
Lo spazio aereo sui cieli d’Europa è stato aperto, ma ciò non vuol dire che le ceneri del vulcano di Eyjafjallajokull, con la loro piccola percentuale di particolato, siano scomparse. Secondo alcuni, potrebbero addirittura fare bene, se non alle compagnie aeree, almeno all’atmosfera e ai giardini d’Europa.
Per Colin Dale, orticultore del Notcutt Garden in Inghilterra, le ceneri del vulcano potrebbero essere dei buoni fertilizzanti naturali. In più, secondo quanto l’esperto ha riferito al Telegraph, la cenere del vulcano servirebbe a proteggere la terra dagli sbalzi di temperatura e manterrebbe più a lungo l’acqua, favorendo la crescita di batteri e semi, entrambi buoni per la crescita di piante e fiori.
Sebbene la quantità di ceneri che riesce a depositarsi al suolo sia talmente bassa da essere irrilevante per la rigenerazione dei terreni, la tesi di Colin Dale è confermata da Jon Davidson, professore all’Università di Durham, che afferma come già altri stati, come l’Indonesia, abbiano beneficiato in passato della fertilizzazione naturale dovuta a ceneri vulcaniche.
Tuttavia, se tra qualche mese vi dovesse capitare di vedere dei vasetti con le ceneri di Eyjafjallajokull spacciate per fertilizzante, controllate bene che non ci sia la British Airways come sponsor.
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Lockheed Martin si è aggiudicata il contratto per la fornitura del sistema radar che proteggerà gli impianti eolici off shore al largo dell’Inghilterra.
L’azienda non ha reso noto l’importo del contratto, ma parecchi dettagli tecnici utili a capire di cosa si tratta. Il sistema radar fornito da Lockeed Martin è il TPS-77, ed ha il compito di diminuire le interferenze create dalla rotazione delle pale (che producendo energia elettrica generano anche un campo magnetico). Come specifica l’azienda stessa
L’elettronica avanzata del radar Lockheed Martin TPS-77 diminuisce l’interferenza, anche detta “clutter”, che tende ad oscurare gli obiettivi radar all’interno e intorno alle piattaforme eoliche offshore. Il nuovo sistema radar fornirà al Ministero della Difesa britannico un’affidabile sorveglianza aerea, permettendo al Paese di proseguire col suo vasto programma di installazione di 924 turbine al largo della costa orientale inglese
Continua a leggere: Per proteggere l'eolico off shore inglese arrivano i radar Lockheed Martin

Quanto di quello che mangiamo è biologico e quanto possiamo permetterci di spendere per acquistare prodotti bio certificati? A queste e ad altre domande sui consumi di cibo bio ha cercato di dare risposta la Soil Association inglese, che con il report 2010 ha rivelato una triste verità: i consumi di alimenti biologici sono calati del 12, 9% circa.
I dati del report si riferiscono all’Inghilterra, ed i cali nei consumi di prodotti biologici certificati sono da attribuire alla crisi: nei supermercati si è registrato un calo del 12,2% nelle vendite e nelle consegne di frutta e verdura bio a domicilio il calo è stato del 9,8%. La buona notizia è che i consumi di latte biologico e di alimenti bio per i bambini sono aumentati del 20,8%.
La crisi si riflette sui consumi degli inglesi, che riservano i consumi di frutta fresca, verdura e carne bio per i bambini. Le tre categorie principali di alimenti bio scelti rimangono la carne, la frutta e la verdura, anche se molti sono tornati ad acquistare uova e pollo provenienti da produzioni ed allevamenti non certificati a causa della crisi. E voi, avete modificato i vostri consumi nel 2010 per colpa della crisi? Vi siete orientati di più verso il biologico o anche voi avete riservato il biologico solo per i più piccoli?
via | soilassociation
Parola di Daily Mail: in Inghilterra hanno inventato la pecora che si tosa da sola. O meglio, appena arriva la primavera perde il pelo. Il vizio non si sa, il giornale inglese (famoso per lo spessore delle sue notizie e l’accurata ricerca delle fonti) non specifica.
La pecora in questione si chiamerebbe Exlana e sarebbe il risultato di una decina di anni di esperimenti e incroci del suo creatore, tale Peter Baber allevatore 54enne di Christow. Non sembrerebbe, quindi, che si tratti di un animale Ogm, bensì di una serie spinta di incroci da parte dell’allevatore inglese.
Il risultato è un animale che richiede pochissima manodopera ma, in cambio, è assai avaro nel produrre la sua lana: appena mezzo chilo di lana contro i 9 di un tradizionale ovino inglese. Nonostante i numeri, assai scarsi, Baber è assai contento. Forse perchè spera, tramite altri incroci, di ottenere la botte piena e la moglie ubriaca: una pecora autotosante ad alta produttività.

A causa delle calde temperature questa primavera assistiamo ad una fioritura prematura della maggior parte delle piante, fenomeno che non si vedeva da quasi 250 anni.
Il che vale soprattutto per il Regno Unito, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista di biologia Proceedings of the Rocial Society, riportata dalla BBC: dal 1659 ad oggi, il 2010 è l’anno in cui i fiori sono sbocciati prima.
La ricerca ha analizzato le fioriture di 405 specie nei secoli, rilevando un trend in evidenza già negli scorsi 25 anni. Sebbene negli scorsi 250 anni ci siano stati altri periodi con temperature più elevate rispetto alla media, negli scorsi 25 anni l’aumento è stato costante, e di conseguenza il periodo delle fioriture è stato anticipato. Oggi la primavera arriva in Inghilterra 11 giorni prima rispetto a 30 anni fa, con tutte le conseguenze del caso per la tutela della biodiversità.
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Che i cementifici siano dei grandissimi consumatori di energia lo sanno tutti. Non per nulla sono tra le prime aziende che potranno usufruire, in Sicilia e Sardegna, del “Dl Alcoa” che è stato appena approvato al Senato ed ora passa alla Camera. Proprio l’alta intensità energetica della produzione del cemento comporta che i cementifici siano delle vere e proprie fabbriche di CO2: ne producono moltissima, i dati parlano del 5-8% della produzione nazionale nella maggior parte dei paesi industrializzati.
Da qualche tempo, però, si sta cercando di ridurre le emissioni di anidride carbonica in questi impianti. L’ultima trovata arriva dall’Inghilterra, dove un’azienda di nome Novacem ha presentato un nuovo prodotto più sostenibile. La differenza rispetto al passato sta in alcuni minerali che vengono usati come additivi e che permettono di produrre il cemento a temperature più basse (e quindi consumando meno energia) e di assorbire CO2 durante la fase di indurimento del prodotto.
Quindi si risparmia energia e CO2 durante la produzione e si assorbe ulteriore CO2 quando il cemento viene utilizzato. L’idea non è male, anche se non si sa ancora esattamente quanta CO2 si risparmia e, soprattutto, quanto costa questo cemento. Ma non è l’unica idea che gira sul cemento sostenibile: altre proposte vengono dagli Stati Uniti.
Continua a leggere: Cemento ecosostenibile? Dall'inghilterra il calcestruzzo che assorbe CO2

Per aiutare la popolazione colpita dal terremoto di Haiti, si può adottare a distanza un bambino di Haiti, o si può dare il proprio contributo con un gesto ancora più piccolo e meno impegnativo: donare le proprie scarpe usate.
Le scarpe sono un accessorio fondamentale per i sopravvissuti, perché permettono loro di poter camminare nel fango e di poter scavare tra le macerie senza rischiare di tagliarsi o di ferirsi mentre si muovono tra i resti di palazzi crollati, metalli, vetri.
Foot Solutions, per conto di Soles4Souls, chiede a tutti di donare le proprie vecchie scarpe poco consumate, per aiutare la popolazione di Port-au-prince a sopravvivere e a camminare tra le macerie. In Italia non c’è nessun centro di raccolta, ma credo che i centri in Germania o in Inghilterra siano pronti a raccogliere anche le nostre scarpe.
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Se tutti i cani fossero dotati di un microchip associato ad un database, si ridurrebbero gli abbandoni, ci sarebbero meno randagi in giro ed in caso di violenza, il proprietario del cane, ritenuto responsabile, sarebbe obbligato a pagare. Queste sono le motivazioni che spingono l’Inghilterra ad approvare una legge che prevederà l’istallazione, obbligatoria, di un microchip dietro le orecchie di ogni cane.
Nel microchip, il cui inserimento dura pochi secondi ed è quasi indolore, saranno contenuti tutti i dati relativi al cane, e anche quelli del proprietario, facilmente rintracciabile in caso di furto, smarrimento o attacco a persone o cose da parte del cane. Se i dati del padrone dovessero cambiare, si provvederà a modificarli senza il bisogno di dover estrarre ed inserire di nuovo il microchip, e senza causare ulteriore fastidio al cane.
Se foste cittadini inglesi chiamati ad inserire un microchip con tutti i vostri dati sotto la pelle del vostro cane, riterreste questa proposta di legge utile, necessaria o superflua?
via | Telegraph
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Che fine ha fatto il piano-casa di Berlusconi? Modificato, rimandato, sospeso… non se ne parla più. In attesa di averne notizie (ma anche no) vediamo cosa succede fuori dal nostro paese. In Inghilterra per esempio, dove vogliono costruire 15 città ecologiche entro il 2020, contribuendo in un colpo solo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e alle richieste di nuove case.
L’individuazione dei siti è già in corso. Le nuove case saranno a basso impatto ambientale, costruite con materiali riciclati, con tecnologie di risparmio energetico e uso di fonti rinnovabili, e vari altri criteri di bioedilizia. Le case saranno destinate ai ceti meno abbienti.
Tutto perfetto insomma, o quasi. Gli ambientalisti (che non sono mai contenti, si sa) sono preoccupati della localizzazione di queste nuove città, ovvero lontane dai grandi centri, e quindi sarebbe necessario ricorrere all’auto per spostarsi, causando un aumento del traffico e dei consumi di carburante. Speriamo che nel progettare queste città pensino anche a una rete di trasporti sostenibile, così accontentiamo tutti.
Via | edilone.it
Foto | parchilagomaggiore
L’Independent ci racconta quella che definisce una storia di successo, ovvero, il ritorno del Falco pescatore in Northmberland, in Inghilterra, dopo quasi 200 anni.
Due esemplari di Falco pescatore sono stati avvistati nei pressi di Kielder Water, una foresta attorno al bacino artificiale più grande d’Europa, grazie ad un progetto sviluppato per attirare i rapaci lungo la loro linea migratoria.
Il Falco pescatore, unico esemplare della famiglia dei pandionini, mancava dall’Inghilterra dal 1016, quando l’ultimo esemplare fu avvistato in Scozia, ad eccezione di un breve avvistamento nel 1954 nelle Highlands.