
Tutti sanno che cani e gatti soffrono e provano delle emozioni, ed è per difendere gli animali da maltrattamenti e da sofferenze che la maggioranza degli italiani ha votato a favore di politiche di tutela degli animali. Ma non tutti sanno che anche i pesci provano delle emozioni, così come rivela il libro Fish Feel Pain?, della biologa marina Victoria Braithwaite, che solleva questioni etiche relative al comportamento umano nei confronti dei pesci.
Sebbene l’autrice stessa sia una consumatrice di pesce, nel libro la Braithwaite sostiene che anche i pesci possono provare dolore e soffrire e racconta come sono stati condotti gli esperimenti per scoprire se i pesci provano emozioni e per indagare se hanno gli stessi recettori del dolore dei mammiferi e degli uccelli.
Per farlo, la biologa ha però sottoposto i pesci a diversi test, equiparabili a delle torture: ad alcuni pesci è stata somministrata una sostanza di controllo, ad altri un veleno per api. I pesci a cui è stato somministrato il veleno hanno reagito in modi diversi ed alcuni hanno evidenziato segni di irritazione fino alla fine dell’effetto del veleno. D’altra parte, i pesci, considerati spesso solo cibo ed incapaci di apprendere, hanno anche dimostrato di avere una loro intelligenza: uno studio spagnolo ha evidenziato come i pesci rossi memorizzino le vie di fuga.
Se un libro non è forse abbastanza per decretare come e quanto i pesci soffrano, è molto probabile che, come gli altri animali, anche i pesci sentano il dolore e che l’espressione essere muto come un pesce sia stata adottata da chi dei pesci doveva nutrirsene, senza curarsi dell’invasività o della crudeltà dei metodi di pesca, né dell’eventuale sofferenza dei pesci.
via | Treehugger
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Molti sono a conoscenza del grande vortice di rifiuti del Pacifico, al largo della coste del Texas americane, grande quanto il Texas, mentre molti meno conoscono l’accumulo di rifiuti dell’Oceano Atlantico, lontano miglia e miglia dalle coste del Nord America.
La chiazza di rifiuti del’Atlantico copre una zona molto vasta, lunga quanto la distanza tra Cuba e la Virginia, mentre la sua larghezza non è tutt’ora ancora ben definita. I rifiuti di plastica potrebbero rimanere in questa zona dell’Atlantico per anni, con rischi enormi per i pesci, gli uccelli e gli altri animali che potrebbero accidentalmente ingerire i rifiuti.
Secondo Kara Lavender Law, oceanografica dell’Associazione Sea Education del Massachussets, i rifiuti dell’Atlantico vengono praticamente ignorati. Dal Pacifico all’Atlantico gli Oceani sono discariche a cielo aperto che mettono a rischio la biodiversità e la sopravvivenza degli ecosistemi marini dell’Oceano.
via | news.nationalgeographic
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Sotto le acque ghiacciate dell’Antartide, in un luogo tanto inospitale quanto meraviglioso, c’è vita, così come testimoniano le ricerche condotte dalla Bas e le fotografie di esseri viventi meravigliosi.
I ricercatori della Bas, inviati a studiare le diverse forme di vita nelle acque del mar di Bellingshausen in Antartide, hanno scoperto sotto le acque ghiacciate degli esemplari rarissimi di flora e fauna marine. Là dove le temperature degli oceani salgono più rapidamente, il fotografo Peter Bucktrout ha fotografato gli esemplari incontrati ad uno ad uno.
I ricercatori hanno scoperto, fotografato e catalogato fiori dei fondali, stelle marine, pesci, alghe ed altri esseri viventi dalle caratteristiche particolari, prima tra tutte quella di poter vivere ed adattarsi ai freddi fondali dell’Antartide. Molte delle specie fotografate sono molto sensibili ai cambiamenti di temperatura, e con l’innalzamento della stessa, l’ecosistema e la biodiversità delle acque antartiche sono a rischio.
via | bas

Mentre Isabella Rossellini è alle prese con la terza parte della serie Green Porno, Gwyneth Paltrow si dichiara una tra le sue più grandi fan. O meglio, quasi una discepola dello show su animali e sesso di Isabella Rossellini.
Sul suo blog Goop, Gwyneth scrive entusiasta di aver imparato moltissimo sulla riproduzione degli animali e sul sesso degli insetti, semplicemente guardando gli episodi di Green Porno sul canale Sundance.
In più, Gwyneth è affascinata della terza serie di Green Porno, ricca di battute e di consigli eco-friendly ed è rimasta particolarmente colpita dai pesci, dalle spiegazioni sulla provenienza del pesce che finisce sulle tavole e degli effetti che la pesca ha sull’ambiente. Grazie Isabella per aver spiegato a Gwyneth e a tutti noi, vestita da pesce o da elefante, come si riproducono gli animali. Per saperne ancora di più, aspettiamo Green Porno 3, e intanto ci guardiamo l’anteprima della serie 3 qui su Ecoblog.
via | vegetarianstar
E’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.
Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.
Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.
Nel Mar Baltico un numero impressionante di uccelli soffre di una malattia che provoca la paralisi e quindi la morte. Il tutto è riconducibile ad una carenza di vitamina B1, la tiamina. La presenza di questa vitamina è riscontrabile in alimenti di origine vegetale ed animale e la carenza provoca dismetabolie fino ad arrivare ad alterazioni del sistema nervoso nelle forme croniche.
Nell’avifauna, uno studio svedese evidenzia che da tale carenza ne risultano compromesse anche le covate (alcune femmine hanno smesso di ovideporre) e tutta una serie di modelli comportamentali che vanno da una minore aggressività a minori grida nel gabbiano reale. Il fenomeno riguarderebbe tutto il Mar Baltico ed in particolare l’Islanda. In realtà il suddetto studio pone un problema più grave.
La tiamina non c’è più da diversi anni infatti studi del 1999 di altri autori confermerebbero questa fenomeno con ripercussioni nella riproduzione dei pesci. Nuovi studi verranno eseguiti per tentare di capire come sia stato possibile una tale riduzione di fonti di tiamina e le cause ad esse associate. Il ciclo della vitamina B1 sembra essersi rotto e bisogna scoprire al più presto in che anello si è verificata una perdita.
Via | Physorg.com
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A Fiumicino, nel canale di Isola Sacra, c’è stata una moria di pesci, tanto che la Protezione civile regionale ha provveduto a contattare l’Ama, l’Azienda Municipale Ambiente di Roma.
L’Ama è stata incaricata di raccogliere i pesci morti nell’area compresa tra Villa Guglielmi e la Darsena di Fiumicino. L’intervento, cominciato ieri, dovrebbe concludersi entro 24 ore.
Infinite sono le domande che mi vengono in mente, ora che la fase di messa in sicurezza è iniziata, e assicurano si concluderà al più presto. La comunicazione d’emergenza è andata bene, peccato nessuna notizia sulle cause della morte dei pesci. Quale e di che natura è l’inquinamento nel canale di Isola Sacra? Queste e altre mille domande simili sorgono spontanee, al di là della comunicazione dell’intervento tempestivo di raccolta dei pesci morti.
Foto | Flickr

I pesci del più grande fiume italiano stanno cambiando sesso a causa dell’inquinamento. Nel Po sarebbero infatti presenti grandi quantità di “interferenti endocrini” che vengono ingeriti dai pesci, ripercuotendosi sul loro apparato produttivo.
Lo rivela uno studio presentato da Luigi Viganò del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) a “Sicura”, convention di Modena sulla sicurezza alimentare e la nutrizione. Secondo Viganò:
Quest’alterazione mette a rischio la sopravvivenza delle specie, portando spesso alla femminilizzazione, fenomeno per cui negli esemplari di sesso maschile il testicolo subisce una trasformazione in ovaia.
Gli interferenti endocrini sono sostanze di origine sia naturale che sintetica, e comprendono farmaci, fitoestrogeni ed estrogeni, usati per le pulizie nell’industria e come diserbanti, oltre che nella produzione di vernici, plastiche e cosmetici. Sono inoltre presenti nei composti antiaderenti di molti contenitori alimentari, nei ritardanti di fiamma, nei tessuti sintetici e nelle plastiche di computer, televisori e autoveicoli.
Quanti video ci sono in rete sui pesci? Tanti. Ma questo video si differenzia dagli altri perché è la prima volta che vengono ripresi dei pesci in azione a quasi otto chilometri di profondità. Questi pesci dal nome quasi impronunciabile di Pseudoliparis amblystomopsis sono stati ripresi mentre si stanno cibando di piccoli granchi.
Il video è stato girato nella fossa del Giappone, all’interno di un progetto di ricerca sulle specie marine che vivono a grande profondità a cui hanno partecipato l’Oceanlab dell’Università di Aberdeen e l’Istituto di Ricerca Oceanica dell’Università di Tokyo.
La scena è sorprendente perché i ricercatori si aspettavano di trovare solo qualche pesce piuttosto indolente. Invece i pesci osservati operano in piccoli gruppi molto attivi che si cibano anche di detriti e carcasse che trovano sui fondali. Secondo Monty Priede dell’Università di Aberdeen, questi pesci, per sopravvivere “devono aver sviluppato modifiche fisiologiche a livello molecolare”.
Secondo i ricercatori della Malaspina University College e l’ecologista Max Bothwell del Environment Canada, Vancouver Island è l’epicentro dell’infestazione di viscide alghe marroni definite “rocksnot”.
Sembra che le acque fluviali non contaminate siano ormai poche a causa della rapida espansione di queste alghe: infatti la loro prima apparizione risale al 1989 nel Gold River ed in cinque anni hanno raggiunto i fiumi di altre 12 isole. Nel 2007, nelle acque del lago Edith vicino Kamloops sono morti all’incirca 300 pesci a causa dell’enorme quantità di alghe, mentre lo scorso giugno nel lago Shuswap si è creata un enorme striscia di alghe dal color dorato della lunghezza di 50km.
La scorsa primavera il Wood Lake è stato addirittura chiuso dal dipartimento di sanità locale a causa di alcuni fiori dal colore blu-verde in grado di uccidere un cane in due ore. Le possibili cause sembrano essere il nuovo sviluppo di case, agricoltura, case galleggianti e quindi ancora una volta inquinamento prodotto dall’uomo.
Via | Canada.com
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