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Tutti gli articoli con tag terremoto

Fukushima Daiichi, Tepco conferma la fusione dei reattori n.2 e n.3

pubblicato da Marina

fusi i reattori n.2 e n3 a fukushima daiichi

Dopo la fusione del reattore nucleare nr.1, Tepco annuncia la fusione dei reattori nr.2 e nr.3 nella centrale di Fukushima Daiichi.
Ha detto un portavoce di Tepco:

Sebbene sia stato fatto tutto il possibile, la fusione si è prodotta nei reattori nr.3 e nr.3.
Tra l’altro al Tepco ha appena pubblicato i risultati delle analisi sul livello di radioattività nella zona circostante l’incidente nucleare.

Il governo giapponese e gli esperti avevano sempre sostenuto che in 3 dei 6 reattori della centrale di Fukushima si era verificata la fusione ma la Tepco fino a oggi non lo aveva mai confermato. La fusione, peraltro, si sarebbe verificata a poche ore dal terremoto dello scorso 11 marzo.

Come riferisce l’agenzia Jiji Press:

Nel reattore n. 2, la maggior parte del carburante si è fuso e precipitato sul fondo alle 8 di sera del 15 marzo; nel reattore n.3 avrà probabilmente la fusione sarà avvenuta alle 3 del 14 marzo.

Via | Le Monde
Foto | Flickr

Fukushima Daiichi, nel reattore nr.1 poca acqua e un buco

pubblicato da Marina

reattore fukushima daiichi A Fukushima Daiichi non si riesce ancora a fermare l’incidente nucleare avvenuto l’11 marzo dopo il terremoto e lo tsunami. Sono passai due mesi, ma di fatto i pericoli ci sono ancora tutti, incluso quello di continuare a contaminare con acqua radioattiva l’Oceano.

A preoccupare considerevolmente è il reattore nr.1. I tecnici della Tepco hanno rilevato che manca l’acqua necessaria a coprire le barre del combustibile nucleare. E mancherebbe perché ci sarebbe un buco nella campana di contenimento del reattore causato dalla fusione delle barre nucleari, precipitate sul fondo e ora scoperte. Le barre sono lunghe 4 metri e l’acqua dovrebbe essere a 5 metri, ossia 1 metro sopra; ma i tecnici Tepco hanno calcolato che il livello dell’acqua è di 5 metri al di sotto delle barre, nonostante siano pompate ogni ora 8 tonnellate di acqua. Che evidentemente si disperde.

L’unica notizia, diciamo buona, è che la temperatura esterna del nocciolo del reattore si mantiene piuttosto bassa tra i 100 e i 120 gradi Centigradi. Va tutto bene dunque? Macchè! Spiega Julie News:

Ma se l’acqua è 5 metri sotto le barre di combustibile nucleare, vuol dire che queste ultime sono rimaste completamente fuori dall’acqua. E senza raffreddamento la loro temperatura aumenta vertiginosamente, fino a sciogliere il loro involucro, che è fatto di zirconio, un materiale che resiste fino a 800 gradi di temperatura. Quindi, sul fondo del reattore 1 ora c’è una massa di uranio e zirconio fusi (chiamata “corio”), ad una temperatura intorno ai 2000 gradi centigradi, che non può essere raffreddata dalla sola acqua. Quando la Tepco ha parlato di “una perdita di acqua sul fondo del reattore”, probabilmente non ha detto la verità. La situazione più probabile (ma mancano le immagini per esserne sicuri) è che il corio abbia ormai bucato in qualche punto i 20 centimetri di spessore del fondo del reattore.

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A Roma non c'è stato il terremoto e il sisma in Spagna non è stato previsto

pubblicato da Marina

la lista dei terremoti dell'11 maggio 2011

Il terremoto che avrebbe dovuto devastare Roma ieri 11 maggio, com’era prevedibile (questo si!) non c’è stato. La profezia di Raffaele Bendandi, tra l’altro, è stata smentita anche dalla stessa Fondazione, La Bendandiana.

In alto vedete la lista dei terremoti che si sono verificati nella giornata di ieri così come riportati dall’INGV. Nell’elenco anche i terremoti dei giorni precedenti. E’ registrato anche il sisma a Lorca in Spagna, che si è verificato ieri e che ha causato 9 morti, un centinaio di feriti e oltre 30mila sfollati.

Ebbene, secondo, quella lista in alto ogni giorno si verificano numerosi terremoti, tra cui quelli causati dalla ripresa dell’attività vulcanica dell’Etna in Sicilia. Il nostro Pianeta non è tranquillo e sarebbe il caso di tenerne conto quando ci si costruisce qualcosa sopra.

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Giappone, le foto dei ciliegi in fiore dopo il terremoto. A Tokyo non si festeggia

pubblicato da Marina

ciliegi in fiore

La Festa dei Ciliegi in fiore in Giappone è una ricorrenza importantissima nonché la contemplazione della Vita e della Natura attraverso l’albero e il fiore di ciliegio . Quest’anno arriva dopo la tragedia del terremoto, dello tsunami e con in corso l’emergenza nucleare alla centrale di Fukushima Daiichi.

I giapponesi la stanno vivendo con il sentimento di Jishuku Muud, ossia di riservato contenimento. Noi diremmo di lutto. Ne scrive il mitico Danny Choo dal suo blog e come d’abitudine allega una galleria di foto che in parte riprendo sotto. La città di Tokyo è poco illuminata, le luminarie della festa sono spente. Poca gente per strada che non ha voglia di festeggiare.

L’Hanami, questo il nome in giapponese della fioritura dei ciliegi, che copre circa un mese, da aprile a maggio, è una festa molto sentita che porta la gente all’aperto, sia per godere del primo tepore primaverile, sia per meditare sulla caducità della vita. Il fiore, così bello e così evanescente è il simbolo dell’illusione e di come la vita sia inafferrabile e mutevole.

Ciliegi in fiore

ciliegi in fiore ciliegi in fiore ciliegi in fiore ciliegi in fioreciliegi in fiore ciliegi in fiore

Foto | Danny Choo

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Il video di un viaggio a Fukushima Daiichi, nella zona interdetta impazziscono i contatori geiger

pubblicato da Marina

Tetsuo Gimbo è un reporter della Tv giapponese Videonews.com. E’ andato con la sua auto fino alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, percorrendo quel nel raggio di 30 Km della zona interdetta e evacuata. Il video in alto, di circa 12 minuti, testimonia il viaggio allucinante che compie.

I contatori Geiger che porta con sé iniziano a segnalare l’allarme già a circa 20 Km dalla centrale. Il sottofondo del video da quel momento in poi è scandito dalle cicaline. Lo scenario è spettrale. Nota Tetsuo Gimbo che all’ingresso non c’è nessun check point a avvisare che si entra in una zona interdetta; le strade sono in condizioni pietose ed è chiaro il perché: a causa delle radiazioni nessuno può entrare e lavorare. I segni del terremoto e dello tsunami sono ancora tutti li a testimoniare la tragedia dello scorso 11 marzo.

Incrocia anche due veicoli che non si capisce da dove sbuchino. Gli unici abitanti sono un cane e una mandria di mucche. Il viaggio termina a un chilometro e mezzo dallo scheletro della centrale nucleare di Fukushima Daichii.

Giappone nuovo terremoto magnitudo 7,4: evacuati i tecnici da Fukushima Daiichi

pubblicato da Marina

nuovo terremoto giappone

Non c’è pace per il Giappone: a meno di un mese dal tremendo terremoto (a cui è seguito lo tsunami) che ha scosso l’arcipelago, ecco un nuovo sisma magnitudo 7,4, alle 23,32 ora locale, che secondo i ricercatori dell’Agenzia meteorologica giapponese è una replica del precedente. L’epicentro è stato individuato nel Pacifico a una quarantina di chilometri da Sendai (prefettura di Miyagi). Subito dopo il sisma è stato emesso l’allarme per lo tsunami che per fortuna è rientrato.

Regge la centrale nucleare di Fukushima Daiichi che vive una crisi nucleare dall’11 marzo scorso quando due dei sei reattori nucleari sono stati seriamente danneggiati dallo tsunami. Per ora l’unica precauzione presa è stata l’evacuazione del personale tecnico. E’ comunque oggettivamente troppo presto per stabilire le conseguenze di questo nuovo terremoto e la televisione pubblica NHK segnala qualche inondazione, fughe di gas, tagli all’elettricità e incendi.

Via | La Tribune, France Soir
Foto | USGS

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Più rinnovabili e meno nucleare dopo Fukushima Daiichi

pubblicato da Marina

piÃ�¹ rinnovabili e meno nucleare dopo fukushima daiichi Ripensare l’approvvigionamento di fonti energetiche, mentre ancora l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi non si sta risolvendo. Dopo la tragedia che ha colpito il Giappone e la penosa devastazione nel dopo sisma e tsunami dello scorso 11 marzo il mondo ha preso a interrogarsi sulla reale necessità delle centrali nucleari.

Due dati, oltre ogni soglia di emotività, sembrano indicare che l’orientamento mondiale volge verso la ricerca di energie rinnovabili piuttosto che di nucleare. L’indice globale FTSE Cleantech, è cresciuto dell’80% dopo l’11 marzo scorso; l’indice WilderHill New Energy Global Innovation per lo stock di energie alternative ha già guadagnato il 12%. Sembra brutto dirlo, ma purtroppo è quello che si sta verificando: la speculazione si è decisamente orientata alle rinnovabili, in anticipo evidentemente su quelle che potranno poi essere le scelte dei singoli governi. Il che però si rivela una spia su quanto accade nello scenario mondiale.

Indubbiamente stanno giocando il loro ruolo le moratorie sull’opzione nucleare, ad esempio in Germania, Svizzera e nello stesso Giappone, che stanno già programmando il riesame delle opzioni energetiche, volgendosi decisamente al fotovoltaico. La Cina dal canto suo ha reso noto che potrebbe raddoppiare il suo obiettivo per la produzione fotovoltaica. Gli investitori, è palese, mirano a scuotere il mercato portando gli indici di riferimento mondiale al loro punto più alto nei prossimo 14 mesi.

Dice Paul Hanran presidente della AES Corporation a Singapore:

Se il nucleare contribuirà di meno, allora sarà qualcos’altro a dover fare la differenza e potrebbero essere proprio le rinnovabili.

E mentre i colossi mondiali si stanno attrezzando nel dopo Fukushima, l’Europa sembra ancora in fase di analisi piuttosto che di decisione.

Via | Euractiv
Foto | pikeresearch

Sarkozy è in Giappone: a Fukushima Daichii con Areva per fermare le radiazioni

pubblicato da Marina

Nicholas Sarkozy Nicolas Sarkozy è il primo capo di Stato straniero a visitare il Giappone nel dopo terremoto-tsunami. Solidarietà? Sostegno? Anche, ma sopratutto affari: la francese Areva, multinazionale del nucleare (costruisce Flamanville e Olkiluoto) con la presidente Anne Lauvegeon è stata chiamata da Tepco, la società elettrica che gestisce Fukushima Daiichi, affinché li aiutasse. Con Sarkò anche Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’ecologia che si tratterrà tre giorni, mentre il presidente resterà poche ore e poi volerà in Cina a Nanchino per il G20.

Spiega Rémy Autebert, presidente di Areva Japan, che l’intervento più urgente resta il trattamento delle acque contaminate che dovranno essere rimosse dalle vasche dei reattori. Gli ultimi prelievi effettuati in prossimità della centrale di Fukushima hanno rilevato un tasso di radioattività di 4385 volte superiore alle norme. Areva, con i suoi tecnici si è messa comunque a disposizione di Tepco.

Il punto è che la situazione è fuori controllo e non si ha la minima idea di cosa fare; da dove iniziare. Le dichiarazioni ufficiali dicono di una chiusura della centrale di Fukushima Daiichi annunciata ieri proprio da Naoto Kan primo ministro giapponese. ha espresso anche critiche alla gestione della crisi nucleare e ha dichiarato che i progetti di costruzione da qui al 2030 di 14 nuove centrali nucleari saranno oggetto di riesame.

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Fukushima Daiichi, Tepco chiede aiuto ai francesi per contenere la contaminazione da plutonio

pubblicato da Marina

 A  fukushoma Daiichi si fatica a stabilizzare i reattori

Alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, a 17 giorni dal terremoto e dallo tsunami, la situazione è ben lontana dall’essere stabilizzata. Tepco ha chiesto aiuto ai francesi di EDF, Areva e CEA Commissariat à l’énergie atomique. Dopo il balletto delle cifre di ieri, sui livelli di radioattività e la contaminazione dell’acqua di mare, si presenta oggi un nuovo e più complesso problema: è stato rilevato plutonio nel suolo su cui sorge il reattore Nr.2. Lo riferisce l’agenzia Kyodo.

Secondo Tepco, però, il plutonio sarebbe presente in quantità infinitesimali il che non costituirebbe pericolo per la salute; tra l’altro Tepco pensa che il plutonio possa provenire dal combustibile du uno dei reattori danneggiati dal sisma e dallo tsunami. Secondo un portavoce della Società il tasso di plutonio presente nei cinque campioni prelevati dal sito equivale a quello presente in Giappone dopo gli esperimenti nucleari effettuati nei paesi vicini come la Corea del Nord.

Spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, attraverso un comunicato stampa:

La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato. Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima . Il 27 marzo scorso, infatti, nello stesso villaggio di Iitate dove Greenpeace ha misurato questi tassi inaccettabili di radiazioni, la Prefettura di Fukushima rilevava livelli di 8,2 microSievert/ora. Il 15 marzo i valori erano di ben 44,7 microSievert/ora ( www.pref.fukushima.jp/j/20-30km18.pdf ).

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Fukushima Daiichi: sui livelli di radioattività regna la confusione

pubblicato da Marina

Ieri è stata una giornata complessa per il Giappone. La Tepco, la società elettrica che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima Daiichi ha dato letteralmente i numeri: prima è stato annunciato che si erano registrati livelli di radioattività nell’acqua di mare a nord della centrale, pari a 10milioni di volte superiori alla normalità; poi la ritrattazione e le scuse: la radioattività supera i valori normali di 100mila volte.

Il reattore nucleare a dare maggiori problemi, questa volta è il Nr.2. I campioni di acqua prelevati dal piano interrato della sala turbina dietro il reattore, lato nord, danno il valore di 1000 mSv / ora. Ciò vorrebbe dire, secondo gli ingegneri, che il combustibile nel nocciolo del reattore Nr.2 ha subito probabilmente dei danni e si presume un principio di fusione avvenuto immediatamente dopo il terremoto e lo tsunami dello scorso 11 marzo.

Spiega Olivier Isnard esperto dell’IRSN Institut français de radioprotection et de sûreté nucléaire:

Il livello così elevato di radioattività è una prova diretta che il nocciolo del reattore è fuso. L’acqua contaminata però è difficile da trattare: non la si può mettere nelle cisterne, Né si può riprendere. Il livello di radioattività registrato in mare mostra che la contaminazione è cominciata.

Per Greenpeace, che ha commissionato uno studio indipendente Fukushima. INES scale rating, l’incidente nucleare è già classificabile al settimo livello, ossia quello più elevato.

Via | La Voix du Nord