Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag mais ogm

Mais ogm, Zaia mantiene la promessa: bloccate le coltivazioni in Italia

pubblicato da Peppe Croce

Il ministro delle Politiche Agricole Zaia ha bloccato le coltivazioni di mais ogmAlla fine il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ha mantenuto la promessa: la Commissione prodotti sementieri geneticamente modificati ha negato l’autorizzazione alla semina del mais ogm della Monsanto conosciuto col codice di Mon810, e lo stesso Zaia ha fimrato il decreto di stop alle coltivazioni.

La decisione, già annunciata in occasione dello sblocco europeo della patata ogm Amflora, è quindi finalmente arrivata. Zaia, quindi, ha deciso di dar ragione alle maggiori associazioni di categoria dell’agricoltura italiane che, con l’eccezione di Confagricoltura, si erano dichiarate tutte contrarie agli ogm, seppur con motivazioni diverse.

Le motivazioni del Ministero dell’Agricoltura, invece, le ha date lo stesso Zaia:

Continua a leggere: Mais ogm, Zaia mantiene la promessa: bloccate le coltivazioni in Italia

La patata bollente: le reazioni del mondo agricolo alla Amflora, la patata Ogm.

pubblicato da Peppe Croce

Il mondo agricolo si divide sulla patata ogm

Le associazioni italiane di categoria dell’agricoltura si dividono sulla Amflora, la patata ogm da poco sdoganata dalla Ue. Dopo le reazioni della politica, quelle del mondo agricolo sono senza dubbio le più interessanti e non si sono fatte attendere: Coldiretti, Cia e Confagricoltura, cioè le tre maggiori associazioni dell’agricoltura in Italia, si sono già pronunciate.

Coldiretti è furiosa e chiede che il Governo italiano provveda a bloccare Amflora, e tutti gli ogm, nel nostro paese. Oltre ai rischi per la salute, ciò che teme maggiormente Coldiretti sono i rischi economici:

Il modello produttivo cui è orientato l’impiego ogm è il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione, che è il vero nemico dell’ agroalimentare italiano e per questo siamo contrari. In Italia, per la conformazione morfologica dei nostri terreni e le dimensioni delle nostre aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni e sarebbe violata la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da ogm. La Coldiretti chiede invece, con decisione una etichettatura chiara che permetta di sapere se il cibo che mangiamo contiene, direttamente o indirettamente, organismi geneticamente modificati.

Continua a leggere: La patata bollente: le reazioni del mondo agricolo alla Amflora, la patata Ogm.

....
condividi 3 Commenti

OGM, autorizzata in Europa la coltivazione della patata Amflora

pubblicato da Marina

autorizzata la coltivazione della patata amflora di Basf

Tanto tuonò che piovve: dopo la mazzata della Corte di Stato ora quella della Commissione Europea che autorizza la coltivazione della patata OGM Amflora, le cui sementi sono sotto brevetto Basf e tre varietà di mais.

La patata sarebbe impiegata, per il suo alco contenuto di amido, nelle cartiere e gli scarti destinati all’alimentazione animale, il che vorrebbe dire che gli OGM entrerebbero di fatto nella nostra catena alimentare.

La Amflora è resistente a due antibiotici la kanamicina e la neomicina e secondo la direttiva Ue 2001/18, sono al bando gli OGM resistenti agli antibiotici, ma evidentemente questa regola non vale per Basf. Ora i Paesi europei che non vogliono accettare queste coltivazioni OGM sul loro territorio devono far ricorso alla “clausola di salvaguardia”, già adottata da Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Germania e Lussemburgo per mettere al bando la coltivazione del mais Monsanto OGM Mon810.

Commenta Andrea Ferrante presidente AIAB:

Gli europei vogliono altro che patate ogm. A chi risponde la Commissione Ue? Alla multinazionale Basf o ai cittadini europei? In particolare la patata Amflora, contiene un gene “marker” che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l’uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi. I rischi per la salute umana potrebbero essere elevati. Ci chiediamo come sia possibile che a fronte di così tante incognite e contro il parere della stragrande maggioranza dei cittadini europei, la Commissione Ue continui a fare gli interessi delle multinazionali biotech.

Foto | Flickr

OGM: sentenza della Corte di Stato autorizza la coltivazione in Italia. Luca Zaia vuole il marchio etico

pubblicato da Marina

No OGM Tempo fa, a proposito di OGM diedi voce all’altra campana, cioè a quei coltivatori che vogliono introdurre in Italia semine da organismi geneticamente modificati. Una sentenza della Corte di Stato del 19 gennaio scorso e resa nota qualche giorno fa, dà loro ragione e dunque, se vorranno potranno coltivare sui loro campi, mais OGM.

Spiega Avvenire:

In pratica con la sentenza n.183 del 19 gennaio 2010 si stabilisce che il ministero delle Politiche agricole deve rilasciare l’autorizzazione alla semina di varietà iscritte al catalogo comune e ha fissato un termine di 90 giorni per il rilascio dell’autorizzazione.

Ha commentato Duilio Campagnolo Presidente di Futuragra, l’associazione che si batte da anni per l’introduzione degli OGM in Italia:

La sentenza è inequivocabile: seminare Ogm è un diritto degli agricoltori e le linee guida sulla coesistenza non sono e non potranno essere un ostacolo all’innovazione, afferma Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. Gli agricoltori hanno deciso e andranno avanti. Le associazioni di categoria facciano adesso la loro parte.

Continua a leggere: OGM: sentenza della Corte di Stato autorizza la coltivazione in Italia. Luca Zaia vuole il marchio etico

....
condividi 2 Commenti

OGM, Bayer ammette che la contaminazione è fuori controllo

pubblicato da Marina

E’ una delle prime battaglie del genere a essere vinte e probabilmente sarà seguita da molte altre: la Bayer CropScience LP dovrà pagare circa $ 2 milioni di euro a due agricoltori del Missouri, dopo che una varietà sperimentale di riso OGM, chiamato Liberty Link, ha contaminato i loro raccolti.

La Bayer è proprietaria dei semi del riso LLRICE601, modificato geneticamente attraverso un batterio e che risulta però resistente a un erbicida della Bayer. In pratica viene piantato il riso e in seguito si sparge l’erbicida che distrugge tutto tranne appunto che le piantine di riso. Questa varietà di riso è ancora sotto sperimentazione e la sua produzione non è destinata all’alimetazione umana. Gli esperimenti sono partiti nel 1998 nei campi di prova OGM presso la Lousiana State Univerity. Il punto è che le colture hanno contaminato per almeno il 30% le risaie vicine e sono stati denunciati nell’area altre 1000 casi simili.

Le analisi dell’ USDA nel 2006 dimostrarono la contaminazione del riso normale e ne vietarono non solo la vendita ma costrinsero i risicoltori a distruggere i raccolti. I danni furono pari a circa 150milioni di dollari. Dunque l’attuale risarcimento di 2 milioni di dollari rappresenta solo un piccolo passo. Ma la class action americana non si è conclusa e il contenzioso che si dibatterà il prossimo 11 gennaio, sempre nel tribunale di St.Louis riguarderà agricoltori dell’Arkansas e del Mississipi. Già in passato vi fu una class action condotta contro le contaminazioni causate dal mais OGM “StarLink”, destinato all’alimentazione animale, ma che finì nella catena alimentare umana e che costrinse agricoltori e produttori a distruggere diversi alimenti come i tacos. La class-action portò a una richiesta di danni per 110 milioni di dollari.

Via | Organic consumers

....
condividi 5 Commenti

Gli europei hanno diritto di conoscere dove si trovano i terreni coltivati con OGM

pubblicato da Marina

mais ogm Una nuova sentenza della Corte di giustizia europea fa luce sulle coltivazioni OGM: gli europei hanno il diritto di conoscere in quali aree del loro comune sono presenti terreni coltivati con piante geneticamente modificate.

E dunque la Corte si è espressa così:

In forza del principio di precauzione e dei rischi cui vanno incontro l’ambiente e la salute umana, la direttiva ha definito un regime di trasparenza della procedura di autorizzazione delle misure relative alla preparazione e all’attuazione delle emissioni. Essa, in relazione a una prevista emissione deliberata di OGM, ha istituito non soltanto meccanismi di consultazione del pubblico (in generale e, se del caso, di determinati gruppi) ma anche un diritto di accesso del pubblico alle informazioni relative a una siffatta operazione, nonché la predisposizione di registri pubblici nei quali deve figurare l’ubicazione di ciascuna emissione di OGM.
In tal senso, coloro che intendono emettere OGM nell’ambiente sono tenuti, in forza della direttiva, a inoltrare una notifica alle autorità nazionali competenti, che deve includere un fascicolo tecnico contenente le informazioni richieste, vale a dire:
1) l’ubicazione e le dimensioni dei siti di emissione nonché la descrizione dell’ecosistema locale di emissione, inclusi clima, flora e fauna, così come la prossimità di biotopi ufficialmente riconosciuti o di aree protette che potrebbero essere interessati dal fenomeno, per le piante superiori geneticamente modificate;
2) l’ubicazione geografica e le coordinate del sito o dei siti di emissione nonché la descrizione degli ecosistemi, bersaglio o non bersaglio, che possono essere interessati, per quanto riguarda gli altri OGM.

Si è arrivati a questa sentenza, grazie alla tenacia di Pierre Azelvandre, che nel 2004 aveva chiesto al sindaco del proprio comune di Sausheim in Alta Alsazia di conoscere dove si trovassero i terreni coltivati a OGM e quali fossero le emissioni. Ma il sindaco si è rifiutato e così il Signor Azelvandre ha iniziato il contenzioso che lo ha portato fino alla Corte di giustizia europea.

Via | Mondoelettrico
Foto | pervillafranca

....
condividi 3 Commenti

Azioni di Greenpeace in Indonesia e a Bruxelles

pubblicato da Roberto Bosio

Greenpeace è spesso al centro dei nostri post. Oggi lo è per due sue azioni. La prima è avvenuta ieri a Bruxelles, dove i ministri dell’Ambiente stanno decidendo sul sistema di valutazione dei rischi OGM, qualche giorno dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato due pareri scientifici favorevoli alla coltivazione di tre varietà di mais OGM.

Tutto questo è avvenuto nello stesso periodo in cui una ricerca dell’università di Vienna ha osservato che, nel lungo periodo, la fertilità di topi nutriti con mais OGM è risultata molto indebolita rispetto a quelli alimentati con prodotti naturali. E i topi OGM hanno anche generato una prole ridotta di numero e di peso.

La seconda azione invece, è avvenuta per protestare contro quello che definiscono lo scandalo del primo certificato “di olio di palma sostenibile”. Un ‘commando’ di militanti del gruppo ambientalista ha ‘assalito’ la Gran Couva, una nave ormeggiata nel porto di Dumai, in Indonesia, che aveva nella pancia un carico di 27.000 tonnellate di olio di palma. Uno degli attivisti è riuscito ad incatenarsi all’ancora della nave e ha resistito per ore agli attacchi dell’equipaggio. Si possono vedere tutte le immagini dell’azione cliccando qui.

Continua a leggere: Azioni di Greenpeace in Indonesia e a Bruxelles

....
condividi 0 Commenti

Europa, l'Efsa approva 3 mais OGM

pubblicato da Marina

Mangeremo mais OGM? L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha detto si a 3 mais OGM, il Mon810 (Monsanto), il Bt11 (Syngenta) e il 1507 (Pioneer-Dow). Ciò vuol dire che un primo passo verso l’autorizzazione alla coltivazione in Europa è stato fatto.

Il parere, in 27 pagine, dice che sostanzialmente fino ad oggi non sono state prodotte prove sufficienti a dimostrare che i 3 mais OGM siano dannosi per la salute animale e umana.

Nei 3 OGM è presente il gene Bt che serve a tenere lontane le larve di piralide, mentre nel 1507, c’è in più un gene che rende la pianta resistente a un erbicida totale.

La Commissione europea che si dovrà pronunciare, potrebbe chiedere, ad esempio, alla Francia di ritirare il divieto di coltivazione del Mon810, anche se la maggioranza qualificata può sempre rifiutarsi di accogliere l’indicazione della Commissione e far si che in Francia continui a sussistere il divieto per gli OGM.

Rispetto agli OGM Bt11 e 1507 lo stop era stato imposto dal Commissario all’ambiente Stavros Dimas, che perciò aveva presentato all’Efsa 11 nuovi studi che ponevano in lucce gli effetti negativi di questi due mais sull’ ecosistema. Ma appunto secondo l’Efsa gli studi proposti non riportano novità tali da giustificare un parere negativo.

Via | Cronaca24, notizieAlice
Foto | Flickr