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Tutti gli articoli con tag ministero dell'ambiente

La Primatist Trophy al Santuario dei Cetacei non si farà. Il "no" del Ministero

pubblicato da alessandra

Enorme soddisfazione dei parchi e delle associazioni ambientaliste per la decisione comunicata nella giornata di ieri alla stampa dal Ministero dell’Ambiente. La gara motonautica prevista tra il 27 e il 30 luglio nelle acque del Parco dell’Arcipelago Toscano non avrà luogo. Troppo rischioso per l’ecosistema, per i tursiopi e - inoltre -in totale contrasto con la normativa vigente nel tratto di mare interessato.

Il riferimento, prima di tutto, è all’art. 7 dell’Accordo per il santuario Pelagos, dalle prescrizioni dell’Accordo Accobams e del Protocollo Spa/Bio della Convenzione di Barcellona in quanto il Primatist Trphy deve essere riconosciuto, a tutti gli effetti, come una competizione fra imbarcazioni veloci a motore, con velocità previste anche di 30 nodi, espressamente vietate nell’area marina protetta poiché suscettibili di produrre collisioni con i cetacei. Inoltre, viene aggiunto nella nota, l’intervallo di partenza tra un’imbarcazione e l’altra non dovrebbe superare i 5 minuti dando in questo modo origine a una vera e propria “barriera acustica” per un raggio compreso tra le 2 e le 5 miglia lungo l’intera tragitto. Troppo per gli animali marini abituée di un tratto di mare che merita più attenzione… Alla capitaneria di porto spetterà di far rispettare la decisione.

Foto | Flickr

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Centrali elettriche: fumate nere per carbone e petrolio a Rossano e Augusta

pubblicato da Peppe Croce

Centrali elettriche: fumate nere per carbone e petrolio a Rossano e Augusta

La “strana riconversione” della centrale termoelettrica Enel di Rossano, in Calabria, non convince il Ministero dell’Ambiente: la conferenza di servizi di un paio di giorni fa è stata infatti rinviata. Il motivo è semplicissimo: manca ancora la Valutazione d’impatto ambientale (Via).

Enel, tuttavia, vuole stringere i tempi e durante l’incontro ha esposto ugualmente il progetto, compresa la questione del “policombustibile”: carbone, gas naturale, biomassa e solare termodinamico per alimentare la stessa centrale.

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Eolico off shore nel golfo di Gela: la Regione Sicilia dice no, ma non ha competenza

pubblicato da Peppe Croce

Eolico off shore nel golfo di Gela: la Regione Sicilia dice no, ma non ha competenzaL’assessore regionale siciliano all’Ambiente, Roberto Di Mauro, boccia il progetto del parco eolico off shore nel golfo di Gela, di fronte Butera e Licata.

Un progetto criticatissimo a causa della vicinanza delle torri eoliche alla costa, appena cinque miglia. Si tratta, tra le altre cose, del secondo progetto perché il primo, molto più grande di quello attuale, è stato modificato in sede di Via.

Via che, però, alla fine è arrivata: il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha autorizzato il parco a fine giugno scatenando le proteste di un comitato civico prima (Difendi Licata no P.e.o.s. , che ha scritto persino al Presidente Napolitano) e dell’assessore regionale ora.

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Porto Tolle: il Tar da l'ok al carbone, ma resta l'indagine di Rovigo

pubblicato da Peppe Croce

Porto Tolle: il Tar da l'ok al carbone, ma resta l'indagine di Rovigo

Il Tar del Lazio si è pronunciato favorevolmente sulla riconversione da olio combustibile a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, in Veneto. Secondo la giustizia amministrativa, infatti, il ricorso presentato dagli ambientalisti (che temono un devastante impatto ambientale causato dal carbone in un’area naturalisticamente molto delicata) è privo di fondamento.

La decisione del Tar segue di pochi mesi l’accordo tra Enel e Regione Veneto, grazie al quale la regione attualmente governata dall’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, e all’epoca guidata dall’attuale ministro Galan, si prenotò un assegno da circa 140 milioni di euro da parte di Enel.

Non si è ancora conclusa, però, l’inchiesta della magistratura di Rovigo in merito alla procedura di concessione della Via al progetto di riconversione: i magistrati, infatti, ipotizzano che la commissione Via del Ministero dell’Ambiente abbia dato l’ok al carbone senza prendere minimamente in considerazione l’opzione tecnologicamente ed ambientalmente migliore del gas naturale.

I lavori per l’adeguamento della centrale di Porto Tolle, quindi, ad oggi possono già iniziare. Ma non è escluso che, in un futuro non troppo lontano, vengano prematuramente stoppati dai magistrati.

Via | Il Sole 24 Ore, Italia Oggi
Foto | Flickr

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Giro d'Italia a "Impatto Zero"

pubblicato da alessandra

Mentre il giro d’Italia è nel pieno del suo svolgimento, passando per le zone tristemente famose teatro del sisma dell’aprile 2009, vale la pena sottolineare che per la prima volta quest’anno - un anno che dovrebbe essere particolarmente importante per la tutela delle biodiversità - anche la manifestazione ciclistica più importante del nostro Paese ha voluto mostrare il proprio impegno nei confronti della natura aderendo al progetto “Impatto Zero”, promosso da Lifegate, con l’avvallo del Ministero dell’Ambiente. In questo modo, la bicicletta, certamente il mezzo ecologico per eccellenza, con tutto ciò che “ruota” - letteralmente - attorno ad essa, diventa il concreto portavoce di un modo di vivere assolutamente sostenibile e responsabile. Con le circa 5 milioni di persone che, generalmente, si riversano nelle strade per seguire la corsa ciclistica più appassionante del mondo, con l’uso dell’energia elettrica, la produzione dei rifiuti e con il consumo di acqua, l’aumento incidentale di Co2 nell’atmosfera è stimato pari a circa 1.700 tonnellate. Questa volta, però, a conclusione dell’evento, tutte le emissioni inquinanti effettivamente prodotte saranno compensate con la creazione e la tutela di nuove aree boschive presso il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e il Parco Nazionale del Gargano.

Inoltre, secondo la volontà espressa dallo stesso Ministero dell’Ambiente, il giro d’Italia deve diventare l’occasione per incentivare le visite all’interno delle aree protette e, specialmente, accrescere la consapevolezza dell’importanza della biodiversità nel nostro paese con il punto di vista privilegiato che è proprio del velocipide.

Foto | Flickr

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"Video Bianco sull'Ambiente", il concorso di CTS e Ministero dell'Istruzione per i ragazzi

pubblicato da Peppe Croce

"Video Bianco sull'Ambiente", il concorso di CTS e Ministero dell'Istruzione per i ragazzi

Da trenta secondi a due minuti. Tanto avranno a disposizione i ragazzi che vorranno partecipare al concorso “Video Bianco sull’Ambiente”, organizzato dal CTS e dal Ministero dell’Istruzione, per diffondere la cultura del rispetto dell’ambiente nelle scuole italiane.

Il concorso prevede che i brevi video abbiano come argomenti la tutela della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici o la lotta alle ecomafie mentre i partecipanti dovranno avere un’età compresa tra i 12 ed i 18 anni ed essere alunni di una scuola secondaria italiana di primo o secondo grado.

Alla fine verranno scelti dieci lavori che confluiranno in un unico “Video Bianco” che verrà consegnato ai Ministri della Pubblica Istruzione e dell’Ambiente il 4 giugno 2010, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si celebra il giorno successivo.

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Anche la Confcommercio, in Puglia, schierata contro le trivellazioni

pubblicato da alessandra

La preoccupazione per le trivellazioni che potrebbero essere poste in essere nel tratto di mare compreso tra la costa del Gargano e le isole Tremiti cresce ogni giorno di più e trova la condivisione di quanti, politici, ambientalisti e artisti non vogliono correre il rischio di vedere depauperata delle proprie risorse naturali e della propria bellezza un’area di notevole pregio naturalistico.

In mobilitazione è la Puglia intera decisa più che mai a fare del turismo la punta di diamante del proprio sviluppo economico, forte di oltre 4 milioni e mezzo di presenze registrate ogni anno. Un legittimo diritto che non può, però, assolutamente prescindere dalla protezione dell’ambiente e dal mantenimento della complessità degli ecosistemi presenti.

Il Comune di Tremiti, poi, che già da tempo valutava la possibilità di inoltrare richiesta all’Unesco per il riconoscimento di “sito patrimonio dell’umanità”, ora teme che questa possibilità possa essere seriamente messa in discussione, in nuce, proprio dalle trivellazioni da parte della Petroceltic Elsa cui il Ministero dell’Ambiente ha recentemente dato la propria autorizzazione. Eppure, il fermento nella regione è evidente e le istituzioni, a tutti i livelli, promettono una battaglia senza esclusione di colpi. Non sono da meno le dichiarazioni portate avanti dal presidente regionale della Confcommercio, Matteo Biancofiore, che sottolinea:

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Carbone: bocciata Torre Valdaliga sud, riparte la nord

pubblicato da Peppe Croce

Bocciata la riconversione a carbone di Torrevaldaliga sudIl gruppo inattivo della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga sud a Civitavecchia non verrà riattivato e convertito a carbone. Sembrerebbe questo il destino dell’impianto in seguito alla conferenza di servizio di ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente. Sul tavolo c’era la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per il nuovo gruppo a carbone che, molto probabilmente, non arriverà mai.

Lo si deduce da un comunicato stampa diffuso dal Movimento per la Difesa del Cittadino di Civitavecchia in cui si afferma che la Commissione Aia ha accettato le prescrizioni avanzate dal sindaco della città, Gianni Moscherini. Tirreno Power, quindi, difficilmente riuscirà a portare avanti il suo progetto.

Il Movimento per la Difesa del Cittadino, inoltre, riporta le opinioni di un altro sindaco, quello di Tarquinia, in merito alla necessità di coinvolgere anche i comuni limitrofi nelle procedure di Aia:

Spendiamo un’ultima parola per esprimere, come MDC Comprensoriale, il nostro apprezzamento al pensiero del Sindaco di Tarquinia secondo cui il problema delle Centrali non può riguardare solo e soltanto il Comune di Civitavecchia, ma dovrebbero essere chiamati in causa tutti i Comuni del comprensorio sui quali possono ricadere le emissioni

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Petrolio off shore: Northern Petroleum scandaglia il Canale di Sicilia

pubblicato da Peppe Croce

Northern Petroleum cerca idrocarburi in Sicilia

Northern Petroleum, azienda inglese con sede a Londra specializzata nella ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, ha annunciato la fine delle operazioni di esplorazione sismica tridimensionale della parte occidentale del Canale di Sicilia. Tali operazioni, effettuate tramite alcune navi appositamente attrezzate, servono ad identificare le zone con il sottosuolo potenzialmente più ricco di petrolio o gas naturale e, in seguito, metterle in produzione.

Le esplorazioni di Northern Petroleum (per un totale di 1520 Km quadrati di fondali scandagliati) sono state eseguite per conto di Shell che è proprietaria di diverse concessioni per lo sfruttamento di idrocarburi in Sicilia, sia a terra che off shore che a breve diverranno altrettanti pozzi trivellati.

Le attività esplorative di Shell-NP hanno suscitato più di una critica. Tra i più preoccupati c’è il sindaco di Favignana e persino il Senatore D’Alì, presidente della Commissione Ambiente al Senato, già noto per le sue posizioni anti-Kyoto e per una controversa proposta di riforma del sistema dei parchi naturali. D’Alì, non molto tempo fa, ha persino presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente Prestigiacomo, degli Esteri Frattini e dello Sviluppo Economico Scajola per sapere cosa (e come) esattamente stesse cercando l’azienda londinese.

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Legambiente, Rapporto Mal'Aria: industria e traffico i grandi killer

pubblicato da Peppe Croce

Legambiente presenta il rapporto Mal'Aria industriale

Legambiente ha presentato il rapporto Mal’Aria industriale 2010, cioè lo studio sulla qualità dell’aria e sulla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria che quotidianamente respiriamo. Lo studio, come si intuisce dal nome, si focalizza sull’apporto dell’industria pesante e dell’energia all’inquinamento totale.

Apporto pesante, anzi pesantissimo visto che è proprio l’industria il settore della nostra economia che emette più veleni. La cosa è ancor più vera se si analizzano alcuni tipi di sostanze inquinanti, come i metalli pesanti e le diossine. Quanto a emissioni di questi due tipi di veleni, che in realtà sono due grandi categorie con centinaia di sostanze al loro interno, la grande industria italiana non teme confronti.

Il rapporto Mal’Aria 2010, però, prende in considerazione anche il contributo fornito dagli altri settori. Leggendo i dati si scopre che se l’industria è prima, il traffico veicolare è secondo. Tolti i trasporti commerciali sarebbe ora di iniziare a pensare seriamente, anche in Italia, a qualche forma di mobilità sostenibile.

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