Mentre il Governo prosegue l’iter che avvierà la costruzione di quattro centrali nucleari nel nostro Paese, continuano le polemiche sul loro reale vantaggio. Secondo molti le centrali nucleari sono anti-economiche: sono necessari investimenti elevati pagati dai cittadini, a fronte di un erogazione energetica diversamente ottenibile da altre fonti, magari rinnovabili.
Si accoda ai conti in tasca al nucleare anche Antonio Di Pietro, che dal suo blog scrive del perché non sia necessario il nucleare in Italia e di come il Premier Berlusconi, in realtà, non inaugurerà mai nessuna centrale.
Scrive Di Pietro:
Il nucleare morto in culla, non si farà mai, Silvio Berlusconi non taglierà mai il nastro di nessuna centrale, se non altro per questioni temporali, in compenso tutto questo “cinema” sull’energia frutterà qualche miliardo di euro dello Stato e della Comunità europea a qualche impresa filo-governativa, ma costerà agli italiani un ritardo incolmabile nei confronti degli altri Paesi in tema di sviluppo delle energie rinnovabili e, come al solito, andremo a “rimorchio”, in campo energetico, ancora per un paio di secoli.
E a proposito della scelta italiana di abbandonare i finanziamenti al solare termodinamico scrive:
“Ma l’America è lontana” cantava Lucio Dalla ed effettivamente oggi l’Italia è più vicina all’Iran che non agli Stati Uniti con la mozione n° 1-00155 dei senatori Gasparri, Nania e Dell’Utri che invita il governo, in sostanza, a dirottare gli investimenti dal solare termodinamico al nucleare. Nel frattempo l’italiano Rubbia in Spagna sta realizzando il progetto di una centrale a ciclo solare termodinamico per cui Siviglia nel 2013 sarà la prima città europea con un distretto di 700.000 abitanti a disporre soltanto di energia solare termodinamica.
Questo Governo è inadeguato, politicamente morto, socialmente anacronistico e guidato da uomini incompetenti e disinteressati a temi come l’ambiente, le energie rinnovabili, la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, settori che potrebbero offrire centinaia di migliaia di posti di lavoro altamente appetibili in ambito internazionale.
Via | Antonio Di Pietro
Foto | Insorgenzedaltaquota
Questa proprio il Premier, che era a conoscenza di tutto, non la doveva fare a Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e sostenitrice del nucleare: con un emendamento approvato nel recente pacchetto anti-crisi sono tolte al suo Ministero le competenze proprio in materia energetica e nucleare. Ossia, il Ministro è stato escluso dalle decisioni cruciali relative alle reti energetiche. L’articolo è stato scritto dal Ministro Calderoli, e di fatto non solo esautora il Ministero dell’Ambiente, ma anche tutti gli Enti locali che entrano nel merito delle decisioni relative agli approvvigionamenti energetici. Ciò vuol dire che per la costruzione di una centrale elettrica, non occorrerà più il parere di nessun esperto, non si dovranno produrre studi per ottenere le VIA, non si terrà conto di alcun vincolo ambientale, locale o paesaggistico e senza neanche informare le amministrazioni locali.
Il Ministro Prestigiacomo, però, minaccia di dimettersi, se un articolo simile dovesse essere approvato alla Camera, raccogliendo la solidarietà anche dei gruppi ambientalisti. Ma la discussione sul maxiemendamento, che come un cerotto dovrebbe sistemare un po’ di falle lasciate aperte e non solo nel settore energia, è stato sospeso oggi. Riferisce Il Giornale:
Il maxiemendamento al quale sta lavorando il governo comunque conterrebbe anche alcune micromodifiche: tra queste la proroga per la pubblicazione degli studi di settore e un intervento legato al settore dell’energia.
Scrive il Ministro Prestigiacomo:
Ribadisco che l’art. 4 va modificato. Francamente anche io sono sorpresa dal fatto che il mio collega Calderoli non fosse a conoscenza della forte contrarietà espressa dal ministero dell’Ambiente su questa norma. Si informi con i suoi uffici. Certo, nel penultimo consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto ero assente perché mi trovavo a Siviglia per far conquistare alle Dolomiti il sigillo dell’Unesco; e non sono certo mancati emendamenti correttivi al testo durante la discussione in commissione. Nel merito il sistema delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato da un anno, e stiamo recuperando ritardi storici: cito da ultimo l’autorizzazione per Porto Tolle, dopo ben otto anni di rimpalli. Poi, se il Ministro per la Semplificazione pensa che semplificare voglia dire abolire i controlli sull’ambiente e la tutela della salute dei cittadini, può stare certo che non mi troverà mai d’accordo. E dubito che la società civile da lui invocata accetterà mai di vedere costruite sul proprio territorio centrali elettriche ad olio, a carbone, reti energetiche, o addirittura centrali nucleari senza i dovuti controlli ambientali e di sicurezza per le popolazioni.
Ci sarà per il Ministro Prestigiacomo, il contententino o un un passo indietro? La risposta arriverà entro il 2 agosto.
Dopo il salto la nota diffusa dal Ministro Prestigiacomo.

Da stamattina e fino alle 13, cioè l’ora di apertura del G8 a L’Aquila, un centinaio di attivisti di Greenpeace provenienti da 18 nazioni diverse hanno manifestato in 4 luoghi strategici ed esattamente nelle centrali a carbone di Brindisi, Fusina a Marghera (Venezia), Vado Ligure (Savona) e Porto Tolle.
La manifestazione (qui il diario delle 4 azioni) non è stata esente dalle iniziatie anti-sabotaggio dei responsabili degli impianti, come nel caso di Brindisi, dove il nastro trasportatore è stato più volte attivato per far scendere gli attivisti di Greenpeace, azione che ha anche messo a rischi la stessa sicurezza dei partecipanti. Le iniziative hanno voluto smuovere i media e sopratutto mandare un messaggio ai leader dei paesi G8 a proposito dei cambiamenti climatici in atto. La richiesta è quella di prendere dei seri provvedimenti affinché la temperatura del Pianeta non si innalzi globalmente di 2 gradi centigradi.
Dice Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia:
I politici chiacchierano. I veri leader decidono. Abbiamo perso anche troppo tempo e l’occasione di quest’anno, al summit di Copenhagen, è un treno che non si deve perdere! Le maggiori economie del pianeta devono decidere ora di salvarlo dai cambiamenti climatici.
Dunque per far senire la propria voce anche verso il Governo italiano, Greenpeace con l’iniziativa Manda Silvio a Copenaghen propone di inviare una mail al Premier Silvio Berlusconi in cui si chiede sia all’Italia, sia agli altri Paesi industrializzati di prendere praticamente una serie di impegni.
Dopo il salto la lista delle richieste.
Striscia ritorna nella Terra dei fuochi e denuncia la presenza di rifiuti di ogni genere sul territorio campano, tra le province di Napoli e Caserta. Si badi bene che non si tratta di rifiuti urbani ma di sversamenti illegali, fatti di rifiuti speciali, tra cui eternit, che vengono poi bruciati. Il tutto accade, come spiega Luca Abete, nell’indifferenza generale di amministratori e forze dell’ordine.
Intanto, a proposito della polemica sui rifiuti, come documentato più volte presenti a Napoli, il Premier Berlusconi ha tenuto a sottolineare che si tratta di “immondizia elettorale”.
Ha spiegato, come riporta Il Mattino, che:
Ho visto sui giornali nuove foto di Napoli con le strade sporche di sacchetti di immondizia. Devo dirvi che sono sacchetti di immondizia elettorale, o rifiuti che non hanno a che vedere con lo smaltimento. È immondizia elettorale, quelle foto o sono di situazioni locali di Comuni che non raccolgono immondizia o sono solo sacchetti di immondizia elettorale.
A Palazzo San Giacomo conoscono bene il problema e lo attribuiscono alla mancanza di soldi. Come ha detto a Il Mattino, l’Assessore Giacomelli:
Il problema lo conosciamo, ma in campo stiamo mettendo tanto impegno. Nella consapevolezza che anche Asìa deve concorrere alla riduzione dei costi. In questo senso abbiamo dovuto ridurre lo straordinario di qui qualche problema nel servizio.
Intanto ai napoletani è stata aumentata la TARSU del 60%.

L’Italia ha appena rilanciato il nucleare, con la creazione di una nuova agenzia governativa ad hoc e l’idea di costruire centrali in varie regioni, la cui realizzazione, secondo il premier Silvio Berlusconi, dovrebbe essere protetta dall’esercito.
Forse è una buona idea far intervenire i militari per cancellare l’esito del referendum del 1987, viste le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, paese che ha portato avanti una politica energetica fortemente basata sull’atomo, dove è uscita una ricerca secondo cui vivere vicino alle centrali aumenta di molto la mortalità da leucemia infantile.
Lo studio, che potrebbe scatenare reazioni in regioni come Puglia e Sardegna, tra le “fortunate” prescelte per ospitare gli impianti, è stato condotto da Joseph Mangano, ricercatore del Radiation and Public Health Project di New York, e da Janette Sherman, dell’ Environmental Institute presso la Western Michigan University: i due hanno messo insieme una serie di dati, tra cui quelli dell’Istituto Nazionale sul cancro, da cui emergono incrementi della mortalità per leucemia fino al 30% tra i giovani che vivono vicino alle centrali.
Continua a leggere: USA: aumentano i bambini morti per leucemia vicino alle centrali nucleari

Il Premier Silvio Berlusconi alla convention di Coldiretti che è terminata da poco al Palalottomatica di Roma, parla di termovalorizzatori e dell’emergenza rifiuti in Campania e sottolinea che il suo Governo ha risolto la questione togliendo i rifiuti dalle strade della Campania grazie anche all’intervento dell’esercito.
Ha detto:
Il termovalorizzatore di Acerra ha una polluzione pari allo zero. Le sue emissioni sono pari a quelle di due, tre automobili. Per completare il termovalorizzatore abbiamo usato l’esercito e continueremo a farlo per difendere anche la legalità
Sebbene il termovalorizzatore di Acerra non sia ancora a pieno regime, per il Premier è un esempio da seguire non solo nella Regione Campania, costruendone altri 4, ma anche nel resto d’Italia.
Ha detto il Presidente del Cosiglio Berlusconi durante la conferenza stampa di oggi presso la Prefettura di Napoli:
Acerra funziona benissimo, l’inquinamento è vicino allo zero. Abbiamo lì un prototipo che è molto utile, che dovremo riedificare in tante altre regioni d’Italia. Dobbiamo intervenire ancora con la promozione della differenziata attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisione. Siamo molto lontani dal rush finale: la differenziata non deve rimanere a questi numeri, deve arrivare molto molto più su.
Con 24 ore di anticipo il Premier Berlusconi è dalle 15,00 all’inceneritore di Acerra, accompagnato dal sottosegretario Guido Bertolaso.
La cerimonia di inaugurazione resta però prevista per domani quando tutte le autorità saranno presenti tranne, il Vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi che si è rifiutato di benedire l’inceneritore.
Fa sapere il Vescovo, che la decisione è stata presa in accordo con il Consiglio episcopale. Ha detto il Vescovo:
In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi. Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no.
Il piano casa si farà. Lo ha detto il Premier Berlusconi. Ora il punto è capire quanto e come, se sarà un condono travestito o un reale volano per l’economia.
Intanto alla Lega non piace e poi manca il parere delle Regioni, che di fatto si occuperebbero praticamente dell’attuazione della nuova colata di cemento.
Ma ne sentivamo il bisogno di questo piano? A sentire le dichiarazioni di Berlusconi sembrerebbe di si, o meglio, riferisce il nostro Presidente del Consiglio, che la manovra in questione, che dovrebbe diventare venerdì prossimo decreto o legge, è apprezzata da un italiano su due, “anzi qualcosa in più”, ha aggiunto Berlusconi nelle dichiarazioni ai TG nazionali.
Foto | Euclide
Slitta l’approvazione, strombazzata su tutti i media, del Piano casa, che nelle intenzioni del Premier dovrebbe dare una botta all’economia e rimettere in circolo denaro e lavoro.
Se ne riparlerà alla prossima riunione del Consiglio dei ministri. Lo Stop è arrivato dalla Lega e dal Ministro Bossi, che vogliono veder chiaro in questo Piano casa sopratutto per escludere che si tratti di una manovra per travestire un condono edilizio. La Lega, chiarisce inoltre che neanche il Ponte sullo Stretto rientra tra le infrastrutture gradite.
Il Governo, però si affretta a far sapere che non c’è nessuna diatriba con la Lega. Scrive Il Messaggero:
Nel corso del cdm di oggi Silvio Berlusconi ha illustrato le linee guida del piano. «Tutti i ministri hanno espresso all’unanimità il loro consenso» ha detto il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi.