Se Putin ha consegnato il 2 di picche a Bush durante il negoziato per l’allargamento della NATO nell’Est Europa con la Polonia che fa da ago della bilancia, Monsieur Sarkozy pensa all’allargamento del Mediterraneo, alla sua riorganizzazione e ad un futuro agroalimentare.
Il presidente francese - più noto come marito di Carla Bruni- già dagli inizi del mese scorso , complice la mediazione di Frau Angela Merkel, ha rispolverato il vecchio “Processo Barcellona” ribattezzato per l’occasione UPM- Unione per il Mediterraneo, in pratica una zona di libero scambio attiva dal 2010 . Monsieur Sarkò ha chiamato a raccolta i 27, più nove banche e una compagnia di assicurazioni (il gossip economico bisbiglia i loro nomi ma io non essendone sicura taccio) .
Tra gli entusiasti del progetto, inutile dirlo: spagnoli, italiani, francesi e greci. Soprattutto gli italiani con quella Sicilia così spinta nelle acque mediterranee e soprattutto con quasi tutti i terreni vocati alla produzione biologica. Meno entusiasti, per non dire scontenti, i paesi a Nord. Ma d’altronde dopo aver strappato alla Fisher Boel lo zuccheraggio dei mosti, a discapito dei vini col pedigree francesi e italiani, come dire? Potevano giocarsi davvero poco sul piano della negoziazione.
Mentre ci raccontate le vostre esperienze in merito al “Conto Energia” fotovoltaico, la Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato il decreto ministeriale che, attuando l’art. 7 del Dlgs 387/2003, riconosce per 25 anni una tariffa incentivante per la generazione di energia elettrica da impianti solari termodinamici, ammettendo in Finanziaria un fondo di 20 milioni di euro.
Il passo successivo è il via libera del Consiglio dei Ministri, che dovranno deliberare per l’obiettivo di potenza nominale di circa 200 MW da installare entro il 2016. Per ora gli accordi sono tra il Ministero dell’Ambiente e le regioni di Puglia, Calabria, Lazio e Sardegna per la costruzione delle prime centrali basate sulla tecnologia del solare termodinamico.
Come conseguenza di qusta approvazione è stato “rispolverato” il “Progetto Archimede” ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia, per la costruzione, presso la centrale Enel di Priolo Gargallo in provincia di Siracusa, di un impianto sperimentale, realizzato da Enel ed Enea, che utilizza il solare termodinamico integrandolo con un ciclo combinato di gas.
E’ un po’ la Milena Gabanelli d’oltralpe. Marie-Monique Robin è una che sta pestando duramente i piedi alla Monsanto con “Le mond selon Monsanto” (la presentazione del film-documentario nel trailer che vi segnalo sopra) che è anche DVD riservato alle scuole e libro presentato nei giorni scorsi alla Fiera del libro di Parigi. Oggetto del documentario i disastri ambientali seminati in giro per il mondo dalla Monsanto. E’ andato in onda l’11 marzo su Arte7.
Una pioggia di euro per lo sviluppo rurale. Con l’approvazione del PSR (Piano di sviluppo rurale) Molise sono 21 i programmi approvati a Bruxelles che beneficeranno dei fondi 2007-2013 in Italia, completando così l’intero quadro regionale. Restano in attesa di approvazione 5 programmi spagnoli, uno britannico e uno rumeno.
L’obiettivo è riqualificare le campagne con particolare attenzione all’ambiente e al territorio e last but non least creare nuovi posti di lavoro. Le misure sono tutte necessarie alla nostra agricoltura e prevedono, tra le altre: informazione e formazione, insediamento di giovani agricoltori, ammodernamento delle aziende agricole, pagamenti agroambientali,imboschimento di terreni agricoli, diversificazione verso attività non agricole,progetti concordati.
«Con i recenti provvedimenti presi – ha spiegato la Commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel – abbiamo già approvato 85 programmi sui 93 presentati. E’ infatti essenziale, per il futuro, rafforzare la nostra politica di sviluppo rurale». La Fischer Boel ha poi spiegato che «I finanziamenti accordati aiuteranno il settore agricolo a diversificarsi ma anche a finanziare i progetti ambientali che sono estremamente importanti, nonché a creare nuovi posti di lavoro in ambiti diversi da quello agricolo.
Dopo la visita degli ispettori europei, che pur non avendo espresso alcun parere (arriverà ai primi di marzo), hanno, come dire? storto il naso, rispetto alle iniziative intraprese per l’emergenza rifiuti, la Campania prosegue nelle azioni tese a rimediare allo scempio ambientale. E per riprogettare la filiera energetica, scendono in campo gli agricoltori.
Infatti, Andrea Cozzolino, Assessore regionale alle Attività Produttive ha inteso, con la firma di un protocollo con l’ Inea (Istituto Nazionale di Economia), incentivare la produzione e l’utilizzo in agricoltura e nei territori rurali delle fonti energetiche rinnovabili, programmare lo sviluppo della filiera e dei distretti agroenergetici, disciplinare le aree da destinare alla produzione integrata di energia da fonti rinnovabili (biomasse, eolico, solare).
La Regione, dal canto suo, attingerà risorse dal relativo fondo Paser per appena 400mila euro, da spendere entro luglio 2010 e per realizzare dunque l’intera filiera agroenergetica campana.
Gli agricoltori campani, attraverso associazioni di categoria o come singoli potranno così usufruire di finanziamenti sia in conto interessi sia in conto capitale, rispettivamente nel limite del 50% della spesa ammissibile, per le proposte che utilizzano tecnologie solari per la produzione di acqua calda sanitaria, e nel limite del 20 per cento per l’energia termica, e pari al 75% della spesa ammissibile per le proposte che utilizzano la tecnologia fotovoltaica.
All’assemblea del Pd svoltasi sabato 16 febbraio, Walter Veltroni ha presentato ai convenuti i suoi “12 punti per l’Italia”, ossatura del programma elettorale del neonato partito. Il primo punto è dedicato alla modernizzazione dell’Italia e si occupa in gran parte dell’ambiente. Cito testualmente dal sito del Partito Democratico:
Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l’eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l’approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.
Certo non vi è dovizia di dettagli, ma l’indirizzo sembra chiaro: riformiamo la procedura di VIA e spingiamo per la costruzione di inceneritori e rigassificatori. Non credo sia questo il modo di modernizzare l’Italia.
Continua a leggere: Veltroni al PD: inceneritori e rigassificatori per tutti

Ad oggi sono 485 le scuole che hanno aderito al bando promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sulla diffusione di pannelli fotovoltaici sulle scuole italiane. Il bando ha non solo lo scopo di promuovere le fonti rinnovabili ma anche quello di avviare all’interno degli edifici scolastici una didattica per gli studenti rivolta proprio ai temi energetici. In particolare risparmio energetico e razionalizzazione dei consumi.
Per il bando, che ha da subito riscontrato un gran successo tra le scuole e le amministrazioni locali, sono stati stanziati 4 milioni e 700 mila Euro, recuperati da fondi inutilizzati di altri bandi sulle rinnovabili. E’ rivolto a tutti i Comuni e Province purché siano proprietari di un edificio che ospiti una scuola. Ogni istituto può ricevere un finanziamento massimo di 10 mila Euro, per progetti che includano impianti da 1kW a 20kW.
Tra le regioni con il maggior numero di progetti finanziati spiccano due regioni del Sud, Sicilia e Puglia, rispettivamente con 71 e 60 progetti finanziati. Ma anche Abruzzo (57), e Calabria (50) hanno saputo sfruttare molto bene questa ottima occasione.
Il Conto energia conviene, ma la gente spesso si scoraggia e non lo sfrutta.
I motivi sono vari, ma - a monte di tutto - c’è il fatto che bisogna dedicare molto tempo ad informarsi, a seguire i lavori e ad occuparsi della burocrazia e dei rapporti con i vari professionisti. Col rischio poi che se si sbaglia qualcosa, soldi e tempo vadano perduti.
Un altro problema è quello dell’investimento iniziale: se non si hanno i liquidi, in teoria si può chiedere un finanziamento alle varie banche che hanno una convenzione col GSE. Solo che, secondo Quotidianocasa, esiste una specie di “cartello” bancario, che fa sì che tutte le banche offrano condizioni di finanziamento svantaggiose.
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