Non so se l’operazione possa essere di facciata, o come si dice di greenwashing, ma allo stabilimento Nestlè Perugina di San Sisto, hanno inaugurato qualche giorno fa un impianto fotovoltaico composto da 2200 moduli realizzato nell’area del parcheggio di 10mila metri quadri. L’impianto è da 450KWp.
Scrive Pienosole:
Coprirà per oltre il 90% il fabbisogno di energia dello stabilimento e consentirà di non immettere in atmosfera 8.000 tonnellate di CO2 all’anno. Nelle dichiarazioni della Società l’impianto di Perugia fa parte di un progetto più vasto che interesserà l’intero gruppo Nestlè denominato “Sole Amico” per una produzione sostenibile ed alleata dell’ambiente.
Rileva Perugia Blog.
E’ comunque un’iniziativa encomiabile, comunque la si veda, seppure “una goccia nell’acqua”, visto che l’intera fabbrica “Perugina”, a pieno regime, sembra consumi energia pari a tutti gli abitanti di Perugia messi insieme…
Via | Corriere dell’Umbria
Qualche tempo fa discutevamo proprio qui su ecoblog della presunta incompatibilità tra impianti fotovoltaici, che richiedono grandi appezzamenti di terreno per risultare competitivi nella produzione di energia e agricoltura. Clamoroso fu il caso della società che andava alla ricerca di terreni agricoli dismessi per trasformarli in campi fotovoltaici .
Ebbene, grazie alla geniale intuizione di un viticoltore barese sembra che davvero fotovoltaico e agricoltura possano andare a braccetto: sul suo vigneto che si estende per 3 ettari ha fatto realizzare un impianto fotovoltaico di 1000 mq per una potenza di 50kWp in grado di produrre circa 60.000 kWh all’anno per un investimento di 280mila euro.
E ecco i vantaggi: l’impianto in parte è usato per il riscaldamento del vigneto e consentirà di avere le primizie e grazie all’enegia venduta il reddito aggiuntivo sarà di circa 30mila euro all’anno.
Aggiornamento sabato 8-8-2009 ore 14,00.
Mi scrive Mauro Iovino, corrispondente da Ischia dell’Ansa per dirmi che è stato lui a scovare e portare alla luce la storia dell’Ingegnere De Siano. Dunque per correttezza riporto le dichiarazioni di prima mano raccolte da Iovino.
La storia che vi racconto, l’ho letta su Il Mattino, ma, come già precisato è stata lanciata da Maurio Iovino con cui concorderò un appuntamento per settembre per andare a conoscere personalmente l’ingegnere Agostino De Siano, di Barano, che da 15 anni sostiene di vivere senza un contratto di fornitura elettrica. Tra l’altro, De Siano usa un auto elettrica su cui ha montato dei pannelli fotovoltaici che servono a caricare le batterie, rendendo per questo la vettura autonoma.
In pratica, De Siano, condivide la filosofia off-grid e sostiene di avere scoperto come vivere senza petrolio, pur senza rinunciare alle comodità della vita moderna:
Sono l’ingegnere che farà scomparire la necessità di usare il petrolio visto che per me è già scomparso. Sono pienamente autosufficiente sia dalla rete elettrica che dai petrolieri. Da 15 anni non ho l’energia elettrica, provvedendo con l’impianto ad energia fotovoltaica e con gli accumulatori. Negli ultimi anni ho anche, drasticamente, eliminato la necessità di approvvigionamento della fornitura di carburante utilizzando una macchina elettrica (che viene ricaricata anche con l’impianto fotovoltaico di casa, ndr). Il mio impianto è del tutto indipendente dal gestore di energia elettrica. In nessuna altra parte del mondo esiste un impianto del genere, da me progettato dopo anni di studio ed esperimenti. La sua particolarità è l’utilizzo di un ponte alimentato ad alta tensione da 300 volt continui a 220 volt alternata senza adoperare il comune trasformatore/elevatore, sia esso normale trasformatore a lamierino in silicio (o swithcing)
Mi rendo conto che non è molto chiaro il sistema usato, ma appunto ribadisco l’intenzione, terminate le ferie, di intervistare De Siano con l’aiuto del collega Iovino, per cui lasciate le vostre domande nei commenti che poi le passerò direttamente a De Siano.
Rispetto all’autonomia della vettura, De Siano ha detto:
Il sistema da me adottato sulla vettura che utilizzo fornisce completa autonomia per lo spostamento urbano e a media percorrenza, per quelli a lunga percorrenza sono già in fase di produzione veicoli commerciali e ad uso privato con batterie a litio che entreranno in vendita nei prossimi annì. E anche i costi non sono improponibili per chi vuole abbracciare uno stile di vita alternativo: il costo maggiore da sostenere è quello per ottimi accumulatori per uso stazionario, ma un consumo di massa ridurrebbe ulteriormente il costo di questi accumulatori. Il costo complessivo di tutto l’impianto viene ammortizzato in 6/7 anni grazie all’azzeramento totale della bolletta per l’energia elettrica e all’azzeramento totale del combustibile da petrolio.
Foto | Dichiarazioni e foto Courtesy Mauro Iovino- Ansa
È in progetto nel comune di Roma un impianto fotovoltaico con una potenza di picco di oltre 26 Megawatt per una produzione annua di energia pari 40 mila Megawattora. In pratica il più grande mai costruito qui in italia che sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 15 mila famiglie.
L’impianto sarà realizzato a Lanuvio (Roma) sui terreni della Inf-Agricola. L’accordo verrà firmato durante i prossimi giorni con la multinazionale Sun Ray Renewable Energy, già impegnata in tutta Europa nella promozione e costruzione di grossi impianti fotovoltaici.
Queste sono le parole di Giovanni Fiandra, assessore comunale alla Pianificazione e gestione del territorio:
“Con orgoglio l’amministrazione comunale manifesta la propria soddisfazione per la conclusione dell’accordo dopo aver procurato e favorito l’incontro tra le due società”
Davvero una grande traguardo per il comune di Roma che così eviterà l’emissione nell’atmosfera di più di 22 mila tonnellate di CO2 all’anno.