La Regione Lombardia ha dato avvio al Piano Casa, con l’approvazione della legge regionale 13/2009, che consente interventi di edilizia anche nei parchi e nelle aree protette su approvazione dei comuni.
Le conseguenze del Piano Casa all’italianasono disastrose per l’ambiente e per la tutela del patrimonio culturale ed artistico, perchè terreni fertili e costruzioni storiche sono a rischio per gli aumenti di cubatura concessi dalla nuova legge.
A ciò si aggiunge la diminuzione dei soprintendenti, dei mezzi a disposizione ed un ritardo nella pubblicazione del Codice dei Beni Culturali, che permette un giudizio solo a lavori conclusi. Viene quindi meno il potere di intervenire a bloccare i lavori nelle aree protette, avviati grazie a licenze comunali.
Perchè il nostro patrimonio culturale ed ambientale non sparisca sotto la logica del mattone e del cemento, Fai, Italianostra, Legambiente, WWf e Lipu hanno chiesto il blocco del Piano Casa della regione Lombardia, soprattutto riguardo alla norma che permette ampliamenti fino al 20% nei centri storici e nei parchi. Mentre l’Ance festeggia l’approvazione del Piano Casa per il rilancio dell’edilizia, sentitevi benvenuti nell’era in cui sarà possibile vedere ville spuntare nei parchi pubblici e dependances private dai palazzi storici, con la Lombardia a fare da apripista.
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E’ il più grande parco eolico, quello di Casoni di Romagna, del nord Italia dove è stato inaugurato in un area compresa tra i comuni di Monterenzio e Castel del Rio (Bologna) composto da 16 torri di 60 metri per una potenza di 13MW.
L’energia prodotta coprirà il 50% deil fabbisogno dei 25mila abitanti dei due comuni. L’impianto, comunque, non è stato ben accetto a diverse associazioni tra cui Lipu, Legambiente Bologna Est e Asoer che avevavo presentato ricorso contro la sua installazione.
Scrive Viaemilia.net:
Nel marzo 2007 la Giunta provinciale aveva dato l’ok alla Valutazione di impatto ambientale del progetto, presentato nell’ottobre 2005 dalla società Agsm di Verona. Il progetto era stato ritenuto coerente sia con la pianificazione energetica regionale e provinciale, sia con la pianificazione territoriale (Ptcp). A giugno il Tar dell’Emilia-Romagna aveva respinto il ricorso contro la realizzazione del parco eolico presentato da alcuni cittadini e da tre associazioni ambientaliste (Lipu, Legambiente Bologna est e Asoer).
Quattro bracconieri sono stati ripresi da telecamere nascoste mentre catturavano illegalmente con le reti tordi e frisoni, e li uccidevano sul posto, schiacciandoli con le mani e comprimendone la testa con i denti.
Il fatto avveniva a Cittanova (Reggio Calabria) e i quattro sono sono stati denunciati per furto aggravato, uccellagione e maltrattamento di animali. I bracconieri avevano abbattuto (illegalmente) centinaia di alberi di alto fusto e realizzato delle enormi palizzate, ancorate ad alberi di sughera o leccio. Dopo aver rimosso i sigilli apposti dai Carabinieri, catturavano gli uccelli con grandi reti montate su lunghe canne azionate a mano, soprattutto all’alba e al tramonto.
Per due giorni, sabato 16 e domenica 17 dicembre 2006, centinaia di appassionati si dedicheranno al censimento della popolazione svernante di strolaghe per l’evento “Strolaga Day”, organizzato dalla LIPU di Parma e dalla mailing list “BW Italia”, in collaborazione con la Rete Osservatori Liguri (ROL).
Il conteggio delle strolaghe avverrà in tutta Italia grazie all’adesione delle delegazioni LIPU di Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Torino, Como, Varese, Trento, Trieste, Venezia, Livorno, Civitavecchia, Caserta, Ancona, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno.
Proprio ieri segnalavamo una campagna della LIPU riguardo le aperture ai cacciatori delle liste di centrodestra.
A tal riguardo mi sembra opportuno segnalare che non sono solo i cacciatori ad essere favorevoli alla caccia, ma anche molti agricoltori. Uno dei problemi sono i cinghiali, che hanno una maniera di procacciarsi il cibo che danneggia le coltivazioni.
I cinghiali grufolano, cioè scavano dei solchi nel terreno in cerca di radici. I cinghiali talvolta sono un problema, specie da quando ne sono scappati dagli allevamenti o liberati illegalmente di enormi, incrociati con i maiali da carne, nei boschi di mezza Italia.