
Il neo ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, si sta mostrando più cauto di quanto si potesse inizialmente pensare sul tema Ogm. Dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, infatti, nei giorni scorsi è stata inviata una lettera alle Regioni nella quale il ministro chiede di monitorare le aziende che seminano gli Ogm.
Il ministro, inoltre, chiede che le Regioni eseguano dei controlli nelle aziende per verificarne il corretto comportamento e l’applicazione di tutti i protocolli previsti per la semina dei semi geneticamente modificati. Tutto ciò ha fatto infuriare la solita Futuragra che ha diramato un comunicato al vetriolo:
La lettera diffusa dal Ministero delle politiche agricole affinché le regioni eseguano controlli sulle aziende che hanno inviato richieste di autorizzazione alla semina di mais OGM è un atto intimidatorio verso chi legittimamente chiede di esercitare la libertà di scelta. Si tratta di una vera e propria lista di proscrizione. C’è da chiedersi tra l’altro se un provvedimento del genere rispetti la normativa sulla privacy. Informeremo anche la Commissione Europea di questo ennesimo atto ai danni della libertà d’impresa che offende chi come noi da anni si batte presso le autorità competenti perché la legge venga applicata
E in un’altra nota Futuragra rende noto: il Ministero sa che sono già centinaia le aziende agricole che hanno fatto richiesta per seminare gli Ogm.
Via | Agricolturaonweb, Futuragra
Foto | Flickr
Interessantissima la reazione dell’Associazione Maiscoltori Italiana (Ami), alla semina “clandestina” di sei semi di mais ogm nelle campagne di Pordenone.
L’Ami, infatti, parte dal presupposto che già oggi milioni di semi di mais transgenico vengono piantati in Italia perchè la legge prevede che i lotti di semi contenenti non più di un seme ogm su 2.000 possano essere venduti come non ogm:
Le attuali norme per il controllo delle sementi prevedono infatti che i lotti con meno di 1 seme Ogm su 2.000 possano, di fatto, essere commercializzati come non Ogm, e non potrebbe essere diversamente dati i limiti posti dalla statistica nell’esecuzione dei campionamenti per il controllo delle sementi
Continua a leggere: Semina illegale di mais ogm: per l'Ami è una vicenda "tragicomica"

ActionAid, organizzazione internazionale no profit che si batte contro la fame nel mondo, l’Aids e per le adozioni a distanza, ha presentato ieri in piazza Cadorna a Milano la benzina “Fame”. Con il provocatorio slogan “Il pieno a stomaco vuoto” l’associazione ha sensibilizzato i passanti sul consumo di risorse alimentari dovuto alla produzione di biocarburanti.
Lo sviluppo dei carburanti ecologici, etanolo in primis, metterebbe secondo ActionAid a rischio il diritto al cibo dei popoli più poveri dove la fame è tutt’oggi una realtà quotidiana
Un pieno di carburante rischia di costare un prezzo altissimo, perché i prodotti agricoli destinati a diventare biocarburanti competono con quelli per il consumo alimentare, togliendo letteralmente il cibo alle persone del sud del mondo, che vedono le proprie terre espropriate dalle multinazionali.

Il design è poco accattivante, ma la plastica usata per produrre questa chiavetta usb è derivata dal mais e biodegradabile. Così se per caso doveste perderla in un bosco, qualche microorganismo se la mangerà (con l’inconveniente che però le parti metalliche non sono degradabili). A volte non si sa proprio cosa inventare…
Via | Engadget

Scusa ragazzo ma questo mi serve per far andare la mia auto
Michael Ramirez - Pagina dedicata su Investor.com
» Le altre ecovignette passate su questo blog
Dopo l’India e la Cambogia anche il Brasile ha annunciato la sospensione temporanea delle sue esportazioni di riso per assicurare il fabbisogno alimentare nazionale, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore mondiale di riso, ha deciso di ridurre le spedizioni dell’11 % e la Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell’inflazione interna. E ancora, le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso. Il prezzo del riso con una crescita ininterrotta da inizio anno, ha fatto segnare, un nuovo record storico a 24,82 dollari per hundredweight (50,8 chili) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.
“Si tratta - sottolinea la Coldiretti - degli effetti delle tensioni sui mercati internazionali dove si registrano preoccupazioni ben più gravi per l’impennata dei prezzi di un prodotto come il riso che sfama oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo. Il balzo in avanti delle quotazioni - sostiene la Coldiretti - è anche il frutto delle speculazioni che si sono spostate sul mercato delle materie prime agricole e sta provocando rivolte e proteste in numerosi Paesi”.
L’Italia è il primo produttore di riso in Europa con oltre 220mila ettari di terreno e con circa 1,4 milioni di tonnellate, ma che negli ultimi anni ha visto perdere terreno per le colture risicole a favore di altri cereali come il mais che rendono di più al produttore. L’analisi è fatta dall’ Enterisi che in largo anticipo, dallo scorso febbraio cioè, aveva previsto che i mercati avrebbero subito un attacco da parte degli speculatori.
Continua a leggere: Speculazione del riso: il Brasile blocca le esportazioni
I loro abiti sono belli. Bellissimi. E danno l’idea del passato misto al futuro. La collezione abiti da sposa Altarosa per me è stata una sorpresa. Un gruppo di fantastiche sognatrici, Valeria Doga architetto e amministratore di Altarosa, Gloria Modesti stilista e Gabriella Ganugi architetto hanno un atelier nel cuore della Maremma in Toscana e li progettano i loro abiti fatti con soli tessuti naturali provenienti da coltivazioni biodinamiche certificate da organismi internazionali. Non solo, ma per la manifattura si avvalgono delle mani esperte di sarte e ricamatrici del luogo mantenendo i costi finali dell’abito nella media del mercato.
La Canapa arriva da produzioni ecologiche della Cina, il cotone da coltivazioni biodinamiche dell’Egitto, la seta è prodotta in India, senza che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo, attendendo pazientemente la sua trasformazione in farfalla.
“All’ inizio è stato un po’ difficile - mi spiega Gloria Modesti- circa due anni fa abbiamo sperimentato il primo abito da sposa. E per le sarte cucire quel tipo di stoffa è stato un po’ complesso. Come nel caso degli abiti da sposa progettati con un tessuto di canapa misto a seta per conferire la lucentezza e la morbidezza di cui necessita. Mentre per la collezione invernale abbiamo usato lana naturale, non sbiancata artificialmente e la seta buretta, forse meno lucida ma che risulta un tessuto molto interessante”.

Dopo le accese discussioni a proposito dei post “Cibi alle diossine. Parliamone!” e “L’agricoltura secondo Monsanto” dove i vostri commenti sono scivolati sui prodotti derivati da agricoltura biologica e sulla loro, o meno, salubrità, ho contattato Andrea Ferrante, presidente A.I.A.B. (Associazione italiana per l’Agricoltura biologica) 39 anni, siciliano, agronomo, che ci chiarisce un po’ di luoghi comuni che girano sull’agricoltura biologica. L’intervista è avvenuta due giorni fa al telefono (impossibile seguirlo nei suoi spostamenti) e a bruciapelo gli ho posto la domanda sulle aflatossine.
D.: Presidente, alcuni lettori sostengono che le aflatossine sono presenti nei prodotti Bio e non nei prodotti OGM. E vero?
R.: Questo è un argomento che viene tirato fuori ciclicamente. Secondo gli scienziati del Sagri, il mais Bt è più sicuro per la salute, perché contiene un bacillo che allontana la piralide, un insetto che stimola la produzione di tossine nella pianta. Il punto è che le aflatossine le troviamo indipendentemente dal metodo di produzione, dal fatto che sia un seme OGM, a causa del cattivo stato di conservazione del mais o per un errato sistema di raccolta. Ricordo che le principali aflatossine che si trovano nei cereali, sono del genere fusarium, che trova la condizione ottimale di sviluppo in presenza di azoto nitrico e replicazione della stessa coltura sul terreno. L’agricoltura biologica come principio obbligatorio, usa azoto organico e pratica la rotazione delle colture. Il problema si pone invece, seriamente, nella filiera di conservazione e trasformazione.
D.:Gira voce che il vino prodotto biologicamente serva a tagliare quello prodotto in maniera tradizionale e con qualche problema di pesticidi…
R.: Se così fosse si tratterebbe di frode in commercio e andrebbe denunciata. E’ da tener presente che se i Nas svolgono in un anno 11mila controlli, noi ne effettuiamo 60mila. Purtroppo il regolamento comunitario in materia di agricoltura biologica è in vigore da 19 anni e ancora non si è percepito che il livello di controllo e sicurezza per i prodotti biologici è molto severo. I produttori biologici, in termini di occupazione, sono più forti di Telecom e Fiat messi assieme e muovono un volume di affari pari a 2miliardi di euro annui. Se non sono certezze queste.
Continua a leggere: Il biologico è per tutti. Intervista a Andrea Ferrante Presidente A.I.A.B.
Nestlè ha paura dei biocarburanti? O Nestlè spiana il terreno alla speculazione? Dalle colonne del giornale svizzero “’Nzz am Sonntag ”, il presidente di Nestlè, Peter Brabeck-Letmathe lancia il suo allarme: “Se si pensa di usare i biocarburanti per soddisfare la domanda crescente di prodotti alimentari non avremo più nulla da mangiare- ha sottolineato il numero uno del colosso alimentare nell’intervista al domenicale svizzero -Garantire enormi sovvenzioni alla produzione di biocarburanti è moralmente inaccettabile e irresponsabile”, ha aggiunto.
Secondo Brabeck mentre la concorrenza di mercato sta facendo volare il prezzo di mais, soia e grano le aree coltivabili diventano sempre di meno e anche le fonti idriche sono a rischio.
Intanto, l’Italia si attrezza e ha aumento la sua superficie coltivabile destinata ai cereali del 18% come rileva l’Ismea con incrementi più evidenti in Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Un fenomeno comunque accompagnato da una forte espansione delle semine anche nelle aree più tradizionali del Sud, in particolare in Puglia e Sicilia.
Anche Federalimentare fa proprie le preoccupazioni espresse da Brabeck : per produrre un litro di biodiesel infatti occorrono l’equivalente di circa 4000 litri di acqua ed un ettaro di terra.
E se il petrolio, il cui costo costituisce l’ago della bilancia per determinare il prezzo dei prodotti energetici (combustibili, lubrificanti, energia elettrica), dopo i picchi oltre i 100 dollari a barile raggiunti di recente, potrà assestarsi negli anni successivi, sebbene possa mantenere livelli medio-alti; allo stesso modo potranno crescere in maniera sostenuta i prezzi di fertilizzanti e concimi. Infine, effetti di trascinamento dell’impennata dei prezzi dei cereali sono attesi anche per i semi oleosi, e attraverso i mangimi, per i listini dei prodotti zootecnici.

Obesità e diabete sussidiati con fondi pubblici. Succede negli USA, dove il governo federale – con il Farm Bill – convoglia un’incredibile quantità di soldi nell’agricoltura, incentivando però le produzioni meno salutari.
Tra il 1995 ed il 2005, solo lo 0,37% dei sussidi USA è andato a frutta e verdura: il grosso invece è stato speso per carne, latticini e cereali. Il sistema premia la sovrapproduzione, incoraggiando l’agricoltura e l’allevamento intensivi e penalizzando invece le produzioni di qualità. L’effetto del Farm Bill, in 30 anni, è stato quello di creare un impero del mais: una civiltà che si nutre di derivati del mais.
Continua a leggere: Mais in USA: il governo incentiva obesità e diabete