E’ una bufala la notizia del cane soppresso in Svizzera poiché non sarebbe stata pagata una tassa di possesso sugli animali. Lo svela Paolo Attivissimo dal suo blog che ha ricevuto la smentita del sindaco coinvolto in questa brutta storia mediatica. Inoltre ha potuto accertare che non esiste nessuna signora Marilena Iannotta residente Reconvilier proprietaria di un cane da abbattere per evasione fiscale.
Il problema è che la storia è sfuggita di mano a tutti i media e che di conseguenza al sindaco Flavio Torti sono arrivate circa 700 mail contenenti minacce e insulti di ogni genere (ma nessuno che gli abbia chiesto se fosse vero).
Il Comunicato stampa del Comune di Reconvilier che già il 18 gennaio scorso smentiva la notizia; la lettera inviata a Paolo Attivissimo da Pierre-Alain Némitz, segretario municipale di Reconvilier.
A pochi mesi dal suo epilogo, l’anno internazionale della biodiversità rischia di diventare sempre più deludente: tra direttive europee sulla vivisezione, tagli alle aree protette e scarso interesse dimostrato per la tutela delle specie marine infatti, gli animali non paiono proprio aver vita facile… E fra questi, oggi, non si può non annoverare il lupo alpino che, in Svizzera almeno, sta rischiando grosso: il Parlamento elvetico ha infatti dichiarato di voler modificare la Convenzione di Berna per la protezione della vita selvatica e degli ambienti naturali in Europa, rendendo il lupo, di fatto, una specie nuovamente cacciabile. Inoltre, e nonostante la Svizzera sia firmataria della Convenzione delle Alpi (per la protezione e la promozione dello sviluppo sostenibile delle regioni transfrontaliere di montagna), pare quanto mai intesa a non ratificarne i protocolli attuativi poiché inficianti la crescita economica di alcune aree..
Tutto questo è un vero peccato soprattutto ove si consideri che il canis lupus alpino solo di recente ha saputo recuperare lo spazio che gli era stato indebitamente tolto grazie agli sforzi compiuti, in particolare, proprio dal nostro Paese.. Eppure, non sempre il ritorno di un predatore piace a tutti e c’è sempre qualcuno che si ostina a credere alle favole nonostante la presenza di un’ampia normativa che elargisce ottimi rimborsi ai pastori elvetici in caso di attacchi perorati contro il gregge dalla fauna selvatica…
Nella fattispecie, l’intero parlamento svizzero, con la sola eccezione dei Verdi e dei Socialisti, ha votato la richiesta di modifica della Convenzione di Berna non adducendo, però, alcuna motivazione plausibile (anche perché i lupi presenti da quelli parti sono alquanto rari e la maggior parte dei danni causati al bestiame sono dovuti per lo più ai comuni cani randagi, grazie ad una proliferazione di ungulati nei boschi che già soddisfa pienamente l’appetito del “feroce predatore”). E non è tutto, le istituzioni nazionali hanno fatto anche sapere, in proposito, che se la comunità internazionale non dovesse approvare questa decisione esse sarebbero disposte a uscire del tutto dalla Convenzione salvo poi rientrarvi, ma solo successivamente e previa ridiscussione di termini e modalità… Il WWF, intanto, sta portando avanti una fitta campagna per indurre il parlamento a ripensarci ma se non dovesse riusciurci al povero (sporadico!) lupo doltralpe per salvarsi dalle doppiette non resterebbe altro da fare che tornare in Italia…
Via | alternativa sostenibile
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Gli svizzeri ci hanno abituato ormai da tempo ad attuare iniziative ed attività particolarmente originali e di tutto rispetto nel campo della sostenibilità ambientale, e quest’altra, messa in atto un anno e mezzo fa e confermata lo scorso mese per tutto il 2011, è un’ulteriore prova del trend green che lo Stato elvetico ha deciso di portare avanti da svariati anni. Il Governo locale ha infatti confermato che continuerà a far far pagare ai cittadini svizzeri un supplemento di 0,33 centesimi di euro per kWh di energia utilizzata prodotta da fonte fossile.
La manovra dell’Ufficio Federale dell’energia ha ovviamente lo scopo di promuovere l’elettricità prodotta da fonte rinnovabile. L’idea del Governo svizzero è infatti quella di utilizzare la somma raccolta, che le stime quantificano in circa 192 milioni di euro, per il finanziamento nell’anno successivo di tutte le misure previste dalla legge sull’energia.
Il prezzo, che solitamente varia a seconda della domanda e della disponibilità di energia, rimane lo stesso rispetto all’anno in corso in quanto il numero di istallazioni previste e la produzione stimata sembra sarà inferiore rispetto a quanti hanno ottenuto le autorizzazioni e che inizieranno la produzione solo dal 2012. Che l’erba del vicino sembri sempre più verde è cosa risaputa, tant’è che immaginiamo che anche da quelle parti a livello di accettazione popolare qualche problemino lo abbiano (in fondo la maggiorazione del prezzo non è poca cosa), tuttavia è importante sottolineare come per l’ennesima volta l’Italia dimostri di essere davvero distante da certe realtà.
Continua a leggere: Svizzera: anche nel 2011 tassati i consumatori di energia tradizionale
L’azienda svizzera Quantya dopo aver realizzato una moto elettrica destinata alle piste da fuoristrada ne ha realizzato uno per la città, l’EVO-1 Strada. La casa svizzera ha dotato questo modello di moto elettrica di tutto ciò che serve per girare su strade aperte al traffico. La Quantya Strada EVO-1 è omologata anche i base alle specifiche TÜV; Dotata di luci, frecce e portatarga.
La Strada EVO-1 è in grado di raggiungere una velocità massima di 70km/h per 180 minuti di autonomia. Dal punto di vista tecnico, la dotazione è buona: freni a disco da 260mm all’anteriore e 200mm al posteriore, forcella Marzocchi da 40mm e mono posteriore Sachs. Particolari che giustificano, forse, il prezzo ancora elevato di 7800 euro per un mezzo che si dichiara ecologico.
La Strada EVO-1 pesa 95 kg e monta ruote da 19 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore; trasmissione primaria a cinghia e secondaria a catena. Batteria garantita due anni, per un massimo di 1000 ricariche; 120 minuti il tempo stimato per la ricarica completa. Non sarà un granchè ma è un altro piccolo passo avanti verso l’elettrico e poi lasciatemelo dire, gli svizzeri non fanno nulla per caso.
via | motoblog.it

Si riparte da zero con i biocarburanti. Si riparte dalla Svizzera dove a cavallo del ferragosto 300 esperti mondiali si sono dati appuntamento all’Energy Center dello Swiss Federal Institute of Technology di Losanna (Epfl), per discutere e definire gli standard che caratterizzeranno le coltivazioni destinate a produrre il nuovo petrolio.
Il punto è evitare l’eccessiva speculazione sulle materie prime che già lo scorso inverno ha portato alle impennate dei prezzi di riso e grano ma anche tutelare chi le coltiverà evitando che siano sia le risorse sia i coltivatori ad essere sfruttati.
E dunque per non mollare la presa su quello che sembra possa essere l’unica alternativa valida al petrolio destinato a sostenere il settore dei trasporti e della logistica, la commissione internazionale ha studiato un ventaglio di standard che dovranno essere adottati dai paesi coltivatori.
Continua a leggere: Biocarburanti, in Svizzera 300 esperti studiano standard di sostenibilità
Gran Tour in mountain bike tra Italia e Svizzera, a partire dal 31 maggio e fino all’8 giugno, per scoprire la bioregione del Ticino. 300 km da percorrere in sella alle bici, in mezzo alla natura del corridoio ecologico del fiume Ticino, che caratterizza la Regio Insubrica. Il percorso passa da numerosi parchi ed aree protette e sono previste visite guidate tematiche ad ogni tappa.
L’evento e’ organizzato in collaborazione transforntaliera tra Enti italiani e svizzeri: Amici del Ticino, Touring Club, Naturcoop, Ecoistituto della valle del Ticino, Magadino a misura d’uomo, WWF Svizzera e Fondazione uomonatura.
A pochi giorni dall’inizio dei Campionati Europei di Calcio mancano all’appello 8000 tonnellate di patate. A lanciare il singolare “alert” è l’associazione di categoria Swisspatat a cui la Confederazione ha chiesto ulteriori spiegazioni.
Secondo Swisspatat, la piccola Svizzera essendo anche l’organizzatrice del torneo e dunque testa di serie, nonostante le riserve del tubero, non sarà in grado di sfamare tutti i tifosi che arriveranno per seguire le partite: è vero che ci sono oltre 3000 tonnellate di chips pronte per essere consumate, ma il rischio che possano venire a mancare è davvero elevato e dunque intendono importarne una quota di sicurezza.
La richiesta ha lasciati tutti perplessi, anche perché già ad aprile era stato rifiutato l’import di patate novelle dall’Egitto a dazi ridotti, considerato che secondo i produttori quelle autoctone bastavano a coprire i consumi interni di circa 500 mila tonnellate di patate e secondo gli accordi con l’Organizzazione mondiale del commercio se ne possono importare altre 22.500 tonnellate. Resta da capire se davvero serviranno.
Desiderate un cane, un criceto, un pesce rosso? Dovrete meritare la patente di padrone. Allevate cavalli? Allora nella stalla dovrete prevedere la moquette per evitare che zoccoli si rovinino. Avete un cane? Allora li dovete lasciare liberi per almeno 5 ore al giorno. Queste ed altre disposizioni entreranno in vigore dal 1 settembre di quest’anno in Svizzera per ampliarsi nel 2010.
La nuova legislazione sulla protezione degli animali è incentrata sulla responsabilità dei detentori: devono conoscere le esigenze dei loro animali e sapere come tenerli correttamente. Pertanto, la formazione riguarderà anche gli agricoltori, i trasportatori di animali e tutte le persone che si occupano professionalmente degli animali, gli amanti di animali selvatici particolarmente difficili da tenere nonché i detentori di cani.
Le ordinanze disciplinano le formazioni, i responsabili, la durata e il contenuto dei corsi. Per i cani, il corso teorico deve durare almeno 5 ore e fornire indicazioni su esigenze particolari, comportamento sociale e impegno necessario. L’addestramento invece, di una durata minima di 5 lezioni da 2 ore, spiega come educare il cane e quali segnali del corpo indicano un atteggiamento minaccioso, di insicurezza oppure di sottomissione. Per tutti gli altri l’UFV (Ufficio federale di Veterinaria) ha previsto formazione e informazione sul sito www.miprendocuradelmioanimale.ch.
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»Ufficio federale di Veterinaria
»UFV
Anche nella città di Calvino, pur ben servita da una rete di tram capillari, piste ciclabili e zone a 30 km/h, si pensa di introdurre una tassa per circolare in centro. Il Sindaco verde Patrice Mugny, sulla linea pro pedoni, biciclette e mezzi elettrici del predecessore, Christian Ferrazino, ha proposto uno studio di fattibilità per l’introduzione di un pedaggio per le auto in città da giugno prossimo, suscitando le ire degli automobilisti.
Il primo cittadino motiva la sua proposta con il progetto di legge votato a dicembre 2007 dal Governo Federale a Berna, che prevede la possibilità per i comuni di adottare delle leggi specifiche in materia di circolazione per ridurre i tassi di inquinamento sonoro ed atmosferico, tra cui dei pedaggi. L’iniziativa del Comune ha sorpreso le autorità cantonali che, non essendo state consultate, si trovano incerte sulla posizione da prendere in materia. Intanto, i promotori si dichiarano già soddisfatti di aver smosso le acque con l’apertura di un dibattito che coinvolgerà, verosimilmente, il paese intero nei prossimi mesi.
La destra insiste sulla limitazione delle libertà e sul principio che l’accesso in auto al centro deve rimanere garantito, la sinistra è più possibilista, proponendo che la votazione, consueta in Svizzera anche per questioni locali, si svolga dopo un periodo di prova. In Svizzera l’idea di pedaggio è rivoluzionaria poiché la Costituzione stabilisce il diritto a muoversi senza pagare tasse, le autostrade stesse, infatti, non hanno stazioni di pedaggio ed il diritto all’uso viene assicurato con un coupon annuale da incollare sull’auto.
Nella piccola Svizzera si stanno sviluppando diverse iniziative in direzione dell’economia dell’idrogeno; imprese, centri di ricerca e municipalizzate stanno unendo le rispettive competenze per realizzare i componenti fondamentali per la produzione di idrogeno da energie rinnovabili, da usare per l’elettricità nelle case e, in seguito, le auto.
Il Groupe E, distributore dell’elettricità del Cantone Neuchâtel ha realizzato un elettrolizzatore di ultima generazione per produrre idrogeno, che ha suscitato l’entusiasmo di Nicolas Hayek, celebre presidente di Swatch Group. Hayek, infatti, da sempre interessato alla realizzazione di auto verdi, è anche l’ideatore della Smart che, nei suoi piani, doveva essere un’auto ibrida o ad idrogeno.
Nell’autunno 2007 è stata dunque creata la Belenos Clean Power con la partecipazione di Swatch Group, Deutche Bank, i Politecnici Federali ed alcuni investitori privati tra cui George Clooney. E’ così nata una holding dedita alla realizzazione di pannelli solari per sistemi ad idrogeno. Le pile a combustibile (o fuel cell) saranno realizzate dal Paul Scherrer Insitute, attivo da decenni nel campo dell’idrogeno, mentre Groupe E fornirà l’elettrolizzatore e l’assistenza sul campo.
Il sistema iniziale prevede circa 50 pannelli solari (circa 5 kW) da istallare sul tetto di una villa per alimentare un elettrolizzatore grande come una lavatrice, l’idrogeno prodotto serve da stoccaggio di energia; questo sistema dovrebbe soddisfare dal 50 al 70% dei bisogni elettrici totali. In seguito, quando la tecnologia sarà matura, l’idrogeno prodotto dovrebbe poter venire impiegato come carburante in veicoli a fuel cell: un sogno, ma a zero emissioni!