Combattere, anzi cambiare i cambiamenti climatici a passo di danza. E’ questa la filosofia di Terra! Onlus impegnata da tempo alla lotta alle emissioni di C02 di origine antropogenica. Il video in alto, è un viral, che in queste ore corre sul web per sensibilizzare gli amanti della danza su quanto si possano ridurre le emissioni e di come sia importante effettuare una pressione sui partecipanti al vertice di Copenaghen.
Il video è stato girato nello scorso agosto da oltre 10mila persone sulla Ostend Beach in Belgio che hanno danzato contro i cambiamenti climatici. Il movimento dei danzatori, dance for the climate è globale e dunque chi vuole può postare il proprio contributo qui.
Lula aveva annunciato il progetto Terra Legal già lo scorso giugno, a tutela dei territori e delle foreste dell’Amazzonia, contro il disboscamento e a favore degli abitanti dell’Amazzonia. Al progetto si aggiunge ora la clausola Amazonia Legal, ovvero la restrizione dell’acquisto di Terre da parte degli stranieri.
La norma prevede la tutela di circa 500 milioni di foresta negli stati di Amazonas, Parà, Mato Grosso, Maranhao e legalizza 67 milioni di ettari in mano a proprietari esistenti a cui si riconosce l’usufrutto, non la proprietà legale di terra e foresta.
Lula sembra fermo sulla tutela e la salvaguardia dell’Amazzonia: ai cittadini e alle imprese straniere non sarà più permesso di acquistare terre nel polmone verde del pianeta, mentre agli stranieri già proprietari sarà permesso di possedere un massimo di 1500 ettari in aree continue. Il piano Terra Legal prevede, oltre alla regolarizzazione delle proprietà, il pagamento di un titolo di possesso per appezzamenti di terreno maggiori di 400 ettari.
Il piano Terra Legal vieta il disboscamento in aree di foresta tropicale ed impone il rispetto delle aree naturali ai proprietari terrieri legalizzati, al fine di preservare la ricchezza dei territori e proteggere gli ecosistemi.
Foto | Flickr
Terra!, associazione Onlus dedicata all’ambiente, lancia il suo nuovo sito dedicato all’energia eolica e lo fa con questo video promozionale. Loro terrebbero accesi 20 milioni di Phon, voi come impieghereste i 31GW di energia prodotti se sfruttassimo le 1850 ore di vento annue?

Con le alte temperature noi esseri umani si corre all’acqua, sia essa di doccia casalinga, di baia o di oceano, o di piscina comunale. Nell’ultimo caso, nel momento in cui ci tuffiamo, siamo consapevoli di fare il bagno nel cloro e in altri detergenti chimici, necessari per l’igiene, soprattutto se la piscina è pubblica.
Tuttavia, esiste un modo per pulire le piscine senza l’uso di agenti chimici, in maniera del tutto naturale, attraverso l’uso di piante acquatiche che puliscono le piscine abbastanza bene da rispettare gli elevati standard della Comunità Europea.
La zona dove si piantano le piscine è chiamata “di rigenerazione” ed è divisa dalla piscina vera e propria tramite un muro appena più basso della superficie dell’acqua. Il sole riscalda l’acqua della zona di rigenerazione, che poi passa nella piscina vera e propria, portando con sé i microrganismi spazzini. Ci vogliono circa 60 giorni dal momento in cui si piantano le piante, affinché la piscina naturale sia pronta. Dopo la creazione della zona di rigenerazione le rane la invaderanno e le libellule ci faranno la loro dimora, ma vi terranno liberi da moscerini e insetti, nutrendosene.
Se si possiede una piscina comune, convertirla in una piscina naturale al 100% potrebbe essere troppo dispendioso, ma ci sono delle vie intermedie per passare da una piscina tradizionale ad una naturale, evitando la ricostruzione: l‘ozonizzazione, la luce ultravioletta e la depurazione naturale con i sistemi Biotop, un’azienda austriaca specializzata nella realizzazione di piscine naturali.
Foto | Biotop
Home è un film-documentario composto da immagini aeree del pianeta Terra, girato da Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson. Il lancio del film avverrà il 5 Giugno 2009, durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente dell’Onu, nei cinema, in televisione, e in rete, per far sì che attraverso la trasmissione simultanea in tutto il mondo, il maggior numero di persone possa guardarlo allo stesso tempo.
Home mostra le bellezze della natura del pianeta Terra, ma anche i cambiamenti ambientali che sta subendo. Il film non ha fini di lucro e il suo obiettivo è contribuire ad accrescere il livello di consapevolezza sulla responsabilità di ogni individuo nei confronti del pianeta.
I profitti degli incassi saranno donati a Goodplanet.org, l’associazione no-profit creata da Yann Arthus-Bertrand nel 2005. Inoltre, le emissioni di gas serra causate dai viaggi aerei e dalle ore impiegate negli scatti fotografici in elicottero verranno compensate attraverso il sostegno a progetti non inquinanti. Se volete vedere uno spezzone di Home in anteprima, è su Cineblog.

Dando il benvenuto a Terra, il nuovo quotidiano ecologista che dedica un approfondimento alla pericolosità delle polveri sottili nelle metropoli, rispolvero la questione del Pm10, il killer silenzioso che uccide circa 8000 italiani all’anno, senza che nessuno se ne preoccupi. Diversi studi epidemiologici hanno accertato la correlazione tra le polveri di Pm10 e un incremento dei decessi dovuti a malattie cardio-repiratorie, quali infarti, ictus, casi di cancro al polmone.
Secondo i dati di uno studio dell’Apat e dell’Oms del 2006, che ha analizzato gli effetti a lungo termine dell’esposizione dell’essere umano alla polveri di Pm10, nelle città italiane il Pm10 è la causa della morte di circa 8 mila persone all’anno, stroncate da patologie croniche dell’apparato respiratorio o da improvvisi problemi del sistema cardio-circolatorio: tra i più colpiti, bambini ed anziani. L’inquinamento da polveri sottili uccide, eccome se uccide. Le polveri Pm10 sono molto sottili e rimangono nell’aria per diversi giorni: sono composte da alcune sostanze tossiche e cancerogene che non vengono filtrate dalle narici, finendo nei bronchi e arrivando negli alveoli.
D’altra parte, le stesse ricerche indicano anche il trend positivo, ovvero l’allungamento dell’aspettativa di vita direttamente proporzionale alla riduzione della concentrazione di Pm10: ad ogni riduzione di 10 microgrammi per metro cubo di Pm10, corrisponde un aumento dell’aspettativa di vita di circa sei mesi. Lo stesso dato, visto al contrario dovrebbe far scattare l’allarmismo generale e destare l’attenzione del mondo politico, affinché ci si attenga ai limiti di legge europei e si limitino le emissioni di Pm10, l’assassino a cui nessuno fa caso.
Foto | Flickr
L’ Ente Spaziale Europeo manda oggi in orbita Herschel e Planck, i due telescopi spaziali che hanno come missione l’osservazione dell’Universo, in un ambiente lontano dalle radiazioni emanate da Terra, Sole e Luna.
Il lancio fa parte del programma di esplorazione spaziale iniziato nel 1985: oggi Herschel e Planck saranno mandati in orbita dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guiana Francese. Herschel è un telescopio spaziale a raggi infrarossi che osserva gli oggetti più freddi dell’Universo; Planck ha la missione di tracciare una mappa dell’Universo 15 volte più dettagliata di quella esistente, rilevando la radiazione di fondo.
Chi volesse seguire il lancio in diretta, può collegarsi al sito dell’ESA oggi, tra le h.14.00 e le h.16.15.
Il parto della riserva naturale Band-e Amir è durato più di quarant’anni: progettato fin dagli anni Sessanta, il parco naturale dell’Afghanistan è stato dichiarato riserva naturale protetta in occasione dello scorso Earth Day. Situato nella provincia di Bamiyan, si estende per 600 km quadrati di territorio, a 3000 metri di altezza circa: sono le vette rossastre dell’Hindu Kush che racchiudono l’acqua turchese dei sei laghi del parco di Band-e Amir.
Leggo sul Venerdì di Repubblica che nella riserva la fauna è ancora ricca, sebbene molte specie siano scomparse a causa della caccia indiscriminata in queste aree negli anni Ottanta: stambecchi, lupi e volpi dividono il parco col fringuello delle nevi afgano, un uccello raro che si trova solo qui, tra le montagne dell’Hindu Kush. Vi lascio alla galleria di foto che illustra meglio di qualsiasi descrizione le meraviglie di Band-e Amir, primo parco nazionale dell’Afghanistan.
Foto | Melle, Montgomery
In attesa di partecipare a Earth Hour, godiamoci un nuovo video virale promosso dall’organizzazione. I numeri di questa edizione sembrano promettere anche di più rispetto ai grandi obbiettivi simbolici raggiunti lo scorso anno. A dare un’occhiata al contatore implementato nella home page del progetto (partito due anni fa da Sidney e, alla sua terza edizione, un appuntamento globale), sarebbero ben 2.848 le città che hanno aderito, da 82 paesi.
Ognuno facendo quello che può: chi smettendo di alimentare elettricamente un intero anfiteatro romano (e dunque riscoprendolo); chi semplicemente accendendo una candela all’ora di cena.
Il 28 marzo, alle 20.30 ora locale, facciamo silenzio elettrico per un’ora: vale a dire, facciamo tutto il chiasso che si può fare senza corrente. Tutti i dettagli per l’Italia e in italiano a questa pagina.
Anche se alle nostre latitudini l’estate sembra non arrivare, i ghiacci artici subiranno il solito parziale scioglimento estivo; in particolare in questi ultimi anni le previsioni hanno accentuato una ritirata più consistente rispetto a quanto accadeva 20 o 30 anni fa, per l’accentuarsi dei soliti problemi ambientali. Il video, prodotto l’anno scorso, vuole rimarcare la tendenza globale: nonostante qualche anno di lieve attenuazione del fenomeno di “ritirata dei ghiacci”, manca proprio la cosiddetta “inversione del fenomeno” che potrebbe significare l’avvio di una situazione migliore le sorti del pianeta.
Siamo consci della situazione grave in cui versa la terra ma il nostro impegno ancora non è sufficiente ad arginare il problema. Cosa succederà se da qui a 100 o 200 anni non cambieremo? Di sicuro della calotta polare artica rimarrà ben poco e l’innalzamento del livello del mare comporterà non pochi problemi a milioni di persone.