“Una stagione all’Inferno”. E’ questo l’inquietante titolo del rapporto di Medici senza frontiere presentato prima a Roma in conferenza stampa e a Padova poi, l’8 febbraio.
Il rapporto è il risultato di un viaggio fatto da luglio a novembre del 2007 da un’equipe mobile di Medici Senza Frontiere (MSF) che ha visitato e intervistato centinaia di stranieri impiegati come lavoratori stagionali in agricoltura nelle regioni del Sud Italia. I dati raccolti nel corso dell’indagine evidenziano le inaccettabili condizioni di vita, salute e lavoro cui gli stranieri sono costretti.
Già nel 2004 MSF aveva visitato le campagne del Sud Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come stagionali e per indagare questa scomoda realtà, denunciando le vergognose condizioni di vita e il preoccupante stato di salute in cui gli stranieri versavano. A distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è cambiato.
L’allarme arriva qualche giorno prima dell’apertura delle quote disponibili agli extracomunitari che lavoreranno in agricoltura.
Continua a leggere: Lavoratori stagionali agricoli: un viaggio all'inferno
I pomodori bio contengono il doppio dei flavonoidi rispetto a quelli chimici. I flavonoidi sono degli antiossidanti che abbassano la pressione alta, riducendo il rischio di infarto e la probabilità di malattie cardiache.
Una ricerca durata dieci anni condotta da Alyson Mitchell, dell’università della California, ha dimostrato come l’assenza di fertilizzanti chimici sia correlata con una maggiore concentrazione di questi utili flavonoidi.
Con il passare degli anni, nei campi bio le condizioni della fertilità del suolo migliorano, richiedendo meno concime. Nei campi chimici avviene il contrario. In particolare pare che la disponibilità di azoto in forma facilmente assimilabile dalle piante, tipica della superfertilizzazione industriale, a ridurre la produzione di flavonoidi.
I ricercatori mettono però le mani avanti: i loro risultati, sebbene siano il frutto di lunghissime ricerche, non possono essere estesi automaticamente a tutte le produzioni biologiche e a tutti i tipi di suolo.
» Ten-Year Comparison of the Influence of Organic and Conventional Crop Management Practices on the Content of Flavonoids in Tomatoes on the Journal of Agricoltural Food Chemistry
» California: organic tomato boosted on FreshPlaza
Nella puntata di oggi io e Samanta del Circuito Marconi parleremo di alimentazione spaziando su vari argomenti:
Cominceremo da frutta e verdura, con il rapporto di Legambiente sui pesticidi che restano sui prodotti ortofrutticoli nonostante i divieti. Ne aveva scritto Silvia la settimana scorsa.
Sarà possibile coltivare pomodori che hanno bisogno di un quarto dell’acqua necessaria a produrre i pomodori normali.
Massimo Iannetta dell’ENEA dice che per ottenere un chilo di pomodori basteranno 15 litri di acqua, contro i 70 usati oggi. Iannetta lavora nel progetto RIADE (Ricerca Integrata per l’Applicazione di tecnologie e processi innovativi per la lotta alla DEsertificazione).
Questi risultati sono impossibili in pieno campo, per cui la soluzione prevede la coltivazione idroponica al chiuso. La sperimentazione avviene in Messico (in Italia non si possono coltivare pomodori geneticamente modificati).
La scienza italiana si sta muovendo alla ricerca di coltivazioni che abbiano bisogno di meno acqua. La siccità di questo inverno e il livello basso di fiumi e laghi, specie nel Nord Italia, stanno mettendo a rischio molte coltivazioni e le più esposte sono, ovviamente, quelle che richiedono molta acqua.