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Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata

pubblicato da Peppe Croce

Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata

Della settimana scorsa la notizia dell’indagine a carico del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per presunti illeciti nella gestione della discarica di Bellolampo. Di oggi, invece, la diffusione dei dettagli dell’inchiesta della magistratura e, soprattutto, dei capi d’accusa.

Tutti pesantissimi: disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio. Secondo quanto riporta il sempre informatissimo giornale on line Sicilia Informazioni, infatti, a Bellolampo gli illeciti sarebbero stati nel corso dei mesi moltissimi:

Nella qualità di sindaco di Palermo, socio unico dell’Amia - si legge nel capo di imputazione - Cammarata dava direttive specifiche agli amministratori della società sulle modalità di gestione della discarica di Bellolampo, tra l’altro autorizzando il conferimento dei rifiuti in violazione delle norme sul preventivo trattamento e consentendo lo stoccaggio dei rifiuti in discarica in attesa della triturazione

Inoltre, sempre secondo il giornale on line che, a sua volta, riporta i contenuti dell’avviso di garanzia di cui è in possesso, Cammarata avrebbe emanato numerose ordinanze al di fuori delle proprie competenze: essendoci a Palermo lo stato di emergenza rifiuti, infatti, la competenza era attribuita al commissario delegato per l’emergenza, cioè il prefetto di Palermo, e non al sindaco.

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Rifiuti Sicilia, Berlusconi: "a Palermo faremo come a Napoli"

pubblicato da Peppe Croce

Rifiuti Sicilia, Berlusconi: "a Palermo faremo come a Napoli"

Più che una promessa, sembra una minaccia. Sollecitato dall’eco avuto dalle forti critiche ricevute dal mondo ambientalista, più che dall’emergenza in corso, il presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi ha annunciato la strategia del Governo per fronteggiare la crisi rifiuti siciliana: farà come a Napoli.

Cioè, giusto per ricordarlo, dichiarerà per l’ennesima volta lo stato di crisi ambientale, farà scendere a Palermo Bertolaso, militarizzerà una decina di grosse discariche (magari non a norma) dichiarandole sito militare e costruirà un termovalorizzatore con procedure di somma urgenza, incarico diretto senza gara e pagamento cash alla consegna.

Già, perchè alla fine il succo del problema non è togliere i rifiuti ma bruciarli. Berlusconi sa bene che in Sicilia i piani della lobby del termovalorizzatore stanno incontrando ostacoli insormontabili e, per questo, il premier ha deciso di scavalcare le procedure per chiudere una questione che sta andando troppo per le lunghe.

Perchè un governatore come Raffaele Lombardo, che ha cambiato idea almeno tre volte sui termovalorizzatori (dall’entusiasmo all’esorcismo) e che a Catania è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (qualche ardito giornalista dice che la richiesta d’arresto è già pronta ma in stand by) mentre a Palermo è persona informata sui fatti nel mega affare dei termovalorizzatori (l’affare del secolo, così l’ha definito Lombardo) non è certo la persona più adatta per sbloccare la situazione.

E, allora, se i forni non li fa Raffaele li farà Silvio. E di gran fretta, come a Napoli…

Via | Blog Sicilia
Foto | Flickr

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Emergenza rifiuti a Palermo, Legambiente: "Silenzio assordante sui media"

pubblicato da Peppe Croce

Emergenza rifiuti a Palermo, Legambiente: "Silenzio assordante sui media"

Legambiente lancia l’allarme: Palermo è in piena emergenza rifiuti, la discarica di Bellolampo è una bomba ecologica, ma nessuno ne parla. Per capire l’entità della crisi rifiuti nella discarica palermitana, infatti, basta leggere i numeri. Li riporta “La Sicilia”:

Secondo un calcolo dell’Amia, l’azienda che gestisce l’igiene ambientale, la sostanza fonte di inquinamento della falda acquifera, era nel sito di stoccaggio dei rifiuti, di 10 mila tonnellate nel novembre 2009. Ma il 17 maggio ha raggiunto quota 100 mila tonnellate. Altre 45 mila sono state rimosse

A spaventare, oltre alla quantità del percolato, il trend di crescita. Per questo motivo la Regione ha preso i primi provvedimenti, stanziando 12 milioni di euro ma, a detta di Legambiente, il problema sta al Comune di Palermo che in sette anni ha trasformato l’Amia (l’Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale) nel solito carrozzone politico:

A Palermo i riflettori dovrebbero essere puntati direttamente sulla maggioranza di centro destra che qui governa da ben sette anni consecutivi e che ha trasformato l’Amia in un carrozzone clientelare fino a portarla al fallimento. Questa emergenza non è paragonabile a quella campana del 2007, dove esisteva un problema di capienza delle discariche, qui il disastro è frutto della totale incapacità gestionale di una società ormai in amministrazione controllata, e dei gravissimi errori venuti alla luce con la progettazione la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Bellolampo attuati dalla stessa Amia

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Eolico e mafia: Alfano chiede le carte alle procure

pubblicato da Peppe Croce

Eolico e mafia: Alfano chiede le carte alle procure

Sono numerose, in diverse procure italiane, le indagini in corso sulle possibili infiltrazioni criminali, anche mafiose, nel business delle autorizzazioni per gli impianti eolici.

Il quotidiano L’Unione Sarda riporta la notizia che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha chiesto alle procure di Roma, Cagliari, Bari e Palermo maggiori elementi per capire le reali dimensioni del problema ma, a quanto pare, le prime tre avrebbero chiuso la porta al ministro proteggendo il segreto investigativo.

A Roma, ma per fatti riguardanti la Sardegna, è indagato infatti anche il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini. Niente di strano, quindi, che la procura non voglia passare le carte ad un ministro compagno di partito dell’indagato. Per quanto riguarda la Sardegna, così descrive lo stato delle indagini L’Unione:

A Cagliari la Dda ha aperto un fascicolo su possibili infiltrazioni mafiose, mentre il pm Pilia indaga sulla cessione di alcuni terreni nella zona industriale di Macchiareddu, destinati alla realizzazione di iniziative legate allo sfruttamento delle energie rinnovabili

Anche qui, quindi, le indagini sono ancora in corso e difficilmente Alfano potrà ottenere le informazioni che cerca. In Puglia, invece, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno la procura di Bari sta indagando su un parco eolico in un Zona di protezione speciale (Zps) a ridosso del parco nazionale dell’Alta Murgia:

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Termovalorizzatori Sicilia, Lombardo: l'affare del secolo

pubblicato da Peppe Croce

Termovalorizzatori Sicilia, Lombardo: l'affare del secolo

Doveva presentarsi oggi pomeriggio in Procura a Palermo per una deposizione spontanea ma ha preferito, come al solito, sorprendere tutti. Raffaele Lombardo in Procura ci è andato ieri sera e con i giudici ha parlato anche dei termovalorizzatori.

O, meglio, delle innumerevoli gare fatte e annullate negli ultimi anni per la costruzione, mai avvenuta di quattro mega inceneritori in Sicilia. Prima di andare dai giudici, però, il governatore siciliano ha affidato al suo blog personale un messaggio inquietante, per molti versi criptico e visibilmente scritto in fretta tanto che più che un discorso sembrerebbe un flusso di pensieri accatastati nella mente del presidente.

Le azioni del Governo che presiedo e dell’Assemblea Legislativa Regionale, seguite alla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18 luglio 2007, che bocciava la gara dei termovalorizzatori, meritano di essere riconsiderate.

Così l’abolizione dell’Agenzia dei Rifiuti votata a scrutinio segreto dall’A.R.S. a fine 2008. E la delibera di Giunta dell’aprile 2009 in cui si disponeva che “il possibile subentro dell’Amministrazione regionale ai raggruppamenti affidatari non comportasse l’automatico riconoscimento dei danni per oltre 300 milioni da loro pretesi”

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Mafia e termovalorizzatori, primi indagati a Palermo

pubblicato da Peppe Croce

Primi indagati a Palermo per i termovalorizzatoriLa Procura di Palermo indaga sulle tre gare per l’assegnazione dei bandi per i quattro termovalorizzatori siciliani. Un affare da circa quattro miliardi di euro che, alla fine, non andò in porto.

I reati ipotizzati sono pesantissimi: associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti. Le gare prese in esame dalla Procura, che sta esaminando anche le carte fornite dall’attuale assessore regionale all’Energia e ai Rifiuti, Pier Carmelo Russo, sono quella del 2002 e le due andate deserte nel 2009.

La prima, infatti, la vinsero quattro associazioni temporanee di impresa, tre facenti capo al gruppo Falck e una al gruppo Waste Italia. Ma secondo la Corte europea di giustizia era invalida a causa delle procedure seguite, non conformi alla normativa europea in fatto di appalti.

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Palermo è piena di rifiuti e il turismo congressuale va via...

pubblicato da Peppe Croce

Che Palermo sia una delle più belle città del mondo, oltre a dirlo i palermitani praticamente ogni cinque minuti, lo pensano in molti anche fuori dalla Sicilia. Che Palermo sia una delle città italiane più in crisi con i rifiuti, lo dicono i cassonetti che traboccano e, purtroppo, non lo possono negare neanche i palermitani più sfegatati.

Il problema, però, è che se ne sono accorti anche gli operatori del turismo che cominciano a snobbare il capoluogo siciliano a causa della sporcizia che invade le strade. Recentissima, di un paio di giorni, la notizia che ha fatto traboccare il cassonetto: il direttore del San Paolo Palace Hotel, albergo e centro congressi a quattro stelle sul lungomare palermitano, ha denunciato la perdita di un grosso cliente a causa della pessima igiene urbana della città.

L’hotel era in trattativa per ospitare un congresso di medici greci, un lavoretto da 120.000 euro in totale, ma quando il tour operator che gestiva l’affare è venuto a Palermo per il sopralluogo di rito ha preferito desistere e cambiare città. Motivazione fornita al direttore dell’albergo: Palermo è troppo sporca. Ironia della sorte, che è sempre bizzarra e malvagia, il tour operator era di Napoli

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Foto della Terra vista dallo Spazio, dall'astronauta Soichi su Twitter

pubblicato da missunderstanding

foto terra astro soichi, foto della terra dallo spazio

L’astronauta Soichi Noguchi condivide su Twitter le immagini di paesaggi e città del mondo direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale, in orbita a 200 miglia dalla terra da Dicembre 2009, così come ci ha anticipato Gianluca qualche giorno fa su Downloadblog.

Su Twitter Soichi è seguito da 68,883 followers, ognuno dei quali è libero di chiedere la foto della propria città, di una montagna, di un fiume, di un vulcano o di un paesaggio naturale o urbano mozzafiato. Soichi, che ora è impegnato con lo shuttle, cerca di accontentare tutti, e aggiunge sempre il suo personale commento ad ogni foto pubblicata su Twitpic.

Per il Bahrein scrive “Feels like fishing” e per Sidney “Should be Mid-Summer down-under”. Quella che vedete nella nostra foto d’apertura è Palermo, mentre quella nella prima foto della gallery che segue è la regione di Rio De Janeiro, in Brasile. Seguono il Bahrain, Bucarest, Manila, Sydney e l’Amazzonia. Se volete saperne di più o volete richiedere la foto di un paesaggio in particolare, seguite Astro_Soichi su Twitter.

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Terremoto a Palermo, l'epicentro è nel Tirreno

pubblicato da missunderstanding

terrmoto a palermo

Alle h.23.36 di ieri notte una forte scossa di terremoto ha fatto tremare gli abitanti di Palermo e di alcuni paesi della provincia, con una scossa di magnitudo 4.0 della scala Richter, registrata dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica. Una seconda ha svegliato gli abitanti verso le h.03.34, nel cuore della notte, con magnitudo appena inferiore.

L’epicentro è stato localizzato in mare, a circa 26 km di profondità nel Tirreno meridionale, in una zona non nuova alle scosse sismiche.

Numerose sono state le chiamate agli operatori della Protezione Civile e ai Vigili del fuoco. Per adesso non si segnala nessun danno, solo un po’ di paura nella popolazione e un po’ di allarmismo sulla scia del terremoto d’Abruzzo.

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La Sicilia adotta trappole ai feromoni per fermare il Punteruolo Rosso

pubblicato da missunderstanding

palma punteruolo rosso

Da più di qualche anno il bacino del Mediterraneo lotta contro il Punteruolo Rosso, il coleottero di origine asiatica che scava nel tronco delle palme, portandole alla morte. In poco meno di due anni ha mietuto un altissimo numero di vittime, dalla Liguria alla Sicilia, dal Lazio alla Puglia.

La Sicilia, che ha già abbattuto circa 12.000 palme nel precedente biennio, ora corre ai ripari ricorrendo alle trappole a base di feromoni, per cercare di contrastare l’avanzata del terribile Punteruolo Rosso e salvare le sue 300.000 palme, tra cui alcuni esemplari della palma nana, l’unica palma autoctona italiana. Il progetto prevede l’installazione di 300 trappole ai feromoni, così da attirare gli esemplari maschi del Punteruolo, per tutta Palermo, in modo da sterminare gli esemplari di Punteruolo in città, prima che si dirigano all’esterno attaccando altre palme.

L’iniziativa è aperta anche ai privati cittadini, alle scuole e a chiunque voglia aderire attraverso la campagna Adotta una Trappola, progetto monitorato dall’Università di Palermo, per sterminare il Punteruolo Rosso e proteggere le palme dall’abbattimento.

Foto | Flickr

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