Green Economy

Elettrificazione industriale: l’Europa può risparmiare fino a 260 miliardi di euro

L'elettrificazione dell'industria europea potrebbe generare fino a 260 miliardi di euro di risparmi annui, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzando

Elettrificazione industriale: fino a 260 miliardi di euro di risparmi per l'Europa

Un’analisi presentata a NetZero Milan nell’ottobre 2026 ridisegna i termini del dibattito sulla transizione industriale europea: l’elettrificazione dell’industria europea potrebbe generare risparmi fino a 260 miliardi di euro all’anno per l’intera economia del continente. Non si tratta di una proiezione teorica legata a scenari ottimistici lontani nel tempo, ma di un obiettivo ancorato a un piano concreto con una scadenza precisa: portare l’elettricità al 46% dei consumi finali di energia entro il 2040.

Cosa dice davvero l’analisi di NetZero Milan

Il dato dei 260 miliardi di euro annui riguarda l’economia europea nel suo complesso, non solo un settore specifico. La logica di fondo è relativamente diretta: una quota significativa dei processi industriali oggi alimentati da combustibili fossili è già tecnicamente elettrificabile. Il problema non è quindi soltanto tecnologico, ma anche economico e strutturale.

Passare dall’uso del gas o del petrolio all’elettricità nei processi produttivi riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili — con tutto ciò che questo comporta in termini di volatilità dei prezzi e vulnerabilità geopolitica. Il risparmio stimato non deriva quindi solo dall’efficienza energetica in senso stretto, ma anche dalla stabilizzazione dei costi operativi che l’elettrificazione può garantire nel lungo periodo, soprattutto quando l’elettricità proviene da fonti rinnovabili la cui produzione ha costi marginali molto bassi.

L’obiettivo del 46% di elettricità nei consumi finali entro il 2040 rappresenta una soglia ambiziosa rispetto ai livelli attuali. Oggi l’elettricità copre una quota ancora minoritaria dei consumi energetici industriali europei, con processi termici ad alta temperatura — come quelli della ceramica, del vetro, della chimica o della siderurgia — che restano in larga parte dipendenti da gas naturale o altri combustibili.

→ Leggi anche: Imprese italiane penalizzate: i prezzi di elettricità e gas più alti d'Europa nel 2025

Perché l’elettrificazione dell’industria europea è una questione di competitività

Inquadrare questo tema solo come una scelta ambientale sarebbe riduttivo. La competitività industriale è al centro dell’analisi presentata a NetZero Milan, e non a caso: negli ultimi anni le imprese europee hanno subito una pressione crescente sui costi energetici, aggravata dalle tensioni sui mercati del gas. La dipendenza dai combustibili fossili non è solo un problema climatico — è un fattore di rischio economico strutturale.

L’elettrificazione consente alle imprese di svincolarsi, almeno in parte, da mercati energetici volatili. Un’industria che si alimenta prevalentemente di elettricità può accedere a contratti di fornitura a lungo termine con produttori di rinnovabili, stabilizzando i propri costi in modo molto più prevedibile rispetto a chi acquista gas sui mercati spot. Questo vantaggio competitivo diventa ancora più rilevante se si considera che molti concorrenti extra-europei — in particolare negli Stati Uniti e in Asia — stanno investendo massicciamente nelle stesse tecnologie.

C’è poi la questione del carbon border adjustment mechanism, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che impone costi aggiuntivi sulle importazioni di prodotti ad alta intensità di emissioni. Per le imprese europee, elettrificarsi significa anche ridurre l’esposizione ai costi del sistema ETS e rafforzare la propria posizione sui mercati internazionali.

I processi industriali già elettrificabili: una finestra aperta

L’analisi sottolinea un punto spesso sottovalutato: molti processi industriali alimentati da combustibili fossili sono già oggi elettrificabili con le tecnologie disponibili. Pompe di calore industriali, forni elettrici, caldaie a resistenza e sistemi di riscaldamento a induzione sono soluzioni mature, non prototipi da laboratorio.

Il problema è che la transizione richiede investimenti iniziali significativi, e molte imprese — soprattutto le piccole e medie — non dispongono della liquidità o degli incentivi necessari per affrontare la sostituzione degli impianti. Questo è il nodo che la politica industriale europea deve sciogliere: rendere economicamente accessibile una transizione che dal punto di vista tecnico è già percorribile.

→ Leggi anche: Italia ha il rapporto più alto d'Europa tra prezzi elettrici e del gas: ostacolo all'elettrificazione

Non si tratta nemmeno di un percorso uniforme. Processi a bassa e media temperatura sono generalmente più facili da elettrificare rispetto a quelli che richiedono calore ad altissima intensità. La siderurgia, per esempio, ha bisogno di soluzioni come i forni ad arco elettrico — tecnologia esistente ma che richiede infrastrutture di rete adeguate e disponibilità di elettricità a basso costo in modo continuativo.

Il 2040 come orizzonte: cosa significa concretamente

Raggiungere il 46% di elettricità nei consumi finali entro il 2040 non è automatico. Richiede una combinazione di espansione delle rinnovabili, potenziamento delle reti elettriche, aggiornamento degli impianti industriali e, probabilmente, revisione degli assetti tariffari che oggi in molti paesi penalizzano i grandi consumatori industriali di elettricità rispetto ai consumatori di gas.

La coerenza tra politica energetica e politica industriale è quindi una condizione necessaria, non un dettaglio. Se il costo dell’elettricità per le imprese rimane strutturalmente più alto del gas — come è avvenuto per anni in molti paesi europei, Italia inclusa — l’incentivo all’elettrificazione si indebolisce, indipendentemente dai vantaggi climatici e dalla disponibilità tecnologica.

Per approfondire il quadro europeo sulla transizione energetica industriale, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) pubblica analisi aggiornate sui percorsi di decarbonizzazione del settore industriale a livello globale e continentale.

I 260 miliardi di euro di risparmio potenziale rimangono un’indicazione di scenario, non una certezza automatica. Ma la direzione indicata dall’analisi presentata a NetZero Milan è chiara: l’elettrificazione dell’industria europea non è solo una risposta alle emergenze climatiche, ma una delle leve più concrete per ridurre la dipendenza energetica del continente e costruire una base produttiva più stabile nel lungo periodo. Quanto velocemente e con quali strumenti questa transizione avverrà dipenderà in larga misura dalle scelte di politica industriale ed energetica dei prossimi anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×