Ecologia

Dopo l’estate rovente arriva l’autunno: cosa ci aspetta davvero

Costa mediterranea vista dall’alto con terra arida e crepata in primo piano e nuvole temporalesche all’orizzonte
Terra secca e mare calmo sotto nubi in arrivo, immagine della transizione tra caldo estremo estivo e instabilità autunnale.

L’estate meteorologica 2026 si chiude in Italia, tra giugno e agosto, con un bilancio ancora provvisorio ma già segnato da un caldo fuori scala in Europa occidentale, mentre Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del Cnr-Ibe e commissario straordinario del Consorzio Lamma (Regione Toscana-Cnr), in un’analisi ad Adnkronos invita ad attendere i dati nazionali definitivi prima di collocare la stagione nella classifica italiana delle più calde.

Estate 2026, il caldo record in Europa occidentale e il quadro italiano

Il dato più solido, per ora, riguarda il contesto europeo: secondo Copernicus, il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il più caldo mai osservato nell’Europa occidentale, con una temperatura media di 21,62 gradi, pari a +2,79 °C rispetto al periodo 1991-2020. «Possiamo dire che il contesto è eccezionale», ha spiegato Meneguzzo, precisando però che la posizione dell’intera estate italiana potrà essere definita solo dopo la chiusura e la validazione delle serie nazionali.

In Italia, il segnale più netto si è visto soprattutto a luglio, quando ampie aree dell’Italia occidentale hanno registrato anomalie mensili comprese tra +3 e +5 °C. Non è ancora disponibile, ha chiarito il ricercatore, una media nazionale definitiva e comparabile di temperature massime e minime. Eppure alcuni indicatori parlano già con forza: il caldo non è stato soltanto intenso, ma persistente, con notti molto calde e una lunga permanenza delle masse d’aria roventi sul settore mediterraneo occidentale.

Mediterraneo molto caldo, quattro ondate in Europa e differenze regionali

Un ruolo centrale lo ha avuto anche il mare. Secondo Copernicus Marine, luglio 2026 è stato il mese di luglio più caldo nel Mediterraneo dal 1993, con una temperatura media di 27,07 gradi, margine di incertezza ±0,27 °C, e il 94% del bacino sopra la climatologia 1993-2022. Nel settore marino a ovest della Toscana, il valore ha toccato 27,7 °C, circa +3,9 °C sulla media 1991-2020 e 0,93 °C oltre il precedente massimo della serie Noaa, avviata nel 1982.

Quanto alle ondate di calore, Copernicus ne ha individuate quattro principali nell’Europa occidentale tra maggio e luglio, ma Meneguzzo avverte che quel numero non può essere trasferito meccanicamente all’Italia. Nel nostro Paese le fasi calde sono state più articolate, con differenze tra Nord, Centro e Sud, dalla fine di maggio fino ad agosto. «L’eccezionalità emerge soprattutto dalla persistenza del calore», ha detto, richiamando anche la concomitante ondata di calore marina, un fattore che può incidere su umidità, notti tropicali e intensità degli episodi temporaleschi successivi.

Siccità, temporali severi e il caso della Toscana ad agosto

Il quadro delle precipitazioni non ha avuto un solo segno per tutta l’Italia. L’Osservatorio europeo della siccità, nell’analisi pubblicata il 26 agosto e riferita alla metà del mese, indicava condizioni di allerta in alcune zone del Nord, livelli di “warning” in diverse aree settentrionali e centrali, e una situazione più frammentata altrove, con settori in osservazione e locali segnali di recupero al Centro-Sud. «Non bisogna confondere pioggia e siccità», ha spiegato Meneguzzo: un nubifragio può provocare allagamenti in poche ore senza ricostituire le riserve nei suoli, nei fiumi o nelle falde.

Non sono mancati, infatti, gli eventi estremi. Oltre al caldo atmosferico e marino, si sono verificati temporali severi con piogge torrenziali, grandine, raffiche convettive e allagamenti rapidi. Un caso recente è quello del 20-21 agosto in Toscana: secondo i dati preliminari delle reti regionali, nell’area di Bagnone, in Lunigiana, i cumulati dell’evento sono arrivati fino a circa 370 millimetri, con raffiche oltre i 100 chilometri orari e più di 30mila fulminazioni. Numeri che, letti da soli, non raccontano tutta la stagione. Ma ne mostrano bene gli estremi.

El Niño, crisi climatica e previsioni per l’autunno

La domanda, ora, è se l’estate 2026 rappresenti una nuova normalità. Meneguzzo frena: non nel senso che ogni estate futura sarà identica a questa. Una singola stagione conserva sempre una quota di variabilità naturale, ma il riscaldamento climatico sposta l’intera distribuzione delle temperature, rendendo più probabili, intense e persistenti condizioni che in passato erano rare. Nel tratto di mare a ovest della Toscana, per esempio, la temperatura superficiale media di luglio cresce di circa +0,67 °C per decennio dal 1982.

C’è poi il tema di El Niño, la fase calda dell’oscillazione tra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale. Nel 2026, secondo Noaa/Cpc, il fenomeno si è rafforzato rapidamente e ha oltre il 90% di probabilità di raggiungere intensità molto forte nell’autunno-inverno. Può aver contribuito al contesto globale molto caldo, ha ammesso Meneguzzo, ma non va indicato come causa unica o diretta del caldo italiano: le ragioni più vicine stanno nelle configurazioni della circolazione atmosferica, sovrapposte alla tendenza climatica di lungo periodo.

Per l’autunno 2026, il segnale più robusto riguarda temperature probabilmente sopra la norma. Più incerto, invece, il quadro delle piogge. Il Mediterraneo trattiene ancora molto calore e, quando arriva la configurazione atmosferica adatta, può amplificare gli episodi intensi. Ma oggi, avverte il ricercatore, non si può annunciare un numero o un’intensità dei nubifragi: serviranno previsioni stagionali per i mesi, prodotti sub-stagionali per le settimane, ensemble per i giorni e osservazioni in tempo reale per le ore.

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