Salute e Ambiente

Rinnovabili, il Gse assegna 422 MW di incentivi e spinge la transizione verde

Pannelli fotovoltaici in primo piano, turbine eoliche sulle colline e piccolo impianto idroelettrico vicino a un canale
Fotovoltaico, eolico e idroelettrico in un paesaggio rurale: le tecnologie al centro degli incentivi alle rinnovabili.

Il Gestore dei servizi energetici ha assegnato, nell’undicesimo bando previsto dal Dm 4 luglio 2019, 422 Megawatt di nuova potenza a impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici in Italia, con l’obiettivo di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso le procedure competitive gestite dal Gse. Il dato, comunicato dallo stesso Gestore, porta la potenza complessivamente ammessa nelle undici gare a 6.127 Mw, pari al 77% degli 8.000 Mw disponibili dal decreto.

Rinnovabili, assegnati 422 Megawatt nell’undicesimo bando Gse

Nell’ultima procedura il Gse ha ricevuto 120 domande per una potenza richiesta di quasi 450 Megawatt. Alla fine, dopo le verifiche previste dal meccanismo di accesso agli incentivi, sono stati ammessi 422 Mw distribuiti tra impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici. Numeri non marginali, soprattutto in una fase in cui la crescita delle energie rinnovabili resta uno dei passaggi centrali per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rispettare gli obiettivi nazionali ed europei sul clima.

Il bando rientra nel quadro del Dm 4 luglio 2019, il provvedimento che ha disciplinato gli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso Registri e Aste. Il meccanismo, in sostanza, seleziona gli impianti che possono accedere agli incentivi in base a criteri definiti, tra cui potenza, tecnologia e condizioni economiche offerte. Una procedura tecnica, certo, ma con effetti concreti sui territori: nuovi impianti, investimenti privati e capacità aggiuntiva nella rete elettrica nazionale.

Superata quota 6.100 Mw, impegnato il 77% della potenza disponibile

Con gli esiti dell’undicesimo bando, la potenza complessivamente ammessa nelle procedure gestite dal Gestore dei servizi energetici sale a 6.127 Megawatt. Il confronto con la disponibilità iniziale è chiaro: su 8.000 Mw previsti dal decreto, è stato assegnato circa il 77%. Una quota ampia, anche se resta ancora spazio nelle prossime procedure per completare il percorso delineato dal provvedimento del 2019.

Secondo quanto comunicato dal Gse, le procedure competitive hanno impegnato oltre l’80% della potenza disponibile per i Registri e oltre il 70% per le Aste. I Registri riguardano in genere impianti di taglia più contenuta, mentre le Aste coinvolgono progetti di dimensioni maggiori, con una logica più competitiva sul valore dell’incentivo richiesto. È qui che si misura, spesso, la capacità del mercato di proporre progetti maturi, finanziabili e pronti a entrare in esercizio nei tempi stabiliti.

Eolico, fotovoltaico e idroelettrico: il peso delle tecnologie ammesse

La ripartizione dei 422 Mw assegnati conferma il ruolo delle tre principali tecnologie coinvolte dal bando: eolico, fotovoltaico e idroelettrico. Il comunicato del Gse non indica, nel dettaglio diffuso, la suddivisione puntuale tra le diverse fonti, ma il perimetro resta quello degli impianti alimentati da fonti rinnovabili ammessi agli incentivi secondo le regole del decreto. Un passaggio tecnico, eppure decisivo, perché ogni Megawatt autorizzato e realizzato contribuisce alla produzione di energia pulita nel medio periodo.

Il fotovoltaico continua a essere una delle tecnologie più diffuse per rapidità di installazione e modularità degli impianti. L’eolico, invece, richiede spesso iter autorizzativi più lunghi, legati anche alla localizzazione e alla compatibilità paesaggistica. L’idroelettrico, soprattutto nelle sue forme più piccole o legate a impianti esistenti, resta una componente consolidata del mix rinnovabile italiano. La partita, però, non si chiude con l’assegnazione: servono connessioni, cantieri, autorizzazioni effettive. Solo allora la potenza ammessa diventa energia prodotta.

Il 31 maggio parte il dodicesimo bando per nuovi incentivi

Il prossimo passaggio è già fissato: il 31 maggio prenderà il via il dodicesimo bando del Gse. Sarà un’altra occasione per assegnare la quota residua della potenza prevista dal Dm 4 luglio 2019 e verificare l’interesse degli operatori, dopo una tornata che ha raccolto domande per quasi 450 Mw. Il mercato, almeno dai numeri comunicati, continua a rispondere.

Il tema degli incentivi alle rinnovabili resta al centro della politica energetica nazionale. Da un lato c’è la necessità di accelerare l’installazione di nuovi impianti; dall’altro, pesano tempi autorizzativi, adeguamenti della rete e disponibilità di aree idonee. Il dato dell’undicesimo bando, con 422 Mw assegnati, segnala che il meccanismo continua a muovere investimenti. La verifica vera, come spesso accade nell’energia, arriverà nei mesi successivi: quando i progetti ammessi dovranno trasformarsi in impianti collegati, funzionanti, e capaci di produrre elettricità da fonti rinnovabili.

Change privacy settings
×