Della questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.
Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.
La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.
Continua a leggere: Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna

Il Mediterraneo, un mare “giovane” ma sottoposto a un forte stress dalla pressione della popolazione che abita le sue coste, oltre che da cambiamenti climatici e inquinamento.
Questa descrizione del Mare nostrum è stata proposta a Geo & Geo da Franco Andaloro, Capo dipartimento uso sostenibile delle risorse dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale), secondo cui:
Il Mediterraneo ha “solo” cinque milioni di anni, ma è antico in quanto culla dei popoli che vivono sulle sue coste, una popolazione che nel suo bacino è aumentata dai 50 milioni di cinquant’anni fa ai quasi 250 milioni di oggi.
Per quanto riguarda le politiche di sostenibilità, il nord del Mediterraneo sta facendo uno sforzo notevole, mentre nel sud, secondo Andaloro:
Gli enormi problemi impediscono di dedicarsi al degrado del mare, ad esempio a un inquinamento che porta modifiche nella biodiversità, ma anche a cambiamenti meno visibili, legati alla presenza di metalli pesanti e pesticidi, specie in alto mare.
Continua a leggere: Franco Andaloro (Ispra): " Il Mediterraneo mare troppo sfruttato"

Pesca sostenibile, consumo stostenibile, le qualità migliori, come e cosa mangiare: signori, arriva Slowfish il pesce declinato in tutte le sua qualità e profumi a Genova dal 17 al 20 aprile.
La fiera, al suo quarto anno, alla Fiera di Genova si propone attraverso attraverso convegni, incontri, laboratori e degustazioni di far conoscere questo prodotto portando il consumatore a riconoscere le diverse specie e a smetterla di acquistare prodotti di importazione. Il Mediterraneo è un mare ricco di biodiversità e alla Fiera sono coinvolte 18 nazioni che si affacciano su di esso e con loro tutta la ricchezza ittica di cui disponiamo.
Se andrete a Slowfish conoscerete 23 presìdi del mare e 5 comunità del cibo che portano l’esempio di comunità integrate con la risorsa mare: non la sfruttano ma con essa ci convivono, preservano la fauna ittica e pescano e trasformano solo quello che davverso serve alla loro sussistenza, senza sprecare nulla.
Le novità di quest’anno prevedono la spesa con il personal shopper una specie di consigliere degli acquisti, che aiuta a scegliere le specie della zona di provenienza e i laboratori didattici riservati ai bambini “che pesci piagliare” che educano i più piccoli ad imparare a scegliere le specie ittiche autoctone.