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Tutti gli articoli con tag ogm

OGM, Futuragra vince il ricorso al Tar. Risarcita di 2000 euro

pubblicato da Marina

Tar Lazio Oltre un anno fa scoppiò una grande polemica a proposito di alcuni campi coltivati con mais OGM in provincia di Pordenone a opera di Futuragra. La vicenda fu cavalcata da Luca Zaia ex Ministro all’Agricoltura che emise velocemente un decreto contro le coltivazioni OGM che consentì la distruzione dei campi. Futuragra decise per il ricorso che oggi ha vinto ottenendo anche 2000 euro di risarcimento.

La sentenza è stata emessa dal TAR del Lazio che ha stabilito:

nella sostanza è stato negato il diritto alla scelta tra le diverse tipologie di coltura, escludendo di fatto proprio quella transgenica” e ha esplicitamente attribuito alle Regioni la responsabilità della “situazione di stallo istituzionale che si è venuta a creare in conseguenza della volontà manifestata chiaramente di non voler adempiere agli obblighi di natura comunitaria”, vale a dire i piani di coesistenza.

Esulta Silvano Dalla Libera l’agricoltore a cui sono stati sterminati i campi OGM:

Questa sentenza è una vittoria di Futuragra e di tutti gli agricoltori italiani che credono nell’innovazione e nel diritto.Il Tribunale ha smascherato lo scaricabarile delle responsabilità che da troppi anni va avanti tra Ministero e Regioni ai danni dell’agricoltura. E’ finito il tempo delle guerre ideologiche e si apre quella del diritto degli agricoltori a scegliere e a innovare.

Via | Futuragra
Foto | Ufficio Stampa

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Etichetta etica, per ora è solo volontaria

pubblicato da Marina

etichetta etica L’etichetta etica è stata presentata ieri durante la 6° edizione di Mangiasano 2011, giornata dedicata all’alimentazione sostenibile e sana. Per ora l’etichetta etica sarà applicata su base volontaria e conterrà una serie di indicazioni che tracceranno il profilo del prodotto:

Le generalità del produttore (non solo il Paese d’origine ma “l’azienda d’origine”); le generalità del trasformatore (quando diverso dal produttore); il metodo di coltivazione impiegato (industriale, biologico, biodinamico, naturale); le dimensioni aziendali (superficie e addetti) e le informazioni relative all’impatto ambientale (uso di acqua, di carburanti, di energie); il prezzo al produttore; l’origine dei semi per i prodotti dell’orto e quella dei mangimi per gli animali.

Perciò potrebbe capitare di leggere su un etichetta etica di un succo di frutta in vetro da 12 cl che:

costa circa 15-20 centesimi tra bottiglia, tappo ed etichettatura, mentre la materia prima per farlo pesa per poco più di 0,1 centesimi, considerato che mediamente un quintale di frutta al produttore non viene pagato più di 15 euro. In sostanza, il contenuto di un succo di frutta da 12 cl vale meno della decima parte del suo involucro.

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BtoBio, il biologico professionale a Milano

pubblicato da Barbara Arlati

BtoBio

Il BtoBio è una fiera internazionale e professionale che si svolge ogni due anni. Quest’anno si terrà dall’8 all’11 maggio nella nuova fiera Milano di Rho-Pero, insieme a Tutto food, grande rassegna dell’agroalimentare.

Una serie di eventi e iniziative saranno organizzate a favore di espositori, operatori e stampa. Appuntamenti che vanno dall’allevamento zoologico alla cura con gli alimenti, dall’acquacoltura bio al vino, alla soia libera da OGM.

Molto interessante la collaborazione tra BtoBio e Chic, l’associazione Charming italian chef, che organizzerà stage di alta cucina e incontri formativi con noti cuochi, anche stellati guida Michelin, per uno showcooking continuo durante le giornate di fiera, a beneficio di espositori, visitatori, stampa e studenti di istituti professionali.

Via | Aiol

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Banane sterili salvate dagli Ogm? Ma che fine abbiamo fatto...

pubblicato da Peppe Croce

Banane sterili salvate dagli Ogm? Ma che fine abbiamo fatto...

Dietro ogni banana che mangiate c’è una storia triste. Questo frutto sarebbe a serio rischio di estinzione a causa dell’ingordigia commerciale dell’homo sapiens e dell’ingordigia alimentare di un fungo. Andiamo con ordine…

Quelle che troviamo nei supermercati e mangiamo comunemente sono le cosiddette banane “Cavendish”. Sono tutte della stessa varietà, che non è la stessa che mangiavano i nostri nonni: la Cavendish è stata introdotta a metà del secolo scorso perché resisteva bene ai funghi, a differenza della varietà precedentemente usata.

Che era la “Gros Michel”, più buona più grande ma non resistente ai funghi. Morirono tutte, restò solo la Cavendish che venne anche selezionata e modificata tramite selezione affinché non avesse più semi. I semi della banana sono duri come il piombo, meglio toglierli altrimenti il frutto non si vende…

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Latte di mucca OGM per i bambini. Tra 10 anni sugli scaffali

pubblicato da alessandra

Il Dott. Frankestein (junior) ne sarebbe andato fiero: modificare geneticamente il latte vaccino fino a “umanizzarlo” del tutto, magari per imporlo alla primissima infanzia. E’ un’idea partorita negli State Key Laboratories for AgroBiotechnology della China Agricultural University, dove si sta portando avanti uno studio che dovrebbe consentire, nell’arco di circa 10 anni, la commericalizzazione del latte di mucca ogm adatto ai neonati. Non solo, il prodotto dovrebbe essere funzionale a rinforzare il sistema immunitario e a ridurre il rischio di infezioni nella prima infanzia… esattamente come già fa il latte materno. E sono in molti a domandarsi il perché di una simile iniziativa mentre scendono, nel mondo occidentale, le quotazioni dei prodotti non ogm free. E poi: quali potrebbero essere le possibili conseguenze sulla salute umana e animale?

Più in dettaglio, nel DNA di 300 mucche sarebbero stati inseriti geni umani atti a modificare la composizione del latte di questi animali in modo da renderlo simile - se non addirittura del tutto sovrapponibile - a quello umano. Persino nel gusto e nella percentuale di materia grassa presente! Il tutto grazie all’aggiunta della lattoferrina, dell’alpha-lactalbumina e della lisozima (fondamentale proteina antimicrobica naturalmente presente, come le altre già citate, nel latte materno) essenziali per il sano sviluppo del bambino nei primi mesi di vita.

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Ogm illegali nei mangimi animali

pubblicato da Peppe Croce

Ogm illegali nei mangimi animali

Lo Scofcah, cioè il Comitato permanente per la salute della catena alimentare e animale in seno all’Unione europea, ha approvato una bozza di regolamento sul rapporto tra Ogm e mangimi per la zootecnia. In particolare il nuovo regolamento prevede la possibilità che i mangimi contengano sino allo 0,1% di Ogm. Una soglia che vale quando l’organismo geneticamente modificato è stato già approvato da un paese extra-Ue ed è ancora in fase di autorizzazione all’interno dell’Unione. E quindi è ancora illegale in Europa.

Questa bozza ora passa al Parlamento europeo e al Consiglio e se entro tre mesi nessuno dei due si opporrà diverrà legge. I Verdi europei sono furiosi: Simona Capogna, vicepresidente del partito, ha affermato che i mangimi

già assolutamente inadeguati per garantire la sicurezza alimentare, vedranno la loro qualità peggiorare ulteriormente e se il Parlamento europeo non si opporrà sarà possibile, a partire da quest’estate, trovare tra gli ingredienti dei mangimi anche Ogm ‘momentaneamente illegali’ in Europa, in quanto in attesa di autorizzazione

Ma tanto, si sa, ormai siamo invasi dagli Ogm. Perché togliere il piacere di una buona soia transgenica alle nostre mucche?

Via | Agricoltura on web
Foto | Flickr

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La Ue propone di vietare gli OGM per motivi di ordine pubblico

pubblicato da Marina

L'Europa studia le motivazioni per dire no agli Ogm

Un elenco di motivazioni per sostenere il blocco delle colture Ogm, deciso in seno a ogni Stato membro, sarà discusso dalla Commissione europea il prossimo 11 febbraio a Bruxelles. Nell’elenco, stilato con il contributo degli vari stati europei, figurano anche impedimenti dovuti a motivi di ordine pubblico o per assicurare ai consumatori di poter scegliere prodotti che non contengano materie prime provenienti da organismi geneticamente modificati. Tra le altre motivazioni anche il proteggere aree naturali, pratiche agricole tradizionali o la pianificazione del territorio. La lista, così come strutturata vuole che siano accolte le decisioni dei singoli Stati membri purché:

giustificati, proporzionati e non discriminatori.

Secondo un portavoce della Commissione, la materia sarà poi regolamentata attraverso una legge costruita ad hoc. Infatti, ha aggiunto un esperto giuridico dell’Unione europea che sebbene le ragioni della lista siano state elaborate sulle basi delle normative comunitaria in vigore e sulle sentenze europee, l’unico modo per renderle giuridicamente sicure sarebbe aggiungere un progetto di legge.

Spiega Thijs Etty, professore di diritto comunitario alla VU University di Amsterdam:

Senza di ciò, la validità giuridica di questa lista sarebbe abbastanza discutibile, e non proteggerebbe i paesi dell’Unione europea da azioni legali che potrebbero essere intraprese da parte delle imprese biotech, agricoltori , WTO o partner commerciali.

La Commissione evidentemente spera di attenuare la forte opposizione dei diversi Stati UE alle decisioni che fino a oggi hanno autorizzato gli Ogm.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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Wikileaks rivela la "rappresaglia" Usa contro gli anti-ogm europei

pubblicato da Peppe Croce

Wikileaks rivela la "rappresaglia" Usa contro gli anti-ogm europeiDa Wikileaks un altro cablogramma molto interessante: dopo quelli sulle trivellazioni petrolifere in Sicilia e sul sistema radar Muos, l’ultimo che riguarda il rapporto tra diplomazia Usa e ambiente ha a che fare con gli Ogm.

Il cablogramma in questione è del 14 dicembre 2007 ed è stato inviato dall’ambasciatore statunitense a Parigi, Craig Stapleton. Stapleton descrive l’orientamento contrario agli ogm del governo francese, ma anche di quello italiano e austriaco. Ma è con la Francia che gli americani se la prendono particolarmente.

Il punto di partenza è la messa in discussione del mais transgenico Mon-810 della Monsanto, che proprio non va giù al big business d’oltre oceano. Secondo Stapleton, infatti, è il caso di mettere in atto una “retaliation” contro la Francia. Era dal 1954 che il termine retaliation (rappresaglia) non si vedeva nelle relazioni internazionali.

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Polli Ogm che non trasmettono l'influenza aviaria

pubblicato da Peppe Croce

Polli Ogm che non si ammalano di influenza aviariaGli Ogm nel piatto? Con i polli, magari. O forse no: sulla rivista Science è apparso uno studio condotto da alcuni scienziati delle Università di Cambridge ed Edimburgo, che hanno creato in laboratorio polli geneticamente modificati, che non trasmettono l’influenza aviaria. Un metodo relativamente facile per togliere di mezzo questa rischiosa malattia che, soprattutto nel sud est asiatico, è stata inizialmente sottovalutata.

Giocando con i geni dei polli, in pratica, gli scienziati hanno ottenuto un pollo che, anche se inoculato con il virus A-H1N1, non lo trasmette ai polli non modificati. Il dubbio, a questo punto, è: a che cosa serviranno questi studi? Due ipotesi: andare a vedere cosa fa il gene modificato e trovare un farmaco che ne imita gli effetti, oppure modificare geneticamente tutti gli allevamenti avicoli del mondo e togliere di mezzo il problema.

La differenza non è da poco, visto che nel secondo caso gli Ogm finiscono dritti dritti nel piatto, magari vicino alle patatine fritte (ovviamente anch’esse modificate!). Il nostro ministro della Salute, Giancarlo Galan, forse intuendo la complessità della questione, preferisce dare un colpo al cerchio e uno alla botte:

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Biosafety scanner: software contro gli OGM

pubblicato da Marina

Biosafety scanner software contro gli ogm La Fondazione dei Diritti genetici ha presentato qualche giorno fa il Biosafety Scanner. E’ un software messo a punto da Francesco Pazzi che serve a conoscere la provenienza di prodotti di origine vegetale, parzialmente o completamente trasformati come farine, sementi e mangimi, per stabilire se siano OGM o meno. Per la serie: se li conosci li eviti.

Spiega la FDG:

In questo contesto, il software “Biosafety Scanner” ha l’obiettivo di supportare gli operatori nella programmazione e realizzazione delle attività di vigilanza e controllo degli OGM sul territorio italiano. I principali destinatari sono gli istituti di controllo e di tutela dell’ambiente, dell’igiene e della sicurezza alimentare, i ricercatori dei centri di ricerca pubblici e privati, le società di certificazione e le università. Ma il software si rivolge anche ad importatori di sementi e prodotti agroalimentari, alle associazioni ambientaliste, degli agricoltori e dei consumatori.

Qui la spiegazione dettagliata del funzionamento del database. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Ministero per l’Ambiente.

Foto | Flickr

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