
Casio ha cominciato a produrre orologi a energia solare da qualche tempo nelle linee G-Shock e Oceanus. I nuovi modelli presentati a Eco Product 2010 sono veramente innovativi e hanno i pannelli solari appena sotto il quadrante dell’orologio.
La Casio ha stimato che un orologio ha bisogno solo di 6,2 W di energia rinnovabile per effettuare 860,000 movimenti del meccanismo dell’orologio.
Via | Ecofriend

Fra le tecnologie emergenti mi ha particolarmente incuriosito la messa a punto di un nuovo sistema di produzione di energia. Si tratta sostanzialmente di una bomboletta spray capace di emettere una sottile pellicola fotovoltaica in grado, stando alle parole dei suoi inventori, di produrre circa 100 watt per metro quadro.
A metterla a punto (si tratta ricordiamolo di un protipo da laboratorio) è stata la EnSol, società norvegese da tempo impegnata nel campo dello sviluppo di tecnologie sostenibili, in collaborazione con l’Università inglese di Leicester. La particolarità della pellicola fotovoltaica consiste nell’essere così sottile da poter essere spruzzata su superfici piatte come quelle degli edifici, consentendo un adeguato sfruttamento dell’irraggiamento solare.
Fra le possibili applicazioni, per il fatto di essere completamente trasparente, anche l’utilizzo sui vetri. I responsabili del progetto fanno sapere di essere attualmente in una fase di ricerca, ma visti i risultati sinora conseguiti, ci sono tutte le condizioni necessarie per migliorare l’efficienza dello spray di almeno il 20% e addirittura lanciarlo sul mercato entro il 2016.
Gli scienziati del Centro per la ricerca energetica CIE della UNAM, Universidad Nacional Autónoma de México, guidati dal professore Wilfrido Rivera ( a sinistra nella foto con l’impianto di condizionamento), hanno messo a punto un sistema di climatizzazione alimentato da pannelli solari, adatto al clima caldo umido del Messico.
Ha detto il Prof. Rivera:
Già esistono macchine del genere prodotte in Germania e in Giappone. Il nostro progetto, invece, è specifico per le condizioni meteorologiche del Messico.
Una delle novità riguarda la “torre di raffreddamento” che di solito usa acqua per dissipare il calore prodotto ma luogo ideale per il proliferare della legionella. Il sistema sviluppato da Robert Best, Octavio Garcia, Gomez e Victor Rivera fa si che la torre di raffreddamento non usi acqua ma aria, eliminando così il problema legionella. Il condizionatore arriva dopo circa 20 anni che sono allo studio sistemi del genere che abbiano come sistema di alimentazione l’energia solare, risorsa abbondante nella maggior parte del paese.
Il sistema, che per ora risulta essere ancora troppo ingombrante, dovrebbe poter durare almeno 15 anni senza ricevere manutenzione. Spiega il prof. Rivera:
Tutto ciò che serve è tenere pulito il campo dei collettori per catturare al meglio le radiazioni solari.
Inoltre, questo progetto è stato recentemente approvato dal Ministero per l’Energia e dal Consiglio Nazionale per la Scienza e la Tecnologia e vi sono due società interessate: la Modulo Solar e la RDMES Technology, quindi, le prospettive per il sistema di condizionamento a energia solare progettato dall’università, sono incoraggianti.
Via | Greenopolis, Milenio
Foto | Milenio
Paolo Scaroni è l’amministratore delegato di ENI. E ieri, durante gli Eni Award 2010 ha deciso che era il momento buono di dare un segnale al Paese. Come? Con una bella dichiarazione a proposito dell’energia, precisamente di quella fotovoltaica.
Perciò durante il suo discorso al Qurinale ha detto:
Il solare in Italia, e non solo in Italia, è un settore che sta in piedi grazie a sussidi pagati dagli stati o dai consumatori. E’ in assoluto la più promettente tra le fonti rinnovabili: basti pensare che ogni giorno il nostro pianeta riceve dal sole più energia di quanta ne consuma in un anno’. Il problema è che le tecnologie attualmente disponibili per catturare l’energia solare sono vetuste e poco efficienti; riusciamo a convertire in elettricità poco più di un decimo dell’energia solare che si abbatte su un pannello al silicio. Ne consegue che, se volessimo utilizzare le tecnologie di oggi per far fronte ad una parte rilevante del nostro fabbisogno energetico, bisognerebbe coprire di pannelli ampie aree del nostro pianeta.
Una parola a favore e una contro Scaroni. Quella buona: ENI è impegnata con il MIT, attraverso il Solar Frontiers Center, per promuovere e sviluppare una cella solare sottilissima e molto efficiente; quella cattiva: dal 2002 al 2005 è stato amministratore delegato in ENEL ed è assolutamente favorevole al nucleare.
Foto | ENI

La Cina per il 70% del suo approvvigionamento di energia elettrica usa carbone contro il 29% della media mondiale. Il dragone, perciò anche se spende poco inquina. Il fatto è che questo suo inquinamento fa torcere il naso agli Stati Uniti che hanno sempre molto da ridire in merito, anche se loro inquinano forse di più. (Ma questa è un’altra storia e riguarda l’economia e non la tutela dell’ambiente).
Dunque, i cinesi ogni tanto se ne vengono fuori con brillanti proclami, com’è d’altronde nel loro stile. Questa volta annunciano un esperimento di energia sostenibile a Turfan, capitale dello Xinjiang. Siamo nel nord-ovest della Cina, sulla Via della Seta e nel bel mezzo di un deserto, ventoso, che ospita uno degli impianti eolici più grandi al mondo, quello di Dabancheng.
Informa l’agenzia Xinhua che a Turfan in un area di circa 8 Km quadrati sarà impiantata una cittadella che sarà alimentata solo da energia proveniente da eolico, geotermico e da pannelli fotovoltaici:
Un impianto di produzione di energia fotovoltaica con una potenza installata di 13 MW sarà costruito per rifornire di energia elettrica per i residenti della zona, per illuminare le strutture pubbliche e per alimentare i veicoli elettrici sia privati sia pubblici. Il numero di autovetture private sarà ridotto al minimo mentre le batterie di accumulo dell’energia solare verranno utilizzate per autobus e taxi.
Il quotidiano nazionale “Il Riformista” ha pubblicato una lettera scritta da un nutrito gruppo di scienziati, imprenditori, giornalisti e politici italiani favorevoli al nucleare. La missiva è indirizzata al segretario del Pd Pierluigi Bersani, invitato ad appoggiare apertamente l’atomo, e come primo firmatario ha il senatore Umberto Veronesi, presidente in pectore della futura Agenzia per la Sicurezza nucleare. Ecco il cuore della lettera:
Fra le grandi questioni irrisolte del nostro Paese vi è il problema energetico. I dati ti sono chiari: importiamo più dell’80 per cento dell’energia primaria di cui abbiamo bisogno, principalmente, da Paesi geopoliticamente problematici. Produciamo l’energia elettrica per il 70 per cento con combustibili fossili.
Circa il 15 la importiamo dall’estero e prevalentemente di origine nucleare. Se non la importassimo la nostra dipendenza dai combustibili fossili (gas e carbone in primo luogo) salirebbe oltre l’80 per cento. Con le rinnovabili, se escludiamo l’idroelettrico, patrimonio storico del nostro Paese, ma praticamente non aumentabile, produciamo circa il 6 per cento.
L’energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2 per cento
Bersani, ovviamente, ha risposto a mezzo stampa:

Durante l’evento della Important Records, tenutosi in Nevada, i partecipanti hanno potuto ascoltare musica prodotta ad energia solare, giunta fino alle loro orecchie grazie ad una installazione di Craig Colorusso.
Sun Boxes è un’installazione di 20 casse che operano indipendentemente l’una dall’altra, su ognuna delle quali è montato un pannello solare: l’ambiente sonoro che viene riprodotto muta naturalmente, seguendo le variazioni di luce per tutto l’arco della giornata.
La sinfonia musicale riprodotta dalle casse cambia al variare della luce del sole, al tramonto la musica diminuisce pian piano, per terminare al calar del sole. Se volete ascoltare questa musica alimentata ad energia solare, trovate qui su Good il video dell’installazione.
Importante progetto quello che vedrà la luce fra qualche tempo ad Al Khafji, in Arabia Saudita. Si tratta di un desalinizzatore tutto particolare alimentato ad energia solare. La tecnologia, pensata per servire i circa 100.000 abitanti del centro cittadino, dovrebbe essere capace di fornire circa 30.000 metri cubi d’acqua al giorno agli abitanti del centro cittadino.
A mettere a punto il particolare desalinizzatore sarà la società Ibm insieme ad alcuni ricercatori del Kacst. L’idea, per quanto semplice appare del tutto innovativa, in quanto, fanno sapere i responsabili del progetto, i due metodi più comunemente utilizzati per la dissalazione dell’acqua di mare sono la tecnologia termica e l’osmosi inversa, entrambi ad altissimo consumo di energia e costi elevatissimi.
Il team di ricerca sta studiano anche il metodo per migliorare la tecnologia a nanomembrane che filtra i sali e le tossine potenzialmente nocivi in acqua usando meno energia rispetto ad altre forme di depurazione delle acque.
Qualche giorno fa vi raccontavamo del primo volo di SolarImpulse, l’aereo alimentato da sola energia solare.
Il sogno è stato a lungo accarezzato da Bertrand Piccard che ci ha sempre profondamente creduto. Il sogno ora è divenuto realtà e per quanto vi siano ancora dei limiti da superare sembra che la strada intrapresa sia quella giusta. In fondo anche i fratelli Whrigh Wright iniziarono con piccoli aerei che sembravano piuttosto dei modellini. O no?

Solar Impulse, l’aereo svizzero interamente a propulsione elettrica che sfrutta solo il sole come fonte di energia, ha compiuto ieri mattina il suo primo volo. Il decollo è avvenuto alle 10:30 circa dalla pista di Payerne ed il volo, in totale, è durato 87 minuti ad una quota massima di 1.200 metri. Da progetto avvenieristico, quindi, Solar Impulse diventa piano piano realtà.
Ecoblog segue da tempo questo progetto e, per tanto, non può che festeggiare il primo volo. L’aereo, un quadrielica con “l’ apertura alare di un Airbus A340 e il peso di una utilitaria”, come lo descrivono i suoi progettisti, è una vera e propria sfida.
Non solo per la propulsione solare, realizzata grazie ai pannelli fotovoltaici che ricoprono le ali, ma anche per le complesse soluzioni ingegneristiche adottate. Per quanto riguarda i pannelli, in realtà si tratta di 11.628 celle fotovoltaiche in silicio monocristallino che alimentano i quattro motori da 10 cavalli l’uno circa e ricaricano le batterie al litio, per i futuri voli in notturna.
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