Manca poco più di una settimana al referendum anti-trivelle e il fronte del sì (e del raggiungimento del quorum) si ricompatta con iniziative in tutta la penisola e una promozione sul web che tenta di bucare il silenzio dei media mainstream sul voto del prossimo 17 aprile.
A Firenze, un gruppo di attivisti di Greenpeace ha installato una finta trivella a piazzale Michelangelo, simulando le attività di perforazione di un pozzo petrolifero. È stato allestito un cantiere, con al centro una struttura di perforazione alta 7 metri. A gestire le operazioni, la compagnia immaginaria Trivella Italia che ha recintato l’area con cartelloni pubblicitari: “Trivella Italia S.p.A. Il tuo Paese, il nostro profitto” oppure “Stiamo trivellando la tua città, ci scusiamo per il disagio, per reclami contattare @matteorenzi”.
Durante la protesta gli attivisti di Greenpeace hanno ricordato come dalle piattaforme oggetto del referendum provengano il 2-3% del gas consumato ogni anno in Italia e lo 0,8% del petrolio.
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Contrariamente a quanto il fronte del no vuole far credere, le piattaforme petrolifere non verranno subito dismesse, ma nel giro di dieci anni, consentendo di tutelare l’esigua occupazione legata al loro funzionamento e senza determinare alcun tipo di deficit energetico, né l’aumento delle importazioni di fonti fossili.
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Via | Greenpeace








