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Tutti gli articoli con tag rifiuti elettronici

I rifuti elettronici di Europa e USA uccidono i bambini dell'Africa

pubblicato da missunderstanding

rifiuti elettronici mondo

Se vi siete sempre chiesti dove finiscano i rifiuti elettronici, sempre più numerosi tra computer, elettrodomestici e vecchie Tv, ma non avete trovato risposta, forse è perché la risposta era meglio non saperla. Una lunga indagine di Abc denuncia come i rifiuti elettronici dell’America e di alcune nazioni Europee finiscano per uccidere i bambini africani.

Molte delle componenti dei rifiuti elettronici che vengono buttati e ricomprati al passo con lo sviluppo incessante della tecnologia, finiscono in Africa, gettate in enormi discariche a cielo aperto che avvelenano i bambini a causa dell’alta concentrazione di mercurio, cadmio, piombo, così come raccontato nel film The Digital Dump.

E’ il caso della regione di Accra, in Ghana, che raccoglie ogni anno tonnellate e tonnellate di componenti provenienti da rifiuti elettronici, che vengono poi bruciate dai bambini, o raccolte e selezionate per essere rivendute, col risultato che bambini dagli 8 anni in su vengono a trovarsi costantemente a contatto con metalli pesanti o con sostanze che li intossicano. Scenari simili si ripropongono non solo in altre nazioni dell’Africa, ma anche in Vietnam, in India, in Cina.

Le Nazioni Unite hanno stimato che circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici vengano gettate via ogni anno dai paesi sviluppati, e che la maggior parte di questi finisca nei Paesi in via di Sviluppo: in fondo, smaltire correttamente un vecchio monitor CRT in Germania costa circa 3,50 euro, mentre spedirlo su una nave in Ghana appena 1,50 euro. E purtroppo pare chiara quale sia la scelta tra avvelenare due bambini e risparmiare due euro.

via | Inhabitat

Foto | Flickr

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Greenpeace denuncia: "I rifiuti RAEE non sono smaltiti". Ma Ecodom non è d'accordo

pubblicato da Marina

Greenpeace protesta contro la bella addormentata-Prestigiacomo

Nella stessa giornata due differenti comunicati stampa sul medesimo argomento: i rifiuti RAEE. Da un lato Greenpeace che con la sua manifestazione Hi-Tox davanti al Ministero dell’Ambiente, ieri mattina (nella foto un momento della protesta, qui la galleria completa) per denunciare, come spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace:

Se la Prestigiacomo non va dai rifiuti, i rifiuti vanno alla Prestigiacomo. Visto che sulla questione della raccolta di rifiuti elettronici la ministra fa la bella addormentata, abbiamo deciso di portare davanti al suo ufficio un esempio dei tanti centri di raccolta irregolari che avvelenano l’Italia e il futuro dei nostri figli.

Dall’altro il comunicato di Ecodom il consorzio che si occupa della raccolta dei RAEE che dice:

Ecodom nei primi 13 mesi di operatività, dal gennaio 2008 a febbraio 2009, ha raccolto, su tutto il territorio nazionale, circa 40 mila tonnellate tra frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie (i RAEE). Grazie al processo di trattamento e riciclo realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, 848 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) non sono state immesse nell’atmosfera, e si è inoltre evitata la dispersione di una significativa quantità di gas che danneggiano lo strato di ozono.

Dopo il salto le ragioni dell’uno e dell’altro.

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La mancata politica verde nel settore dell’elettronica

pubblicato da Francesca Cencetti

Gli ingranaggi di un personal computer Dopo tre anni dalla data della pubblicazione, non è roseo il resoconto delle adesioni alla ecoguida ai prodotti elettronici verdi di Greenpeace da parte delle società che si occupano di elettronica, il che fa pensare che c’è ancora molta strada da fare per affrontare l’emergenza ambientale del settore.

Tra le multinazionali disinteressate, la prima della lista nera è Philips, alla quale è stata indirizzata la recente cyberazione di Greenpeace “Gestisci i tuoi rifiuti elettronici!”.

L’ecoguida dell’elettronica, nata nell’agosto del 2006, stila una lista di interventi concreti da seguire, primi fra tutti lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l’impiego di sostanze chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari.

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Le notizie dell'anno: Luglio 2008. Incidenti nucleari in Francia, l'inutile G8 in Giappone. Ritorna il CIP6

pubblicato da Marina

G8 OkkaidoIn questo mese si verificano gli incidenti nucleari a Tricastin, in Francia, che gettano un ombra sulla sicurezza degli impianti francesi e alimentano i dubbi sulla correttezza della loro manutenzione.

Intanto si chiude a Okkaido il G8, un vertice costoso quanto inutile che non porta nessuna decisione in campo ambientale. Ma tutti i media ne parlano e fanno la comparsa per le strade della cittadina giapponese anche molti rappresentanti di ONG che chiedono impegni seri per il futuro del Pianeta. Purtroppo le decisioni saranno tutte rimandate al vertice del 2009 in Sardegna.

I Comuni chiudono l’accordo con il RAEE per lo smaltimento dei rifiuti elettronici; Vittorio Sgarbi diventa Sindaco di Salemi e dichiara guerra alle pale eoliche, sostenuto anche dal Sindaco di Gela Rosario Crocetta; i termovalorizzatori della Campania e della Sicilia saranno finanziati dal CIP6.

Foto | Flickr

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Rifiuti elettronici: via alla raccolta differenziata

pubblicato da Simone Muscas

Raccolta rifiuti elettroniciDall’inizio del 2008 è in vigore la legge per la raccolta e differenziazione dei rifiuti elettronici con l’obiettivo, previsto dalle norme europee, di arrivare ai 4 kg per abitante. Già in passato Ecoblog trattò quest’argomento. A tal proposito è utile analizzare il punto della situazione attraverso l’esperienza che, nel corso di questi ultimi otto mesi, ha portato avanti il consorzio EcoR’it che si sta occupando della gestione delle attività di trasporto, trattamento, riciclo, recupero e smaltimento dei RAEE professionali e domestici.

La situazione nel nostro paese non è fra le più positive. Attualmente infatti, secondo alcune stime presentate in un workshop a Milano dal Consorzio stesso, in Italia si producono e si vendono circa 800 mila tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche all’anno, pari ad una media di 14 kg per abitante. Solo però 1,5 kg di questo rifiuto, ovvero circa il 5% di questa quantità pro capite, viene riciclato.

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EcoCinema - The digital Dump, deregulation scellerata nel commercio di rifiuti elettronici

pubblicato da pentolaccia

The Digital Dump svela i retroscena di quello che si pensa essere una escalation di commercio di rifiuti elettronici tossici, obsoleti raccolti in Nord America e Europa e spediti nei paesi in via di sviluppo da piazzisti dell’immondizia e sedicenti riciclatori

di jim Puckett USA 2005 23′
“Un PC obsoleto per noi occidentali può essere un tesoro per gli abitanti di paesi del terzo mondo”. Quante volte avete sentito questa frase?
Bene con lo stimolo di questo sillogismo liberista si è attivato e sviluppato un vero e proprio business: qui in occidente e anche giù in Africa. Come a Lagos, città Africana relativamente ricca e dinamica. Qui ogni giorno si svolge uno dei più grandi mercati di elettronica “di seconda mano” del mondo.

Gli africani vengono e comprano a prezzi accessibili materiali rimaneggiati da tecnici locali e ancora funzionanti: computer, schermi, hifi chi più ne ha più ne metta. Tutto bello nevvero? Noi ci sbarazziamo delle cose scomode dandole a qualcuno a cui possono servire.
Peccato che la maggior parte delle migliaia di tonnellate di computer e materiale elettronico che arrivano continuamente sul territorio africano sia praticamente inutilizzabile e non re-inseribile in un mercato.

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Riciclare PC per beneficienza

pubblicato da Gianluca Pezzi

James BurgetSpesso abbiamo visto foto riguardanti le discariche di pc e componentistica varia.

Da Ossblog, la notizia di un concorso indetto da CNN per “persone normali” che diventano “eroi”. Tra i molti c’è James Burgett, con una idea semplice quanto meritoria di segnalazione.

James prende vecchi pc e li risistema, installando sistemi operativi con software libero, quale Ubuntu o, più probabilmente, Xubuntu. I pc “rigenerati” vengono donati a persone disagiate, scuole e associazioni, mentre per il lavoro stesso di ripristino Burgett si fa aiutare da persone che stanno lottando contro la dipendenza da stupefacenti o che si stanno riprendendo da problemi psichici.

I numeri prodotti dalla sua iniziativa sono sorprendenti. Stando ai dati della CNN Burgett processa ogni mese 10 tonnellate di rifiuti elettronici, ed a oggi è riuscito a donare in tutto il mondo circa 16.000 pc funzionanti. Il tutto, ricordiamolo, utilizzando materiale che sarebbe andato in discarica.

Su CNN.com il video con l’intervista a James Burgett.

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StEP Soluzioni allo smaltimento dei rifiuti elettronici

pubblicato da lumachina

StEP soluzioni per i rifiuti elettronici

Si chiamerà Solving the E-waste Problem” (StEP) e avra sede a Bonn, in Germania, la nuova organizzazione delle Nazioni Unite deputata a risolvere il problema (e a sfruttare la risorsa) dei rifiuti elettronici in Europa.
Ogni anno si producono 40 milioni di tonnellate di rifiuti. Se fossero contenuti in camion messi uno dietro all’altro, in due anni si farebbe il giro della Terra.

L’Indio, un elemento presente nei televisori a schermo piatto, valeva 70 dollari al Kg nel 2002. Oggi se ne pagano 725 (capisco bene che lo si voglia recuperare!)

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