Ecologia

Sicilia da record per le tartarughe marine: il Wwf in campo per proteggere i nidi

Volontari su una spiaggia all’alba vicino a un’area recintata con corde per un nido di tartaruga marina
Volontari monitorano all’alba un nido di tartaruga marina protetto da una recinzione di corde su una spiaggia siciliana.

In Sicilia, nell’estate 2026, sono saliti a circa 130 i nidi di tartaruga Caretta caretta segnalati lungo le spiagge dell’isola, con 115 siti monitorati dal Wwf per proteggere le deposizioni e consentire la nascita in sicurezza dei piccoli, in una stagione che conferma il primato regionale per numero di nidificazioni.

Sicilia prima per nidi di Caretta caretta

La Sicilia si conferma anche quest’anno il territorio italiano con il maggior numero di deposizioni di tartaruga marina Caretta caretta. Il dato, aggiornato alle ultime segnalazioni raccolte lungo la costa, parla di circa 130 nidi individuati, distribuiti tra spiagge sabbiose, tratti più isolati e arenili frequentati dai bagnanti. Di questi, 115 sono seguiti direttamente dal Wwf, che coordina attività di monitoraggio, protezione e sorveglianza insieme ai volontari e, dove necessario, alle autorità locali.

Il lavoro comincia molto presto. Le squadre escono all’alba, quando sulla sabbia sono ancora leggibili le tracce lasciate dalle femmine durante la risalita dal mare. Sono segni sottili, a volte cancellati dal vento o dal passaggio delle prime persone in spiaggia. “Bisogna arrivare prima che l’arenile si riempia”, spiegano gli operatori impegnati nei controlli. Solo allora è possibile capire se una tartaruga ha deposto davvero o se si tratta di un tentativo non riuscito, un cosiddetto falso nido.

Il lavoro dei volontari tra alba e sorveglianza notturna

La rete di controllo sui nidi di Caretta caretta in Sicilia è attiva senza interruzioni. Dopo l’individuazione del sito, l’area viene delimitata con piccole recinzioni, cartelli informativi e indicazioni per i bagnanti. Non si tratta di chiudere la spiaggia, precisano dal Wwf, ma di creare una zona di rispetto attorno alle uova, spesso deposte a pochi metri dagli ombrelloni o dai camminamenti.

La parte più delicata arriva nelle settimane successive. I volontari presidiano i nidi anche di notte, soprattutto quando si avvicina il periodo della schiusa. Le piccole tartarughe marine, appena uscite dalla sabbia, devono raggiungere il mare orientandosi con la luce naturale dell’orizzonte. Lampioni, stabilimenti illuminati, fari delle auto o telefoni accesi possono disorientarle. Per questo, in alcuni casi, viene chiesto ai gestori dei lidi di ridurre le luci e ai curiosi di mantenere le distanze. Una raccomandazione semplice, ma decisiva.

Oltre 550 piccoli già arrivati al mare

Secondo i dati raccolti finora dal Wwf Sicilia, sono poco più di 550 i piccoli di Caretta caretta già fuoriusciti dai nidi monitorati e accompagnati verso il mare in condizioni di sicurezza. Il numero è destinato a crescere nelle prossime settimane, perché molte deposizioni sono ancora in fase di incubazione. I tempi variano in base alla temperatura della sabbia, all’esposizione del nido e alle condizioni meteo dei giorni precedenti.

Ogni schiusa viene seguita con attenzione. Gli operatori osservano senza toccare, intervengono solo quando c’è un rischio concreto: ostacoli sulla sabbia, buche, luci artificiali troppo vicine, presenza eccessiva di persone. “La cosa migliore è lasciarle fare”, ha confidato un volontario durante una delle ultime attività di sorveglianza. Sembra poco, eppure è molto. Per una tartaruga appena nata, i pochi metri tra il nido e il bagnasciuga sono già una prova durissima.

Il dato siciliano si inserisce in un quadro più ampio. Negli ultimi anni la Caretta caretta ha aumentato le nidificazioni nel Mediterraneo centrale, con presenze sempre più frequenti anche in aree un tempo considerate marginali. Gli esperti collegano il fenomeno a diversi fattori, tra cui l’andamento delle temperature marine e la maggiore capacità di individuare e proteggere i siti. Ma ogni nido resta vulnerabile. Basta una mareggiata, un mezzo meccanico sulla spiaggia o una segnalazione tardiva.

Le regole per bagnanti e gestori delle spiagge

Il Wwf invita cittadini, turisti e operatori balneari a segnalare subito eventuali tracce sospette sulla sabbia, evitando di calpestarle o cancellarle. Le impronte della tartaruga Caretta caretta hanno una forma riconoscibile: una scia larga, spesso simile al passaggio di un piccolo cingolato, che parte dal mare e arriva verso la parte più alta dell’arenile. In presenza di una possibile deposizione, la prima cosa da fare è non avvicinarsi troppo e avvisare i referenti locali o le autorità competenti.

La collaborazione dei bagnanti, in questa stagione, ha già permesso di individuare diversi nidi in tempo utile. Qualcuno ha chiamato dopo una passeggiata al mattino, altri hanno avvertito i volontari vedendo una tartaruga risalire la spiaggia durante la notte. “Non servono gesti eroici, serve attenzione”, ripetono gli operatori. Poche regole, molto concrete: non piantare ombrelloni vicino alle aree delimitate, non spostare le protezioni, tenere i cani a distanza e limitare le luci durante le schiuse.

La Sicilia, con i suoi circa 130 nidi segnalati, resta dunque al centro della stagione riproduttiva della specie in Italia. Un primato che porta visibilità, ma anche responsabilità. Sulle spiagge, tra turisti, volontari e gestori dei lidi, la convivenza è fatta di piccoli aggiustamenti quotidiani. Una corda tesa attorno a un nido, una torcia spenta al momento giusto, un passo indietro quando la sabbia comincia a muoversi. Da lì, spesso, comincia il viaggio.

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