Perché d’inverno la bolletta del gas aumenta così tanto
In inverno la bolletta del gas aumenta soprattutto perché entra in gioco il riscaldamento. Nei mesi freddi, infatti, il gas non viene utilizzato solo per cucinare e produrre acqua calda sanitaria, ma soprattutto per mantenere gli ambienti a una temperatura confortevole.
Nelle abitazioni con impianto tradizionale a metano, soprattutto nelle zone climatiche più fredde, il riscaldamento può rappresentare la quota principale dei consumi annuali. Per questo dicembre, gennaio e febbraio sono spesso i mesi più costosi: l’impianto resta acceso più a lungo e deve compensare continuamente la differenza tra temperatura interna ed esterna.
Anche l’efficienza dell’edificio ha un peso decisivo. Una casa poco isolata, con infissi datati, muri non coibentati, ponti termici o tetto non isolato, disperde calore più rapidamente e richiede quindi più energia per mantenere la stessa temperatura interna. Al contrario, un edificio ben isolato conserva meglio il calore e permette all’impianto di lavorare meno.
La zona geografica incide a sua volta sui consumi. Al Nord la stagione di riscaldamento è generalmente più lunga e le temperature esterne sono mediamente più basse rispetto a molte aree del Centro-Sud. Anche vento, esposizione dell’edificio ed escursioni termiche possono aumentare le dispersioni.
Accanto a questi fattori strutturali ci sono poi le abitudini quotidiane, sulle quali è possibile intervenire più facilmente.
Abitudini legate al riscaldamento che fanno consumare di più
Una delle abitudini che incidono maggiormente è impostare il termostato troppo in alto. Negli ambienti di soggiorno, una temperatura intorno ai 19–20 °C è generalmente sufficiente per garantire comfort, mentre nelle camere da letto può essere adeguata anche una temperatura leggermente inferiore. Portare stabilmente gli ambienti a 22–24 °C aumenta invece il lavoro richiesto alla caldaia e, di conseguenza, i consumi.
Anche lasciare il riscaldamento acceso per molte ore quando la casa è vuota può generare sprechi. L’impianto continua infatti a compensare le dispersioni termiche senza un reale beneficio. Una gestione programmata tramite cronotermostato o sistemi smart permette di concentrare il riscaldamento nelle fasce orarie in cui la casa viene effettivamente utilizzata.
Lo stesso vale per le stanze poco frequentate. Riscaldare allo stesso livello soggiorno, corridoi, ripostigli e camere inutilizzate significa aumentare inutilmente il volume da mantenere caldo. Le valvole termostatiche consentono di regolare meglio la temperatura stanza per stanza.
Un altro errore frequente riguarda le dispersioni. Finestre lasciate socchiuse per molto tempo, spifferi, cassonetti non isolati o porte aperte tra ambienti con temperature diverse aumentano la perdita di calore. Per il ricambio d’aria è preferibile spalancare le finestre per pochi minuti, indicativamente 5–10, invece di lasciarle aperte a lungo.
Anche la posizione dei radiatori conta. Tende pesanti, mobili o bucato possono ostacolare la corretta circolazione dell’aria calda e rallentare il riscaldamento della stanza. Mantenere i termosifoni liberi aiuta a distribuire meglio il calore.
La manutenzione dell’impianto è un altro aspetto da non trascurare. Radiatori con aria all’interno del circuito possono scaldarsi in modo irregolare, mentre una caldaia poco efficiente o non correttamente regolata può richiedere più gas per produrre lo stesso calore.
Quando invece il generatore è datato e si sta valutando una sostituzione, può essere utile confrontare anche le soluzioni a condensazione disponibili sul mercato. Tra le realtà del settore c’è Sirotec, che propone caldaie a condensazione in promozione e può rappresentare una delle opzioni da prendere in considerazione per il rinnovo dell’impianto.
Pressione della caldaia: quando controllarla
La pressione dell’impianto termico è un parametro utile per verificare che la caldaia lavori correttamente. In molti impianti domestici, a caldaia fredda, il valore si trova indicativamente tra 1 e 1,5 bar, ma il dato corretto deve sempre essere verificato sul manuale del proprio modello.
Durante il funzionamento è normale che la pressione aumenti leggermente a causa dell’espansione dell’acqua riscaldata. Se però scende frequentemente sotto i valori consigliati oppure supera stabilmente circa 2,5–3 bar, può esserci un’anomalia.
Una pressione troppo bassa può provocare blocchi della caldaia o una circolazione insufficiente dell’acqua nel circuito. Una pressione troppo alta può invece far intervenire la valvola di sicurezza e aumentare lo stress su alcuni componenti.
Se è necessario rabboccare spesso l’impianto, se la pressione sale rapidamente durante il funzionamento o se sono presenti perdite, è preferibile non limitarsi a correggere il valore ma far individuare la causa da un tecnico qualificato. Possibili problemi possono riguardare perdite, valvola di carico o vaso di espansione.
Per un controllo di routine è sufficiente osservare periodicamente il manometro con l’impianto freddo e confrontare il valore con quello indicato dal produttore. Gli interventi su componenti interni, valvole, scambiatori o perdite devono invece essere affidati a personale qualificato.
Abitudini in cucina che aumentano il consumo di gas
Rispetto al riscaldamento, i consumi della cucina incidono meno sulla bolletta invernale, ma possono comunque essere ridotti con alcune accortezze.
Cuocere senza coperchio aumenta la dispersione di calore e prolunga il tempo necessario per portare i cibi a temperatura. Anche utilizzare una fiamma molto più larga del fondo della pentola è inefficiente, perché parte del calore finisce sui lati del recipiente e nell’ambiente.
È quindi utile scegliere un fornello proporzionato alla pentola e ridurre la fiamma una volta raggiunto il bollore. Quando possibile, si può anche sfruttare il calore residuo spegnendo il fornello poco prima della fine della cottura.
Per alcune preparazioni, la pentola a pressione può ridurre sensibilmente i tempi. Il microonde può invece risultare conveniente per scaldare piccole porzioni, evitando di accendere il fornello per operazioni brevi.
Acqua calda sanitaria: docce e temperatura fanno la differenza
Anche l’acqua calda sanitaria richiede gas. Docce molto lunghe e temperature eccessivamente elevate aumentano sia il volume d’acqua da riscaldare sia l’energia necessaria.
In genere una doccia di durata moderata richiede meno acqua rispetto a un bagno in vasca. Ridurre di qualche minuto la durata della doccia e impostare una temperatura confortevole ma non eccessiva può quindi diminuire i consumi senza penalizzare significativamente il comfort.
È inoltre utile evitare di lasciare scorrere inutilmente l’acqua calda, per esempio durante l’attesa o mentre ci si insapona.
Lavatrice e lavastoviglie incidono soprattutto sui consumi elettrici nelle abitazioni in cui riscaldano autonomamente l’acqua, ma resta comunque conveniente utilizzarle a pieno carico e scegliere programmi eco quando appropriati.
Come abbassare la bolletta del gas in inverno
Per ridurre i consumi è più efficace intervenire su più fattori contemporaneamente piuttosto che concentrarsi su una sola abitudine.
- Mantieni temperature ragionevoli: circa 19–20 °C negli ambienti principali sono spesso sufficienti.
- Programma il riscaldamento: evita di mantenere la casa alla stessa temperatura per tutta la giornata se rimane vuota per molte ore.
- Regola le stanze separatamente: usa le valvole termostatiche dove disponibili.
- Riduci le dispersioni: controlla spifferi, infissi e cassonetti e abbassa tapparelle o persiane nelle ore più fredde.
- Arieggia rapidamente: meglio pochi minuti con finestre completamente aperte che molte ore con una finestra socchiusa.
- Non coprire i radiatori: tende e mobili possono ridurre la diffusione del calore.
- Mantieni efficiente l’impianto: verifica periodicamente pressione e funzionamento e rispetta gli interventi di manutenzione previsti.
- In cucina usa il calore in modo efficiente: coperchio, fornello adatto e fiamma proporzionata.
- Limita gli sprechi di acqua calda: docce più brevi e temperature non eccessive.
Il modo migliore per capire se queste correzioni stanno funzionando è confrontare nel tempo i consumi effettivi, preferibilmente in metri cubi di gas, tenendo conto anche delle differenze climatiche tra un periodo e l’altro. Una bolletta più alta, infatti, non dipende sempre da una cattiva abitudine: temperature esterne più rigide, variazioni di prezzo e caratteristiche dell’abitazione possono influire in modo significativo sul risultato finale.








