica delle automobili a cura dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti. In sostanza, sono elencati i modelli di automobili che aiutano sia a ridurre le emissioni di CO2 sia a risparmiare carburanti.
Vincono la sfida, tra i modelli a benzina le ibride Lexus CT, Toyota AURIS HSD 1.8 e Toyota PRIUS 1.8; per le diesel si piazzano nei primi tre posti la Volkswagen POLO 1,2, la Smart FORTWO cdi e Seat IBIZA ST 1,2.
Classifica consumi e emissioni di CO2 auto benzina, diesel, ibride, gpl, metano, elettriche

Una parola la spenderei però sull’obbligo di legge in base al D.P.R. n. 84 del 17 Febbraio 2003 ( qui i principi) che riguarda produttori di autovetture e venditori. In sostanza viene richiesto di raccogliere i dati e di pubblicare e pubblicizzare, attraverso vari strumenti, il risparmio di CO2 e di carburante con l’obiettivo di favorire l’acquisto consapevole al fine di ridurre le emissioni di gas serra e di favorire il risparmio energetico.
Continua a leggere: La classifica e la guida alle 10 auto con meno emissioni di CO2

Le auto elettriche sono davvero veicoli a zero emissioni? La domanda la fanno le associazioni europee dei consumatori che chiedendo di valutare l’intero ciclo di emissioni di CO2, dunque incluse quelle per l’approviggionamento dell’elettricità usata per caricare le batterie dei veicoli elettrici. Infatti, secondo i consumatori a causa delle pressioni commerciali e politiche per spingere la diffusione di auto elettriche come veicoli a zero emissioni si sta portando avanti un messaggio fuorviante.
Spiega Werner Kraus presidente della FIA (Fédération Internationale de l’Automobile):
Pur sostenendo la spinta verso i veicoli elettrici, i nostri club chiedono maggiore trasparenza e coerenza nella valutazione del ciclo di emissioni di Co2 nei veicoli plug-in.
Non solo, ma avverte la FIA che i prezzi delle auto elettriche sono ancora troppo elevati e dunque la loro diffusione ne è rallentata. Inoltre sono da calcolare attentamente i costi e spiega Kraus:
Il totale dei costi di esercizio devono anche essere studiati e presentati in modo chiaro ai consumatori. Non è possibile un passaggio automatico alle vetture elettriche perchè c’è uno svantaggio economico per gli automobilisti.
Inutile dirlo che in Europa c’è incertezza in merito all’acquisto di auto elettriche. Dudley Curtis, manager della comunicazione a Bruxelles per una Ong per trasporti e ambiente avverte che molte tecnologie green non sono in realtà compatibili con l’ambiente, in particolare i biocarburanti e le auto elettriche se l’energia per ricarcarle arriva dal carbone o dal petrolio.
Continua a leggere: Auto elettriche a zero emissioni? I consumatori europei se lo chiedono
E’ una città che sorge nel deserto ma progettata per essere autosufficiente, sostenibile e ecologica: Masdar City è forse l’utopia che diventa realtà. Siamo a pochi chilometri da Abu Dabhi, negli Emirati Arabi e il progetto vuole che la città sia oil free, che l’energia provenga solo da fonti rinnovabili, che non si sprechi una goccia di acqua.
Sarà popolata da circa 50mila abitanti e si prevede un flusso di circa 100mila pendolari ammortizzati nelle loro emissioni di CO2, grazie al sistema di trasporto Pod Car, su binari magnetici. L’inaugurazione ufficiale sarà nel 2015, ma intanto aprono già i primi negozi (con qualche polemica), ristoranti e ci sono già i primi abitanti.
Le foto pubblicate in esclusiva su GreenProphet sono state scattate durante il Masdar City’s open house in cui c’è stato l’evento The Market@Masdar City, che si è tenuto qualche giorno fa. In pratica, anche se la città non è ancora abitata definitivamente, è stato possibile visitarla e fare shopping al mercato biologico, nei ristoranti e nei bar. E la fiera Market@Masdar City si terrà ogni fine mese e fino a settembre proprio per presentare la nuova struttura ai cittadini e farli abituare alla nuova filosofia della città.
L’impressione di chi l’ha visitata però è che: sì è bella, che: sì è piena di soluzioni eco-sostenibili, ma che sembra sia destinata a una clientela ultra-stra ricca.
Il Wwf, in collaborazione con l’Università della Tuscia e la II Università di Napoli si è inventato il “carrello della spesa virtuale” per sapere a quanta CO2 emessa in atmosfera corrisponde la nostra spesa alimentare.
Iniziativa sicuramente curiosa, dal valore scientifico magari non eccelso visto che si va per forza per generalizzazioni e grandi categorie, ma certamente interessante. Specialmente come primo approccio al consumo consapevole ed ecologico, magari per i ragazzi.
In pratica si tratta di una pagina web in Flash con una sorta di giochino: tra le varie categorie trascini nel carrello i prodotti alimentari fino alla fine della spesa. Poi rispondi a poche domande e, alla fine, ottieni il tuo scontrino con la quantità di CO2.
Certamente i dati vanno presi con le pinze, come già accennato, ma uno su tutti è interessante: il dato medio italiano di emissioni dovute alla spesa alimentare che è pari a 1.778 kg di CO2 equivalente a testa. Troppo alto, e questo è sicuro, ma forse ingeneroso: facendo una prova, con prodotti quasi a caso messi nel carrello (ma comunque che rispecchiavano abbastanza la mia alimentazione) ho totalizzato meno della metà di quella cifra.
E, devo essere onesto, a tavola non mi faccio troppi problemi. Forse il buon risultato è dovuto al fatto che, spontaneamente, seguo le poche regole che lo stesso Wwf consiglia: niente sacchetti di plastica al supermercato (in attesa che vengano finalmente eliminati per legge), cibi della zona, verdure e frutta fresche e di stagione, pochi surgelati, carne e pesce locali.
In pratica il mio palato preferisce il cibo a km zero. Ma non era quello che si è sempre mangiato per secoli e secoli in tutto il mondo?
Via | Wwf

Il senatore Antonio D’Alì ha vinto il Premio Ambiente Special 2010. Il senatore anti-Kyoto, nonché presidente della Commissione Ambiente al Senato, Antonio D’Alì è stato a capo del drappello di nove membri della camera alta che hanno chiesto al governo di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea, il famoso 20-20-20 (mozione approvata con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto).
Poi ha caldeggiato la riforma del sistema di leggi che governano le aree protette marine e terrestri, chiedendo la possibilità di entrare con lo yatch nelle riserve marine.
Infine si è battuto contro le trivellazioni petrolifere off shore nel Canale di Sicilia.
Avete intenzione di acquistare una auto ibrida per ridurre le vostre emissioni di CO2 e rispettare l’ambiente? Non è detto che sia la soluzione ideale.
O almeno così la pensa l’Osservatorio Metanauto che ha commissionato uno studio all’Emap (ente parlamentare svizzero di ricerca scientifica e tecnologica) per mettere a confronto le emissioni di CO2 delle auto a metano e di quelle ibride.
Il risultato è che vince, anche se di poco, il metano. Sia che nell’extraurbano che in autostrada. Le emissioni sono state, però, calcolate in un modo diverso dal solito: in grammi di CO2 per KWh, cioè hanno misurato, durante la percorrenza dell’auto, quanta anidride carbonica emetteva il mezzo per ogni unità di potenza erogata dal motore.
Il risultato è di 0,9 grammi per i veicoli ibridi e 0,8 per quelli a metano nell’extraurbano. Che scendono, rispettivamente, a 0,8 grammi e 0,6 in autostrada. Il metano, quindi, a detta di chi lo vende è più ecologico.
Un solo dubbio: la strana unità di misura. Come mai non è stato usato il più classico rapporto tra emissioni e chilometri percorsi? Perchè, in sostanza, non parliamo di tot g/km? Il dubbio, infatti, è che i numeri nascondano il trucco: non è che l’ibrido, con la sua coppia decisamente maggiore, alla fine a parità di Km la vince?
Una cosa è parlare di potenza al motore, una cosa alla ruota. Ma per fare strada, oltre al motore, servono anche le ruote. Tanto è vero che le auto diesel, proprio grazie alla alta coppia ai bassi giri, consumano molto meno di quelle a benzina a parità di potenza erogata.
Dal 2008, la Corea del Sud ha intrapreso un progetto di crescita sostenibile estremamente ambizioso che non accenna a perdere colpi malgrado la crisi internazionale. Ne sia esempio, la decisione posta in essere dal governo di Seoul di destinare una quota annuale pari al 2% del PIL a progetti specifici nel settore della greeen economy. E questo, malgrado la profluvie di investimenti privati (stranieri e non) già presenti sul mercato. Non da ultimo, poi, è da annoverare la costituzione - qualche mesa fa - dell’Istituto Globale sulla crescita verde, di respiro internazionale, che ha lo scopo di trovare soluzioni per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo economico. In questo consesso, proprio ieri, trenta fra le maggiori aziende sudcoreane hanno fatto sapere alla Nazione che intendono investire 22.400 miliardi di won (18 miliardi di dollari circa) entro il 2013 per trovare tagliare le emissioni di C02 entro il 2020 al 30% e favorire, contestualmente, la crescita interna del mercato del lavoro. Le somme stanziate si dovrebbero così ripartire: 8.900miliardi per l’energia pulita, 5.300 miliardi per lo sviluppo di auto ecologiche, 4.300 miliardi per dispositivi elettrici di nuova generazione.
Tra tutti i progetti più folli o avveneristici, poi,che in questi ultimi anni affollano la mente dei sudcoreani ce n’è uno decisamente singolare, funzionale ad azzerare il traffico veicolare nella caotica capitale: la U-Smartway di Seoul. Ovvero: l’autostrada sotterranea che dovrebbe prevedere una gestione automatica del traffico a una velocità non superiore ai 30 km orari in modo da collegare i due punti estremi della capitale in meno di mezz’ora. Ad un costo complessivo di 11.200 miliardi di wons (7,51 miliardi di eruo). Secondo il disegno concepito, che dovrebbe vedere i natali nel 2017 e ritenersi completamente concluso nel 2020, le vetture - una volte immesse nella rete sottorrenea - dovrebbere essere autoguidate su un’autostrada di almeno 700 km suddivisa in 6 assi differenti con conseguente riduzione del traffico in superficie e aumento della sicurezza. Non è, tuttavia, ancora chiaro quale sarà fonte energetica di riferimento per questa grande opera….
Via | transportdufuture ; agoravox
Foto | Flickr
Come coniugare le richieste di fondi delle associazioni per le loro attività, in tempo di crisi e l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 sul proprio territorio? La quadratura del cerchio l’ha trovata il sindaco di Minervino Lecce. Ettore Caroppo, questo il nome del primo cittadino, non riesce a riconfermare la somma dello scorso anno destinata alle associazioni, cioè 15mila euro. Ne ha molti meno. In più c’è l obiettivo da raggiungere, 20-20-20 considerato che Minervino collabora con il Patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni di CO2. Dunque ha pensato di dare sì i soldi alle associazioni che ne fanno richiesta, ma sotto forma di incentivo per l’acquisto di biciclette elettriche o di pannelli solari.
Ha detto il sindaco Caroppo:
Quest’ultima idea ci consente di coniugare tre esigenze: quella di andare incontro ai bisogni delle associazioni; quella di rispettare quanto fissato dal “Patto dei Sindaci” sull’ambiente, cui ha aderito il comune di Minervino di Lecce e, infine, quella di praticare nuove soluzioni che sopperiscano ai tagli alla spesa pubblica. Con la concessione dei pannelli solari termici, ma anche delle bici elettriche, che consentono un risparmio costante, considerato che per il rifornimento ci si affida non più alla benzina ma alla più economica e meno inquinante corrente elettrica, le associazioni –una quindicina quelle presenti a Minervino – potranno, infatti, organizzare una lotteria per finanziare le proprie iniziative culturali. Ciò consentirà la diffusione del pannello solare e della bici elettrica e, nel contempo, fornirà una maggiore sensibilizzazione verso il risparmio energetico.
Via | Lecceprima, La Gazzetta del Mezzogiorno
Foto | Comune di Minervino