
E’ stato presentato oggi a Roma il Forum Nucleare Italiano (Fni), associazione culturale no profit nata per favorire il dibattito sul ritorno italiano all’energia nucleare. Presidente del Forum è Chicco Testa, noto per il suo “nuclearismo di ritorno”: negli anni 80 fondatore di Legambiente e iscritto al Pci, oggi devoto alla causa nucleare.
Il Fni si propone principalmente tre obbiettivi:
1) contribuire, come soggetto attivo, alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell’energia nucleare in Italia, promuovendo il dialogo tra tutti gli attori coinvolti
2) favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’opzione nucleare e delle sue implicazioni, come condizione indispensabile di un confronto non pregiudiziale sul tema
3) rappresentare un centro di divulgazione di una informazione tecnico-scientifica sull’energia nucleare che sia ampia, chiara, trasparente e accessibile
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Piano piano iniziano a essere svelati i programmi del Governo in merito alla costruzione delle nuove centrali nucleari. Nuove si fa per dire, perché come già avevano dichiarato i Verdi messi a conoscenza dei Vert francesi, tra i siti destinati a produrre energia elettrica dall’atomo ci sono proprio le vecchie strutture che dovrebbero essere in decomissioning.
Ma evidentemente ci sono costi da contenere e dunque ha detto Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo Economico, che con Stefania Prestigiacomo ministro per l’Ambiente è fino a oggi al meeting ministeriale internazionale sull’Energia Pulita (qui la diretta dei lavori), assieme ai colleghi 23 Paesi:
Non è escluso che le future centrali nucleari italiane possano sorgere negli stessi siti in cui si trovavano le vecchie centrali del passato, ma questo non significa dire che le centrali andranno automaticamente lì.
Il gioco delle tre carte evidentemente, ma allora se non andranno automaticamente lì perché tirare in ballo i vecchi siti nucleari?
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Dopo le nuove norme chieste, e ottenute, da Stefania Prestigiacomo in Consiglio dei Ministri, anche il Ministero per lo Sviluppo economico si adegua e promette una stretta sulle perforazioni off shore di petrolio e gas naturale.
Le nuove norme sono state annunciate dal sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia rispondendo a un’interpellanza alla Camera sulla questione trivellazioni. Saglia ha ammesso che sono allo studio nuove regole più severe ma, contemporaneamente, ha quasi negato che tali norme servano realmente al nostro paese:
Del resto le attuali norme sono già particolarmente garantiste rispetto alla normativa europea e internazionale. Il Governo vuole salvaguardare la salute umana e l’ambiente, evitando imposizioni generalizzate. L’upstream italiano rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. Le attività estrattive nei mari italiani si svolgono da 50 anni e, finora, non hanno causato alcun fenomeno di inquinamento marino tale da rendere necessaria l’attuazione di piani di emergenza
Saglia, però, in realtà non la racconta tutta: la più grande piattaforma petrolifera nel Mediterraneo italiano, la Vega di Edison ed Eni, è stata recentemente oggetto di pesanti lavori di “restauro” perchè rischiava di diventare una bomba ecologica (e, tra l’altro, è stata oggetto di due inchieste una archiviata e una ancora in corso).
Per non parlare del recente allarme dell’associazione Marevivo che ha parlato di Mediterraneo avvelenato da 600.000 tonnellate di petrolio l’anno.
Via | Ministero Sviluppo economico
Foto | Flickr
A me sembra un ossimoro: Umberto Veronesi potrebbe essere a breve nominato presidente della neo Agenzia per la sicurezza Nucleare. Veronesi è uno scienziato impegnato nella lotta contro il cancro, nonché Senatore del Pd, nonché fan degli OGM e degli inceneritori. Che messaggio si vorrebbe sdoganare nel nominarlo presidente dell’ASN? Che il nucleare è sicuro?
Ma far passare un messaggio del genere è da irresponsabili: anche se si è a favore di questo tipo di approvvigionamento energetico non si dovrebbe comunque mai sottovalutare che in una centrale nucleare si maneggia materiale estremamente pericoloso anche se protetto nel migliore dei modi e alla presenza di personale altamente qualificato.
Comunque ha dichiarato Stefano Saglia, sottosegretario con delega all’Energia presso Il Ministero per lo sviluppo economico:
Le voci che danno Veronesi, senatore del Pd, alla presidenza sono più che fondate. Sarebbe un elemento di grande garanzia. La nomina del presidente spetta al presidente del consiglio, mentre degli altri quattro componenti, due sono nominati dal ministro dell’Ambiente e due dal ministro allo Sviluppo Economico. Il fatto che non ci sia ancora un sostituto dell’ex ministro Scajola non dovrebbe ritardare i tempi.
Foto | la bellezza è una ferita

Qualche giorno fa Stefano Saglia bresciano e sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia, ha rassicurato qualche giorno fa i partecipanti a Brescia al congresso, Conto Energia - Quale futuro per il fotovoltaico in Italia?» che il Governo intende continuare a incentivare il settore. Infatti ha spiegato che sul piatto sia per il fotovoltaico-solare sia per le intere rinnovabili ci sono 13miliardi di euro.
Ha spiegato Saglia:
L’esecutivo ha depositato nell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni le linee guida per la realizzazione degli impianti alimentati da rinnovabili e il nuovo Conto energia fotovoltaico, in modo da dare certezza al settore. Per i prossimi tre anni, ci sono quindi tutte le garanzie di prosecuzione del piano di interventi e incentivi.

Mentre nel Golfo del Messico è ormai chiaro che neanche il tubo di aspirazione riesce a mettere una pezza al disastro della Deepwater Horizon, tanto da spingere il presidente degli Stati Uniti Obama ad affermare che se Bp non si da una mossa dovrà intervenire il governo in prima persona, in Italia sono terminate le ispezioni sulle piattaforme petrolifere e sulle altre strutture di estrazione off shore del petrolio nel Mediterraneo.
Il sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia, rassicura gli italiani: le ispezioni hanno dato esito positivo e tutto va bene:
Nei giorni scorsi sono state infatti ultimate le visite straordinarie su tutte le piattaforme operanti nei mari italiani per verificare lo stato, sia degli impianti di produzione che dei singoli pozzi di petrolio, per un totale di 9 piattaforme e 70 pozzi. Su ogni piattaforma è stata verificata l’efficienza delle dotazioni di sicurezza, la piena funzionalità delle valvole automatiche di fondo pozzo, presenti in tutti i pozzi, e delle valvole di superficie. Sono stati esaminati, con esiti positivi, i piani di emergenza depositati e le relative attrezzature. Per questo programma di controllo il Ministero dello Sviluppo Economico ha impegnato, finora, cinque specialisti degli uffici di vigilanza sul territorio affiancati da tre ispettori ministeriali
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Ogni tanto parlare male della politica italiana porta qualche risultato. Giusto ieri riportavamo l’allarme, veicolato dal Sole 24 Ore, sulla possibilità che Sharp abbandonasse il progetto di una grande fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania, in joint venture con Enel e St Microelectronics.
Il problema, a detta dei giapponesi, era l’immobilismo del Comitato Interministeriale per la Programmazione economica (Cipe), che perdeva tempo nell’esaminare la pratica per l’erogazione dei 200 milioni di incentivi pubblici previsti.
Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, ha reso noto oggi che il Cipe ha esaminato le carte:
È stato esaminato, durante la riunione del CIPE, il Contratto di Programma Stmicroelectronics. L’esame del Contratto di Programma rappresenta un passo in avanti nel sostegno ad alcuni investimenti di grande importanza. Il Governo sostiene convintamente il programma poiché coincide con la politica industriale orientata all’innovazione e alla realizzazione di una fabbrica delle rinnovabili
Strano solo che il sicilianissimo sottosegretario con delega al Cipe, gianfranco Miccichè non abbia proferito parola sulla questione, ma poco importa: l’importante è il risultato, chiunque l’ottenga.
A proposito di risultato, va detto che ancora non è stato ottenuto: il Cipe ha visto le carte, mica le ha firmate:
Il contratto di programma sarà approvato in una prossima riunione del CIPE al termine delle necessarie verifiche di finanza pubblica
Via | Ministero Sviluppo economico
Foto | Flickr

Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, ha diramato un comunicato per rassicurare gli italiani: le piattaforme petrolifere off shore presenti nel Mediterraneo sono sicure.
Saglia ha incontrato Eni ed Edison al Ministero per chiedere informazioni sullo stato di salute delle piattaforme italiane e, tra oggi e domani, dovrebbero terminare i sopralluoghi nelle tre piattaforme attualmente attive nei nostri mari. Il comunicato stampa del Ministero assomiglia molto al classico “va tutto bene”:
Il Governo non può che rassicurare l’opinione pubblica in merito ai sistemi di sicurezza e alle procedure di emergenza delle piattaforme presenti nei mari italiani. In Italia non vi sono attività come quelle del Golfo del Messico quali perforazioni in acque profonde o esplorazioni in aree non conosciute. Da sempre vi sono controlli e verifiche sul rispetto di standard di sicurezza particolarmente elevati
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Il Ministro Claudio Scajola si è dimesso, anche se non indagato, per difendersi meglio dalla vicenda di compravendite di immobili che lo vede comunque coinvolto.
La preoccupazione ora, per il Governo beninteso, è che il programma energetico nucleare possa subire qualche battuta d’arresto. A rassicurare francesi e Enel interviene Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia che al workshop di Enel ha dichiarato:
Il programma nucleare, e comunque la politica energetica, è contenuto nello stesso programma del governo, quindi prescinde dalla mia persona e da quella di Scajola.
Per avere la lista dei siti idonei ad accogliere un impianto nucleare passeranno almeno tre anni e, prima dei siti, dovrà essere costituita l’Agenzia per la sicurezza. A scandire i tempi del ritorno al nucleare in Italia ci ha pensato il sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia che, durante un’intervista rilasciata alla trasmissione di Rai Tre “Ambiente Italia” ha dichiarato:
L’energia in tutte le sue forme ha benefici e controindicazioni e per quanto riguarda il nucleare oggi per fare la localizzazione c’è un percorso che e’ stato costruito con l’Agenzia per la Sicurezza, un percorso complesso. Ci vorranno almeno tre anni per le localizzazioni dei siti
Saglia, quindi, getta acqua sul fuoco delle polemiche che hanno infiammato la recente campagna elettorale per le elezioni regionali 2010. Il tema dell’energia nucleare era stato, infatti, catapultato di forza da numerose associazioni ambientaliste nella campagna elettorale: Greenpeace e Legambiente, giusto per citare le più famose e agguerrite, avevano esplicitamente invitato gli elettori a rifiutare i candidati pro-nucleare.
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