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Tutti gli articoli con tag mobilità sostenibile

Mobilità e crisi: un pieno è più caro del pranzo di Natale

pubblicato da Marina

pagheremo di più un pieno di benzina e meno il pranzo di Natale

Per questo Natale spenderemo di più per un pieno di benzina o per il classico pranzo natalizio, magari a Km0 o con prodotti biologici? La risposta non è scontata perché spenderemo di più per la benzina e la stima la fa Coldiretti:

Fare il pieno ad un’auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello che destineranno in media le famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.

La manovra Salva Italia perciò potrebbe essere l’occasione giusta per portare un po’ di sobrietà nei consumi di carburante e non solo per l’economia. Roma e Milano hanno già sforato più volte i limiti consentiti di PM10 con le conseguenti giornate interdette al traffico dei veicoli.

Il prezzo della benzina è alle stelle (qui la classifica di petrolio il blog di Debora Billi) causa accise. Peraltro dal 2012 le Regioni potranno destinare una delle accise del valore di 1 centesimo per litro al sostegno del trasporto pubblico. E io continuo a chiedermi: perché non si riprende a usare massicciamente la bicicletta? perché non si ritorna a camminare a piedi?

Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr

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Roma, non piace l'albero di Natale riciclabile: tolto da Piazza Venezia

pubblicato da Marina

Roma alberello finto

Leggo dal puntuale 06Blog dell’incredibile polemica sorta intorno all’albero di Natale, finto e riciclabile, installato qualche giorno fa a Piazza Venezia: ai romani non è piaciuto. Per cui si sono sollevate un botto di proteste alimentate dall’opposizione che non ha dimostrato neanch’essa una vocazione ecologista. Nella foto sopra com’era e nella foto sotto com’è oggi.

albero vero a roma

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Mobilità sostenibile: attraversare Napoli salendo le scale

pubblicato da Marina

Il petraio

Il progetto ha il suggestivo nome di Tu scendi dalle scale e prende il via domani e fino all’8 gennaio. In sostanza il Comune di Napoli invita i suoi cittadini a camminare a piedi sfruttando quelle incredibili corsie preferenziali che sono le scale. A Napoli ce ne sono 200, esattamente 138 linee di scale e 64 linee di gradinate che raggiungono tutti i punti della città.

In questa occasione sono state ripulite (grazie a Legambiente e ai suoi volontari) e ripristinate quattro quelle del Petraio (foto a sinistra) , Pedamentina, Moiariello e Principessa Iolanda.

L’iniziativa vede la tenace volontà del Coordinamento del Recupero delle scale di Napoli che si batte oramai dal 1995 per far ritornare le scale ad essere percorsi urbani sfruttati. E per invogliare i cittadini a riscoprirne vantaggi che superando traffico e autovetture consentono di dimezzare i tempi di percorrenza, da un capo all’altro della città (le scale del Petraio portano da Spaccanapoli a San Martino-Vomero NdR) sono stati predisposti eventi lungo le scale.

Dopo il salto il video di presentazione dell’iniziativa.

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Torino, auto elettrica tutta piemontese

pubblicato da Marina

Torino auto elettrica piemontese

Torino è una piccola quadriciclo ma somiglia più a una city car elettrica. Nasce grazie alla sinergia della rete d’imprese Amifevs costituita da sei aziende: Polimodel, Modarte, Ifevs, Istituto Ipm, Rossovivodesign, Integrare e Bitron. Ha 3 posti, uno avanti e due dietro, autonomia di 150 Km, batteria a Litioioni da 11 kw e consuma 70 Wh per chilometro.

Dunque, mentre la Fiat delocalizza e non crede nella produzione di auto elettriche, i piccoli imprenditori rtorinesi navigano controcorrente e investono in un progetto che si incastonerà nella Smart City del futuro. Entrerà in produzione tra il 2013 e il 2015 e costerà intorno ai 15mila euro. Il sindaco Fassino con l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta che ha partecipato alla presentazione si augura che l’auto rientri nel progetto di mobilità sostenibile della Città di Torino.

Torino auto elettrica piemontese

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Via | Pagina To
Foto | Spazio Torino

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Mobilità sostenibile, da Caserta la conferma: siamo all'anno zero

pubblicato da Marina

stop a bici e pedoni, ma la mobilità sostenibile è una necessità sanitaria

Sono stata ieri pomeriggio all’incontro Muoversi green organizzato da Francesco Apperti consigliere comunale del gruppo Speranza per Caserta e dedicato alla mobilità sostenibile. Presenti Angelo Bonelli Presidente nazionale dei Verdi, Vincenzo Cenname sindaco di Camigliano (il comune sciolto perché si rifiutava di versare le quote della TARSU alla Provincia NdR) e federato con i sindaci della buona amministrazione, Luigi Maffei Assessore Grandi Opere, Trasporti, Mobilità, Innovazione Tecnologica Provincia Caserta nonché ingegnere e docente universitario e Gerry De Concilio, imprenditore del cicloturismo avendo fondato That’s amore che propone mete cicloturistiche in Italia.

L’osservatorio è inevitabilmente quello meridionale anche se il ragionamento sarà poi dipanato su scala nazionale e europea. Ribadisco l’inevitabilmente. Perché le leggi sulla mobilità, ovviamente, riguardano tutti: grandi e piccoli comuni a nord come al sud della Penisola. Ma è noto siamo in epoca di tagli ai trasporti pubblici e le amministrazioni rispondono come sanno e non come possono. La dove vi è cultura del territorio e dell’ambiente avviene che vi sia la risposta più saggia e funzionale; la dove la cultura dell’ambiente è inesistente avviene la messa in atto degli scempi ai danni del territorio con le tragedie annunciate.

Dunque, la sala del convegno era praticamente vuota. Il sindaco di Caserta Pio del Gaudio ha salutato privatamente e non ufficialmente gli intervenuti ed è scappato via. Tutto il contesto la dice lunga sul grado di cultura e sensibilità riservato al momento alla mobilità sostenibile. Sarà che già di per se il termine non è chiaro, forse meglio il binomio coniugato dai francesi: mobilité durable, che dona effettivamente il senso della compiutezza e dell’espandersi nel tempo e nello spazio di un vantaggio grazie alla parola durevole. Comunque, cultura che al momento è praticamente assente nel meridione come anche nel settentrione, non fosse altro che per alcune isole felici.

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Primi timidi segnali per il telelavoro in Italia: si farà davvero?

pubblicato da Simone Muscas

TelelavoroLeggevo un articolo relativo all’ultima manovrina economica che il Governo italiano ha in mente di lanciare. Fra le idee trite e ritrite, ne ho trovata una che mi ha incuriosito, non tanto perché si tratterebbe della pozione magica a tutti i nostri problemi, quanto perché in quest’epoca di appiattimento politico si riuscirebbe finalmente ad intravedere un barlume di originalità. Mi riferisco alle possibili novità in materia di agevolazione economica; in un capitolo di queste si parla infatti di riconoscimento del telelavoro ed in particolare di aiuti economici per tutte quelle imprese che decideranno di ricorrervi.

Di che entità siano gli aiuti (nel senso se saranno incentivi o defiscalizzazione per le imprese) ancora non lo sappiamo, tuttavia, essendo una novità assoluta su scala nazionale, ritengo sia un argomento da seguire con attenzione. Detto ciò, è ovvio che, non essendo tematica molto nota dalle nostre parti, non tutti sappiano di cosa stiamo parlando. Per capirci, si tratta di uno strumento molto utilizzato dalle aziende negli Stati Uniti (mentre è pressoché sconosciuto in Europa) che consiste sostanzialmente nel permettere ai dipendenti, qualora le mansioni dell’impresa lo permettano, di lavorare direttamente da casa con un collegamento in rete.

I vantaggi? Economici sicuramente, dato che l’azienda ne potrebbe giovare in termini di costi (soprattutto per quel che riguarda quelli di locazione o acquisto di locali), ma anche dal punto di vista energetico se pensiamo per esempio ai consumi delle apparecchiature negli uffici. Per quel che riguarda il lavoratore invece i benefici sono soprattutto di natura logistica: si eviterebbero infatti gli spostamenti casa - lavoro - casa, spesso lunghi; insomma una bella mossa di mobilità sostenibile, se pensiamo, come è oramai appurato, che il principale motivo per cui le persone si spostano sia appunto da ricercarsi sulla necessità di recarsi quotidianamente al proprio posto di lavoro.

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Parigi, uno scooter elettrico se viaggi sul TGV

pubblicato da Marina

mobilit�  integrata: scoolter elettrico + treno in Francia

SNCF, le ferrovie francesi stanno sperimentando un sevizio di mobilità integrata a basso impatto ambientale con treno e scooter elettrico. In sostanza i clienti del TGV, il treno a alta velocità, possono prenotare contestualmente all’acquisto del biglietto, uno scooter elettrico, grazie all’accordo con Peugeot.

Lo scooter è e-Vivacity e costa di 28 euro al giorno per 60 Km e include il casco e l’assicurazione contro il furto. I parcheggi sono i Mu by Peugeot e per ora l’esperimento è stato attivato alla Gare Montparnasse dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.

Via | Bioaddict
Foto | Bioaddict

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Settimana europea della mobilità sostenibile: chi ha rinunciato per un giorno all'auto?

pubblicato da Marina

bicicletta in citt� 

Oggi nel mio solito giro in bicicletta ho notato che il traffico era bello sostenuto. Ma come? mi sono detta, siamo nella Settimana europea della mobilità sostenibile che pure dovrebbe incentivare a lasciare l’auto a casa e a preferire la bicicletta, camminare a piedi o i mezzi pubblici. In più il costo della benzina è alle stelle e ci sono più auto del solito?

Nonostante vi siano più svantaggi che vantaggi sembra che nessuno intenda rinunciare alla macchina, oramai più vizio che abitudine. Si pagano profumatamente le tasse, l’assicurazione, la manutenzione, il carburante e sembra che l’unico modo per sentirsi confortati sia usarla. Un cortocircuito mentale che può essere interrotto in una sola maniera: smetterla di usarla per ritrovarsi più soldi in tasca, qualità della vita e dell’ambiente decisamente migliorati.

Già so che in molti commenteranno: e quando piove? e quando nevica? e quando si va lontano? e quando si hanno pesi da trasportare? i mezzi pubblici non funzionano; il treno arriva in ritardo; i taxi sono troppo cari; da me non c’è il car sharing; non mi fido del car pooling, entrare in macchina con uno sconosciuto/a. Insomma tutte scuse messe in piedi pur di non mollare un vizio. Io vi dico solo che oggi mi sono presa una grande soddisfazione: le auto erano imbottigliate nel più classico dei serpentoni e la sottoscritta leggiadra sulla sinistra pedalava a gran velocità verso la meta. E voi, siete riusciti a rinunciare per un giorno all’auto?

Sotto un piccolo sondaggio rivolto agli amici automobilisti. Grazie per le vostre risposte.

Foto | Flickr

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Bike Sharing: se il casco è obbligatorio il fallimento è inevitabile

pubblicato da Nestor Carnevali


Il Bike Sharing promosso amministrazioni cittadine di tutto il mondo è ovunque un successo, anche oltre le previsioni più rosee, ma ci sono un paio di clamorose eccezioni: Seattle e Melbourne. La responsabilità di questi fragorosi fallimenti sarebbe da individuare nelle leggi locali che impongono di indossare il casco anche quando si viaggia in bicicletta. L’esempio più clamoroso è quello della città australiana nella quale a fronte di 600 bici messe a disposizione l’utilizzo è fermo a 70 “viaggi” al giorno.

A Dublino, con 450 bici, si viaggia sulla cifra di 5000 utilizzi giornalieri. Una disastro simile si registra anche nella capitale dello Stato di Washington con la municipalità che sta cercando di metterci una pezza regalando 500 caschi agli utenti registrati al servizio e offrendo sconti per l’acquisto nei negozi locali per chi aderisce d’ora in avanti.

Il dubbio è amletico: la legislazione che regola la sicurezza dei trasporti, anche in bicicletta, va derogata se nel frattempo ci si è posti il nobile obiettivo di favorire una mobilità sostenibile? Il buonsenso suggerirebbe di sì sempre guardando alle statistiche del bike sharing di Dublino: con un milione di viaggi sulle bici messe a disposizione non è stato ancora registrato un singolo caso di incidente fra gli utilizzatori.

[Via | Grist]

Settimana europea della mobilità sostenibile: ma la crisi fa usare meno l'auto

pubblicato da Marina

settimana europea della mobilità 2011

Dal 16 al 22 settembre in Europa vige la Settimana della mobilità sostenibile. Nella pratica le amministrazioni organizzano o sostengono eventi per invogliare i cittadini a abbandonare le automobili in favore di mezzi di trasporto sostenibili: mezzi pubblici, biciclette e camminare a piedi.

Ma in questa annata decisamente complessa per l’economia la crisi sta già provvedendo a ridimensionare l’uso delle auto. Diciamoci la verità: oggi mantenere un automobile costa e tanto. Tra assicurazione, tasse, manutenzione e carburante se ne vanno via un bel po’ di euro ogni anno. Dunque meglio tagliare le spese e rinunciare alle vetture in più, ritornando al possesso di una sola auto per famiglia.

Strano vero? Eppure i dati emersi nel Quarto Osservatorio annuale Europcar su Mobilità e Mezzi di Trasporto rispetto alle valutazioni degli italiani sono chiare:

il 32% del campione intervistato, ritiene che il costo della propria macchina sia eccessivo (contro il 22% in Europa) e ben l’86% riconosce che mantenere un’auto costi molto (contro l’83% degli europei).

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