Ho letto con grande curiosità l’invito Ignore Copenhagen. Forget the U.N.(Do These 4 Things Instead) di The Daily Green a lasciar perdere il vertice sui cambiamenti climatici che si terrà ancora fino al 17 dicembre e di iniziare a muoversi autonomamente nella lotta ai cambiamenti climatici. Si badi bene che non è un invito alla mera buona volontà ma un’analisi molto attenta di cosa in realtà produce emissioni e di quali siano le strategie, pratiche e non politiche per contrastarle.
Sorprendentemente, a causare il volume più alto di emissioni di CO2, non sono né le auto, né le industrie, ma i consumi fatti di prodotti e imballaggi. Scrive The Daily green:
Prodotti e imballaggi rappresentano insieme il 44% delle nostre emissioni di anidride carbonica, perché ci vuole molta energia per la produzione di tutti quei modelli di iPod, telefoni cellulari o finti alberi di Natale. Così, quando sei fuori per lo shopping cerca quei doni che abbiano poca confezione o realizzati con materiali riciclati, che possono essere riciclati o che possono essere riparati. Oppure, scegli un regalo alternativo, o fare realizza da solo la tua carta da regalo.
Il consumo di energia per riscaldamento e raffreddamento incide per il 21% delle emissioni negli Usa e tutt’ora restano validi i consigli quali: sostituire le vecchie lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo, scollegare i caricabatterie dei cellulari quando non servono più, spegnere le luci che non sono usate ecc. ecc. Inoltre, resta valido sempre l’acquisto di nuovi elettrodomestici classe A.
L’8 di dicembre si avvicina, siete pronti a fare l’albero di Natale ecologico? Seguendo i consigli di Ecoblog potete creare il vostro albero di Natale scegliendo di riciclare carta, bottiglie di vetro o lattine. Oggi, per l’ultima puntata di alberi di Natale con materiali riciclati, vi propongo un albero creato riciclando un prodotto molto dannoso per l’ambiente, ma purtroppo molto usato: le bottiglie di plastica.
Quello che vedete nella foto è l’esempio maestoso dell’albero di Natale 2009, costruito nella Rock Area di Sydney, alto 8 metri e molto bello da vedere! La stessa scelta è stata fatta a Parigi, che ha addobbato una piazza con tanti alberelli di Natale fatti riciclando le bottiglie di plastica.
Per un esempio più casalingo, invece, trovate qui le istruzioni per realizzare un piccolo albero di Natale con bottiglie di plastica per il quale basteranno circa 250 bottiglie: nulla in confronto alle 18.000 bottiglie di plastica usate per l’albero di Sydney. Buona raccolta e buon albero di Natale!
Foto | Fotoglif
Per la nostra serie di consigli su come realizzare alberi di Natale con materiali riciclati, dopo quelli fatti con le lattine di alluminio e quelli con la carta, è giunto il tempo delle bottiglie. Fare un albero di Natale riciclando le bottiglie ha i suoi vantaggi: in giro ci sono molti più bevitori di quanto possiate pensare e la maggior parte delle bottiglie di birra sono verdi.
Ecco che da tutto il mondo arrivabo idee sugli alberi di Natale realizzati riciclando le bottiglie: quello che vedete nella foto è di Unbound Edition, mentre noi di Ecoblog già nel 2006 vi avevamo augurato Buon Natale con un fantastico esempio di albero realizzato con bottiglie riciclate, costruito dalla fantasia dei frequentatori di un bar bolognese.
Dal Canada Viviana ci aveva fatto gli auguri l’anno scorso con un esempio di albero di Natale elegante e raffinato creato con bottiglie di vetro trasparente, legate insieme ed illuminate da un filo di luce in cima, molti simile ad una scultura.
Se avete raccolto abbastanza bottiglie e volte cimentarvi nell’impresa di costruire un albero di Natale, trovate qui un video che spiega come fare un albero con le bottiglie di vetro, con al centro una lampada e circa 1050 bottiglie. Guardarlo è istruttivo: deciderete poi se optare per la carta o cominciare a fare la posta alla campana del vetro.
Con la nuova direttiva Europea man mano diremo addio alle lampadine ad incandescenza, per illuminare le nostre case con lampadine a risparmio energetico o moderne luci a led. Ma prima di provvedere a riciclare le vecchie lampadine fulminate che abbiamo in casa, si può donar loro ancora un ultimo uso, trasformandole in decorazioni di Natale.
Un’alternativa per trasformare le lampadine in addobbi, oltre a quella proposta nel video tutorial, è di dipingerle di rosso e di ricoprire il bulbo di ogni lampadina con dello spago bianco o color corda, oppure dipingerlo di verde o ricoprirlo con rami e foglie. Il risultato è assicurato, l’atmosfera più natalizia che mai con i consigli di Ecoblog su decorazioni fai-da-te ed alberi di Natale con materiali riciclati.

Se avete già scelto come fare il vostro albero di Natale con materiali riciclati, potete passare alle decorazioni fai-da-te per la casa durante il periodo delle feste. Una decorazione molto semplice da realizzare, ma di grande effetto e dal profumo buonissimo, è quella a base di arance.
Non è una ricetta, ma il procedimento è quasi simile: per far seccare le arance tagliate a fettine sottili i più consigliano di accendere il forno a 170° per il tempo necessario, ma per risparmiare tempo ed energia, anche 10 minuti nel tostapane basteranno per l’effetto desiderato. Dopo aver seccato le arance, è importante lasciarle asciugare per 24 ore in uno strofinaccio asciutto o in un po’ di carta.
Per decorare la vostra casa potete utilizzare le arance come elemento di una ghirlanda, o farne dei piccoli alberi di Natale con le spezie. I cugini di Ecologiablog ci consigliano di farne delle stelline intagliando la buccia: appendendo le creazioni ai termosifoni si sfrutterà anche l’aroma dell’arancia, non solo la vivacità del colore. Con le fette si possono anche creare dei semplici pendagli profumati da appendere nelle varie stanze o alle finestre legando insieme le fettine d’arancia, delle stecche di cannella o di anice e a scelta delle bacche rosse o dei pezzetti di vecchie candele colorate o di saponette.
Un altro impiego per le fette d’arancia secche, soprattutto per quelle più piccole, o per quarti di fette grandi, è quello di farne dei chiudi-pacco per i regali di Natale: legate insieme con un po’ di lenza da pesca una fettina di arancia, dei rametti raccolti dal giardino, foglie, fiori o spezie a seconda dei vostri gusti, et voilà, anche il regalo di Natale ha la sua speciale decorazione naturale.
Foto | Flickr

Eccoci di nuovo alla nostra serie di consigli su come realizzare alberi di Natale con materiali riciclati: venerdì scorso vi ho illustrato alcune idee per realizzare dei bellissimi alberi con le lattine di alluminio, oggi vediamo cosa si può inventare con un altro materiale, la carta. Requisite tutti i sacchetti messi da parte per la raccolta della carta, tirate fuori vecchie carte dell’uovo di Pasqua conservate per l’occasione, riesumate vecchi giornali: è tempo di fare l’albero di Natale.
Quelli che vedete nella foto sono due esempi di alberi di Natale relaizzati riciclando la carta: l’idea è di Lilly, il procedimento è facilissimo e trovate tutte le istruzioni su come realizzarlo qui sul blog JustlikeMartha.
Un’altra idea per riciclare la carta e trasformarla in albero di Natale è realizzare un interpo albero fatto con palline di carta di giornale accartocciate ed incollate in cerchi le une accanto alle altre, e poi sovrapposte. Per realizzare questo tipo di albero servono soltanto tanta carta e un po’ di colla, oltre all’entusiasmo dei bambini, pronti a riempire la casa di palle di carta; in alternativa lo scheletro dell’albero può esssere fatto con una torre di scatoloni, poi ricoperto di palle e palline di carta, o di fogli tagliati con le frange.
Per un albero di Natale piccolo piccolo, diciamo da comodino, trovate qui lo schema per tagliare e trasformare in albero qualsiasi tipo di carta, ma meglio che sia verde. Se avete atre idee per realizzare alberi di Natale con materiali riciclati, condividetele con noi su Ecoblog!

In vista del Natale, soprattutto se lo si vuole rendere il più ecologico possibile, bisogna essere preparati. Eccoci pronti, allora, per un altro weekend all’insegna del fai-da-te, per realizzare alberi di Natale con materiali riciclati e vivere le festività con lo spirito che più ci piace, quello ecologico. Tra le tante varianti di alberi di Natale ecologici, di cui vi parleremo qui si Ecoblog, c’è quello con le lattine vuote, che bisogna iniziare a raccogliere e mettere da parte.
Una volta che avrete raccolto abbastanza lattine, preferibilmente tutte di colore verde, potrete cominciare l’impresa e trasformare quelle che prima erano materiali di scarto in un bellissimo albero di Natale. Potete ripetere la creazione che vedete nella foto con le lattine raccolte, servendovi di materiali riciclati anche per la base, l’asta centrale e gli steli sui quali andrete a sistemare le lattine. Manici di scopa, vecchi raggi di bicicletta, coperchi di plastica, scheletri di ombrelli: sono sicura che con un po’ di fantasia riuscirete a procurarvi tutto il necessario per creare il vostro albero con le lattine.
Se quello della foto vi sembra un albero troppo complicato da realizzare, potete realizzarne uno piccolo, semplicemente legando insieme le lattine e costruendo una torre a base tonda con strati di lattine legate insieme che si stringono man mano verso l’alto, semplicemente mettendo le lattine l’una sull’altra così come si fa con la torre di bicchieri. Potete scegliere se farlo verde, ed addobbarlo con decorazioni fatte a loro volta con le lattine, oppure optare per un albero rosso, realizzato con le lattine della Coca Cola, già in versione natalizia.
Un’altra alternativa per realizzare l’albero di Natale riciclando le lattine è quella qui suggerita da Treehugger, molto carina e scenografica, ideale per l’albero in giardino, illuminato con le luci di candele e candeline.

I cugini di Designerblog ci segnalano questa casa dellle bambole ecosostenibile, un buon modo per parlare ai bambini d’ecologia, a partire dai giochi.
La casa delle bambole You’re a Natural Dollhouse è un gioco che educa all’ecologia sia con i materiali che con le forme. La casa è fatta di gomma e legno riciclati, così come da materiali riciclati provengono tutti gli accessori e i mobili.
Il gioco, inoltre, illustra perfettamente come dev’essere una casa ecologica: la casetta è dotata di pannelli solari sul tetto ed è alimentata tramite energia eolica grazie alla pala installata nella struttura, mentre per l’acqua c’è un barile che raccoglie quella piovana.

Se un gioiello è sempre un gioiello, e il suo valore è simbolo d’amore, può capitare che vogliate regalare alla vostra fidanzata un anello ecologico o un gioiello che sia stato prodotto in modo eco-sostenibile, per limitare l’impatto del vostro amore sull’ambiente e consacrare l’amore per la natura insieme a quello per l’amata.
Ecco quindi Ecojewel, una linea di gioielli ecosostenibili, prodotti in Italia nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. I gioielli sono realizzati impiegando materie preziose riciclate, quali oro e argento provenienti da gioielli o da scarti di lavorazione.
Le scelte dell’azienda sono orientate alla sostenibilità in tutte le fasi, dalla produzione alla promozione, tanto che tutti i materiali destinati ai sistemi espositivi, alla comunicazione ed il packaging dei gioielli sono in carta riciclata. A conferma dell’attenzione di Ecojewl per la tutela dell’ambiente vi è la certificazione di LifeGate: tutte le attività dell’azienda sono a Impatto Zero. Se eravate alla ricerca di un anello ecologico, Ecojewel è una buona proposta.
Ai tanti lettori milanesi vorrei chiedere di farci sapere com’è questo nuovo supermercato Simply-Sma inaugurato ieri a Milano, in via Novara 15, gemello, come concept, di quello bresciano di Botticino, di cui parlammo qualche mese fa.
Scrive Gdoweek:
Gli accessori d’arredo sono in materiali riciclati: la plastica di carrelli, gettoni, cestini della spesa, evidenziatori promozionali, separatori dei banchi frigoriferi e dei clienti alla cassa (sono state utilizzate ben 32.000 bottiglie riciclate); il legno dei pannelli della gastronomia; lo smalto delle piastrelle dei servizi ricavato da neon esausti. Sugli scaffali una ricca selezione di prodotti ecoattenti: dallo sfuso di alimentari e detersivi alle produzioni equosolidali e biologiche, dagli articoli a basso consumo energetico a quelli 100% in fibre naturali. Inoltre, per sensibilizzare i clienti ai temi del riciclo, i comuni sacchetti di plastica saranno affiancati da sacchetti biodegradabili in amido di patate e da borse cabas riutilizzabili.
Il risparmio energetico previsto sarà pari a 296.800 kWh, corrispondente al 16% dei consumi e con luso di energia rinnovabile proveniente dalle centrali idrioelettiche della Val d’Aosta ri risparmia l’imissione in aqtmosfera di circa 1 milione di kg di CO2 all’anno.
L’impegno prosegue con una serie di collaborazioni tra cui con Legambiente per il recupero dell’area circostante in cui sorge il supermercato; con l’Istituto dei Ciechi di Milano, per un servizio di accompagnamento dei non vedenti che desiderano fare li la spesa e con l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia Danilo Fossati Onlus, per donare i prodotti non commerciabili ma ancora edibili al Piccolo Cottolengo di Don Orione.
Il meetup di Brescia che ha invece visitato il gemello fa un ampia cronaca e qui trovate la galleria di immagini.
Foto | Meetup