
Bisogna ringraziare la LAV se nelle mense dell’amministrazione pubblica e dunque anche scolastiche, si mangerà meno carne e più uova biologiche. I consigli della Lega antivivisezione animale, anche per quanto riguarda i criteri per l’acquisto di beni e servizi rispettosi dell’ambiente, oltre che per corretta alimentazione, salute e ambiente sono stati recepiti dal Ministero per l’ambiente. Il documento ufficiale che regolamenta il green public procurement è il PAN.
Non appena i principi saranno recepiti nel Ddl, accadrà che alle ditte che parteciperanno ai bandi di gara sarà riconosciuto un maggiore punteggio (e dunque maggiori possibilità di vincere) se presenteranno menù che prevedono un giorno vegetariano e l’uso di uova biologiche o provenienti da allevamenti a terra.
Rileva la Lav nel suo comunicato stampa:
Importante il tema della riduzione della carne a tavola. Un giorno vegetariano a settimana corrisponderebbe a 3.320 tonnellate di CO2 risparmiata al giorno, 126.160 ogni anno. Per quanto riguarda le uova, il documento prevedeva già che dovessero provenire da agricoltura biologica, così come altri alimenti, ma è stato aggiunto il principio secondo cui la quota di uova non proveniente da allevamenti biologici deve provenire da allevamenti all’aperto. La sostituzione delle uova di galline allevate in gabbia con uova provenienti da agricoltura biologica significherebbe liberare dalle gabbie circa 271.000 galline ogni anno.

Ecco la guida per chi desidera acquistare cosmetici non testati su animali. E’ della LAV e sarà anche distribuita gratuitamente sabato e domenica 3-4 aprile in moltissime piazze d’Italia.
E’ importante partecipare all’appuntamento, non solo per ritirare la guida ma anche per firmare la petizione al fine di impedire che la direttiva europea che mette al bando i test cosmetici su animali sia prorogata.
Per sostenere la LAV è prevista anche la vendita di uova al cioccolato equo-solidale.
Via | Comunicato stampa
Foto | LAV

Un ristorante di Pieve di Ledro (Trento) ha deciso di inserire la carne di orso fra i piatti del suo menu. Non molto lontano dai nostri confini, in Croazia e in Slovenia, gli orsi sono uccisi in numero massiccio.
Anche nel vicino Veneto i plantigradi hanno avuto non poche difficoltà: come non ricordare il caso dell’orso Dino, che la Regione voleva sospingere in Slovenia, così che potesse essere cacciato? La LAV deve dunque nuovamente ribadire che cacciare gli orsi, proporre il loro abbattimento, e, naturalmente, cucinarli sono condotte perseguibili come reato e illegali.
Gli orsi infatti sono una specie protetta, a livello nazionale, europeo e internazionale grazie alla Convenzione di Berna del 1979, alla legge quadro sulla protezione della fauna selvatica del 1992, e alla “Direttiva habitat” 92/43 dell’Unione Europea all’allegato IV del documento “Specie animali e vegetali d’interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”.

Il coordinamento autonomo “Fermare Green Hill” sta organizzando un corteo di protesta per cercare di ottenere la chiusura del più grande allevamento d’Europa di cani destinati ai laboratori e altri animali.
”Fermare Green Hill” chiede l’applicazione della legge regionale 33/2009 all’allevamento Green Hill. Se questa venisse applicata, infatti, l’allevamento si troverebbe a non poter lavorare e probabilmente deciderebbe di chiudere.
La sede della manifestazione sarà Milano. Appuntamento il 5 marzo in Piazza Duca D’Aosta alle 15.
Via | LAV
Foto | Fermaregreenhill
La pelliccia non è solo crudele (basti pensare che per produrre un solo kg di prodotto finito occorrono almeno 11,4 esemplari di visone), ma è anche latrice di un’impronta ecologica decisamente poco trascurabile.
E’ quanto emerge da uno studio - The environmental impact of the mink fur production - presentato nei giorni scorsi dalla Lav, in occasione della celebrazione della settimana della moda a Milano e che ha davvero poco a che fare con il senso della bellezza tanto decantata durante le sfilate.
I risultati, raggiunti con rigore scientifico da Ce Delft, sono stati messi a confronto con quelli relativi ad altri materiali largamente utilizzati nel settore tessile (cotone,acrilico, poliestare, lana) e non danno adito a dubbi: la pelliccia è il peggiore tra i prodotti utilizzati nell’abbigliamento. Lo studio ha analizzato, punto per punto, l’intera filiera delle pellicce, che, com’è tristemente noto, non ha nulla da invidiare alla sceneggiatura di un riuscitissimo film horror.
Ieri si è celebrata la festa di Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali domestici e, come di consueto, una profluvie di pets - e non - ha fatto irruzione a piazza San Pietro - Città del Vaticano - per ottenere visite veterinarie ad hoc e, specialmente, la benedizione papale… Una benedizione che, forse, dovrebbe ricadere anche sulle migliaia di animali rinchiusi nei laboratori e, in particolare, su quelli oggetto di sperimentazione a fini cosmetici, perché si ponga fine a un ingiusto quanto inutile massacro.
E’ partita oggi, infatti, la campagna promossa da ECEAE, la coalizione che raggruppa le associazioni animaliste dell’Eurozona, per la definitiva messa al bando dei test sugli animali finalizzati alla commercializzazione di rossetti, mascara, creme e simili e che porterà la Lav più volte in piazza per informare e sensibilizzare i cittadini su questo punto. Da più parti, infatti, si paventa l’ennesimo rinvio al divieto assoluto, sancito dall’UE con la Direttiva 2003/15/CE, di testare e commercializzare materie prime cosmetiche sperimentate su animali a partire dal 2013. E’ dal 1993, infatti, che le associazioni ambientaliste attendono questa data tra continui ripensamenti e cambi di programma. Attualmente, però, non è più possibile procrastinare e il motivo è da ricercarsi nell’inutilità dei test, da una parte, ma soprattutto nelle migliaia di animali ogni anno barbaramente torturati e uccisi e che sollevano accese polemiche da una parte sempre più consistente dell’opinione pubblica. Si teme l’ennesimo rinvio, dunque, specie a seguito del più che deludente passo della Commissione Europea in tema di sperimentazione e la tensione sale. Così dichiara, in proposito, Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione:
Continua a leggere: "Stop ai test cosmetici sugli animali!" ECEAE e Lav lo gridano a gran voce
Ricordate la storia del professore Carlo Rando, raccontata qualche mese fa da Peppe? Dunque, Rando che è docente all’Istituto Ettore Molinari di Milano, viene denunciato dalla LAV per violazione dell’art. 544 del C.P. (uccisione di animali senza necessità), dopo la vivisezione fatta in aula su dei conigli.
Alcuni ragazzi infatti, hanno informato la Lav: lo accusano di aver ucciso barbaramente due conigli prima della lezione di anatomia. Il docente che sarà poi licenziato, ammette, però di aver soppresso i due conigli con una martellata alla base del cranio. Il racconto lo ha fatto stamane ai microfoni di Mattina Cinque, su Canale5, occasione in cui il professore Rando si è difeso e ha annunciato un ricorso contro quello che sostiene sia stato un ingiusto licenziamento. E spiega così quanto è accaduto nell’aula di biologia lo scorso ottobre:
In quell’aula non è successo nulla di straordinario, è un’aula di laboratorio per esperimenti di tipo biologico e anche di anatomia; nelle esercitazioni previste nel corso, sono comprese le vivisezioni di animale o parti di animale, che già negli anni precedenti avevamo svolto e nessuno ha mai avuto nulla da ridire. In quell’occasione, ho acquistato 4 conigli allevati per scopo alimentare da un allevatore che garantisce la loro soppressione, 2 di questi, però, non erano completamente morti: erano tenuti nel ghiaccio in un frigorifero, quando abbiamo aperto il contenitore, ci siamo però accorti che avevano dei boccheggiamenti di respirazione terminale, sono chirurgo e li so riconoscere. Nella decisione di necessità ho soppresso i conigli, colpendoli violentemente sulla base del cranio con un martello, che è la stessa operazione che usa l’allevatore per sopprimerli. Gli studenti, né piccoli né incoscienti, maggiorenni o al limite della maggiore età, in quel corso per diventare dei tecnici del settore sanitario, erano di fronte a me e nessuno ha avuto alcun trauma o tentennamento, anzi hanno partecipato a questo atto che è durato solo 30 secondi.
Continua a leggere: Licenziato per la vivisezione in classe, Rando si difende in Tv: "Farò ricorso"

Secondo lo studio Vegetarian Compared with Meat Dietary Protein Source and Phosphorus Homeostasis in Chronic Kidney Disease condotto dalla dottoressa Sharon Moe dell’Università dell’Indiana è emerso che l’alimentazione vegetariana apporta all’organismo meno fosfati, alleggerendo così il lavoro dei reni.

In seguito a una denuncia alla LAV di Verona è stato messo sotto sequestro un allevamento abusivo di cani di varie razze.
Quasi cento i cani detenuti in pessime condizioni di igiene, molti cuccioli e cagne che allattavano. Gran parte malati e al freddo.
Fa impressione il fatto che tutti i cani avessero il microchip intestato ad un’unica persona, Lorenza Zanaboni commenta così il fatto:
circostanza che lascia quantomeno perplessi com’è possibile, infatti, che i funzionari addetti all’anagrafe canina del Servizio Veterinario dell’ASL non si siano chiesti dove fossero tenuti un centinaio di cani di proprietà di un singolo, e non siano stati sfiorati dal dubbio che si trattasse di allevamento, mettendo in atto i controlli necessari a verificare l’esistenza delle autorizzazioni necessarie?
Al momento tutti i cani sono affidati alla LAV.

La LAV chiede di vietare i botti di Capodanno pericolosi per gli uomini ma anche per gli animali che hanno un udito molto più sviluppato del nostro.
Ilaria Innocenti responsabile LAV settore cani e gatti:
“Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.
La LAV ha stilato una lista di consigli pratici per proteggere gli animali in caso di botti, petardi & Co: