La Toyota ha dimostrato negli anni di essere abbastanza attenta alle tematiche ambientali. Meno male, visto che è oggi il primo produttore di auto al mondo. Ed ora ha annunciato un piano per aumentare la quantità di plastiche “ecologiche” utilizzate per gli interni delle sue auto. Questi nuovi materiali dovrebbe essere impiegati per la prima volta in un’auto ibrida all’inizio del 2009, ed entro la fine dell’anno dovrebbero arrivare a rappresentare il 60% degli interni delle Toyota.
Cosa sia esattamente questa plastica ecologica non è ancora dato sapere. Quello che sono riuscito a capire io è che si tratta di una combinazione tra quella derivata dal petrolio e di materiali derivati dalle piante. “Ecologica” quindi perché produce meno CO2 e perché richiede meno petrolio.
La scelta della plastica “ecologica” non è una novità per la casa delle tre ellissi. Nel maggio del 2003, è diventata la prima azienda automobilistica al mondo ad utilizzare una plastica al 100% di derivazione vegetale per gli interni dei suoi veicoli. E ora sta studiando come utilizzare queste plastiche anche per altre parti della vettura.
Avete presente la Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo? Beh trasportate il concetto sull’acqua ed il gioco è fatto. Dopo il primo motoscafo ibrido, ecco il primo Yacht di lusso ibrido: come essere ecologisti con stile.
Si chiama Long Range 23 costruito dalla Mochi Craft e sarà presentato al prossimo salone nautico di Genova.
Due motori elettrici da 70 kW per navigare sotto-costa o nelle baie senza inquinare ed emettere rumori con un autonomia di tre ore. Quando serve potenza si può disporre di 2 motori diesel da 588 kW.
Carena con elevate efficienza idrodinamica che le permette di scivolare meglio sull’acqua, le batterie si ricaricano attraverso i motori diesel o, in porto, collegandosi alla normale rete elettrica. Gli interni sono extra-lusso.
Certo manca, come nelle automobili, la potenzialità di ricaricare le batterie in frenata recuperando energia che altrimenti andrebbe persa. Potrebbe essere un’idea installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto (come farà la Toyota), per essere veri ecologisti l’energia presa in porto dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (come quella di casa mia), ma è comunque un altro tassello verso, a mio parere, l’inevitabile passaggio ad un futuro elettrico.

Prosegue l’impegno della Toyota sull’ibrido Prius nel rendere l’auto sempre più verde. Questa volta tocca ai pannelli solari che saranno montati sul tetto dell’auto per alimentare l’aria condizionata. La notizia è stata riferita oggi da Reuters e Nikkei che segnala l’iniziativa riservata per ora ad un piccolo numero di modelli.
I pannelli solari, della Kyocera Corp. forniranno da 2 a 5 chilowatt di energia elettrica, ma il portavoce Paolo Nolasco ha detto che la Società non intende svelare oltre i piani futuri che riguardano la Prius. Si parla perciò di una terza generazione di Prius che potrebbe entrare in commercio nel maggio prossimo e sbaragliare così l’agguerrita concorrenza di tutte le altre case automobilistiche che puntano sui motori elettrici.
Foto | Autoblog

La redazione di Cars.com, noto sito d’auto in lingua inglese, ha annunciato che Toyota Prius, il modello ad alimentazione ibrida, è l’auto più cercata tra le classifiche delle auto nuove più cercate sul sito sorpassando addirittura modelli come la Accord o la Camry. Non solo, tra le 10 auto più cercate appaiono anche altri modelli ibridi, o semplicemente più ecologici come la Toyota Corolla, l’Honda Civic Hybrid, Toyota Yaris e Honda Fit.
Il primato della Toyota Prius è iniziato la scorsa estate, in concomitanza con l’avvio del problema del caro-carburante. Avrà cambiato le abitudini degli americani, oramai dotati come noi europei, di occhio clinico ai consumi e alla spia luminosa del carburante? Con dati di questo tipo non possiamo prevedere se le vendite della Toyota aumenteranno ancora o se saranno quasi tutti gli americani a cambiare stile ed abitudini al volante, però possiamo sicuramente annunciare che la corsa del petrolio e soprattutto del gas sposterà l’attenzione (e le richieste) verso nuovi modelli d’auto.
L’ inquinante Ford Mustang si piazza al 9° posto mentre in cima alle preferenze degli internauti per ora ci sono Toyota Prius e Honda Civic ai primi due posti, Honda Accord al terzo gradino del podio e poi a seguire Toyota Corolla, Honda Civic, Toyota Yaris rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto. Ultime posizioni di questa speciale classifica sono per Honda Civic Hybrid, Nissan Altima, Ford Mustang e Honda Fit.
Via | Businesswire.com
Il nuovo picco della crescita del prezzo del barile ha messo in crisi le vendite dei Suv e delle auto di grossa cilindrata negli USA: 3,54 dollari per un gallone (circa 4 litri di carburante) sono davvero troppi e a dirlo sono i dati relativi alle vendite. Dei prospettati 3 milioni l’anno tra il 2003 ed il 2008 ne sono stati effettivamente immatricolati solo un milione e mezzo.
Meno consumi di carburante: gli utenti sono attenti al caro-benzina e non tutti sono disposti di accendere dei prestiti per fare il pieno al bestione e così si va verso le compatte, che rappresentano oramai il 18% del mercato delle nuove immatricolazioni, con 2,8 milioni di nuove auto solo nel 2007.
Contrariamente a quanto affermato da General Motors, Mercedes si dichiara ‘very, very serious’ sulla produzione in serie di auto a celle a combustibile a idrogeno. L’AD di Mercedes-Benz, Dr Dieter Zetsche, ha annunciato che la compagnia sta considerando molto seriamente l’ipotesi della produzione in serie delle auto a idrogeno, dal 2010 in quantità limitate e per la serie B, secondo quanto riportato dal Times.
Zetsche ritiene che per il 2014-15, la produzione in serie di modelli a fuel cell economicamente competitivi sarà iniziata (100,000 auto l’anno); queste dichiarazioni sono tanto più significative poiché seguono quelle improntate allo scetticismo (vedi WSJ in inglese) pronunciate ultimamente da GM (Toyota ha smentito) al Motor Show di Ginevra. La Mercedes-Benz, appare infatti determinata sullo sviluppo di auto a fuel cell, avendo recentemente acquisito la maggioranza delle azioni della Ballard (divisione automotive), con Ford nel ruolo di partner minoritario.
Da segnalare che anche Honda è in corsa: la casa giapponese si prepara a dare in leasing ben 100 auto a fuel cell in California (dove è già presente una rete di stazioni di rifornimento) entro l’anno in corso. Honda è presente al salone di Ginevra con la FCX Clarity, un modello di veicolo a cella a combustibile già progettato per la produzione in serie.
Via | Timesonline e Fuel Cell Today
Foto| Byrk
Il presidente Roberto Formigoni ha recentemente ricevuto dall’a.d. di Toyota Motor Italia Massimo Norberto (nella foto a sinistra) le chiavi di una Lexus LS600h un auto blu ibrida. Non è un tentativo di corruzione per carità - è la consegna ufficiale di un’auto a dimostrazione della volontà ed il coinvolgimento delle aziende nelle politiche per il rispetto dell’ambiente.
Lo stesso Formigoni, presidente della regione Lombardia, il primo ottobre scorso aveva ricevuto una BMW Serie 7 Hydrogen dalle mani dell’amministratore delegato di Bmw Group Italia in occasione dei lavori della quarta corsia sull’autostrada A4 Milano-Bergamo. Qual’è dunque la strada da percorrere: auto ad idrogeno o auto ibride? Le prime hanno l’annoso problema della rete di distribuzione da creare ex-novo, mentre le altre potrebbero esser l’ideale per un periodo di transizione per consentire la diffusione capillare dei nuovi distributori.
La Toyota si è messa a disposizione per effettuare nuovi test sulle ibride Lexus (dopo quelli già effettuati sulle Prius) e la Regione Lombardia ha manifestato interesse verso le elettriche-benzina, che non modificherebbero le abitudini comuni permettendo una consistente diminuzione delle emissioni. La tecnologia ibrida è sul mercato già da 10 anni - oramai consolida e fa crescere inesorabilmente la propria posizione - quindi è lecito aspettarsi dalla Regione Lombardia, oltre all’interessamento, politiche incentivanti in questa direzione per tutti i cittadini. Quindi sussidi per gli investimenti alle imprese che incentivi all’acquisto peri privati.
Via | Panorama

L’anno scorso è partito l’Automotive X Prize, un premio di $10 milioni destinato a chi proporrà un veicolo per il trasporto privato sportivo, ultraefficiente (con emissioni vicine allo 0) e pronto per la commercializzazione. Ne abbiamo parlato su ecoblog e tutti i dettagli si trovano qui. La gara va avanti, ma i big dell’auto si ritraggono.
La X Prize Foundation ha personalmente contattato tutte le grandi case automobilistiche che producono veicoli che più si avvicinano all’efficienza richiesta dalla fondazione (42 km/litro di benzina o equivalente), come Honda, Toyota e GM. Unanime la risposta: “non partecipiamo”.
Donald Foley, un organizzatore dell’X Prize, pensa che i giganti dell’auto abbiano paura della ricaduta di immagine in caso di sconfitta. Molte start-up, come Tesla Motors, sono infatti meglio posizionate delle grandi case automobilistiche nella realizzazione di veicoli elettrici. Una sconfitta potrebbe danneggiare la credibilità dei marchi che producono auto ibride (come la Toyota Prius). Foley si rammarica che i grandi non vogliano rischiare, perché le loro ingenti risorse economiche potrebbero portare sul mercato veicoli a basso impatto ambientale molto prima di quanto non siano in grado di fare piccole start-up.
Puntare sul nuovo d’altronde è una scommessa dove i piccoli hanno tutto da guadagnare e i grandi tutto da perdere.
Facendo la sua apparizione al Motor Show di Detroit, il Presidente della Toyota Katsuaki Watanabe ha annunciato che le auto “ricaricabili” saranno disponibili per clienti selezionati nei prossimi due anni, avvertendo tuttavia che questo non significa che la tecnologia sia pronta per essere lanciata. L’azienda giapponese sta, infatti, realizzando con la Panasonic degli studi di fattibilità sulle batterie al litio, per verificarne la performance in condizioni reali.
Sulle batterie al litio, essenziali per la riuscita delle auto plug-in, Watanabe afferma che: “Siamo determinati a a conoscere le possibilità delle batterie agli ioni di litio, ma non lo sapremo fino a quando non ne avremo costruite un buon numero, usandole nelle diverse situazioni possibili. Solo dopo che avremo fatto questo potremo misurare la resa rispetto a degli standard prefissati e, quindi, valutare se sono pronte per il mercato ed i clienti Toyota.”
In aggiunta ai problemi relativi all’automobile, la ricarica alla presa di corrente pone delle questioni tecniche in merito alla capacità della rete di assicurare una richiesta supplementare di energia, da effettuarsi, verosimilmente, nelle ore notturne. Idealmente, i proprietari di un’auto plug-in potranno anche alimentare la rete elettrica mediante le batterie della loro auto, secondo necessità e convenienza economica del momento, tuttavia, in merito a questa possibilità la posizione aziendale è abbastanza chiara: “La nostra competenza riguarda la costruzioni di auto a motore, non la generazione di elettricità, almeno non ancora.”
Via | AutoBlogGreen
Foto | Toyota Open Road Blog

Il 2010 potrebbe essere l’anno dell’auto elettrica. Se GM ha promesso per quell’anno l’uscita della Chevrolet Volt, Toyota non sta certo a guardare. Forte del successo della Prius, il colosso giapponese rilancia, annunciando proprio per il 2010 una Prius Plug In.
Il termine inglese cela la possibilità di poter caricare l’auto direttamente da una presa elettrica, cosa che non si può fare con il modello attualmente in vendita. L’idea era venuta anche a Google con il suo progetto di trasformazione a plug in, ma pare proprio che questa sia la volta buona per la produzione diretta di Toyota.
Le attuali batterie nickel metal idrato verranno sostituite con altre a ioni di litio, ovvero dello stesso tipo di quelle che equipaggeranno la Chevy Volt. La battaglia tecnica come sappiamo si gioca proprio sulle prestazioni delle batterie. Non sappiamo chi sarà il vincitore ma già il fatto che la “guerra” sia scoppiata, non può che fare piacere a tutti.
Via | NyTime.com