Ecologia

Rifiuti elettronici in vacanza: come smaltirli senza errori

Mani che ordinano in un cassetto cavi, caricabatterie, pile esauste, telecomando e smartphone con schermo rotto, con
Riordinare cassetti e piccoli dispositivi prima della partenza aiuta a smaltire correttamente Raee e batterie esauste.

Prima delle partenze estive, quando in molte case si riordinano cassetti, bagagli e piccoli dispositivi dimenticati, Ecolight ha diffuso una guida per aiutare cittadini e consumatori a smaltire correttamente Raee e batterie esauste, evitando che smartphone rotti, caricabatterie, cuffie e pile finiscano nei rifiuti sbagliati o restino inutilizzati per anni.

Raee, non solo grandi elettrodomestici: cosa finisce davvero nella raccolta

Quando si parla di Raee, cioè Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, il pensiero corre spesso a frigoriferi, lavatrici, televisori o computer. In realtà la categoria comprende anche oggetti molto più piccoli e comuni: smartphone, tablet, caricabatterie, cuffie, auricolari, spazzolini elettrici, rasoi, phon da viaggio, mini ventilatori portatili, e-reader e giocattoli elettronici. Dispositivi che, una volta arrivati a fine vita, non devono essere gettati nell’indifferenziato.

Il punto, spiega Ecolight, è proprio questo: molti di questi apparecchi restano nascosti nei cassetti, magari insieme a vecchi cavi, telecomandi senza batterie o alimentatori di telefoni non più in uso. Sembrano oggetti senza valore, quasi scarti domestici qualunque. E invece contengono materiali recuperabili, ma anche componenti che richiedono un trattamento corretto.

“I piccoli Raee sono quelli che più facilmente sfuggono alla raccolta differenziata”, ha osservato Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. “Le loro dimensioni ridotte fanno sì che vengano conservati in casa oppure, nei casi peggiori, conferiti in modo scorretto, perché a volte non si è nemmeno consapevoli di avere per le mani un Raee”. Una frase che fotografa bene una scena frequente: il caricabatterie rotto lasciato in cucina, le cuffie non funzionanti nel comodino, il vecchio telefono rimasto lì “nel caso servisse”.

Prima di partire, lo svuotacassetti può diventare una buona abitudine

Il periodo che precede le vacanze, tra valigie da chiudere e casa da sistemare, può diventare l’occasione per fare ordine anche tra i dispositivi elettronici inutilizzati. Ecolight parla di uno “svuotacassetti” semplice: controllare cosa non funziona più, separare i prodotti elettrici ed elettronici dagli altri rifiuti e portarli nei luoghi giusti. Non serve aspettare l’autunno, né accumulare per anni oggetti ormai inutili.

Vecchi telefoni, telecomandi, alimentatori, cavi, cuffie e piccoli elettrodomestici fuori uso possono essere conferiti nei centri di raccolta comunali, secondo le modalità previste dal proprio Comune. In alternativa, si può ricorrere ai punti vendita che effettuano il ritiro gratuito dei Raee, come stabilito dalla normativa. Il meccanismo più conosciuto è quello dell’“1 contro 1”: si restituisce il vecchio dispositivo quando se ne acquista uno nuovo con funzione equivalente.

C’è poi l’“1 contro 0”, meno noto ma utile: nei grandi negozi di elettronica è possibile consegnare piccoli Raee senza comprare nulla. Una soluzione pensata proprio per quei dispositivi di dimensioni ridotte che, se non intercettati, finiscono per restare in casa o, peggio, nel sacco sbagliato. Anche le pile esauste, comprese quelle ricaricabili, possono essere portate nei negozi o nei contenitori dedicati. La regola è una: mai insieme ai rifiuti indifferenziati.

Durante il viaggio, batterie e dispositivi rotti non vanno abbandonati

In vacanza, tra power bank, fotocamere, cuffie wireless e piccoli ventilatori portatili, il numero di batterie e apparecchi elettronici in valigia è cresciuto molto. Può capitare che un accumulatore smetta di funzionare, che un cavo si danneggi o che un dispositivo cada e non si accenda più. In quel momento, magari in albergo o in una casa in affitto, la tentazione è liberarsene in fretta. Ed è proprio lì che serve attenzione.

Se nella località di soggiorno sono presenti punti di raccolta dedicati, spiega Ecolight, è possibile utilizzarli seguendo le indicazioni del Comune o della struttura ospitante. Altrimenti la soluzione più corretta è conservare il rifiuto elettronico fino al rientro e conferirlo nei canali adatti. Una batteria esausta, un power bank danneggiato o un piccolo apparecchio non funzionante non vanno lasciati nei cestini stradali, in spiaggia o nei contenitori generici.

La raccomandazione vale anche per le pile ricaricabili e per gli accumulatori delle fotocamere, oggetti ormai abituali nelle borse da viaggio. Sono piccoli, pesano poco, ma richiedono una gestione separata. “Meglio riportarli a casa che buttarli dove capita”, è il senso dell’indicazione rilanciata dal consorzio. Una precauzione minima, ma utile per evitare dispersioni e facilitare il recupero dei materiali.

Il riciclo dei piccoli Raee: materiali recuperati e meno sprechi

Ogni Raee raccolto correttamente può diventare una risorsa. Attraverso gli impianti di trattamento, infatti, è possibile recuperare metalli, plastiche, vetro e altre materie prime da reimmettere nei cicli produttivi. Non è solo una questione di ordine domestico o di rispetto delle regole: dietro a un vecchio caricabatterie o a un telefono non più utilizzabile ci sono materiali che possono avere una seconda vita.

“Conferire correttamente Raee e batterie significa dare nuova vita ai materiali contenuti nei dispositivi e ridurre lo sfruttamento delle risorse, oltre a evitare la dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente”, ha sottolineato Giancarlo Dezio. Il direttore generale di Ecolight ha ricordato anche un dato sul recupero: per ogni tonnellata di rifiuti del raggruppamento R4, quello dei piccoli Raee, oltre 830 chilogrammi sono stati avviati a recupero di materia.

Il messaggio, alla fine, è concreto: prima di partire si può aprire un cassetto, controllare cosa non serve più e scegliere il conferimento corretto. Durante il viaggio, se qualcosa si rompe, si può aspettare il rientro o cercare un punto di raccolta. Dopo le vacanze, lo stesso gesto chiude il cerchio. Piccole abitudini, certo, ma con un effetto reale sulla gestione dei rifiuti elettronici e delle batterie esauste.

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