
Mentre pian piano il mondo comincia a muoversi verso l’ecologico,vediamo da dove cominciare a cercare il lavoro verde. In Italia, JobEspresso è l’unico sito che ha dato risultati alla ricerca con alcune offerte di lavoro. Altrimenti, rivista pioniera e unico esemplare nel suo genere nel settore della ricerca di lavoro verde è Ecolavoro, supplemento di Modus Vivendi, rivista a pagamento. Il mese successivo all’uscita di Ecolavoro, è possibile scaricare gratuitamente la versione in pdf con tutti gli annunci.
Passando alla scena dei siti in lingua inglese, dal Regno Unito arriva gratuitamente sulla vostra casella e-mail Environmentjob, che divide gli annunci verdi per categorie e profili, con la relativa scadenza. Riporta anche tantissimi annunci di lavoro nelle agenzie della Comunità Europea, oltre a proposte di stage in enti pubblici o aziende private e a proposte per chi vuole partire per campi di volontariato in tutto il mondo.
Molto americana, e con offerte di lavoro in America, è la lavagna di Treehugger, la job board aggiornata quotidianamente che vi elenca tutte le offerte di lavoro verde d’oltreoceano, con una grande percentuale di offerte business e marketing. Simile a questa, ma con offerte in Europa è la sezione GreenJob di GreenBiz, alla ricerca costante di tutte le figure, dal venditore al tecnico, dal manager all’educatore ambientale.
Foto | Flickr
Il vento pro-nucleare non spira soltanto in Italia. Secondo quanto riferisce un noto quotidiano britannico, il primo ministro britannico Gordon Brown si starebbe infatti preparando a dare il via libera alla costruzione di nuove centrali nucleari nel Regno Unito. Questo intento sarebbe stato rivelato dallo stesso protagonista nel corso di una visita di qualche giorno fa presso l’impianto nucleare di Sellafield.
La Nuclear Decommissioning Authority (NDA), ovvero l’ente responsabile del controllo delle centrali nucleari del Regno, avrebbe già individuato quattro siti potenziali per la costruzione di nuovi impianti. L’ente avrebbe già messo al vaglio del governo una richiesta per ottenere la possibilità di iniziare la costruzione di queste nuove quattro centrali nel Paese britannico.
Gordon Brown non solo ha fatto intendere che prenderà seriamente in considerazione le richieste fattegli, ma ha anche lodato l’iniziativa, mettendo in risalto come l’attuazione del progetto permetterebbe di sostituire il lavoro di vecchie centrali nucleari nel Paese e rendere più sicura ed efficiente la produzione di energia da uranio.
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Era il cane di Winston Churchill ed un simbolo del Regno Unito. Presto, però, il bulldog potrebbe dover cambiare la sua particolare fisionomia: fisico tarchiato, mascella cadente e denti aguzzi. Il Kennel Club, l’associazione degli allevatori, ha infatti approvato nuove norme per modificare le caratteristiche fisiche di questa razza, ovviamente nel corso di molti anni, in modo da renderla più alta, slanciata e asciutta.
Questa decisione è stata giustificata dall’esigenza di evitargli problemi di salute. I bulldog, infatti, soffrono spesso di malanni dell’apparato motorio e respiratorio, hanno difficoltà a riprodursi e devono sempre nascere con parto cesareo.
Questo provvedimento, chiaramente contestato dagli allevatori di bulldog e da molti altri inglesi amanti di questa razza, rientra in un provvedimento più ampio che stabilisce regole precise per molte tipologie di cani. Sono cioè escluse tutte quelle caratteristiche che impediscano all’animale di “respirare, camminare e vedere liberamente”.
Foto | Sebastian Bulldog
Se viveste nel Regno Unito potreste essere fra i fortunati destinatari di uno dei 3000 frigoriferi “intelligenti” che saranno donati dal governo; si tratta di particolari frigoriferi che adattano automaticamente il consumo di elettricità in base alla domanda di energia della rete elettrica, in modo da non sovraccaricarla.
Secondo un rapporto del Dipartimento di Energia e Cambiamento Climatico inglese, l’uso di questi frigoriferi a consumo dinamico potrebbe potenzialmente far risparmiare 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno e circa 222 milioni di sterline che altrimenti dovrebbero essere investite in tecnologie per il bilanciamento del carico della rete.
Oltre al risparmio energetico, i frigoriferi intelligenti contribuiranno a facilitare la transizione all’uso di energie rinnovabili a intermittenza - come l’eolico, su cui l’Inghilterra sta puntando - riducendo al minimo l’energia necessaria per mantenere stabile la rete elettrica visto che, monitorando la domanda di energia con un’apposita circuiteria, limitano la quantità di combustibili fossili necessari per rispondere alle sovra-richieste di energia
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Scadenza abbastanza lontana (anno 2050), ma il Regno Unito potrebbe essere il primo Paese nel mondo a riuscire a porsi l’obiettivo di ridurre notevolmente le emissioni di gas a effetto serra.
In questi giorni infatti si inizierà a discutere, nelle aule del governo britannico, sulla cosiddetta “Legge sul Cambio Climatico”. Per capire di cosa si tratta è doverosa una premessa. Infatti è importante precisare che gli obblighi di riduzione delle emissioni per gli Stati ratificatori del Protocollo di Kyoto vengono imposti esclusivamente ai settori direttiva, pertanto “solamente” alle compagnie produttrici di elettricità e ad alcuni settori dell’industria.
La particolarità della proposta britannica sarà porsi come obiettivo quello di includere nei settori sotto controllo emissioni anche l’aviazione, il settore navale e i trasporti di terra. Di questo modo il Regno pianificherà la riduzione dell’80% delle sue emissioni, per intenderci un traguardo quattro volte più ambizioso rispetto a quello dell’Unione Europea per il 2020.
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Da sempre il primato nelle installazioni eoliche a largo della costa, il cosiddetto eolico off-shore, è stato della Danimarca; non per niente è fra le intenzioni di questo paese soddisfare entro il 2025 il 75% del fabbisogno di produzione elettrica con gli impianti eolici.
In questi giorni però il governo britannico ha annunciato che il Regno Unito ha superato la Danimarca nella produzione di energia da questo tipo di impianti eolici, come riportato anche da StaffettaQuotidiana.
Questo risultato è stato raggiunto in seguito alla costruzione di una nuova wind-farm a largo della costa di Skegness, nel Lincolnshire, che incrementa la generazione di elettricità da sorgenti off-shore per il Regno Unito fino a 597 megawatts (MW), che sono abbastanza per rifornire circa 300.000 abitazioni, mentre il totale danese è di “soli” 423 MW.
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Tempo fa parlai della “Legge Salvacoste” in Sardegna e sottolineai i grossi disagi che questa aveva fatto scaturire all’interno della politica isolana. Non da meno i problemi in Spagna, il cui governo qualche anno fa approvò una sorta di “Legge Salvacoste” con il chiaro intento di difendere le aree prossime al mare della penisola Iberica. La differenza con la realtà dell’isola italiana sta nel fatto che, mentre nel caso nostrano i problemi sono legati a discussioni interne fra la giunta regionale di maggioranza e gli attori locali direttamente interessati, la questione spagnola potrebbe rischiare di sollevare un vero e proprio incidente diplomatico sopratutto con Germania e Regno Unito.
La legge in esame è diventata operativa dal 2004 ed ha avuto come punto centrale quello dell’istituzione di una servitù di protezione. In pratica tutte le case costruite prima del 1998 su suolo demaniale passano ad essere di proprietà dello Stato Spagnolo, che le dà in concessione ai proprietari originari per un periodo di 30 anni, estendibile a 60.
Parte nel Regno Unito il collaudo di EDF (Électricité De France) e Toyota della nuova rete di distribuzione di energia elettrica per le Toyota Prius Plug-in viste come il passo avanti rispetto alle Prius benzina-elettrico.
In pratica saranno sperimentati i “juice points” cioé i punti di rifornimento elettrici, attualmente circa 40, lungo le strade cittadine per capire quanta autonomia hanno di fatto queste auto.
A partecipare alla sperimentazione una cinquantina di dipendenti EDF che useranno le auto come parte integrante della flotta aziendale. I test dureranno 12 mesi.
Continua a leggere: Regno Unito, Toyota e EDF iniziano i collaudi delle nuove plug-in
Secondo lo studio Carbon Trust Study Clarifies The Potential Of Small-Scale Wind Energy del Carbon Trust e Met Office, istituito dal Governo Britannico nel 2001 come azienda indipendente con l’obiettivo di accelerare il passaggio verso una economia a basse emissioni di carbonio, è stato rilevato che le turbine mini eoliche installate in città non solo non producono energia a sufficienza ma costano anche in termini di emissioni di C02.
Infatti nelle zone urbane e suburbane la velocità di vento non è abbastanza elevata, tanto da giustificare la spesa energetica per installare i mulini sul tetto di casa. E per essere efficienti, raccomandano nel rapporto, le turbine si devono trovare ad almeno 11 metri di altezza.
Una doccia fredda per il Governo scozzese che puntava a promuovere le pale micro eoliche sul suo territorio in un ottica di microgenerazione, favorendole con l’eliminazione dei permessi per le turbine alte meno di 10 mt. E un bagno per i proprietari di casa che potevano ottenere una sovvenzione di 2500 sterline mentre agli enti e alle organizzazioni no-profit veniva rimborsata il 50% della spesa.
Continua a leggere: UK, mini eolico in città: per il Carbon Trust è antieconomico e inquina

Mentre qualche post più sotto Matteo Razzanelli e piccolosocrate ci danno conto dell’incidente nucleare a Tricastin in Francia, il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola in visita ad Ansaldo Energia a Genova, annuncia che entro la fine di quest’anno saranno individuati i siti su cui far sorgere le centrali nucleari italiane e che nella primavera del 2009 sarà indetta la conferenza energetica (organizzata insieme al ministero dell’Ambiente e aperta a tutti gli esperti del settore) con la proposta di un Piano nazionale che sarà poi portato all’attenzione del Parlamento.
Il che, tradotto dal politichese vuol dire che entro la fine dell’anno saranno individuati i siti su cui costruire le centrali e che entro un anno ne sarà richiesta l’approvazione al Parlamento. E secondo quanto riferisce equologia iniziano a girare i primi nomi dei siti che ospiteranno le centrali: Monfalcone (Go), Chioggia (Pd) (Ve), Ravenna, Caorso (Pc), Trino (Vc), Fossano (Cn), Scarlino (Gr), San Benedetto (Ap), Latina, Termoli (Cb), Garigliano (Ce), Mola (Ba), Scanzano Ionico (Mt), Palma (Ag), Oristano.