Troppo bello per essere vero. Il progetto della Spal 1907 che avrebbe dovuto portare nelle casse della società interessanti liquidità a fronte di un impianto fotovoltaico pari a 4 campi di pannelli solari da 3.5 megawatt, in totale 14 megawatt è divenuto oggetto di 3 deferimenti della Commissione Disciplinare della FCGI. In sostanza la società ferrarerese avrebbe messo in piedi non un progetto ma una vera attività commerciale vietata dalla Legge 91/1981.
Ma alla Spal non sono degli sprovveduti e prima di intraprendere l’investimento informarono la Covisoc (la commissione di Federcalcio che vigila sui conti delle società NdR) che non ebbe nulla da eccepire. Scrive La Nuova Ferrara:
La Spal allora prese tutte le precauzioni del caso; tra queste, proprio per non incappare in qualche guaio, la gestione dell’attività del parco è stata affidata a quattro società unite nel Consorzio Energia Futura, che poi elargisce alla Spal una quota annua predeterminata, in forma di sponsorizzazione.
Il Presidente della Spal Cesare Butelli ha così commentato:
Non siamo preoccupati, ma la vicenda è anomala e paradossale. La Covisoc ci fa le pulci senza ragione.
Via | Estense, La Nuova Ferrara
Foto | Spal 1907
Nei giorni scorsi si è appreso come nel Governo si stesse discutendo sulla norma delle perequazione del Conto Energia. Cos’è la perequazione? In sostanza si tratta di un particolare sistema di incentivi al fotovoltaico che tiene conto, oltre a tutti gli aspetti che conosciamo, anche dell’ubicazione geografica delle installazioni; in soldoni verrebbero elargite tariffe più alte per gli impianti che nasceranno al nord Italia.
Perché questa disparità? Il motivo tecnico (ci fidiamo che sia così) è da ricercarsi sul fatto che al nord vi sono ovviamente condizioni climatiche che svantaggiano chi produce energia da impianti fotovoltaici in quanto in queste zone tali impianti, a causa di un irraggiamento solare minore, producono meno energia; gli investitori impiegano quindi molti più anni per rientrare nell’investimento. Viceversa, dove vi è un irraggiamento solare maggiore, ossia al sud, si rientra prima nelle spese sostenute perché si produce di più. Le repliche non si sono fatte attendere; le associazioni di categoria infatti, a questi rumors, hanno prontamente protestato minacciando di aprire una battaglia con il Governo.
Tuttavia, quando proprio si stava temendo il peggio, è arrivata poche ore fa la smentita del sottosegretario allo Sviluppo Saglia che ha sottolineato come la perequazione sia una norma che non piace e che pertanto non verrà applicata; questo perché creerebbe non pochi squilibri al sistema del fotovoltaico. E come non dargli torto? Oltre all’acuirsi delle eterne diatribe politico-sociali nord e sud, avremmo dovuto sorbirci incentivi con premialità agli impianti che producono meno e all’inevitabile graduale disinteresse per gli investimenti nelle regioni del sud.
Continua a leggere: Incentivi al fotovoltaico su base geografica? Il Governo dice no
Un milione e mezzo di euro per scoprire come replicare il meccanismo della fotosintesi per produrre energia. A credere nel progetto QUENTHREL,“Quantum-coherent drive of energy transfer along helical structures by polarized light”, ideato da Elisabetta Collini del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova è il Consiglio Europeo della Ricerca che lo finanziato attraverso uno “Starting Grants”. Dunque se in futuro avremo energia fotovoltaica più efficiente lo dovremo con ogni probabilità alle scoperte di questa giovane scienziata padovana.
Spiega Elisabetta Collini a Padova24ore:
L’idea del progetto è maturata nei due anni di post dottorato che ho trascorso alla University of Toronto in Canada dove partecipavo a progetti sulla trasformazione dell’energia. L’intuizione che sta alla base della futura ricerca padovana è quella di utilizzare delle molecole artificiali che imitano, il più fedelmente possibile, i processi della fotosintesi che troviamo in natura. Attraverso la spettroscopia di un fascio di laser impulsati ultraveloci si colpiscono queste molecole e si studiano le variazioni energetiche che avvengono intorno, specie in termini di trasformazione in energia elettrica. Il progetto QUENTHREL proprio perché articolato su cinque anni mi permetterà di realizzare un laboratorio ad hoc per questa tipologia di analisi e di ottenere i primi risultati sperimentali nell’arco di 18 mesi, che verranno via approfonditi negli anni successivi. Questo tipo di ricerca, pur essendo di base, ha però fortissime ricadute immediate in molti campi primo tra tutti quello del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, perché punta a scoprire il meccanismo originario, e quindi replicabile, alla base dell’efficienza della fotosintesi nel trasformare l’energia solare in energia chimica.
La Grecia potrebbe rimborsare i propri debiti alla Germania iniziando una fornitura di energia elettrica proveniente da impianti solari. La pazza idea è arrivata dopo un vertice a tra Günther Oettinger Commissario europeo per l’Energia (a destra del cancelliere Merkel), il direttore generale per l’energia Philip Lowe e il capo dell’Unione per la task force di Atene Horst Reichenbach che hanno discusso su come far rimborsare alla Grecia i suoi debiti.
Euractiv ha raccolto diverse indiscrezioni che mostrano un interessato orientamento positivo:
Diverse aziende tedesche hanno espresso interesse per l’idea, ma sarebbe certamente più interessante se fossero coinnvolti anche altri Stati membri.
Marlene Holzner, portavoce del Commissario per l’energia Gunther Oettinger ha confermato che i colloqui erano in corso:
C’è una task force della Commissione europea dove abbiamo esperti di energia che stanno esaminando come l’energia possa aiutare la Grecia a crescere economicamente. Il solare è un argomento e l’efficienza energetica è un altro.
Continua a leggere: La pazza idea: energia solare dalla Grecia per pagare i debiti alla Germania

Da qualche giorno, sul sito del Gse, è possibile consultare i dati del contatore fotovoltaico. Si tratta di un database, aggiornato in tempo reale, che riporta il valore del costo indicativo annuo degli incentivi per ciascun Conto energia (a partire dal Primo sino all’attuale Quarto) e la relativa potenza fotovoltaica installata in Italia.
Come ricorda il Gse nella nota informativa, tale costo “è pari alla sommatoria dei prodotti della componente incentivante riconosciuta per la producibilità annua di ciascun impianto, calcolata sulla base dell’insolazione media del sito in cui è ubicato l’impianto e della tipologia di installazione”. Il contatore fotovoltaico in questo momento, si può leggere sul sito, ha un costo cumulato annuo complessivo pari a poco meno di 4,9 miliardi di euro, con un totale di 287.784 impianti distribuiti sul territorio per una potenza installata di circa 11.100 MW.
Con questo risultato si può affermare che, al di là di tutti i problemi derivati dall’avvento del Quarto Conto Energia, nel corso dell’ultimo anno il settore sia comunque cresciuto tantissimo raggiungendo numeri davvero importanti.
Mentre in Francia gli Indignati transalpini manifestano contro il nucleare, sempre nel Paese d’Oltralpe si registra una notizia di tutt’altro sapore. Nei giorni scorsi è stato infatti inaugurato a Perpignan, attraverso un sistema innovativo di tegole fotovoltaiche, il più grande impianto integrato fotovoltaico ad un edificio esistente al mondo. Per la sua messa a punto sono stati necessari due anni di costruzione. L’impianto ha una potenza di 8,8 MW ed è realizzato per intero sul tetto di quella che è una grande struttura commerciale.
Per capire le dimensioni di cui stiamo parlando, basti pensare che l’estensione della copertura è di 68 mila metri quadrati di superficie e che le tegole originarie sono state sostituite con ben 97 mila tegole fotovoltaiche. Insomma, numeri non da poco. Il sistema, che è stato progettato dalla Solaire France, è completamente innovativo ed ha la caratteristica di essere poco invasivo, facile da installare e resistente all’acqua.
Il nuovo impianto è costato la bellezza di 54 milioni di euro ed ovviamente, viste le dimensioni, cederà l’energia prodotta alla rete elettrica francese, con la quale è stato stipulato un contratto di vendita della validità di venti anni. Il dimensionamento dell’impianto permetterà la produzione di 9.400 MWh l’anno di elettricità, corrispondente al 10% del fabbisogno della città di Perpignan.
Via | Solarbuzz.com
Foto | Flickr

Abu Dhabi punta a diventare la prima capitale sostenibile del Pianeta entro il 2030. Ma come? Sostenibile la Capitale degli Emirati arabi, regno del petrolio? Ebbene, la sfida degli arabi è dimostrare che possono riuscire a produrre energia senza i carburanti fossili e puntando all’altra fonte naturale e inesauribile di cui sono ricchi: il sole.
Il progetto è stato denominato UPC Urban Planning Council e molto interessante da questo punto di vista la visione che ne fornisceGreenProphet accusando sostanzialmente gli americani di voler ancora una volta inquinare il Pianeta ricorrendo, a dispetto di ogni promessa fatta in campagna elettorale dal presidente Obama, a un oleodotto come il Keystone XL.
In ogni caso sua Altezza Reale Mohammed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan ha commissionato alla Gulf International Trading Group un impianto fotovoltaico da installare nella sua residenza e sarà poi connesso all’impianto ADEWA di Masdar City.
Foto | Flickr
Può nascere a Maranello un auto solare? Può se si chiama Emilia II, auto elettrica ricoperta da 401 celle fotovoltaiche. Ieri, infatti, è stata presentata al Museo Ferrari di Maranello, avrà una velocità di 110 km/h, la potenza di 1,8 Kw e gareggerà, unica italiana con il team Onda solare, al World Solar Challenge che si correrà in Australia dal 16 al 23 ottobre prossimo lungo i 3000 Km da Darwin a Adelaide. Presente a sorpresa anche Luca di Montezemolo, presidente Ferrari che ha fatto gli auguri al team di Onda solare e ai suoi piloti.
Emilia II unica auto italiana al World Solar Challenge 2011
Il prototipo è stato progettato e costruito interamente nella città delle Ferrari, dall’Università di Bologna e dall’Ipsia di Maranello e corrisponde per il suo segmento a una F1. L’obiettivo è vincere, tanto che il numero di gara scelto è il 9 come in riferimento alla Statale 9, via Emilia. Puro divertissement o progetto di studio di un auto elettrica alimentata dal solare? Risponde Claudio Rossi, ricercatore e docente del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università di Bologna:
Emilia 2 è stata sviluppata dall’Università, dai giovani e dalle piccole aziende: appare futuristica ma i suoi contenuti tecnologici non sono fantascienza; queste sono tecnologie dei nostri giorni, già da adesso applicabili anche su veicoli tradizionali. Emilia 2 è la dimostrazione che la sinergia tra Università e piccole, anche piccolissime aziende ad alto contenuto innovativo e tecnologico produce risultati competitivi.
Dopo il salto il video della presentazione.
Continua a leggere: Da Maranello Emilia 2 al World Solar Challenge in Australia
Secondo Leonardo Setti docente all’università di Bologna e esperto di fotovoltaico:
In Italia negli ultimi due anni, grazie alle energie rinnovabili sono stati prodotti 12 miliardi di kWh pari a una centrale nucleare di 1.600 megaWatt. Mantenendo questo trend nel 2020 la produzione sarà equivalente a quella di cinque centrali nucleari.
L’analisi arriva all’indomani della pubblicazione dei dati GSE che annunciano che in Italia sono stati superati i 10mila Mw installati di energia fotovoltaica. Il discorso è stato pronunciato durante il convegno Impatti, mitigazione e adattamento: una scommessa globale sul clima che verrà tenuto nell’ambito di Climatica…Mente Cambiando settimana dedicata ai cambiamenti climatici dalla Provincia di Trento.
Dopo il salto la trascrizione di una parte dell’intervento.
Continua a leggere: Nel 2020 energia da rinnovabili pari a 5 centrali nucleari

Le società calcistiche, soprattutto nel pantano della Lega Pro (quella che gli affezionati ancora chiamano Serie C), sono in costante difficoltà economiche. I soldi sono pochi, i presidenti mecenati in tempi di crisi ancora meno, così bisogna inventarsi qualcosa di innovativo e la Spal ha trovato una soluzione davvero originale (e terribilmente “green”). Grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale e provinciale di Ferrara (la politica è sempre sensibile quando si tratta di difendere la squadra di calcio locale) e a quella di alcuni imprenditori la Spal sarà la prima squadra di calcio “alimentata” con energia solare.
Non ci riferiamo al fotovoltaico per riscaldare qualche doccia al campo d’allenamento, ma ad un’intera discarica dismessa per un’area di 31 ettari complessivi sui quali sono stati installati 4 campi di pannelli solari da 3.5 megawatt, in totale 14 megawatt, abbastanza per 7 mila famiglie. Grazie a questo investimento la Spal, a prescindere da qualsiasi futuro cambio di proprietà, si è guadagnata un vitalizio trentennale anticipato dalle banche sulla base degli utili attesi per la vendita dell’energia elettrica e destinato “alla gestione sportiva del club“.
Un autentico affare che garantisce alla squadra il sostentamento che la mette al riparo da qualsiasi turbolenza economica, magari con la possibilità di pianificare un rilancio che riporti agli antichi fasti delle categorie superiori la Spal 1907 dopo tante stagioni trascorse fra C1 e C2. Il progetto è stato realizzato in poco più di anno e dalla fine di agosto è operativo, con estrema soddisfazione di politici, dirigenti sportivi e tifosi. Il fotovoltaico è un investimento sicuro, anche quando del denaro si vuole fare un uso sulla carta spericolato e poco redditizio come il mantenimento di una squadra di calcio. Sarà un esempio per altre squadre?
Via | Il Resto del Carlino