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Tutti gli articoli con tag genetica

Anche l'Italia conserva i semi

pubblicato da Marina

I semi sono divenuti preziosi e rariSe in Svezia si sono costruiti il bunker per i semi, in Italia è stato istituito un registro nazionale delle varietà agricole da conservazione e sono state definite le modalità per il libero scambio delle sementi fra gli agricoltori .

L’approvazione definitiva è avvenuta in Conferenza Stato-Regioni grazie al decreto del Ministero delle politiche agricole che dà attuazione alle norme per la tutela della biodiversità in agricoltura previste dalla legge n.46 del 2007.

“La FAO - dichiara la senatrice Loredana De Petris, della Sinistra-Arcobaleno e capogruppo in Commissione Agricoltura - stima ad oggi la scomparsa dei tre quarti delle specie di piante coltivate nell’ultimo secolo. E’ un processo di omologazione che mette a rischio le stesse basi della sicurezza alimentare in quanto solo con le varietà inconsuete ed oggi rare si potranno fronteggiare i mutamenti indotti nei cicli naturali dal cambiamento climatico e dalle nuove malattie delle piante.”

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L'astronauta diventa contadino

pubblicato da Marina

La stazione spaziale ColumbusContadini astronauti. Il futuro ci potrebbe riservare questa figura professionale. Perché il cibo è necessario. E trovare il modo di coltivare piante nello spazio potrebbe assicurare viaggi lunghi e autonomi. Così, l’astronauta Léopold Eyharts ha attivato il primo esperimento, denominato WAICO all’interno del Columbus nel modulo Biolab, che studia l’effetto della gravità sulla crescita della radice delle piante.

WAICO, (abbreviazione per Waving e Coiling di Arabidopsis Roots a diversi livelli di gravità e si riferisce alla particolare caratteristica delle radici di queste piantine che a spirale si attorcigliano su loro stesse), guarda alla crescita di due tipi di semi di Arabidopsis, uno di tipo normale e l’altro modificato e saranno coltivate a gravità 0g e gravità 1g dove g è l’equivalente di gravità sulla Terra.

I vantaggi dell’ Arabidopsis che l’hanno eletta ad organismo modello, sono le piccole dimensioni (che la rendono ideale negli spazi sempre ristretti dei laboratori e delle serre negli istituti di ricerca) e il ciclo di vita breve: servono circa sei settimane (con variazioni tra la stagione invernale e quella estiva) dalla germinazione di una piantina fino a che questa, diventata adulta, produca propri semi. Questo fatto accelera notevolmente la ricerca che per altre specie vegetali richiede tempi molto più lunghi.

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L'Arca di Noè dei semi: intervista a Alberto Olivucci

pubblicato da Marina

Semi delle diverse specieLa chiamano l’Arca di Noè dei semi. Ma si tratta di un immenso deposito destinato a conservare nel cuore di una montagna dell’arcipelago norvegese delle Svalbard in un bunker di ghiaccio a 100 mt al di sotto del suolo 3 miliardi di semi provenienti da almeno 100 paesi. Ma perché? Mi sono chiesta? E’ prevista qualche sciagura? Queste immense operazioni filantropiche mi scatenano sempre una strana allergia e ho voluto approfondire.

Intanto la parte ufficiale della notizia con strombazzamenti sui diversi media, Tg compresi racconta della cerimonia di inaugurazione alla presenza del primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, del presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ed esperti di agricoltura di tutto il mondo. “Insieme ai movimenti internazionali per salvare le specie in via d’estinzione o preservare la foresta pluviale del pianeta, è altrettanto importante per tutti noi conservare la diversità delle colture nel mondo per le generazioni future”, ha detto il Nobel Wangari Maathai, che ha depositato i primi semi.

Leggo, invece, da un articolo di Maurizio Blondet che: ” Il fatto è che il finanziatore principale di questa arca delle sementi è la Fondazione Rockefeller, insieme a Monsanto e Syngenta (i due colossi del geneticamente modificato), la Pioneer Hi-Bred che studia OGM per la multinazionale chimica DuPont; gruppo interessante a cui s’è recentemente unito Bill Gates, l’uomo più ricco della storia universale, attraverso la sua fondazione caritativa Bill & Melinda Gates Foundation. Questa dà al progetto 30 milioni di dollari l’anno”. Come dire? Ho la conferma del fatto che la mia allergia è giustificata. Autore dello studio però è William Engdah che ha pubblicato “Doomsday Seed Vault in the Arctic” un circostanziato studio sulla questione e che si pone una semplice domanda: che futuro si aspettano per creare una banca di sementi del genere?

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Produrre idrogeno dai batteri

pubblicato da viviana

Idrogeno da E. Coli Torniamo a parlare di idrogeno come fonte di energia per il futuro, come alternativa ai combustibili fossili. Qualche esperimento di auto o moto a idrogeno già è stata fatta. Il problema principale rimane però il fatto che l’idrogeno non è disponibile in natura così com’è e va prodotto. Al momento il metodo principale rimane la distruzione” dell’acqua per ricavare il gas, ma il processo è molto costoso e richiede molta energia.

E allora guardiamo altrove per capire in che altro modo possiamo fare. Ad esempio cercando tra microorganismi che già lo producono per reazioni metaboliche. In particolare, secondo un ricercatore dell’Università del Texas (tale Thomas Woods), l’Escherichia Coli può essere una ottima fonte.

Per spiegarci, l’E. coli (come viene abbreviato nelle scienze) è un microorganismo che vive nell’intestino umano (non solo, ma principalmente ne sentiamo parlare associato a inquinamento fecale e rischi di malattie). E’ un battere che vive in ambiente anaerobici, ovvero senza ossigeno, e quando “respira” emette idrogeno in forma gassosa (ovvero il prodotto delle sue reazioni metaboliche per ricavare energia). Che è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

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Zanzare transgeniche contro la malaria

pubblicato da lumachina

zanzare geneticamente modificate per resistere alla malaria

Sembra che le zanzare geneticamente modificate per essere inospitali nei confronti del plasmodio della malaria abbiano la possibilità di soppiantare quelle naturali nel corso di poche generazioni.

Ci sono riuscite nell’ambiente controllato dell’Istituto di Ricerca sulla Malaria presso la Johns Hopkins University di Baltimora, secondo quanto riportato sui Proceedings of the National Academy of Sciences. L’esperimento ha visto un ugual numero di zanzare gm e normali lasciate libere di cibarsi di topi affetti dal Plasmodium berghei (simile al Plasmodio falciparum che causa la malaria tra gli umani).

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Vitellino con due musi

pubblicato da Gianluca Pezzi

vitellinoUn vitellino con due musi è nato il 27 dicembre in una fattoria del sud della Virginia, negli Stati Uniti.

L’animale risulterebbe normale dalla coda al collo, fino al muso che è inusualmente largo, con due nasi da cui respira e due lingue, che si muovono indipendentemente l’una dall’altra. Ha inoltre due menti ma una sola bocca, e viene nutrito tramite un tubo.

Il fattore, alla nascita, pensava che fossero due diversi vitelli. In effetti l’animale è il prodotto di una inseminazione artificiale, e l’anormalità, che viene chiamata diprosopus, e accade quando due gemelli cominciano a svilupparsi ma non si separano completamente, può essere stata causata da un problema di sviluppo o un’anomalia genetica.

Via | Yahoo.com