Per tutti coloro che amano decorare il proprio giardino e l’arte floreale, sia essa in vaso o in terra, è nata Florasat, la prima web tv dedicata al mondo dell’agricoltura floreale.
Nel suo primo mese di vita Florast ha riscosso un notevole successo in tutto il mondo, inaspettato alla direzione stessa, segno che l’interesse per il mondo delle piante e dei fiori è elevato.
A partire da settembre, andranno in onda su Florasat diverse trasmissioni dedicate ad operatori del settore, floreal designer, amanti dei fiori e principianti. Una sezione è dedicata ai viaggi, ovvero ai paesi che per cultura e tradizione si dedicano alla produzione dei fiori ed un’altra alle spose, alle fiere di nozze e al profondo legame tra matrimoni e fiori.
Foto | Flickr
Casa delle Farfalle di Bordano (UD), dove nell’habitat di foreste pluviali tropicali dell’Africa, Asia e Amazzonia, le farfalle volano libere, stanno per arrivare altre specie del mondo vegetale ad incantare i vistatori per la loro bellezza ed eleganza: le orchidee, prime donne del mondo vegetale.
La Casa delle Farfalle, un giardino tropicale di oltre 1000 mq che rappresenta la serra più grande in Italia, ospiterà dal 30 maggio al 7 giugno Orchidays, una mostra tematica dedicata alle orchidee per conoscere e venire a contatto con rari esemplari tropicali di questo fiore.
Il percorso si snoda in mezzo a centinaia di specie botaniche e di ibridi, accompagnato da pannelli didattici utili per conoscere biologia e strategie riproduttive delle orchidee. In più, un po’ di storia e curiosità su questo fiore dai mille misteri faranno da cornice al percorso dei visitatori.
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Quello che vedete nella foto è Titan Arum, uno tra i fiori più grandi al mondo, ma soprattutto quello che vanta il titolo di essere il più puzzolente al mondo, talmente puzzolente da meritare il soprannome di fiore cadavere. Nativa dell’indonesia, la pianta fiorisce una volta ogni sei, sette anni e gli esperti assicurano che il momento è arrivato: presto sbocceranno tanti piccoli fiori color crema e rosa.
Il Titan Arum in questione è quello conservato presso i giardini botanici reali britannici Kew Gardens. Secondo gli esperti l’odore sarà forte e pungente, come se si fosse in presenza di qualcosa di marcio o morto. Insomma, assicurano, sarà terribile, ma per ammirare tale rara fioritura, che dura solo tre giorni, vale la pena presentarsi con il naso chiuso e soffrire un po’.

Per avere una fioritura potente l’ibisco può esser potato in due momenti dell’anno: a fine autunno e ad inizio primavera. Personalmente ho provato a tagliare il mio quando inizia la bella stagione ed ho ottenuto risultati abbondanti e continui: come vi dicevo nel precedente post su come portarlo all’esterno, l’ibisco è una pianta per climi tropicali, quindi le prime settimane di primavera quando il termometro fa su e giù possono esser lontanamente paragonate (giorno più, giorno meno) con la fine del “loro” inverno biologico.
In genere l’ibisco è una pianta molto resistente, che si adatta bene anche quando fa più freddo: ho notato infatti che al nord Italia si presenta con fioriture meno potenti ma sicuramente fa molto più verde. Per una potatura efficace bisogna sapere esattamente quale risultato estetico si vuole ottenere, al di là dei limiti dei clima.
L’ibisco generalmente viene su da un fusto centrale, detto astone da cui partono i 3-4 rami principali, su cui nascono le gemme. L’intensità della potatura varia molto se la pianta vive in un vaso, dove avrà bisogno di una sforbiciata più decisa che limita i rami a 15 cm dalla base e addirittura ne elimina qualcuno. Caso diverso se interrata: in questo caso sarà sufficiente una “leggera” tagliata di qualche centimetro su ogni rametto.
In alternativa, per chi vuole lasciare intatti i rami nuovi, si può potare in modo regolare quelli degli anni precedenti per dare una forma al vostro ibisco: non fate come me, che ho prediletto i fiori alla forma sin dai primi anni. Potature mirate possono solo abbellire la pianta. Ricordate di aumentare le innaffiature in modo graduale dagli inizi di maggio fino ad estate inoltrata e aggiungere poco concime naturale ogni 30-40 giorni.
Cinquecento tipi di piante diverse e singolari, tra cui orchidee, bonsai e carnivore ed un allestimento spettacolare con piante giganti e piccolissime che trasformerà MalpensaFiere in un immenso giardino: sono questi i protagonisti di Piazze in Fiera-primo salone del giardinaggio e del florovivaismo- organizzata da MalpensaFiere in collaborazione con le Associazioni di categoria del territorio. E per 50 tra i più fortunati di voi sarà possibile vincere un ingresso gratuito.
In calendario, da venerdì 18 a domenica 20 aprile, il “1° Festival Internazionale dell’Orchidea” organizzato da Alao (Associazione Lombarda Amatori Orchidee - sezione di Varese) : in esposizione orchidee botaniche da collezione e una sezione invece dedicata alla vendita -in Italia solo Padova Fiere e Monteporziocatone (Roma) allestiscono mostre di questo tipo-. Presenzieranno produttori nazionali, internazionali e associazioni di hobbisti. In programma anche “mini-corsi” sulle tecniche di coltivazione delle orchidee in casa (tutti i giorni, tre turni: 11.00, 15.30, 20.30), dimostrazioni di rinvasi e divisione di piante, oltre all’attivazione di un “pronto soccorso” per orchidee.
All’esposizione delle specie fiorite più comuni come le orchidee aendrobium, cambria, miotonia, phalenopsis, sarà affiancata una sezione specializzata in orchidea paphiopedilum. Alcuni esemplari vengono riprodotti artificialmente, altri giungono invece direttamente dalla foresta e possono raggiungere anche un costo dai 2 ai 4 mila euro.
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Da un paio di settimane si trovano in commercio i bulbi per i gigli: generalmente il momento ideale per interrarli è febbraio-marzo, ma date le temperature rigide consiglio vivamente di iniziare a farlo ora per evitare che un acquazzone potente vi faccia “annegare” i bulbi, marcendoli tutti. Il giglio è un fiore estivo, originario della penisola Balcanica e dell’Asia Minore, da dove fu importato nel resto dell’Europa.
Il giglio appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed è il nome volgare per il Lilium di cui ne esistono diverse specie in commercio anche se i soliti fornitori, Leroy Merlin o Lidl non vanno oltre le comuni specie nostrane, il Lilium candidum o il Lilium martagon.
Dove piantarli? Oltre all’ideale terreno in giardino con aggiunta di terra da orto, in vasi alti e stretti o in una piccola botte, molto decorativa che avrete preventivamente bucato sul fondo e dove avrete creato uno strato di almeno due o tre dita di argilla espansa o sabbia per drenare. Il giglio ha bisogno di un terreno “leggero”: la composizione ideale si ottiene con due parti di terriccio universale altrettante di letame (o stallatico) e una di sabbia. Interrate i bulbi a 15/20 cm di profondità e non più di due/tre in un vaso di 30cm di diametro o quattro o cinque in un vaso di 50 cm di diametro. Innaffiate in abbondanza con acqua data a mo’ di pioggia e posizionate al sole.
Foto | Il conte di Luna
Riparte “Comuni Fioriti” . E riparte dai 106 iscritti dello scorso anno. Il progetto è promosso dall’associazione Asproflor, Città del vino, Anci e dalla Coldiretti ed è stato presentato nel corso dell’incontro “Il clima cambia la primavera”. L’obiettivo del progetto è quello di rendere più accoglienti le città facendo in modo che ai prodotti agroalimentari di eccellenza, legati al territorio, corrisponda un’immagine dei luoghi adeguata, ma anche di rendere più bella e verde l’Italia coinvolgendo le imprese agricole nella gestione, manutenzione, realizzazione delle aree verdi, delle rotonde, delle aiuole e degli elementi di arredo urbano, secondo le opportunità offerte dalla Legge di Orientamento.
La volontà di recuperare nei piani regolatori delle città il verde perso con la cementificazione è coerente con l’esigenza di contrastare i cambiamenti climatici favoriti anche dalla progressiva erosione del territorio agricolo.

Conosco due modi per far sopravvivere i mazzi di fiori regalati, quelli composti da fiori recisi per intenderci. Uno molto pratico per farli mantenere belli, freschi e profumati consiste nel cambiare l’acqua ogni giorno, tagliarne mezzo centimetro del gambo e far sciogliere un’aspirina nell’acqua del vaso. L’aspirina (anche scaduta, i fiori non si offendono di certo) ucciderà i batteri che li fanno marcire: non li salverete dalla morte certa, ma in compenso potranno durare anche un paio di settimane.
Per tutti i fiori che non provengono dai rizomi (dai bulbi insomma) - in particolare per tutte le rose - potete provare a salvarli piantandoli direttamente in terra o farli radicare in acqua. Il metodo da applicare alla rosa è molto semplice: prendete il gambo, dividetelo in pezzi da circa 20-30 cm l’uno, tagliando trasversalmente con le forbici. Incidete un doppio taglio formando una croce sulla parte che interrerete. Dopo aver infilato i gambi nella terra per 4-5 centimetri tirateli nuovamente fuori e mettete nel buco un cucchiaino di zucchero, quindi rinfilate e sperate. Personalmente ho messo il vaso all’aperto, sul davanzale della finestra per ripararlo da vento, pioggia e grandine: nonostante il clima freddino della capitale il risultato è ottimo visto che sono uscite le prime foglioline.
Foto | PiccoloSocrate.com
Ma chi l’ha detto che i principi non lavorano? Carlo d’Inghilterra, ad esempio, seguito dalla consorte Camilla, ha appena inaugurato un negozio di frutta e verdura biologici.
Nel negozio, che ha una sua direttrice, fidata collaboratrice del Principe, si trovano anche fiori freschi, bevande, miele e utensili da cucina. Il negozio si trova a Tetbury una piccola frazione di Highgrove nel Gloucestershire, in quello che all’apparenza è un villaggio in puro stile british, ma che in realtà ospita una delle dimore reali dell’erede al trono d’Inghilterra.
Il marchio con cui sono venduti i prodotti è “Duchy Originals” ed è anche un sito per il commercio on line dove è possibile acquistare i prodotti del Principe che da tempo mostra interesse nella produzione e preparazione di alimenti bio e di recente ha anche pubblicato un libro di ricette.
Come componete il vostro spazio verde domestico? Più piante per avere sempre del verde o più fiori, magari con diverse rotazioni durante le stagioni? In primavera è più facile avere un’esplosione di colori, ma in molti riescono ad avere una buona mescolanza anche nei mesi freddi. Quanta attenzione fate al budget?