
Anche in Inghilterra polemiche sull’energia eolica e sugli incentivi statali che la sostengono: il ministro per l’Energia inglese Charles Hendry, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha affermato che l’eolico è costato circa 2.2 miliardi di sterline dall’aprile 2002 al marzo 2010.
Alla domanda sul quando l’eolico potrà reggersi sulle sue gambe, quindi senza incentivi, Hendry ha risposto che non si può fare alcuna stima. Quindi non lo sa. Ma la cosa che più spaventa i sudditi della Corona è il modo in cui verranno pagati gli incentivi all’energia eolica: più tasse e accise sui carburanti.
Tutto questo in un paese che ha grandi progetti di sviluppo nel settore dell’eolico off shore, come la rete del Mar del Nord, e che già ospita la più grande centrale eolica off shore del mondo, quella del Kent. Nessuno, a quanto risulta, ha ancora chiesto al ministro della Salute inglese quanto risparmierà il paese in assistenza sanitaria grazie alla produzione di energia pulita.
Via | Daily Mail
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Troppi soldi pubblici a trainare le fonti rinnovabili e le banche iniziano ad aver paura: Giuseppe Mussari, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (la famosa sigla “Abi” di ogni conto corrente) parla apertamente di rischio “bolla speculativa”:
Il settore delle energie rinnovabili e’ a rischio di ‘bolla speculativa’ poiche’ e’ sostanzialmente basato sulle sovvenzioni pubbliche che potrebbero venire meno. I conti economici di queste imprese senza le provvidenze statali non reggerebbero. Avere investito nell’installazione del pannello o del mulino a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici e quindi il rischio di una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere
Nulla di nuovo, in realtà, se non fosse che a dirlo sono le banche che, fino a ieri, con le rinnovabili facevano grandi affari. Magari non con i grandi parchi fotovoltaici a terra o con i parchi eolici di grandi dimensioni, che di solito sono finanziati dai fondi di investimento stranieri, ma di certo con gli impianti di medie dimensioni, come i tetti fotovoltaici dei capannoni industriali.
Nuovo record del fotovoltaico italiano: dopo aver toccato 100.000 impianti installati, ora arriva a 2.000 MW di potenza complessiva nel paese. Lo ha comunicato il Gse, che gestisce il conto energia con il quale viene retribuita l’energia rinnovabile prodotta dai pannelli fotovoltaici.
Per la precisione, tra primo e secondo conto energia, il Gse ha ricevuto domande di ammissione agli incentivi statali per una potenza complessiva di 2.100 MW. Da notare che il numero di impianti è arrivato a 120.000, mentre solo a fine settembre erano ventimila in meno. La Puglia, come al solito, è la regina con circa 450 MW, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica per il numero di impianti in esercizio: 18.500, secondo il Veneto, con 14.320 impianti.
E non è tutto: i dati si fermano al 31 ottobre 2010, gli ultimi due mesi di quest’anno non rientrano ancora nel conto. Secondo il Gse i 3.000 MW potrebbero essere raggiunti. Che anche l’Italia rischi l’overdose come la Francia?

Gli incentivi statali francesi per l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sono troppo generosi? Forse sì, visto che il governo, guidato da Francois Fillon, ha deciso di sospenderli per tre mesi e, nel frattempo, di ridurli con una nuova legge ad hoc. Per fortuna, però, si tratta solo degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici superiori ai 3 KW di potenza e quindi il fotovoltaico domestico è salvo.
Le associazioni ambientaliste francesi non l’hanno presa bene, ma il governo si trova a fronteggiare un boom di impianti che inizia a pesare sulla bolletta elettrica dei francesi. Aggiungete la crisi economica e la frittata è fatta: tutta la Francia stringe la cintura, compresa quella fotovoltaica.
Gli incentivi, per la precisione, ammontano alla corposa cifra di 58 centesimi di euro al KWh. Gli impianti installati, invece, ammontano a 850 MW stimati per fine 2010, con circa 4000 MW di richieste di autorizzazione. Quella degli incentivi statali al fotovoltaico, quindi, è una partita non solo italiana.
Curioso, invece, il lasso di tempo che si è preso il governo francese per trovare la quadra al problema: appena tre mesi. Pensando che l’Italia ci ha messo sette anni per scrivere le linee guida per le fonti rinnovabili, con conseguente proliferazione senza regole certe, viene quasi voglia di andare in Francia a installare pannelli solari. Anche senza incentivo…
Via | Eco dalle città
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David Cameron benedice le auto elettriche e conferma gli incentivi anche per le auto ibride da gennaio 2011 e che dureranno fino a marzo 2012. Lo ha annunciato il nuovo segretario ai trasporti Philip Hammond.
Dunque, agevolazioni per un massimo di 5000 sterline che pesaranno alle casse dello stato per 43milioni di sterline, circa 60 milioni di euro.
E per favorire la diffusione delle auto elettriche e degli ibridi plug-in sono state investite sostanziose risorse per mettere in piedi la rete di distribuzione. A Londra, Milton Keynes e nor est dell’Inghilterra saranno disponibili entro fine anno 11mila colonnine elettriche per la ricarica. A seguire sarà coperta poi l’intera Gran Bretagna.
Via | Autoblog, Quattroruote
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Dall’ultima giornata dell’Italian Energy Summit, organizzato dal Sole 24 ore, trapela la convinzione che gli incentivi statali italiani per l’energia fotovoltaica, siano decisamente superiori alla media europea. Si prevende che entro il 2010 si raggiungerà il tetto massimo stabilito di 1200 Mw di potenza prodotti, sopra il quale non sarà più possibile usufruire del cosiddetto Conto energia.
Gli attuali incentivi statali derivano dalla componente A3 delle fatture energetiche dei cittadini italiani, che attualmente arriva al 7,5%, ed è visibilmente destinata ad aumentare per rispettare gli obiettivi presi a livello europeo. Viene però dall’Europa stessa l’idea di tagliare considerevolmente gli incentivi statali per la diffusione del fotovoltaico. In Spagna già dal 2008 lo stato ha ridotto, per non dire azzerato, la possibilità di ottenere sovvenzioni, causando una perdida nel mercato e numerosi lincenziamenti, e anche in Germania si sta seguendo la stessa linea. In allora Italia cosa accadrà?
Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ha dichiarato:
La riduzione deve essere graduale e non può seguire la strada spagnola, che ha generato la riduzione del personale del settore e speculazioni.
Continua a leggere: Fotovoltaico: dal 2010 riduzione degli incentivi statali?

Comincia oggi la Settimana Europea della Mobilità, e sono 21 le città che hanno aderito all’appello, per migliorare il clima urbano e la propria responsabilità in ambito di politica ambientale.
Aderisce al completo l’Emilia-Romagna, sono pronte e ricettive alcune città del Nord, mentre al Sud hanno deciso di aderire alla settimana della Mobilità Europea soltanto Napoli e Maglie (LE) e per le isole figura solo Alghero.
L’Europa chiede alle città di impegnarsi ad adottare tecnologie verdi per rendere pulito ed energeticemente efficiente il sistema del trasporto pubblico e di promuovere politiche locali a favore della mobilità ciclabile, sensibilizzando ed informando i cittadini su servizi ed incentivi.
In Italia, l’Emilia Romagna con la sua lunga tradizione legata all’uso delle biciclette ha aderito alla settimana della Mobilità con una pedalata regionale, “Pedalando per Kyoto”, che si terrà il 18 e il 19 settembre ed accoglierà a Bologna gruppi provenienti da tutta la regione.
via | ermesambiente