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Tutti gli articoli con tag mini eolico

Pisa, si spezza una pala eolica: sfiorata la tragedia

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratore eolicoNella trasmissione televisiva “Mi Manda Rai 3”, andata in onda venerdì scorso, mi ha particolarmente interessato un caso di cronaca accaduto circa una decina di giorni fa. In studio si è parlato di una tragedia sfiorata a Casette di Capannoli in provincia di Pisa, dove una pala di un piccolo impianto eolico privato si è staccata all’improvviso cadendo nel giardino di una casa vicina.

La tragedia è stata appena sfiorata in quanto soltanto qualche minuto prima dell’accaduto, nel punto in cui è caduto il rottame dell’aerogeneratore, era passato il proprietario dell’abitazione. Per Simone Togni, segretario generale dell’Anev ed ospite in studio nella trasmissione, quello di Capannoli sarebbe il primo caso al mondo di un incidente di questo tipo.

Togni, inoltre, ha sottolineato come l’incidente sia stato determinato da un guasto anomalo all’impianto frenante e che le possibilità che un simile episodio (ri)accada siano davvero remote. Ma molti degli ospiti in studio, fra cui i protagonisti della vicenda (su tutti il vicino di casa) hanno espresso le loro perplessità. Pomo della discordia ovviamente la questione relativa alle distanze di sicurezza.

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A Milano le giornate della microgenerazione

pubblicato da Marina

A Milano le giornate dedicate alla microgenerazione Si svolgeranno a Milano, dal 9 al 10 marzo le Giornate della microgenerazione, giunte alla quarta edizione. L’appuntamento è organizzato da e-Gazzette e nella prima giornata tratterà di “Fonti rinnovabili: novità tecnologiche e integrazione” durante la quale saranno fornite anticipazioni in merito alle nuove tariffe incentivanti e al conto energia. La seconda giornata è dedicata a “Cogenerazione diffusa: verso l’integrazione nel sistema energetico”. Gli incontri si terranno all’Hotel Michelangelo e la registrazione è gratuita.

Durante gli appuntamenti sarà dato ampio spazio agli approfondimenti su neo-fonti energetiche carbon-free e carbon-neutral e all’efficienza energetica attiva e passiva alla luce di normative e regolamenti locali.

Spiegano gli organizzatori nel comunicato stampa:

Lo svolgimento prevede l’illustrazione generale delle caratteristiche di ciascuna tecnologia oggi disponibile sul mercato completata dalla presentazione di esempi di successo realizzati, attraverso i quali i partecipanti potranno immediatamente individuare le proprie opportunità di intervento e di ritorno economico. Particolare attenzione verrà dedicata al capitolo incentivi e possibilità di finanziamento, sia attraverso i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) e i Certificati Verdi (CV), sia attraverso i canali del credito.

Per ulteriori informazioni visitate il sito microgenforum.

Foto | Flickr

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Minieolico: il punto della situazione in Italia

pubblicato da Simone Muscas

Piccola turbina eolicaSu Ecoblog abbiamo più volte parlato di minieolico sottolineando come la diffusione di questa tecnologia in Italia avesse serie difficoltà a prendere piede. Lo scorso anno, dopo estenuanti attese, lo Stato ha finalmente reso operativa la tariffa omnicomprensiva per la diffusione del minieolico nel nostro Paese.

Quest’incentivazione prevede in sostanza l’erogazione di una tariffa pari a 0,30 euro per kWh netto immesso in rete, per un periodo di quindici anni dal momento di entrata in funzione dell’impianto. L’incentivo è nettamente inferiore rispetto a quello elargito ai possessori di impianti fotovoltaici, tuttavia, almeno sulla carta, i risultati dovrebbero essere garantiti dal fatto che il piccolo eolico ha in media un costo compreso tra 1.400 e 2.000 euro a kW di potenza installata, rispetto ai prezzi tripli (se non quadrupli) del fotovoltaico.

Eppure c’è un segno meno da registrare. Sembrerebbe infatti che nei primi sei mesi in cui questa incentivazione è stata attivata, i nuovi impianti entrati in funzione siano stati appena 24. Se di goccia nell’oceano si può parlare, il dato è davvero desolante. Attenzione però: probabilmente è ancora presto per dire che il sistema di incentivazione sia un fallimento.

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Gli italiani sognano una casa ecosostenibile

pubblicato da Marina

Una casa passiva, il sogno degli italiani

Gli italiani sognano una casa ecologica, sostenibile e passiva. Infatti secondo un sondaggio condotto da Casa.it, il 62,9% del campione di 800 persone intervistate negli ultimi mesi del 2009, dichiara che vorrebbe come casa una costruita secondo i principi della bioedilizia e il 68,4% la vorrebbe in legno e calcestruzzo. Ma c’è un dato più generale che sorprende e è il seguente: il 43,6% degli intervistati sceglie i prodotti o i beni in base alla sua ecosostenibilità, fattore determinante per il 53% con il rapporto prezzo/risparmio

Purtroppo la realtà però non premia le buone intenzioni, infatti il 58,4% non abita in edifici ecocompatibili; il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo principi di eco sostenibilità, ma il 56,8% prevede di ristrutturare la propria casa per risparmiare energia mentre il 17,5% ha già terminato le ristrutturazioni. Però gli intervistati si dicono attenti all’ambiente, tanto che il il 67,3% dichiara di effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti, il 59,6% di usare lampadine alogene, fluoro-compatte o LED, il 56,3% usa elettrodomestici di classe A, il 47,4% serramenti a elevato isolamento termoacustico e il 40,4% caldaie a condensazione. Sono ritenuti interessanti i prodotti della domotica come interruttori intelligenti, timer ecc. Inoltre il 29,5% punta su articoli di elettronica di consumo ecosostenibili, il 6,6% sceglie tessuti bio mentre il 15,6% sceglie materiali riciclabili o riciclati come come alluminio, vetro e plastica e il 21,3% acquista oggetti ecologici verniciati a acqua.

Infine l’indagine condotta da Case.it ha sondato anche il campo delle certificazione energetiche, obbligatorie dal luglio 2009. Ebbene, risulta che solo il 19,4% degli immobili in vendita ne è provvisto, al 28,8% è stata assegnata la Classe A, solo il 6,6% è dotato di un impianto fotovoltaico, il 5,9% di pannelli solare vetro-vetro e lo 0,8% di un impianto mini-eolico.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

Ventol0ne 2.0, autocostruirsi un generatore microeolico

pubblicato da Marina

Ventol0ne:autoscostruirsi un generatore minieolico

Il Progetto Ventil0ne nasce come opportunità da portare nei paesi in via di sviluppo per aiutare le popolazioni locali a approvviggionarsi di energia. Il progetto, però a mano a mano è cresciuto e così anche l’aerogeneratore, costruito sempre però con materiali poveri. Un futuro ingegnere ci ha costruito la sua tesi di laurea e anche probabilmente il suo futuro lavorativo.

Leggo sul blog:

Ci si propone la realizzazione di un generatore micro-eolico a basso costo e basso contenuto tecnologico, e successivamente di una cooperativa di produzione in Paesi in Via di Sviluppo, da vendersi a un prezzo accessibile alla popolazione locale. Il generatore sarà coperto da una qualche forma di brevetto aperto, in modo che sia facilmente replicabile e diffondibile.

Via | Inventiamoci1sviluppo

Finanziarsi un impianto mini-eolico

pubblicato da Marina

Mini eolico anche in Italia con Enelsi Enelsi e Prestitempo - Deutsche Bank hanno presentato un piano per finanziare impianti mini eolici. La resa, assicurano, è interessante e gli aerogeneratori possono essere installati in villette, agriturismi o barche.

Scrive Lavori in casa:

Gli aerogeneratori più piccoli (qualche chilowatt) hanno dimensioni contenute e si prestano ad essere installati ad altezze contenute (6-9 m). Quelli di taglia più elevata (oltre 50 chilowatt) possono necessitare di altezze di posizionamento dal suolo più impegnative (oltre 30 m).

Ho provato a fare la simulazione, iscrivendomi al portale Enel.si per capire quanto costa un impianto mini-eolico in una zona con fascia vento tra 3.1 m/s e 4 m/s; i costi variano tra i 4500 euro e i 25mila, ovviamente con erogazioni diverse. Si va da un aerogeneratore da 1 kW che produrrebbe 339 kWh/anno e un costo di 45 euro di manutenzione all’anno; mentre un aerogeneratore da 6 kW produce, secondo stima, 3.563 kWh/anno, costa 24mila euro e la manutenzione è di 240 euro all’anno. Ripagati 0,30 cent per ogni kWh ma senza scambio sul posto.

Ricordo che secondo uno studio del Carbon Trust inglese, una sorta di Autorità per l’energia, il mini eolico cittadino spesso non è produttivo e conveniente, anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2, come si crede. A chi dare retta?

Foto | Flickr

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Minieolico a San Giuliano Milanese

pubblicato da Gianluca Pezzi

Mini eolico in funzione a San Giuliano Milanese. Abbiamo trovato per caso questo video e abbiamo deciso di proporlo per la simpatica schiettezza dei partecipanti: “5 volt, cosa vuoi che si accenda?“.

La descrizione del video è un po’ più “imponente”, ovvero “autocostruzione di un generatore eolico da 1 MegaWatt alla Cascina Brera di S. Giuliano Milanese”. Se son rose fioriranno: in bocca al lupo a tutti.

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Avanza il mini eolico italiano, ma lo Stato sta a guardare

pubblicato da Simone Muscas

Mini eolicoLeggevo qualche giorno fa su Ecoblog una segnalazione fatta da Rolloden relativa alla commercializzazione di una piccola turbina eolica totalmente made in Italy. Partendo da questo spunto mi sono preso la briga di cercare quali aziende italiane producano questo tipo di tecnologia. Oltre alla già segnalata Deltatronic ne ho trovato delle altre che annoverano nella loro gamma di prodotti piccoli aerogeneratori, fra queste: Ropatec, Flexienergy, Jonica Impianti, Blu Mini Power.

La maturità di queste tecnologie è ormai abbastanza elevata e, in condizioni di buona ventosità (di norma luoghi con una media di almeno 4 o 5 m/s), si può avere una buona produzione elettrica, superiore in alcuni casi, a quella che si avrebbe a parità di potenza dai pannelli fotovoltaici. Sopratutto per case isolate, centri commerciali o fabbricati industriali potrebbe essere un’ottima soluzione alternativa. A tal proposito verrebbe da chiedersi il motivo per cui la tecnologia non prenda piede in Italia.

Mettendo per un attimo da parte i noti svantaggi (rumorosità delle macchine, manutenzione, difficile predicibilità del vento), vi è infatti un aspetto che probabilmente più di tutti frena la crescita del settore, ovvero l’immobilità del governo in materia di incentivazione al mini eolico.

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UK, mini eolico in città: per il Carbon Trust è antieconomico e inquina

pubblicato da Marina

La copertina del rapporto del carbon trustSecondo lo studio Carbon Trust Study Clarifies The Potential Of Small-Scale Wind Energy del Carbon Trust e Met Office, istituito dal Governo Britannico nel 2001 come azienda indipendente con l’obiettivo di accelerare il passaggio verso una economia a basse emissioni di carbonio, è stato rilevato che le turbine mini eoliche installate in città non solo non producono energia a sufficienza ma costano anche in termini di emissioni di C02.

Infatti nelle zone urbane e suburbane la velocità di vento non è abbastanza elevata, tanto da giustificare la spesa energetica per installare i mulini sul tetto di casa. E per essere efficienti, raccomandano nel rapporto, le turbine si devono trovare ad almeno 11 metri di altezza.

Una doccia fredda per il Governo scozzese che puntava a promuovere le pale micro eoliche sul suo territorio in un ottica di microgenerazione, favorendole con l’eliminazione dei permessi per le turbine alte meno di 10 mt. E un bagno per i proprietari di casa che potevano ottenere una sovvenzione di 2500 sterline mentre agli enti e alle organizzazioni no-profit veniva rimborsata il 50% della spesa.

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Sgarbi & Crocetta: "Eolico ladro di bellezza"

pubblicato da Marina

Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi Lo show di Vittorio Sgarbi neo sindaco di Salemi, ha avuto inizio. E lo ha fatto alla sua maniera: urlato e scoppiettante.

La location è stata il Kempinski Hotel Giardino di Costanza dove ieri alle 13,30 ha radunato giornalisti, intellettuali e in compagnia di Rosario Crocetta sindaco di Gela, ha aperto la sua conferenza stampa contro le pale eoliche.

Anzi, come ha detto lui: “contro l’orrore delle pale eoliche”. La battaglia di Sgarbi è iniziata in concomitanza alla sua elezione di Sindaco di Salemi per evitare che sul territorio del suo comune siano installati i nuovi impianti eolici che secondo il critico d’arte deturperebbero in maniera irreversibile il territorio.

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