Se per qualcuno la teoria dei cambiamenti climatici è la vera bufala del nuovo millennio, non sicuramente dello stesso avviso sono i ricercatori della Nasa, i quali, in un rapporto pubblicato qualche giorno fa, hanno dato delle spiegazioni diametralmente opposte. Quello che si è appena concluso l’anno scorso, fanno sapere dalla Nasa, è stato il decennio più caldo in assoluto da quando, dalla fine dell’ottocento, si è iniziato a registrare le temperature.
Il 2009, numeri alla mano, sarebbe stato il secondo anno più caldo dopo il 2005 (dal 1880), mentre il 2008 quello più freddo del decennio, ma questo a causa della corrente La Niña che ha contribuito ad abbasare le temperature di tutta l’area tropicale del Pacifico. Quasi caldi come il 2009 sono stati il 1998, il 2002, il 2003, il 2006 e il 2007.
Secondo James Hansen del Goddard Institute for Space Studies (Giss), facendo la media delle temperature si ha la conferma che il riscaldamento del pianeta prosegue praticamente senza interruzioni. In particolare si può affermare che nel corso delle ultime tre decadi, la temperatura superficiale mostra una tendenza al rialzo di circa 0,2° C per decennio. Dal 1880 si osserva una chiara tendenza al riscaldamento, anche se questo processo ha subito un rallentamento negli anni compresi tra il 1940 e il 1970.
Via | Giss.nasa.gov
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Secondo gli scienziati russi, Apophis un asteroide lontano, per ora, milioni di anni chilometri dalla Terra, nel 2036 potrebbe entrare in collisione con il nostro pianeta con conseguenze disastrose. La dichiarazione, secondo quanto riporta The Guardian, è stata fatta dal direttore della Roscosmos, l’ Agenzia spaziale russa, che ha annunciato anche che la Russia progetterà un intervento di distruzione di Apophis. Ha detto Perminov alla radio russa Golos Rossii:
E’ in gioco la vita delle persone. Dobbiamo costruire un sistema che ci permetta di evitare la collisione che costerà milioni di dollari e evitare di sederci e aspettare che accada qualcosa.
Secondo gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (in alto il video magazine Urania, dal min. 1:37 con il servizio dedicato a Apophis) la tesi prevalente è relativa ai nuovi calcoli che hanno abbassato ulteriormente a 1 su 250mila le probabilità che Apophis colpisca la Terra .
Secondo Perminov si dovrà costruire una sonda che nel 2029 dovrà intercettare il primo passaggio di Apophis, quello meno pericoloso per evitare che il 13 aprile 2036 entri, al secondo passaggio, in collisione con il nostro pianeta. Facile a dirsi ma molto complesso da farsi. E’ ancora oggetto di dibattiti tra gli studiosi il sistema più efficace per dirottare un asteroide. Secondo alcuni esperti sarebbe preferibile l’invio di una sonda che contribuisca a cambiare gradualmente la traiettoria di Apophis; secondo altri è meglio inviare una sonda che si scontri con l’asteroide e che causi di forza il cambio di direzione.
Intanto secondo gli studi effettuati dalla NASA l’impatto con Apophis potrebbe produrre conseguenze devastanti sul nostro Pianeta, non esclusa la possibilità che sia modificata l’orbita. Una volta colpito il nostro pianeta sarebbe liberata un energia pari a 100 mila volte l’esplosione nucleare su Hiroshima e l’atmosfera terrestre sarebbe saturata dalle polveri.
LCROSS è il nome della missione e del razzo della Nasa che ha come obiettivo l’apertura di un cratere sulla luna - tramite esplosione - alla ricerca dell’acqua.
Il razzo, lanciato il 18 giungo a 9.000km all’ora, raggiungerà la meta tra due ore circa, mentre l’impatto verso il Polo Sud lunare è previsto verso la fine di ottobre creando un cratere di 10 km. LCROSS studierà anche la superficie lunare, alla ricerca di tracce di acqua o vapore.
Oggi il razzo è entrato nell’orbita terrestre e lo si può seguire in video per aggiornamenti costanti sulla missione.
Dura la vita dell’astronauta, soprattutto senza fonti d’acqua nella Stazione Spaziale Internazionale. Ecco perchè la NASA ha dotato la stazione spaziale di un sistema che ricicla l’urina e la trasforma in acqua da bere.
Giovedì scorso gli astronauti hanno brindato con il primo sorso di acqua depurata, proveniente dalla propria urina, riciclata grazie al sistema ECLSS, che è costato circa 250 milioni di dollari. Il sistema, come illustra questo video, viene impiegato quotidianamente per riciclare l’urina e l’acqua sporca e trasformale in acqua potabile, buona da bere e utile per cucinare e per lavarsi.
Il pensiero di bere la propria urina non è certo dei più invitanti, ma il pensiero che il sistema di riciclaggio dell’urina in acqua potabile possa essere portato dallo Spazio alla Terra, invita a uno sforzo mentale, e ad un assaggio: sareste pronti?
Foto | Flickr

Grazie alla mappatura dei venti sugli oceani, alla NASA sanno oramai in quali zone conviene installare gli impianti eolici off-shore. La ricerca è stata finanziata dalla Earth Science Division della NASA .
Il satellite coinvolto nelle rilevazioni è il QuikSCAT, lanciato nel 1999, che ha tracciato la velocità, la direzione e la potenza dei venti sulla superficie degli oceani e i dati raccolti dal radar a microonde SeaWinds, sono anche utilizzati per prevedere le tempeste e migliorare l’accuratezza delle previsioni meteorologiche.
L’energia eolica ha il potenziale per fornire 10 al 15 per cento del futuro fabbisogno energetico al mondo e se si utilizzassero le aree individuate si potrebbero, potenzialmente, raccogliere dai 500 agli 800 Kw kW per metro quadro.
Via | Mendo Coast Current
Foto | Courtesy NASA

I primi sorprendenti risultati dell’analisi del suolo di Marte portano un’altra ventata di entusiasmo e di ottimismo alla Nasa. E’ confermato dai primi rilievi della sonda Phoenix: il terreno di Marte è adatto alla vita grazie alle sostanze nutritive e ai sali presenti e per composizione somiglia al terreno dell’Antartide e tanto alcalino che per assurdo ci si potrebbero coltivare asparagi così come il popolo di twitter sta già discutendo e sognando.
Continua a leggere: Marte, il suolo potrebbe ospitare forme di vita (e anche asparagi)

Phoenix la sonda della Nasa è atterrata su Marte e già invia le prime immagini da 422 milioni di miglia di distanza. Da quanto riferiscono gli scienziati e i tecnici stanotte dalle stanze di comando a Pasadena, hanno vissuto sette minuti di puro terrore. Tanto è durata la fase di atterraggio e la perdita di contatto radio con la sonda. Via twitter e second life l’aggiornamento in tempo reale.
Dal blog, invece, è possibile leggere la cronaca dell’atterraggio così come è stata registrata dagli scienziati che l’hanno seguita. La missione durerà tre mesi e inizierà con l’analisi del terreno per capire quanta acqua ci sia e se in essa si nascono forme di vita aliene. La griglia solare che alimenta Phoenix si è aperta ed ha iniziato a generare energia per consentire tutti i lavori sul terreno.
Le prime immagini inviate da Phoenix



La foto che vedete sopra è una spettacolare ricostruzione in 3D di quello che sarà lo scenario che avrà davanti a sé la sonda Phoenix che atterrerà domenica 25 maggio su Marte, precisamente al Polo Nord, per iniziare a campionare e monitorare il terreno del pianeta rosso. Secondo i dati inviati dal radar Sharad sembra che davvero sotto uno spesso strato di suolo vi possa essere acqua mista ad altri elementi a formare una specie di permafrost. Per la prima volta Esa e Nasa collaboreranno assieme. Difatti l’Agenzia spaziale americana ha chiesto ai colleghi europei di partecipare alle delicate fasi dell’atterraggio attraverso il Mars Express il satellite lanciato in orbita su Marte dal 2003. Le operazioni si svolgeranno dalla sala di controllo di Darmstadt in Germania.
Qui potete scaricare la foto nelle diverse risoluzioni.
Foto | Courtesy NASA/ESA

L’ESA, l’Agenzia spaziale europea è alla ricerca di astronauti. Ragazzi e ragazze, il futuro del nostro amato Pianeta è nella ricerca e nella conoscenza. E andare a vedere cosa accade fuori dalla porta di casa e importante tanto quanto studiare cosa vi accade all’interno. La Terra è un essere vivente e va osservata, capita, amata. Perciò coraggio. Forse le future scoperte sul clima, l’ambiente, l’agricoltura potrebbero arrivare proprio da qualcuno di voi.
Le doti richieste sono: formazione in discipline scientifiche attinenti e abilità operative, buona capacità mnemonica e di ragionamento, concentrazione, attitudine all’orientamento spaziale e destrezza manuale. Meglio se conoscete l’inglese e magari il russo. Inoltre è importante essere motivati, flessibili, saper lavorare in squadra, essere stabile emotivamente e lavorare in empatia con i colleghi. Le candidature si aprono il 19 maggio sul sito dell’ESA.
Foto | Courtesy Esa/Nasa
La stupefacente immagine che vedete sopra è stata ricostruita grazie alle indicazioni del radar Sharad - Shallow Radar- e pubblicata da Satnews e mostra come strati di ghiaccio possano essere nascosti nelle profondità del Polo Nord di Marte. E per una volta geologi e planetologi concordano che li sotto si potrebbe nascondere un immenso bacino sedimentario vecchio di 3 miliardi di anni e che racchiude erosioni di ghiacci, polveri, lava ed altri materiali vari, mai osservato prima e così nel dettaglio per una profondità di svariate centinaia di metri.
Sharad , che è tutto italiano e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana è stato progettato inizialmente dal team del prof. Giovanni Picardi del Dip. Infocom e completato poi con Thales Alenia Space Italia.
Leggo sul B.u.r (Bollettino università e ricerca) che:
Gli strati sono formati fondamentalmente da miscele di ghiaccio e polvere in frazioni diverse. L’analisi di questi strati ha portato a diversi risultati importanti che hanno consentito di migliorare le conoscenze sulla climatologia di Marte e quindi sulle variazioni dell’obliquità e dell’eccentricità orbitale del pianeta che avrebbero avuto cicli lunghi qualche milione di anni”
Insomma se l’acqua c’è è molto in profondità e sotto forma di una specie di permafrost e questo non fa escludere agli scienziati la possibilità che vi si possano trovare forme viventi extraterrestri.
Foto| Courtesy Nasa