Organizzare un mini orto o un minigiardino sul balcone di casa avendo poca conoscenza, pochi attrezzi e poco spazio. Non è impossibile. La materia prima è il terreno, poi per i contenitori basta solo affidarsi alla scelta di oggetti che non usiamo più: vecchie valigie; borse che sarebbero da buttare; vecchie scarpe o troppo piccole o troppo grandi; vasini che non si usano più; i secchielli d mare;giocattoli mezzi rotti, un ombrello vecchio e rotto; una cassetta della frutta, insomma ogni scusa è buona per piantare qualcosa.
In basso nella gallery alcune idee di Dinamo con i laboratori L’insalata era nell’orto rivolti a adulti e bambini a Palazzo del Podestà per Ecomondo a Rimini.
Rimini con Ecomondo mostra non solo il suo lato godereccio e vitale, quello della generazione discotecara, ma anche il lato più impegnato e creativo. Palazzo del Podestà, presso la Sala dell’Arengo. Qui ieri ho visitato Fuori salone, ovvero Ambiente Festival (grazie alla segnalazione di Fethi Atakol, uno degli espositori (che purtroppo non ho incrociato). Tra gli altri molti artisti del riciclo a cui dedicherò delle singole schede. Interessante anche le creazioni dei bambini delle scuole medie e elementari coinvolte. Di fronte invece, sempre dedicato ai più piccoli i laboratori di creatività, mentre al primo piano del Palazzo del Podestà ci sono laboratori di riciclo creativi, esposizioni, laboratori di scienze su cambiamenti climatici o eventi naturali.
A partecipare al clima di festa che si crea in città sono proprio tutti. Nella foto in alto vedete un esempio lampante: cuscini per la panchina, collocata all’esterno di una pizzeria, ottenuti riciclando buste di plastica e trucioli. Nella gallery dopo il salto, invece, alcune delle installazioni che si trovano all’esterno del Palazzo del Podestà.
Continua a leggere: Ecoblog a Ecomondo: Rimini città regina dell'upcycle

Ho incrociato per caso su facebook la pagina di Arte-Fatti e me ne sono innamorata. Dunque le fanciulle che gestiscono anche il blog sono di una fantasia e creatività senza pari.
Nelle foto della gallery esempi di riciclo creativo o upcycle, ossia destinare a un uso diverso oggetti nati per fare altro. In pratica cosa vuol dire? Vedete la fioriera? Eccola diventata una mini libreria da mettere su una ringhiera interna; oppure la borsa per la spesa, quella in plastica rigida, può essere trasformata in cesta per il bucato; geniale la trovata del portabottiglie trasformato in portasciugamani; e l’alzatina ottenuta da piatti e bicchieri spaiati?
Se solo prima di entrare in un negozio ci ricordassimo dei tesori nascosti che abbiamo in casa…
Riciclo creativo, alcune idee






Il riciclo creativo certe volte confina con l’arte di arrangiarsi. Quante volte in mancanza di oggetti specifici ci è venuto in soccorso l’ingegno e abbiamo trovato le soluzioni più fantasiose. Ecco nella gallery, spinte all’estremo, alcune di queste trovate.
Riusare i materiali che si hanno a disposizione è un esercizio per ecologisti e ambientalisti. E poco importa se certe volte il risultato non è dei migliori e ci si becca, come nel caso del sito che le propone, il soprannome di redneck, buzzurro.
Comunque, trovo geniale la moto il cui telaio è ottenuto da assi di legno; la portantina per il gatto; la giostra in legno che apre alla nostalgia. E che dire dei wc trasformati in arredo da giardino? Infine, a un gruppo di cow boy va il merito di riusare le assi del wc come fossero giganteschi ferri da cavallo da lanciare per centrare i pioli a terra….
riciclo creativo e soluzioni ruspanti
Foto | Damn Cool Pics
La barriera corallina stenta a ricostruirsi naturalmente? E il Governo thailandese corre ai ripari buttando nelle acque dell’oceano vecchi carriarmati, vagoni del treno e camion oramai rotti. Più che una barriera corallina sembra l’elenco del materiale presente da uno sfasciacarrozze, ma si sa i pesci amano rintanarsi e proliferare in queste vecchi veicoli. Di fatto si tratta di una delle più grandi operazioni di upcycle o riciclo creativo di oggetti nati per altro uso e destinazione.
Dunque, l’idea di una barriera corallina artificiale nasce dopo le proteste dei pescatori che si sono visti diminuire nelle reti il pescato. Dunque, la risposta immediata della Regina di Thailandia, Sua Maestà Sirikit è stata appunto quella di creare la barriera artificiale. Basterà?
Ricordo che non molti anni fa, prima che il packaging invadesse ogni settore merceologico, la carta dei quotidiani era considerata un materiale prezioso. Serviva spesso per avvolgerci prodotti di ogni genere, incluse le abbondanti “marenne”. Ossia, mezzo palatone di pane ripieno di verdure stufate e carne al ragù. Altro nobile uso era il “cuoppo”, il cono di carta, contenitore principe per verdure, uova, frutta. Ma le pagine dei quotidiani avevano misure diverse: il doppio degli attuali tabloid e dunque erano dei veri e propri lenzuoli. E che dire degli usi casalinghi? Come lucida i vetri la carta di giornale! o come pulisce le scarpe, per non parlare di come isola dal freddo.
Buon senso e saggezza che si sono diluiti nell’era dei consumi. Ecco dunque una carrellata di idee per usare la carta dei quotidiani. splendido esempio di upcycle, riciclo creativo. Un primo approccio è renderla simile ad un filato, attorcigliando striscette tagliate fino a renderle simili a un filo che potrà poi essere intrecciato. Qui si trova il tutorial di come lavorare la carta.
Tra le idee più innovative: un paio di ballerine, un vestito di carta, una casa.
Foto | Greendiary, Greenopolis
Ecco un bell’esercizio di upcycle, riciclo creativo, per trasformare scatole in cartone e tetrapack in graziose lampade. L’idea di fondo è semplice: considerato che i contenitori sono già decorati con disegni, loghi, scritte e immagini, è sufficiente bucherellare la superficie seguendo le linee già tracciate.
In seguito si monta all’interno una lampadina. L’effetto come si vede dalla gallery, è assicurato.
Scatole e tetrapack trasformati in suggestive lampade
Via | Greenopolis

La primavera di San Fransisco è animata da Recology, un programma che raduna gli artisti che vogliono creare con i rifiuti in una trashsession continua. Il 9 maggio il centro civico della città assisterà ad un concerto particolare: una vera orchestra suonerà strumenti fatti con i rifiuti.
Ruote di biciletta, barili, gabbie di uccelli, tubature per i bagni, tantissimi i pezzi di rifiuti usati per creare più di 30 strumenti diversi. La sinfonia dei rifiuti si chiama Junkestra ed è stata composta da Nathaniel Stookey, sorpreso dal risultato della composizione e dal meraviglioso suono degli strumenti provenienti dai rifiuti, così come ha riferito a Cnet.
Il pubblico di San Francisco, oltre all’inedito Junkestra, potrà ascoltare anche Stravinsky, Prokofiev e Ravel, riprodotti in chiave ecologica. Perché anche i rifiuti possono creare una sinfonia bellissima se trasformati in strumenti per suonare e sensibilizzare.
Foto | Flickr
Siamo nella settimana di Porta la sporta, l’iniziativa condivisa e proposta da diverse associazioni ambientaliste, che vuole sensibilizzare i consumatori circa l’inutile utilizzo dei sacchetti di plastica per fare la spesa.
In molte città italiane si stanno distribuendo le sporte della spesa, in diversi materiali. Per chi in casa, invece, conserva un certo numero di buste di plastica, è un amante dell’upcycle e ha una discreta manualità, ecco qualche idea per riciclarli.
Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica
Foto | Oddee
Una società di Taiwan ha costruito un padiglione, l’EcoARK di tre piani usando, invece che i classici mattoni, un milione e mezzo di bottiglie di plastica adottando così un intervento di upcycle destinato probabilmente a entrare nel Guinness dei primati.
Secondo il progettista dell’edificio grazie all’elasticità della plastica delle bottiglie la costruzione è al riparo da tempeste e terremoti. L’EcoARK comprende un anfiteatro, un museo, e una vasca per la raccolta di acqua piovana. Il dato interessante è che la costruzione può essere smontata e rimontata altrove divenendo una vera e propria struttura itinerante.
La plastica permette alla luce di entrare e di illuminare naturalmente gli spazi interni. A Taiwan sembra sia la norma riciclare le bottiglie di plastica per costruire piccole serre, igloo o isole galleggianti rendendole al momento un bene appetibile sul mercato.