Dopo circa quattro anni di braccio di ferro e di tira e molla, ieri a Palermo in Conferenza dei servizi è stato approvato il progetto del rigassificatore all’interno del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusa, in provincia di Siracusa, uno dei territori più inquinati d’Italia. O meglio, questa è la notizia che la stampa regionale siciliana ha diffuso. In realtà la cosa non è affatto chiara e persino l’avvocato Mario Giarrusso, legale del Comitato Melillese “No rigassificatore”, presente all’incontro decisorio (o istruttorio?), non ha ben capito quale sia la decisione presa, come spiega perfettamente nell’intervista che potete vedere, pubblicata da Priolo News.
Il discorso, in estrema sintesi è questo: la Regione Sicilia ha affermato che il rigassificatore si può fare solo seguendo una sfilza infinita di prescrizioni che, se venissero tutte rispettate, porterebbero alla neutralizzazione del pericolo per l’ambiente e per i cittadini residenti nei pressi dell’impianto. Cioè i cittadini dei comuni di Augusta, Priolo e Melilli ma anche quelli di mezza provincia di Siracusa e una parte della provincia di Catania.
I rischi, infatti, sono enormi: quelli ambientali consistono nello stato di enorme inquinamento della rada di Augusta, oggetto di una recentissima sentenza della Corte europea di giustizia che ha ribadito che le aziende che per anni hanno sversato idrocarburi e metalli pesanti in mare devono ora pagare la bonifica.
Sicilia, terra di raffinerie e di automobilisti inferociti. Il caro benzina non risparmia neanche la regione che ospita i poli petrolchimici di Gela, Augusta-Priolo-Melilli e Milazzo dai quali, litro più o litro meno, esce un buon terzo dei carburanti che girano in Italia. Un tempo si arrivava a superare il 40% ma, ultimamente, con la crisi e con le delocalizzazioni anche questo settore sta abbandonando la Sicilia.
Restano, però, le imponenti raffinerie e il loro impatto ambientale non solo sull’aria ma anche sulle falde acquifere e sui terreni, pesantemente colpiti dall’inquinamento da idrocarburi. Resta anche il fatto che, posti di lavoro a parte, alla Sicilia su benzina e diesel non è mai stato concesso un solo centesimo di sconto e, in questi giorni, si registra persino un aumento rispetto alla media nazionale e ad altre regioni italiane.
Ha fatto due conti il Quotidiano di Sicilia, che riporta qualche prezzo. Ad esempio quello della benzina verde:

Dopo l’incidente mortale avvenuto nella centrale elettrica a carbone di Civitavecchia si è temuto il peggio questa notte a Taranto, quando i cittadini sono stati svegliati da un forte boato proveniente dalla raffineria Eni. Già in mattinata, però, si sono diffuse notizie rassicuranti: nessun morto e nessun ferito.
L’esplosione, a quanto pare, ha interessato una tubatura di trasporto del petrolio greggio. Molto probabilmente la pressione ha fatto un brutto scherzo, ma le cause sono ancora tutte da accertare. Le uniche due cose sicure sono le decine di telefonate arrivate al centralino dei Vigili del fuoco e il fatto che si tratta del secondo incidente grave all’interno di quella raffineria in meno di un mese.
Il 12 marzo scorso, infatti, a causa di una fuoriuscita di cherosene allo stato gassoso si è sviluppato un incendio all’interno di uno dei tubi adibiti al trasporto del gas fino agli impianti di raffreddamento. Anche in quel caso non ci furono morti né feriti ma i danni furono ingenti.
Via | Antenna Sud
Foto | Flickr
L’Alaska è un paese del terzo mondo e fortunatamente è nostro - Lilies
On deadly ground di Steven Seagal. Con Michael Caine, Steven Seagal, Joan Chen, John C. McGinley. Genere Drammatico, colore 101 minuti. - Produzione USA 1994.
Forrest Taft è il risolvi problemi (soprattutto quando si tratta di far esplodere qualcosa). In particolare quelli del ricco magnate petroliere per cui lavora, in procinto di inaugurare la più grande raffineria di petrolio del pianeta in Alaska.
Ma dietro questa faraonica opera multimilionaria si nascondono pericolose trame speculative che in barba ad ogni morale ecologista ed etica mettono a serio rischio la sopravvivenza dell’intero ecosistema che gli eschimesi del luogo chiamano casa. Ovviamente Forrest Taft (ed il suo personale arsenale da guerra) permettendo.

La raffineria inventata dal prof Michael Ladisch trasforma resti di cibo, carta e plastica in carburante e poca cenere. Il carburante può essere usato er rifornire i mezzi militari o venir trasformato in elettricità, grazie ad un motore diesel.
I resti di cibo vengono avviati ad un reattore da cui esce etanolo. Carta e plastica vengono fatti bruciare in carenza di ossigeno ottenendo propano e metano. La cenere residua è stata definita “non pericolosa” dall’EPA e il fattore di riduzione dei rifiuti è di 30 a 1 in volume.
La più piccola raffineria italiana (la Iplom di Busalla) ha aperto uno spazio ai visitatori, nell’ambito del Festival della Scienza di Genova, e invita il pubblico a venire a conoscere come nascono i carburanti e come viene lavorato il petrolio.
Secondo il giornalista scientifico e curatore della mostra Andrea Vico “questi processi produttivi ci fanno un po’ più paura del dovuto perché non li conosciamo. Ecco perché la mostra si propone di soddisfare ogni legittima curiosità.”