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Tutti gli articoli con tag venerdì pesce

Dragaggio nel Porto Pescara, intervista a Federconsumatori Abruzzo

pubblicato da silvia

Canale del Porto Pescara da Francoventoso

Nei giorni scorsi il porto di Pescara era stato chiuso alle grandi navi perché i fondali marini sono troppo bassi a causa della presenza di fanghi e sabbia derivanti dall’omonimo fiume. Tante le conseguenze: economiche (basti pensare all’impossibilità di attracco delle navi), ambientali (depauperamento dei fondali marini) e per la salute dell’uomo.

Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a Franco Leone, presidente di Federconsumatori Abruzzo. L’associazione da tempo infatti denuncia la situazione invocando pratiche di smaltimento trasparenti dei fanghi fluviali per il fiume Pescara. In particolare, Federconsumatori parla di “uno sconvolgimento dell’equilibrio ambientale da cui origina poi la vita della fauna marina. Con il cambiamento del fondo del mare scompaiono le telline, i cannolicchi, le vongole, fino ad arrivare a tutta la filiera della catena alimentare, che rischia di essere compromessa nelle zone di riproduzione. Non c’è solo un problema di balneazione, ma anche di tutela della salute dei cittadini e delle attività di pesca”.

Dottor Leone, quale lo stato attuale del Porto?

Con la nuova realizzazione della diga foranea, il fiume Pescara (che tende a depositare) si ritrova un “tappo” che non fa altro che determinare un accumulo di detriti e fanghi. Il fiume ha inoltre una portata di acqua scarsa, non impetuosa: si tratta oggettivamente di un corso di acqua che ha bisogno di dragaggio continuo.

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Basta olio di squalo nelle creme di bellezza Dove

pubblicato da lumachina

olio di fegato di sqaulo nelle creme di bellezza. Foto Jeff KubinaPer far assorbire dalla pelle gli elementi delle creme si usa squalene, ovvero olio di fegato di squalo. Lo squalene non lascia la pelle unta e si mischia bene con gli altri ingredienti. Sono in particolare gli squali che vivono in profondità ad accumulare grandi quantità di questo olio e, conseguentemente, ad essere oggetto di pesca.

Esistono delle alternative di origine vegetale allo squalene: oli estratti dall’amaranto, dal germe di grano e dalle olive e tali alternative saranno d’ora in poi impiegate nei prodotti Dove. La Unilever (multinazionale chimico-alimentare) ha deciso di eliminare lo squalene e di rimpiazzarlo con altri oli. Oltre al rispetto per gli squali (alcune specie sono state incluse nella lista rossa dell’IUCN), la Unilever tende al risparmio, visto che lo squalene da olive costa meno e ha le stesse proprietà di quello estratto dagli squali.

I nuovi prodotti senza squalene di origine animale saranno in commercio a partire dal prossimo marzo. Buone notizie vengono anche dal gruppo L’Oreal, che sta dismettendo la produzione a base di olio di fegato di squalo. Qualche tempo fa L’Oreal ha comprato The Body Shop, creato da Anita Roddick per offrire cosmetici non testati su animali e non contenenti sofferenze animali.

Via | Oceana
Foto | Jeff Kubina

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Rapporto IUNC: è allarme per i coralli

pubblicato da silvia

Coralli - Sam and Jan Lo scorso giugno la CITES (Coral Reef Task Force) aveva proposto di includere i coralli nella lista delle specie in pericolo di estinzione. Ufficiale invece la loro entrata nella Lista rossa delle specie animali e vegetali più minacciate nel pianeta dell’IUNC (World Conservation Union).

Oggi invece, proprio l’IUNC, fornisce dei dati che avvalorano l’ipotesi di una scomparsa futura dei coralli. Secondo un rapporto sul 2005 di recente presentato dall’istituto, le alte temperature delle acque combinate con gli effetti degli uragani hanno devastato un grande numero di barriere coralline.

Tra le regioni più colpite dei Caraibi c’è l’area che va dalla Florida alle Antille Francesi alle isole Cayman: in questa zona nell’agosto 2005 un forte sbiancamento ha interessato qualcosa come il 50%, se non il 95%, delle colonie di coralli. Più della metà di queste sono morte soprattutto in prossimità delle Piccole Antille.

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Torna la Regata dei Cetacei

pubblicato da silvia

Regata dei CetaceiL’anno scorso sono state circa 200 le barche partecipanti e 1200 i regatanti protagonisti della Regata dei Cetacei. Iniziativa che torna quest’anno alla sua quinta edizione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela ambientale del mare. La regata nasce da una idea del presidente del Circolo Vela Mare di Viareggio, Andrea Parenti, e vede la collaborazione di nomi quali Giovanni Soldini e Fabrizio Tellarini.

“L’edizione 2008 – ha detto Parenti - punterà su un incremento sempre più incisivo della sensibilizzazione all’ambiente e, un aumento del numero di partecipanti per mare e delle scuole. Per questo è stat0 ancora una volta bandito il concorso espositivo per le scuole di ogni ordine e grado al fine di sensibilizzare i giovani all’ambiente marino.”

Novità di quest’anno è la regata dedicata alla classe Mini 650 “Save the Whales” Mini 650, promossa da Gianluca Pantuso che avrà lo stesso percorso ma una partenza differenziata.

Ma non solo. Altra interessante iniziativa ai fini della sensibilizzazione pubblica è quella che riguarda il coinvolgimento delle scuole in un concorso: gli studenti dovranno cimentarsi in lavori figurativi quali poster, disegni, collage e cartapesta, sul tema “la vita dei delfini e delle balene”. I lavori saranno esposti in varie mostre nei giorni delle regate e giudicati da un comitato formato da rappresentanti delle istituzioni e giornalisti. In palio la possibilità di trascorrere delle giornate in barca a vela per avvistare i cetacei in compagnia di biologi marini del CE.TU.S, il centro di ricerche sui cetacei di Viareggio.

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Alla UE non piacciono le riserve di pesca croate

pubblicato da lumachina

zona di protezione della pesca in Croazia. Foto cianc La Croazia ha dichiarato protetto un certo braccio di mare, ma l’Unione Europea insiste perché in quel tratto sia permessa la pesca alle navi battenti una qualsiasi bandiera dell’unione (in particolare italiane e slovene) e minaccia di ostacolare l’ingresso nella Comunità Europea della Croazia se il divieto di pesca non verrà rimosso.

Il nuovo governo croato guidato da Ivo Sanader e’ particolarmente alle strette, vista anche la presidenza slovena dell’unione europea. Il partito dei contadini (HSS) ha sostenuto l’elezione del governo in carica in cambio della promessa di realizzare la zona di protezione.

La legge era stata approvata già nel 2004, ma ne era stata rimandata l’applicazione fino a quando, in un momento in cui non vi era un parlamento in carica per rimandarla ulteriormente, la legge e’ entrata in vigore. Dal primo gennaio 2008 57′000 Km quadrati di mare sono vietati ai pescherecci.

Neven Mimica, esperto di politica estera dei Social Democratici croati, sottolinea come una zona di protezione vada a beneficio della popolazione ittica di tutto l’Adriatico e che quindi favorisca, invece di danneggiare, sia gli interessi degli sloveni che quelli degli italiani.

Via | Osservatorio Balcani
Foto | cianc

» HSS: Cabinet Has Tricked Voters And Renounced ZERP - Javno
» ZERP Declaration:To be or Not To Be New Government - Javno
» Croatia’s fishermen want ecological zone implemented, despite EU warnings - South European Times

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Pescatori francesi lanciano tonni per protesta

pubblicato da lumachina

proteste dei pescatori di tonno per il fermo pesca in Francia. foto No Grand DesignUna sessantina di pescatori di tonno francesi si sono radunati davanti alla direzione regionale degli affari marittimi. Protestavano per il fermo pesca imposto dalla Comunità Europea e hanno preso le forze dell’ordine a pesci in faccia. I pesci erano tonni da 50 kg.

I pescatori in questione sono proprietari di piccole imbarcazioni (piccole in confronto a quelle delle flotte commerciali del Capitan F. e di altri colossi del settore) e lamentano difficoltà economiche a seguito del blocco non compensate dalle misure messe in campo dal governo. L’80% del loro guadagno veniva dalla pesca tradizionale del tonno.

La Francia ha superato abbondantemente la quota permessa di pesca al tonno rosso e ha subito la procedura di infrazione da parte dell’Europa per cui, anche se i piccoli pescatori sono responsabili solo del 4% del tonno pescato, anche loro dovranno fermarsi.

» Des thonailleurs en colère à Sète on RCM
» Incidents pêcheurs/CRS à Sète Le Figaro
» Les pêcheurs de thon rejettent l’interdiction européenne Nouvel Obs

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Vongole filippine dichiarate "indigene" a Venezia

pubblicato da lumachina

Vongole italiane e filippine allevate nella laguna di Venezia. Foto traceyleighaUn nostro lettore (Chube) ci ha mandato una storia di mare, in risposta all’articolo di Silvia sulla gestione delle specie ittiche alloctone.

L’introduzione della vongola filippina Tapes philippinarum nel 1983 ha determinato l’inesorabile declino della specie autoctona Tapes decussatus (Caparozzolo) contribuendo alla distruzione dell’ecosistema lagunare. Il perché di questa scelta ed il segreto del suo successo si riassumono in pochi punti:

  • Maggiore resistenza alle variazioni climatiche (in questo caso principalmente dovuta alle attività industriali e commerciali)
  • Maggiore tolleranza agli inquinanti (la laguna di Venezia è divenuta nel secolo passato un’enorme discarica dove riversare migliaia di tonnellate di fanghi tossici di Porto Marghera)
  • Resistenza alla devastazione causata dalla “frullatura” dei fondali per la loro raccolta(1)
  • Sviluppo nettamente più rapido rispetto al Caparozzolo

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Il pesce persico africano, specie da tutelare? Intervista a V. Tepedino, (Eurofishmarket)

pubblicato da silvia

Pesce persico africano L’introduzione del pesce persico del Nilo durante gli anni ‘50 nel lago Vittoria, in Uganda, ha causato non pochi problemi all’ecosistema del lago. Si tratta infatti di un grande predatore che ha dato del filo da torcere agli altri pesci che popolavano l’area. Oggi quel pesce si chiama “Pesce persico africano”, viene venduto in tutto il mondo e pare sia addirittura protetto. Il lago Vittoria è infatti divenuto da poco riserva naturale proprio al fine di proteggere questa specie. La domanda sorge spontanea… il persico africano è o non è in estinzione nel lago Vittoria? Lo abbiamo chiesto ad una esperta, la dottoressa Valentina Tepedino direttore di Eurofishmarket (consulenza per il settore ittico).

C’è stata una diminuzione dello stock di questa specie dovuta a due cause. La prima riguarda i mutamenti di tipo ambientale nell’ecosistema del lago. E’ infatti sceso il livello dell’acqua, fenomeno che ha determinato l’impossibilità di sfruttare, a livello di pesca, il lago in tutte le sue aree. La seconda causa riguarda invece il sovrasfruttamento di pesca del persico africano, essendo una specie molto richiesta sul mercato. Solo negli ultimi tempi questo tipo di pesce sta trovando un “po’ di pace” per la concorrenza forte di nuovi prodotti ittici tra i consumatori come la Filapia e il Pangasio. Il commercio di persico africano è infatti diminuito proprio per la diffusione di questi competitori. Questa specie inoltre non viene più venduta in varie pezzature soprattutto nella versione “piccola”, quella che va dai 400 ai 600 gr.

Quali sono i principali mercati di esportazione del pesce persico africano?

Viene esportato ma anche allevato in tutto il mondo, in particolare in Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Giappone. In Italia è molto apprezzato, fenomeno strano considerando che gli italiani prediligono soprattutto il pesce di mare. Successo probabilmente dovuto al fatto che si tratta di un prodotto che si presta molto alle esigenze di una famiglia ad esempio con bambini: viene infatti venduto in filettoni spessi, senza spine e con un sapore neutro. In Europa il mercato principale è la Spagna seguita da Francia e Italia.

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Approvata la pesca agli squali in via di estinzione

pubblicato da lumachina

UE permette pesca a squali in via di estinzioneRiceviamo e pubblichiamo una lettera di Eleonora di MedSharks sulla triste abitudine europea di valutare il ritorno economico a breve scadenza più della sopravvivenza delle specie in via di estinzione.

L’Unione Europea ha dato il via libera alla pesca di squali a rischio di estinzione. Anziché proteggerli. Il Consiglio Pesca dell’UE ha fissato le quote di cattura 2008 di due squali in pericolo critico di estinzione, smeriglio (Lamna nasus) e spinarolo (Squalus acanthias). Sono entrambe specie “in pericolo critico” di estinzione in acque europee (Lista Rossa IUCN), tanto che gli stessi esperti cui si affida la Commissione Europea avevano suggerito di azzerare totalmente le quote di cattura. Ovviamente (?) ciò non era possibile, quindi la Commissione Europea ha stabilito comunque dei TAC (Total Allowable Catch) per le due specie.

Queste proposte della Commissione Europea sono state discusse nel Consiglio da tutti i Ministri della Pesca dell’UE. Risultato? Ovvio: con la benedizione dei Ministri si continueranno a pescare queste due specie di squali a rischio di estinzione. Anzi: hanno addirittura aumentato la quota dello smeriglio!

Spero davvero che anche voi ne possiate parlare, magari suggerendo alla gente che per il cenone evitino di acquistare specie a rischio.

Via | SharkNews

» EU Fisheries Council falls short on shark limits on Shark Alliance

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Foto segnaletiche di squali balena

pubblicato da lumachina

identificazione degli squali grazie alle macchie della pelle

La Ecoocean Whale shark photo-identification Library festeggia la millesima scheda di squalo balena inserita nel suo data base fotografico. Gli squali balena hanno ognuno delle macchie caratteristiche, usate per individuarli come fossero impronte digitali. Il numero 1.000 e’ un maschio di sei metri e mezzo, fotografato in Mozambico.

L’archivio e’ stato costruito raccogliendo le foto scattate sia da biologi marini che da sommozzatori privati che hanno avuto il piacere di nuotare vicino ad uno di questi bestioni. Uno squalo balena (Rhincodon typus) può superare i 12m di lunghezza, e’ il più grande pesce conosciuto e non e’ pericoloso, in quanto la sua dieta e’ a base di plancton.

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