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Quote latte: dopo le proteste arrivano 5 emendamenti salva multe

pubblicato da Marina

Oggi è il giorno della vittoria per gli agricoltori e gli allevatori (nel video su) che in 10mila hanno prostestato lunedì, con 800 trattori ad Arcore, sotto la villa del Premier Berlusconi e a Gemona, sotto quella del Ministro Bossi, contro il DL del Ministro Zaia, leghista, relativo alle multe sulle quote latte, che scontentava un po’ tutti. Infatti sono in discussione al Senato cinque emendamenti che dovrebbero aggiustare il tiro del provvedimento.

Fedagri fa sapere che sono stati accolti tre degli emendamenti proposti da loro:

istituzione del fondo per la ristrutturazione del debito, il recupero dei produttori con splafonamento fino al 5% e la diversa collocazione degli affittuari nelle priorità di assegnazione.

Via | Fedagri

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Quote latte: lunedì 800 trattori ad Arcore contro il Ministro Zaia

pubblicato da Marina

Il ministro dell'agricoltura, Luca Zaia Una protesta così non veniva fuori da anni, neanche dai tempi del Ministro Paolo De Castro. Questa volta sul piede di guerra i produttori di latte e gli agricoltori, quelli del profondo Nord, che si ribellano al decreto quote latte voluto dal “loro” Ministro leghista Luca Zaia. La protesta però ha radici più profonde e in genere gli agricoltori e gli allevatori sono arrabbiati per come sono trattati.

Dice Giuseppe Politi Presidente Cia:

Nei confronti del settore c’è un totale disinteresse. A noi si dice che le risorse non ci sono. Poi, invece, vengono varati interventi importanti per il settore dell’auto, per gli elettrodomestici, per i mobili. Ci sentiamo presi in giro. E questo non possiamo sopportarlo oltre.

E hanno promesso che lunedì con 800 trattori andranno verso Arcore a chiedere al Premier Berlusconi e al Ministro Umberto Bossi di intervenire con il Ministro Zaia. Dopo il salto le dichiarazioni degli allevatori.

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Quote latte, concesso l'aumento del 6%, ma l'Europa le farà sparire nel 2015

pubblicato da Marina

le quote latte sono state aumentate dall'EuropaNon so se davvero si possa parlare di vittoria storica riguardo l’aumento delle quote latte di 600mila tonnellate. La riunione che si è tenuta a Bruxelles martedì e mercoledì scorso e che ha visto l’annuncio trionfalistico del Ministro Zaia dell’ottenimento dell’aumento delle quote latte, ha riguardato l’health-Check della PAC, cioè di una sorta di bilancio sullo stato di salute della Politica Agricola Europea per capire e stabilire quali dovessero essere i nuovi criteri da adottare al fine di rendere il settore competitivo in un momento economico così delicato.

Dell’health-check quasi nessuno ne ha parlato ma tutti hanno strombazzato le affermazioni del Ministro Zaia che dalle pagine del sito del Ministero delle politiche agricole dice:

Oggi è una giornata storica perché finalmente possiamo dire che l’Italia, dopo 24 anni, ha riconquistato il ruolo che le spetta in Europa. L’esito di questa lunga maratona negoziale è il risultato più evidente del grande lavoro diplomatico che il nostro Paese ha saputo fare in sede comunitaria e la soddisfazione più grande per me, che fin dall’inizio non ho voluto delegare nessun funzionario a rappresentarmi in Europa, come accadeva in passato, ma che ho scelto di trasformare Bruxelles nella mia seconda casa.

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Quote latte: Zaia cerca di strappare all'Europa 4miliardi di euro

pubblicato da Marina

Luca ZaiaLuca Zaia, stamattina, alle 8,00 prima di andare a Fiumicino dove lo attendeva il volo per Bruxelles, è passato dagli Studi di Saxa Rubra, da Michele Cucuzza a Uno mattina per dire agli italiani che lui per i prossimi giorni non sarà al dicastero ma in sede europea a combattere la battaglia delle quote latte.
Ha detto il Ministro:

Ci portiamo dietro uno scellerato patto di 24 anni fa, fatto dai precedenti responsabili di Governo che conclusero un accordo che prevedeva che un litro di latte su due dovesse arrivare dal resto d’Europa.

Il Ministro fa riferimento al Governo Craxi I quando la PAC fu adottata in tutti gli stati membri, accordi rivisti poi successivamente, ma sempre in maniera svantaggiosa per l’Italia.

E appunto, da oggi e sino a domani è impegnato in una trattativa che dovrebbe fargli portare a casa un considerevole aumento delle quote latte e 4 miliardi di euro da stoccare nei vari ambiti agricoli italiani. Ovviamente non sarà l’unico ad avanzare richieste e se la dovrà vedere con le agguerrite Francia e Germania che ci sottraggono sistematicamente quote considerevoli di investimenti.

Foto | Regione Veneto

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Quote latte: la Ue ci punisce con una multa da 160 milioni di euro

pubblicato da Marina

Quote latte, multe salate dalla UeNon è servito a nulla il viaggio del neo ministro Zaia a Bruxelles all’indomani delle elezioni. Non è servito a nulla patteggiare un aumento delle quote latte italiane (sempre meno che per Olanda, Francia e Germania, però). Oggi l’Europa ha presentato il conto: 160 milioni di euro di multe per le eccedenze produttive di latte del 2007-2008.

Gli altri paesi multati sono Germania, Austria, Cipro, Irlanda, Lussemburgo e Olanda, ma della notizia non vi era traccia nè sul sito del Ministero per le politiche agricole (comparsa poi con comodo e segnalata da MC84) nè su quello personale del Ministro Luca Zaia, inaugurato domenica scorsa.

Le quote (qui la tabella con il superamento registrato) sono state stabilite in Comunità europea originariamente per arginare le eccedenze e ogni Stato membro ha due quote una da consegnare ai trasformatori e l’altra per la vendita diretta ai consumatori.

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Agricoltura europea: la Pac è da rifare

pubblicato da Marina

Agricoltura: tutto da rifareLe regole del mercato sono saltate. E i cambiamenti climatici non aiutano. Le recenti speculazioni sulle commodities quali, grano riso e mais e le pressanti richieste di agroalimentare, specie latte, da Cina e India richiedono che la PAC, politica agricola comune, sia rivista e con urgenza. Per il nostro Ministero delle Politiche Agricole, presieduto da Luca Zaia, è dunque necessario non solo ammodernare la PAC, ma eliminare i sussidi e dare il via agli incentivi. Già lo scorso aprile ve ne avevo parlato su Ecoblog a proposito dell’iniziativa di 7 ONG francesi che lanciarono la campagna: “L’agricoltura è malata? Curiamo la PAC”.

Dunque è stato proposto, al commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel, di abolire la messa a riposo dei seminativi (ci serve il grano!), l’aumento graduale delle quote latte (è impensabile limitare la produzione con il mercato che ne richiede sempre più) e un’attenuazione dell’intervento sui mercati. Mentre si chiede di aumentare la modulazione, cioè di prelevare più contributi agli agricoltori da versare nel Fondo per lo sviluppo rurale, una sorta di cassa per l’agricoltura.

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Quote latte amare

pubblicato da Marina

Quote latte: una doccia fredda per l'Italia Per l’Italia è stata come una doccia fredda. Al latte. Dopo mesi di estenuanti trattative i ministri dell’Agricoltura europei hanno approvato l’aumento del 2 % delle quote latte a partire dal primo aprile 2008. L’aumento, sarà pari a 2,84 milioni di tonnellate e sarà ripartito in maniera uguale tra tutti gli Stati membri e servirà a far fronte alla crescente domanda di prodotti lattiero-caseari.

Per i produttori italiani questo significa che per la campagna 2008-2009 avranno a disposizione una quota nazionale di 10,74 milioni di tonnellate di latte invece dei 10,53 attuali. Ma i produttori lattiero-caseari italiani non ci stanno: “resta il rammarico per la debolezza negoziale dimostrata anche in questa occasione dall’Italia. L’aumento lineare delle quote latte uguale nei diversi Stati dell’Unione Europea senza tenere conto del fatto che l’Italia è l’unico Paese realmente deficitario nella produzione, rappresenta – sottolinea Sergio Marini il presidente della Coldiretti - l’ennesima sconfitta nazionale nelle trattative comunitarie dopo quella già subita per l’ortofrutta e per il vino, a favore dei Paesi del Nord . E’ inaccettabile - ha continuato Marini - che Paesi come l’Olanda che hanno quote per produrre quasi tre volte il proprio fabbisogno interno abbiano avuto lo stesso aumento percentuale dell’Italia dove quasi la metà del latte consumato è importato dall’estero”.

Intanto De Castro, ministro per le politiche agricole ha tenuto a precisare che comunque, non ci sarà alcun colpo di spugna per i produttori che hanno sforato le loro quote. Come dire “cornuti e mazziati” due volte. Il ministro non teme nemmeno contraccolpi sui prezzi, “che sono piuttosto legati all’aumento di consumo di latte da parte dei cinesi”. D’altra parte, come ha lui stesso ha sottolineato, ci sono dei paesi che non hanno nemmeno raggiunto la quota di produzione fino ad ora loro assegnata.

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