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Tutti gli articoli con tag fonti rinnovabili

Con il 2% del Pil mondiale il clima è salvo

pubblicato da Peppe Croce

La bella notizia è che si può fare. La brutta è che non hanno intenzione di farlo. Secondo l’Unep, il programma Onu per l’ambiente, basterebbe investire il 2% del Pil mondiale per trasformare l’economia e renderla ecocompatibile salvando il clima. Si tratta, in soldi, di 1.300 miliardi di dollari l’anno. Che sembrano molti, ma non lo sono perché avrebbero un effetto positivo sull’economia mondiale.

Considerato che, sempre secondo i calcoli Unep (rapporto “Towards a Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication“), oggi il mondo spende l’1% in sussidi a settori industriali ed energetici con un alto impatto sul riscaldamento globale (ad esempio i sussidi ai combustibili fossili) già si vede come metà della spesa verrebbe parificata. Il grosso, cioè l’1,25% del Pil mondiale, andrebbe speso in risparmio energetico e fonti rinnovabili.

L’obiettivo tecnico è quello di ridurre i consumi di energia del 9% nel 2020 (del 40% nel 2050). Altri settori importanti sono, oltre all’energia, quello agricolo e quello della pesca.

Via | Clima e finanza, Unep
Foto | Flickr

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Crisi in Libia: sopravvivere con le rinnovabili o con il nucleare?

pubblicato da Peppe Croce

Crisi in Libia: sopravvivere con le rinnovabili o con il nucleareCrisi in Libia e ripercussioni sulle forniture energetiche, soprattutto dopo la chiusura del gasdotto Greenstream che da Mellitah porta il gas naturale a Gela. Tutti si chiedono se ci saranno problemi in Italia e, soprattutto, come li dovremmo superare. Come sempre ci sono due interpretazioni ad un solo problema.

La prima è quella delle due neonate associazioni che si dichiarano ambientaliste e che fanno riferimento diretto al centro destra in Parlamento: Fare Ambiente e i Circoli dell’ambiente. Entrambe prendono la palla della crisi libica al balzo per propinare l’energia nucleare.

Ecco come vede la questione Vincenzo Pepe, presidente di Fare Ambiente:

Alla luce degli avvenimenti rivoluzionari che in queste settimane stanno infiammando i paesi del medio oriente e dell’africa del nord, non ultima la Libia nostra prima fornitrice di petrolio, invito tutti a riflettere circa l’opportunita’ di promuovere fonti alternative di rifornimento energetico. Mi riferisco al mix eolico - solare - nucleare

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Il ministro Stefania Prestigiacomo finalmente loda le rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Il ministro Stefania Prestigiacomo finalmente loda le rinnovabiliCi voleva una lettera al Corriere della Sera per sentire un discorso finalmente pro fonti rinnovabili da parte dell’attuale ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Non che la Pretigiacomo non abbia mai apprezzato pubblicamente le fonti di energia rinnovabile, solo che questa volta c’è anche un discorso chiaro, una spiegazione del perché le si debba incentivare. Anche economicamente.

Parole così belle, e sagge, che non sembrano neanche sue:

Parlare delle rinnovabili non significa discutere del mascalzone che pianta le pale, magari deturpando il paesaggio, e non le collega alla rete cercando di lucrare sull’incentivo, significa parlare dell’energia che muovera’ il mondo di domani

Ma anche un accenno alla diversificazione delle fonti, dopo 50 anni di schiavitù dal petrolio (che si sta velocemente trasformando in schiavutù dal gas naturale). E poi, soprattutto, una parola chiara e inequivocabile sugli incentivi statali che, negli ultimi tempi, non godono di buona stampa:

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Greenpeace sfida Facebook: passare a server carbon free entro il 2021

pubblicato da Marina

La sfida che il colosso dell’ecologia lancia al colosso dei social network è in fondo semplice e complessa al tempo stesso: smetterla di usare energia da fonti fossili per alimentare i propri server.

La proposta è stata presentata durante il recente forum di Davos una di quelle annuali riunioni dove le aziende si scambiano notizie in merito ai migliori investimenti nel settore energetico. La pazza idea, avanzata da Greenpeace, battezzata Facebook: Unfriend coal e sostenuta da circa 600mila persone è questa:

che il social network diventi un leader globale nell’utilizzo di energia rinnovabile. Quattro sono gli impegni che Greenpeace ha inserito nella sua richiesta a Facebook: aumentare l’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l’impronta climatica e diventare “carbon free” entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l’utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.

Spiega Greenpeace:

Nel 2010, Facebook ha scelto di realizzare i suoi due nuovi data center in Oregon e North Carolina stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone. Greenpeace chiede di rivedere questa scelta a favore di energia pulita da fonti rinnovabili. I consumi energetici delle aziende IT stanno rapidamente aumentando e, oggi, il settore informatico è uno di quelli a più rapida crescita nella domanda di energia elettrica. Basti pensare che la quantità di elettricità consumata al momento da Internet, posizionerebbe la rete al quinto posto tra i Paesi con il più alto consumo.

Riusciranno i nostri eroi?

Via | Comunicato stampa

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Nascerà in India la più grande centrale da maree

pubblicato da Simone Muscas

Marea bassaPiù volte abbiamo parlato di centrali che per produrre energia sfruttano le maree e le loro correnti; quando lo abbiamo fatto però abbiamo sottolineato l’immaturità di questo tipo di tecnologie considerandole infatti ancora non pronte per abbandonare il loro status di prototipo. Eppure sembrerebbe che anche in questo senso si stia cercando di fare un passo importante in avanti: infatti nelle scorse settimane è stato approvato un progetto per dar vita alla più grande centrale su scala commerciale di questo tipo.

L’impianto nascerà nel golfo di Kutch (appartenente allo Stato del Gujarat) sulla costa occidentale dell’India ed avrà una potenza di 50 MW. L’azienda produttrice installerà cinquanta turbine da 1 MW ciascuna per la centrale di partenza, che sarà ampliata ad una potenza pari al quadruplo di quella prevista inizialmente qualora i risultati di dimostreranno all’altezza delle previsioni. I lavori per la costruzione inizieranno fra qualche mese e dovrebbero terminare, intoppi permettendo, entro il 2013.

Il progetto verrà seguito con attenzione (com’è stato fatto per tante altre iniziative innovative come questa) in quanto rappresenterebbe un’importante nuova finestra al futuro nel settore delle energie rinnovabili essendo il primo vero banco di prova ufficiale di distribuzione commerciale di energia elettrica con questo tipo di fonte.

Via | Gizmag.com
Foto | Flickr

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In Emilia Romagna nuove regole per il fotovoltaico

pubblicato da Peppe Croce

In Emilia Romagna nuove regole per il fotovoltaicoL’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna ha approvato ieri la delibera che regolamenta la localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.

Si tratta di uno stralcio delle Linee guida regionali, che ancora si attendono e che conterranno le regole anche per eolico, biomassa, biogas e idroelettrico. Le nuove linee guida non valgono per gli impianti già autorizzati e per quelli attualmente in fase di autorizzazione.

Per il fotovoltaico a terra la Regione prevede ora diverse tipologie di aree, con diversi livelli di tutela in base alla presenza di vincoli di natura paesaggistica e ambientale e alle caratteristiche del territorio.

Per gli impianti fotovoltaici sugli edifici, invece le nuove regole non pongono limiti: i pannelli solari potranno essere installati sugli edifici esistenti purché venga rispettata la normativa di tutela degli immobili storici e di pregio e norme di sicurezza sismica.

Nel caso in cui non si possa installare l’impianto sul tetto lo si potrà fare anche sul suolo, ma fino a 20 KW e solo per l’autoconsumo.

Via | Regione Emilia Romagna
Foto | Flickr

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La Francia blocca per tre mesi gli incentivi statali al fotovoltaico

pubblicato da Peppe Croce

La Francia blocca per tre mesi gli incentivi statali al fotovoltaico

Gli incentivi statali francesi per l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sono troppo generosi? Forse sì, visto che il governo, guidato da Francois Fillon, ha deciso di sospenderli per tre mesi e, nel frattempo, di ridurli con una nuova legge ad hoc. Per fortuna, però, si tratta solo degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici superiori ai 3 KW di potenza e quindi il fotovoltaico domestico è salvo.

Le associazioni ambientaliste francesi non l’hanno presa bene, ma il governo si trova a fronteggiare un boom di impianti che inizia a pesare sulla bolletta elettrica dei francesi. Aggiungete la crisi economica e la frittata è fatta: tutta la Francia stringe la cintura, compresa quella fotovoltaica.

Gli incentivi, per la precisione, ammontano alla corposa cifra di 58 centesimi di euro al KWh. Gli impianti installati, invece, ammontano a 850 MW stimati per fine 2010, con circa 4000 MW di richieste di autorizzazione. Quella degli incentivi statali al fotovoltaico, quindi, è una partita non solo italiana.

Curioso, invece, il lasso di tempo che si è preso il governo francese per trovare la quadra al problema: appena tre mesi. Pensando che l’Italia ci ha messo sette anni per scrivere le linee guida per le fonti rinnovabili, con conseguente proliferazione senza regole certe, viene quasi voglia di andare in Francia a installare pannelli solari. Anche senza incentivo…

Via | Eco dalle città
Foto | Flickr

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Genova, nasce Smart City per una città più sostenibile

pubblicato da Barbara Arlati

Genova Smart City

L’associazione Smart City dovrà redigere un un progetto per fare di Genova una città che risponda ai requisiti richiesti dalla Commissione Europea.

Smart City dovrà quindi garantire una riduzione del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra attraverso le fonti rinnovabili, le smart grid, la mobilità elettrica, l’edilizia sostenibile e l’uso razionale dell’energia.

I fondatori dell’associazione sono il sindaco Marta Vincenzi, il direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel, Livio Gallo e la preside della Facoltà di Ingegneria, Paola Girdinio.

Potranno aderire a Smart City tutti coloro che condividono lo spirito del progetto e che possono contribuirvi con azioni e proposte mirate allo sviluppo economico rispettoso dell’ambiente. Nei prossimi giorni sul sito del Comune sarà pubblicato il modulo per l’adesione, che tutti i soci saranno invitati a firmare in un incontro previsto per il 6 dicembre.

Via | VivereGenova
Foto | Flickr

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Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: "E' grave"

pubblicato da Peppe Croce

Dal governo stretta sul fotovoltaico a terraSembra proprio che l’ultima puntata di Report sugli incentivi alle fonti rinnovabili abbia smosso le acque: oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto di riordino degli incentivi. Decreto che ora passa alle Regioni per il parere di rito.

Il decreto, oltre a mettere un freno al giochetto dei certificati di origine per l’energia verde, modifica nuovamente il modello di business delle rinnovabili: il fotovoltaico a terra resta uguale fino a 5 MW, oltre questa potenza entra in funzione un meccanismo di aste competitive. Modello sul quale la nota ufficiale del Ministero allo Sviluppo economico non offre alcun dettaglio. Il cambiamento, afferma la stessa nota, serve per incentivare gli impianti fotovoltaici di piccola taglia.

Giusto o sbagliato che sia, va in ogni caso notato che un impianto da 5 MW non occupa meno di 15 ettari di terreno agricolo. Quindi non si capisce bene come sia stata messa questa soglia considerato anche il fatto che, sempre la nota, afferma che serve a favorire i piccoli investitori. Anche qui: un MW di fotovoltaico a terra costa 3-4 milioni di euro. Piccoli a chi?

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Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione

pubblicato da Marina

a Report RaiTre girano le pale

A Report girano le pale. Nel senso che il servizio presentato ieri “Girano le pale” (qui il testo e qui il video) ha scandagliato quella che è la situazione dell’energia eolica e delle rinnovabili in Italia. Un botto di incentivi, connessioni con la criminalità organizzata e speculazione da parte di chi ha tanti soldi da investire. Ma gira che ti rigira quei soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti. Soldi che sborsiamo noi mortali consumatori per non avere in cambio nulla se non le bollette più care d’Europa. E la nuova idea di rientrare nel nucleare, energia sporca, vale la pena ribadirlo, probabilmente porterà alle stesse disastrose conseguenze: bollette elettriche ultra stellari, come già denunciato da Confindustria.

Spiega Milena Gabanelli:

Abbattere le emissioni di CO2. Il 17% deve venire da li. Questa energia viene incentivata dallo stato. In 20 anni al fotovoltaico sono stati dati 20 miliardi. Ma quando si è scoperto che il meccanismo degli incentivi era un affare ci si sono buttati un po’ tutti. Per potenza installata siamo davanti a Giappone e Stati Uniti. Ma siamo sempre indietro e non siamo tra i primi paesi con fonti rinnovabili. Cosa non quadra?

Intanto gli incentivi alle rinnovabili li paghiamo noi consumatori in bolletta e secondo il Sottosegretario Stefano Saglia possiamo anche sapere quanto, controllando la voce A3 in fattura. Ma io ho controllato la mia bolletta Enel e della voce A3 non c’è traccia. Alle rinnovabili vanno più di 3 miliardi di euro, mentre 500milioni di euro sono ancora per il decommissioning del nucleare.

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