Si era sempre detto che il traffico napoletano non solo fosse caotico ma anche rumoroso. E invece a sorpresa emerge che a Milano il traffico stradale privato è il principale responsabile del rumore metropolitano, con il 56% del totale. Dunque, Milano non solo è tra le dieci città più inquinate al mondo, ma è anche tanto assordante da mettere in serio pericolo la salute dei suoi abitanti: in certe strade e in particolare orari, i rumori emessi arrivano anche a 80 decibel.
I dati relativi ai decibel in eccesso, sono stati presentati nei giorni scorsi da Assoedilizia che specifica che è aumentato anche il rumore emesso dai tram dell’Atm a causa dei raggi di curvatura stretti. Il 33% del rumore, invece è causato dalla vita quotidiana lavorativa e non, come le emissioni sonore delle fabbriche, discoteche, il vociare umano nei condomini o per le strade. Incidono molto meno i rumori di aeroporti (6%) e ferrovie (5%), anche se il fastidioso rombo degli aerei è aumentato alla periferia nord-est di Milano a causa del cambio delle rotte di Linate.

Uno studio commissionato da Transport & Environment al CE Delft, stima a 50.000 il numero dei decessi in Europa collegabili all’inquinamento acustico. Il rumore è una delle forme di inquinamento meno conosciute e più difficili da combattere. Una delle ragioni è che l’unità di misura del rumore, i decibel, è su una scala logaritmica; questo significa che un aumento di 3 decibel porta un raddoppiamento del volume, mentre 10 decibel in più equivalgono a 100 volte il rumore iniziale.
Un livello di rumore di 55 decibel è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la soglia al di là della quale si verificano disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, stress, aumento della pressione sanguigna e disturbi psichici. In Europa, secondo lo studio 210 milioni di cittadini sono esposti a rumore da traffico uguale o superiore a 55 dB e 35 milioni al rumore dei treni. Il costo sociale dei danni da rumore viene stimato a 40 miliardi di euro ogni anno.
Tra le misure per combattere il fenomeno si propone un adeguamento della normativa sui motori ed i pneumatici, l’applicazione del principio “chi inquina paga” anche per il rumore, il dispiegamento di barriere antirumore e la limitazione dei veicoli più rumorosi.
Via | Transport & Environment
» Can you hear us?
» Traffic Noise Reduction in Europe (rapporto tecnico)
Dei living wall abbiamo parlato spesso, oggi trattiamo in particolare l’applicazione di queste strutture per ridurre l’inquinamento acustico. L’idea alla base dell’MW soundkiller è semplice: creare un muro ricoperto di piante per attenuare il rumore.
La realizzazione, non eccessivamente complicata, consiste in una intelaiatura riempita con una miscela di terre nella quale vengono fatte crescere specie rampicanti e ricadenti per ricreare in breve tempo un muro vegetale di gradevole impatto visivo. Le altezze arrivano fino a 6 metri con profondità di 60 cm il che rende il soundkiller adatto per svariate realtà private e per l’arredo urbano.
Il muro ha sia proprietà fono assorbenti che isolanti. La ditta olandese che lo commercializza (Mostert De Winter) evidenzia anche come, a differenza di un analogo in cemento armato, la barriera antirumore verde sia più gradevole e scoraggi i writers, dando all’ambiente da proteggere un aspetto più ordinato e pulito.