Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag obama

Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

Fedele al suo stile, sempre vicino alla gente, il presidente degli Stati Uniti Obama ha candidamente affermato che sta cercando il responsabile del disastro della Deepwater Horizon, e della conseguente marea nera, per prenderlo a calci. Non specifica dove, ma è ipotizzabile.

Di calci, in realtà, Obama ne dovrebbe dare parecchi come ormai hanno capito un po’ tutti. In questa vicenda, infatti, praticamente non c’è nessuno che non abbia sbagliato: da Bp che, a detta della stampa americana, sapeva dei pericoli da un anno e ha fatto finta che tutto fosse a posto, per poi utilizzare un solvente che invece di risolvere il problema lo ha ingigantito, alle autorità tecniche e politiche statunitensi, che a detta di Greenpeace in questa vicenda hanno responsabilità pesanti.

E, sempre parlando di Greenpeace, come non dare un calcetto anche a chi ha deciso di arrestare sette attivisti dell’associazione ambientalista che protestavano contro le trivellazioni in Alaska.

Nel frattempo, mentre Obama cerca i suoi fondoschiena da immolare, il petrolio continua a sgorgare, la Guardia Costiera americana fa quel che può (cioè poco o nulla) per ripulire il mare del Golfo del Messico e Bp inizia ad aprire il portafogli: ha stanziato, infatti, i primi 60 milioni di dollari, su 360 totali, allo Stato della Louisiana per finanziare il “Louisiana barrier islands project”.

Continua a leggere: Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

....
condividi 5 Commenti

Marea nera, The Huffington Post: causato dalla deregulation

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera, The Huffington Post: causato dalla deregulation

Il prestigioso The Huffington Post, blog che raccoglie le migliori firme del giornalismo americano, punta il dito sulla deregulation nel settore petrolifero che sarebbe alla base del disastro della piattaforma off shore Bp Deepwater Horizon.

Il presidente degli Stati Uniti Obama, in questi giorni, ha posto l’accento sul lato economico della questione prima ottenendo che le aziende responsabili del disastro paghino il conto, poi proponendo una tassa di un centesimo di dollaro al barile per finanziare un fondo per la protezione del mare dagli incidenti dell’industria petrolifera.

The Huffington Post, invece, la mette sul lato giuridico:

La prima chiara prova di ciò che ha causato la disastrosa esplosione nel Golfo del Messico - una devastante sequenza di problemi tecnici - mette in luce un punto inquietante dell’industria petrolifera statunitense: le dotazioni chiave di sicurezza delle decine di migliaia di pozzi petroliferi americani sono scarsamente regolamentate

Continua a leggere: Marea nera, The Huffington Post: causato dalla deregulation

....
condividi 0 Commenti

Al via i primi impianti eolici off-shore negli Stati Uniti

pubblicato da Simone Muscas

Eolico off shoreL’eolico offshore, croce e delizia fra le tecnologie rinnovabili, inizia a svilupparsi negli Stati Uniti. È notizia di questi giorni infatti dell’approvazione da parte dell’amministrazione Obama sulla costruzione di un parco eolico off shore a Cape Code. La notizia è particolarmente interessante per il fatto che mai prima d’ora si sia mai stato programmato di costruire impianti eolici non a terra nel Paese americano.

Al momento, infatti, la quasi totalità di questo tipo di tecnologie si trova in Europa, con il Regno Unito e i Paesi Scandinavi a farla da padrone (dato che le acque del Mar del Nord non sono particolarmente alte e quindi ben si prestano a questi tipi di impianti) con 830 turbine, per un totale di 2.000 MW istallati alla fine del 2009..

Il progetto in questione, almeno negli intenti, dovrebbe essere capace di fornire, con un totale di 420 MW installati, energia sufficiente per soddisfare il fabbisogno energetico di almeno il 75% delle abitazioni di Cape Code e delle isole che la circondano.

Continua a leggere: Al via i primi impianti eolici off-shore negli Stati Uniti

....
condividi 1 Commenti

Nucleare, Sarkozy: accattatevillo! Scajola: vengo anch'io!

pubblicato da Peppe Croce

Sarkozy invita le banche a finanziare il nucleare

Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:

Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie

In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.

Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:

Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013

Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.

Via | Agi, Libero
Foto | Flickr

Chi è stato per te il personaggio più influente per l'Ambiente del 2009?

pubblicato da missunderstanding

Il 2009 è stato un anno pieno di parole e promesse a livello ambientale, conclusosi con il fallimento della conferenza internazionale di Copenaghen. A partire dalla classifica dei lettori di GreenMe, che hanno eletto Giulio Tremonti come personalità più influente in campo ambientale, chiediamo anche a voi su Ecoblog chi eleggereste come personaggio più influente per l’Ambiente del 2009 tra i 10 proposti.

I leader mondiali chiedono scusa per il fallimento a Copenaghen

pubblicato da missunderstanding

greenpeace campagna leader copenhagen

Tutti coloro che in questi giorni arriveranno all’aeroporto di Copenaghen per l’incontro mondiale sull’ambiente, troveranno un Obama invecchiato ad accogliere i viaggiatori, un Obama che chiede scusa perchè avrebbe potuto fermare i cambiamenti climatici, ma non lo ha fatto.

Assieme a Obama, ci sono tutti i leader del mondo che chiedono scusa per quello che a Copenaghen avrebbero potuto fare, ma non hanno fatto: Angela Merkel, Zapatero, Lula, Sarkozy, Gordon Brown, Tusk e Harper.

E’ la nuova campagna provocatoria di Greenpeace, parte dell’iniziativa Tckctkctc, che raffigura i leader mondiali nel 2020, quando sarà troppo tardi per fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici e non potranno far altro che scusarsi. L’invito all’azione di Greenpeace è chiaro Act now - Change the future.

greenpeace campagna leader copenhagen greenpeace campagna leader copenhagen greenpeace campagna leader copenhagen greenpeace campagna leader copenhagen greenpeace campagna leader copenhagen

via | weblog.greenpeace

Terremoti e Tsunami le paure più grandi degli utenti della rete nel 2009, parola di Google Zeitgeist

pubblicato da missunderstanding

google zeitgeist disastri

Google ha da poco pubblicato Zeitgeist 2009, ovvero la classifica delle parole chiave più cercate in tutto il mondo nel 2009, divise per categorie. In un anno ricco di novità politiche, a partire dall’elezione di Obama, e di preoccupazione per la crisi economica, le preoccupazioni della rete si sono concentrate sulla salute con l’influenza A e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, ovvero sui disastri.

Come si vede dal grafico che rappresenta le parole chiave più cercate nella sezione News, ai primi tre posti della classifica relativa ai disastri ci sono le catastrofi direttamente o indirettamente connesse all’ambiente: terremoti, incendi, tsunami.

Come Google stesso ci ricorda, purtroppo il terremoto che ha fatto impennare le ricerche on-line in tutto il mondo è stato quello de L’Aquila, mentre lo Tsunami che ha preoccupato maggiormente gli utenti americani è stato quello alle Samoa. Triste leggere la classifica dei disastri più cercati, ma in un futuro non troppo lontanto dovremo abituarci a convivere con l’imprevedibilità delle catastrofi ambientali, e non solo on-line, parola (chiave) di Google.

....
condividi 2 Commenti

Michelle Obama spiega ai bambini perchè è importante coltivare e mangiare le verdure

pubblicato da missunderstanding

Sappiamo che Michelle Obama ha un’attenzione particolare per gli orti, tanto da essersi occupata personalmente di quello della Casa Bianca, e siamo anche a conoscenza degli sforzi della First Lady per educare adulti e bambini a mangiare frutta e verdura fresche. Questa volta, per insegnare ai piccoli americani a coltivare l’orto e ad alimentarsi in modo sano, ha chiesto aiuto a Elmo, personaggio conosciuto dai bambini di tutto il mondo.

D’altra parte, Elmo e i Sesame street hanno chiesto a Lady Obama di presentare personalmente la puntata dedicata alla coltivazione dell’orto perchè tutti sanno quanto Michelle ami coltivare il proprio orto e condividere questa attività con i bambini. Guardare il video sarà educativo anche per noi e i nostri bambini che abbiamo un motivo in più per farlo: imparare l’inglese.

via | Treehugger

....
condividi 0 Commenti

Onu, nessuna grande decisione al vertice di New York sul clima

pubblicato da Simone Muscas

Obama Presidente Stati UnitiNessun grande accordo nella conferenza sul clima tenutasi a New York e organizzata dalle Nazioni Unite. Al Gore, presente alla riunione, avrebbe apprezzato solamente le proposte più concrete che sono state portate avanti da Cina e Giappone. Sembrerebbe invece essere stata al di sotto delle attese la parte degli Stati Uniti con il presidente Barack Obama che, pur sottolineando come “il tempo del fare stringe” e che “bisogna agire subito per evitare una catastrofe irreversibile”, non ha offerto nuove soluzioni.

Il vertice sul clima, al quale hanno partecipato oltre cento leader mondiali giunti a New York per la Assemblea Generale dell’Onu, è stato aperto da un appello di Ban Ki-Moon che ha lanciato l’allarme sottolineando come si abbiano meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori. Nonostante le premesse sono parecchi i partecipanti che hanno definito come deludente e poco costruttivo quest’incontro.

Su tutti Nicolas Sarkozy secondo cui i negoziati sono giunti ad un punto morto e che, al fine di dare nuova linfa alla questione, ha proposto un vertice a novembre delle maggiori economie industrializzate in vista della conferenza di Copenaghen che si terrà a dicembre. In questo clima di pessimismo, di parole di allarme, ma di pochi passi concreti per uscire dallo stallo, sono balzati in evidenza gli interventi della Cina e del Giappone.

Continua a leggere: Onu, nessuna grande decisione al vertice di New York sul clima

....
condividi 4 Commenti

Tour del giardino della Casa Bianca in compagnia di Michelle Obama

pubblicato da missunderstanding

In questo video Michelle Obama ci accompagna nell’orto presidenziale della Casa Bianca, così come aveva già fatto a marzo accompagnando i bambini delle elementari, per raccontare la storia del giardino attraverso il susseguirsi dei presidenti che si sono impegnati a coltivarlo e per raccogliere i frutti della prima visita.

Michella parla anche dell’importanza del cibo salutare e dell’educazione dei bambini, perché è fin da piccoli che gli americani devono conoscere come nutrirsi per vivere meglio. La speranza di Michelle è che vedendo Obama che mangia a casa con la famiglia gli ortaggi raccolti dall’orto, forse gli americani impareranno a prodursi le verdure e a cenare a casa almeno due volte a settimana, seguendo il buon esempio del presidente.

Noi italiani, un po’ più abituati a pranzi a tavola, orti e cibo sano rispetto agli americani, possiamo imparare a coltivare l’orto seguendo i consigli di Paolo Bianchetti che ci spiega come fare i primi passi.

via | ecorazzi

....
condividi 7 Commenti