Il Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha pubblicato sul nuovo sito del Minambiente il comunicato relativo ai risultati dei primi rilievi fatti dalla mare Oceano (nella foto) nelle acque di Cetraro:
L’accertamento che il relitto in fondo al mare non sia il Cunski e il mancato rilevamento di radioattività fino a 300 metri, che, ribadisco, non esclude la possibilità che si tratti in ogni caso di una “nave dei veleni” deve indurre alla prudenza ed alla responsabilità quanti fino ad ora hanno procurato, senza avere riscontri attendibili, paura e allarme sociale, con gravissime ripercussioni economiche per la Calabria. L’impegno del governo nella lotta alle ecomafie continua affinchè sia fatta piena luce sui misteri delle “navi a perdere”, venga appurata la verità e ogni eventuale responsabilità.
Scriveva Francesco Cirillo qualche ora prima del comunicato del Ministro Prestigiacomo:
Dire che quella nave non è la Cunsky per il governo e per tanti depistatori e sabotatori della nostra Calabria vorrebbe dire uscirsene da questa storia senza grossi danni. E’ stato un abbaglio, della Procura di Paola e del Procuratore Bruno Giordano per primo, poi per la Regione Calabria e per l’assessore Silvio Greco, e poi per tutte quelle associazioni ambientaliste che fin dall’inizio hanno cavalcato la tesi del traffico delle navi dei veleni. Questo vorrebbe dire che tutto potrebbe ritornare alla normalità, far riprendere la pesca , far riaprire le pescherie, rimettere in moto un immagine della Calabria persa in questi mesi, occultando la prova principale che era la nave.
Continua a leggere: Ma sotto il mare di Cetraro cosa ci sta?

Si è appena diffusa la notizia della VIA (Valutazione di impatto ambientale) approvata dal Ministro Prestigiacomo per l’autorizzazione a costruire un impianto eolico off-shore al largo di Termoli che Altro Molise fa sapere che la stessa Termoli è in lista per essere una delle sedi della costruzione delle prossime quattro centrali nucleari.
Si parla anche di altre nove zone individuate, che sono: Monfalcone (Gorizia), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano, Chioggia (Venezia), Caorso (Piacenza), Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro (Roma) e Termini Imerese (Palermo) di cui abbiamo già scritto. Da chiarire che Scansano sarebbe la sede destinata alla raccolta di scorie nucleari.
Chiede AltroMolise:
Fra tanti annunci e indiscrezioni, però, resta un dubbio decisivo: chi investe miliardi di euro in una partita in perdita come è, certamente, quella delle centrali di terza generazione? Il dubbio è che gli unici soldi promessi siano quelli pubblici, considerando che Ansaldo è del gruppo Finmeccanica, per oltre il 30 per cento di proprietà del ministero dello sviluppo economico, e che anche il 30 per cento del capitale di Enel è pubblico.
Foto | Flickr

Vi parlavo un paio di post più sotto dell’iniziativa di Greenpeace France che di fatto ha tirato le orecchie al Presidente Sarkozy, invitandolo a far rispettare gli accordi sul pacchetto clima.
Difatti, secondo quanto riferiscono le ONG (Friends of the Earth Europe, Greenpeace e WWF) i giochi sarebbero già fatti e in pratica Sarkozy l’11 e il 12 dicembre, al vertice europeo dei Capi di Stato, chiederà di approvare il pacchetto clima, lasciando, però, la possibilità ad ogni Stato di inglobarlo o meno.
Dunque è stata accettata la proposta fatta dalla Presidenza francese di dare diritto di veto a tutti gli Stati membri cosa che consente al nostro Governo di bloccare appunto il Pacchetto clima.
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