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Tutti gli articoli con tag impianti fotovoltaici

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e Lombardia

pubblicato da Peppe Croce

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e LombardiaLa Cina è pronta ad investire 30 milioni di dollari in Puglia nel settore del fotovoltaico e circa 100 milioni nel resto del sud Italia. Anche i cinesi, quindi, hanno adocchiato il mezzogiorno italiano ed il suo sole.

La scelta della Puglia deriva da una precedente intesa, siglata lo scorso 30 giugno a Guangzhou, tra il governatore pugliese Nichi Vendola e il vice Governatore della Provincia del Guangdong Lin Musheng. Il classico protocollo di intesa internazionale che, questa volta, ha avuto risultati fulminei: in meno di un mese quattro aziende cinesi sono sbarcate in Italia.

L’investimento più interessante è proprio quello che riguarda la Puglia: China Energy Conservation & Environment Protection Group (Cecep) completerà entro settembre 2010 una prima serie di investimenti per 30 milioni di dollari in impianti fotovoltaici sul territorio pugliese. Non sono stati dati maggiori dettagli ma si suppone si tratti di fotovoltaico a terra. Soddisfatto Vendola che spera di poter approfondire la conoscenza, nel settore energia e non solo, con i cinesi:

Continuiamo dunque a lavorare per intensificare i nostri rapporti di scambio internazionale con questo paese e per rendere durature e solide le nostre relazioni con gli operatori e le istituzioni cinesi

Oltre al sud italiano, i cinesi hanno intenzione di frequentare anche alcune regioni del nord: Lombardia e Veneto.

Fonte | Press Regione Puglia
Foto | Flickr

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Caselli fotovoltaici sull'autostrada Palermo-Messina

pubblicato da Peppe Croce

Caselli fotovoltaici sull'autostrada Palermo-MessinaIl Commissario Straordinario del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas), Matteo Zapparrata, ha approvato il progetto per coprire di pannelli fotovoltaici i fabbricati dell’autostrada Palermo-Messina e ha richiesto, per farlo, un finanziamento di 3.725.826 euro che proverranno dai fondi europei F.E.S.R. 2007-2013.

A questi fondi il Consorzio aggiungerà altri 745.ooo euro circa, per un totale che si aggira, euro più euro meno, sui 4,5 milioni di euro per una potenza complessiva pari a 368 KWp da installare sui caselli e sugli altri fabbricati di competenza del Consorzio stesso.

Il progetto, nel dettaglio, prevede l’installazione di pannelli su ogni casotto dell’autostrada: un tetto ventilato fotovoltaico con la duplice funzione di produrre energia e di abbassare la temperatura all’interno degli edifici.

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Emilia Romagna: impianti fotovoltaici nelle ex discariche

pubblicato da Marina

La Regione Emilia Romagna autorizza impianti fotovoltaici su ex discariche Impianti fotovoltaici sulle aree delle ex discariche. Un sistema per usare pezzi di territorio che diversamente non avrebbero destinazione d’uso il che porta al doppio vantaggio di poter installare per potenza complessiva oltre 56 MW di impianti e di non usare terreni destinati all’agricoltura, come d’altronde già vietato dalla Regione Piemonte.

L’accordo voluto dalla Regione Emilia Romagna, è stato firmato dagli assessori Giancarlo Muzzarelli e Sabrina Freda, da Graziano Cremonini presidente di Confeservizi Emilia-Romagna, Antonio Gioiellieri direttore Anci regionale e Enrico Manicardi direttore Upi Emilia-Romagna:

Considerando le ex discariche gestite da Hera, Iren (la nuova società nata dalla fusione tra Enia e Iride) ed Aimag, potranno essere realizzati 1 milione 214 mila metri quadri di campi fotovoltaici, per una potenza complessiva degli impianti di 56,5 MW, che permetterà di risparmiare ogni anno circa 13.129 TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) ed eviterà l’immissione in atmosfera di 39.224 tonnellate di CO2. I siti potenzialmente interessati per quanto riguarda Hera sono 34 in sei province e 8 per la parte che fa capo a Iren.

Via | Regione Emilia Romagna
Foto | Flickr

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Conto energia 2011: ok delle Regioni, soddisfazione (con riserva) del Gifi

pubblicato da Peppe Croce

Conto energia 2011: ok delle Regioni, soddisfazione (con riserva) del Gifi

Il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (Gifi) esprime la sua soddisfazione per l’accoglimento, da parte della Conferenza unificata delle Regioni e delle Province autonome, della bozza del conto energia 2011 e delle linee guida nazionali in materia di fotovoltaico.

L’ok delle Regioni è arrivato nei giorni scorsi dopo mesi di trattative serrate poiché la bozza in discussione modifica sostanzialmente alcune parti della precedente normativa sugli incentivi all’energia rinnovabile prodotta dai pannelli fotovoltaici. E, in generale, abbassa gli incentivi del 18-20%.

La novità maggiore, in estrema sintesi, consiste nell’introduzione del concetto di “impianto costruito su edifici”, che sostituisce le vecchie definizioni di “integrato”, “non integrato” e “parzialmente integrato”.

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Il Piemonte prepara la moratoria contro il fotovoltaico a terra

pubblicato da Peppe Croce

Il Piemonte prepara la moratoria contro il fotovoltaico a terra

Dopo il comune di Alba, tutta la Regione Piemonte potrebbe dire no al fotovoltaico a terra. O almeno così vorrebbe la nuova Giunta Regionale guidata dal leghista Roberto Cota che ha appena votato un disegno di legge molto restrittivo che adesso dovrà essere esaminato dal Consiglio Regionale. Si tratta, in sostanza, di una moratoria.

Massimo Giordano, assessore all’Energia, pensa infatti che il fotovoltaico a terra sia un’offesa al territorio, un male da estirpare:

La posizione dell’amministrazione su questi temi è nota dal suo insediamento, questa Giunta sta lavorando per la definizione di nuovi strumenti di incentivazione al fotovoltaico sulla superficie di edifici e in aree marginali. È fra le nostre priorità porre un freno al proliferare di questi impianti su terreni agricoli e con vincoli territoriali. In questi anni c’è stata un’eccessiva crescita di tali installazioni, che hanno deturpato intere aree del territorio piemontese. Si impone quindi una regolamentazione

L’assessore regionale, tra l’altro, anticipa che una mossa del genere potrebbe essere presa anche da altre regioni a causa della mancanza di linee guida nazionali che regolino in maniera chiara cosa si può impiantare e dove e suggeriscano agli enti locali i parametri, uniformi per tutti, per accettare o meno un impianto fotovoltaico industriale:

Il problema di disciplinare questo utilizzo è comune a tutti. Noi abbiamo deciso di intervenire con un disegno di legge, su cui stiamo lavorando, perché da molti anni attendiamo l’approvazione delle linee guida a livello nazionale

Qualunque opinione si abbia sui grandi impianti fotovoltaici a terra, quindi, è ormai chiara una cosa: in Italia si sta rapidamente passando dall’assenza di leggi alle leggi “fai da te”. In ogni caso, un far west…

Via | Regione Piemonte
Foto | Flickr

Comune di Alba: vietato il fotovoltaico a terra

pubblicato da Marina

Il comune di alba bandisce gli impianti fotovoltaici a terra

Mentre in Puglia si installano a tutto spiano impianti fotovoltaici a terra, in Piemonte, nel territorio del Comune di Alba sono stati banditi. Infatti, secondo la delibera approvata nei giorni scorsi, è stata esclusa la possibilità di installazione di pannelli fotovoltaici a terra per impianti con potenza superiore a 20 Kilowatt. Vietati a terra nel centro storico, centro urbano, sulle colline, nei pressi della Scuola Enologica, zone agricole, boschi, nei pressi e fino a 150 metri dai fiumi Tanaro, Cherasca, Seno D’Elvio, Talloria, nei pressi del sito archeologico di San Cassiano, nelle terre coltivate a nocciole, su terreni fragili, vicino le cascine e a La Morra e Roddi poiché sono da tutelare le colline candidate a diventare patrimonio dell’Unesco.

Spiega il sindaco Maurizio Marello:

Il fotovoltaico va benissimo sugli edifici, sui capannoni, nelle aree produttive, dove non solo è consentito, sarà consentito e noi spingeremo perché sia praticato. Altro è sui terreni agricoli. Una realtà come Alba deve fare molta attenzione. L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica.

Dove si possono allora installare i pannelli fotovoltaici a Alba? Spiega Targato Cn:

L’installazione è possibile solo in pochissime aree classificate 1 e 2. Zone in cui la proprietà è talmente frazionata che difficilmente i proprietari si metteranno d’accordo per rendere disponibili vari ettari necessari a creare distese d’innumerevoli pannelli a terra occupanti 10 metri a Kilowatt atte a produrre quantità elevate di energia, dice l’assessore all’Ambiente ed Agricoltura Massimo Scavino dopo aver incontrato nei giorni scorsi le Associazioni agricole del territorio per un parere sull’argomento. Tuttavia, nelle rare zone possibili l’installazione dovrà rispettare determinate condizioni: migliori tecnologie disponibili, no a fondazioni in cemento armato, no a sostanze chimiche per la pulizia dei pannelli, altezza atta al passaggio della fauna, etc.

Via | Targato Cn
Foto | Flickr

Coldiretti Torino: "Il fotovoltaico danneggia l'agricoltura"

pubblicato da Marina

il fotovoltaico distrugge l'agricoltura

Riccardo Chiabrando presidente di Coldiretti Torino denuncia:

I coltivatori chiedono a Provincia e Regione di riempire il vuoto normativo che causa un uso improprio del terreno fertile. Anche in provincia si sta diffondendo il fenomeno dell’affitto di terreni agricoli per realizzarvi grandi impianti fotovoltaici che finiscono per danneggiare l’esercizio dell’attività agricola e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Insomma, a fronte delle crisi che si vive pesantemente in agricoltura che nel 2009 ha portato una delle annate peggiori per l’intera filiera, si sta preferendo dirottare i campi verso l’installazione di centrali fotovoltaiche.

Chiabrando invita dunque, il neo Governatore Roberto Cota a ripensare le autorizzazioni a impianti fotovoltaici su fondi agricoli. Spiega il Presidente di Coldiretti Torino:

Coldiretti ritiene corretto l’utilizzo di queste tecnologie, se localizzate sui tetti di stalle e di capannoni agricoli, ma è contraria al proliferare indiscriminato di progetti di impianti e parchi fotovoltaici che rischiano di minare irrimediabilmente l’integrità del paesaggio agricolo. Gli impianti fotovoltaici di ridotte dimensioni possono invece rappresentare una opportunità energetica per le imprese agricole. Coldiretti Torino lavora e opera per promuovere anche altre forme di energia pulita -come le piccole centrali a biomasse o le centrali a biogas, sorte nell’ambito di aziende con bovini-; esperienze che stanno sviluppandosi anche in provincia.

Via | Pagina , Diario del web
Foto | Flickr

Corte Costituzionale, stop in Puglia agli impianti per energie rinnovabili

pubblicato da Marina

La Corte Costituzionale ferma gli impianti rinnovabili in Puglia

La Corte Costituzionale ferma gli impianti delle rinnovabili in Puglia. La sentenza è arrivata qualche giorno fa e riconosce l’incostituzionalità della Legge regionale 31/08.

In pratica in Puglia era possibile grazie alle deroghe contenute nella L. 31/08 costruire impianti fotovoltaici, eolici e biomasse ricorrendo alla sola DIA. In origine la legge regionale prevedeva che la semplificazione delle richieste fosse adottabile solo per quegli impianti che rientravano entro certi limiti: 60 kW per l’eolico, 20kW per il fotovoltaico, 200 kW per la biomassa. Dopo le deroghe i limiti furono spostati a 1 MW per tutti gli impianti.

Spiega Italia Nostra, una delle associazioni che ha condotto sia il ricorso al TAR sia alla Corte Costituzionale:

La L. R. 31/08 le aveva innalzate tutte addirittura a ben 1000 kW(kilowatt), equivalenti ad un 1MegaWatt, permettendo, nei fatti, di costruire senza alcuna garanzia di sicurezza per i cittadini ed il territorio, veri e propri impianti industriali, (con tutto il grave impatto ambientale che ciò comporta), con semplice autocertificazione, ed il tutto persino in zona agricola! Le basse soglie della legge dello Stato rientravano nella logica di favorire, con iter autorizzativi semplificati, gli impianti di piccola taglia, a basso impatto ambientale pertanto e per autoproduzioni d’energia per famiglie, imprese, aziende agricole, edifici pubblici.

La Corte Costituzionale riconosce che sono legittime le compensazioni economiche mentre sono da tenere sotto debita attenzione tutti i vincoli ambientali e paesaggistici. Rileva la Corte che l’assenza delle Linee Guida crea, perciò, notevoli problemi:

Va affermata, peraltro, la necessità, al fine del perseguimento della esigenza di contemperare la diffusione degli impianti da energie rinnovabili con la conservazione delle aree di pregio ambientale, che lo Stato assuma l’iniziativa di attivare la procedura di cooperazione prevista per l’elaborazione delle linee guida.

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Legambiente, Rapporto Comuni energie rinnovabili: si deve fare di più

pubblicato da Marina

Legambiente, Rapporto Comuni rinnovabili E’ appena uscito il Rapporto Comuni rinnovabili di Legambiente in cui viene fatta un’istantanea sugli impianti di energie rinnovabili presenti nel nostro Paese. Il quadro complessivo mostra un Italia certamente interessata alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma non abbastanza.

Nel nostro Paese si guarda ancora con sospetto alle fonti rinnovabili. Scrive Legambiente:

Le solite accuse: che comunque rimarranno marginali, che mandano in crisi la rete, che costano miliardi in incentivi. Queste tesi sono smentite non solo dai tanti esempi citati in questo Rapporto, ma soprattutto da quelli, su scala ben più grande, di un Paese come la Germania, dove attraverso attente politiche realizzate negli ultimi anni il contributo delle rinnovabili rispetto ai consumi finali (il parametro per cui valgono gli obiettivi UE) è passato dal 4% del 2005 all’attuale 12% e la curva delle previsioni secondo il Governo federale dovrebbe permettere di arrivare al 28% al 2020.

Mancano dunque, per una reale crescita delle rinnovabili non solo procedure più snelle, anche se si è tentato di ovviare con la recente legge Calderoli-Brunetta e l’eliminazione della Dia per gli impianti fotovoltaici e solari senza serbatoio, ma anche le Linee guida per l’approvazione dei progetti come previsto dal DL 387/2003, necessarie per fare chiarezza rispetto alla installazione di impianti.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Secondo l'Ue l'Italia dovrà importare energia verde. Secondo Asso Energie Future è "inconcepibile"

pubblicato da Peppe Croce

Per l'Ue l'Italia dovrà importare energia verde

L’Unione europea è convinta che l’Italia non riuscirà a rispettare l’impegno di produrre da fonti rinnovabili almeno il 17% del suo consumo di energia elettrica entro il 2020. Il giudizio sul nostro paese è contenuto previsioni preliminari sul raggiungimento a livello europeo del target del 20%. Di conseguenza l’Italia dovrà importare l’energia verde che non riesce a produrre. In particolare energia da fonte eolica e fotovoltaica.

Estremamente critica nei confronti di questa previsione si è dichiarata Asso Energie Future, neonata associazione di categoria dei produttori da fonte rinnovabile, che ha definito l’idea di importare energia prodotta da fonti rinnovabili “inconcepibile”. Secondo il presidente di Asso Energie Future, Massimo Sapienza, l’Italia può e deve farcela da sola:

E’ una decisione inconcepibile considerando l’alto grado di sviluppo della filiera italiana. Non ha senso comprare da altri Paesi l’energia che si potrebbe produrre qui, a minor costo, creando oltre 93 mila posti di lavoro ogni anno. E’ inutile impegnare tante risorse per liberarsi dalla dipendenza dall’estero, se poi andiamo a comprare fuori dai confini il minimo indispensabile per rispettare i nostri impegni internazionali. E’ in gioco la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese

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