
Della settimana scorsa la notizia dell’indagine a carico del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per presunti illeciti nella gestione della discarica di Bellolampo. Di oggi, invece, la diffusione dei dettagli dell’inchiesta della magistratura e, soprattutto, dei capi d’accusa.
Tutti pesantissimi: disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio. Secondo quanto riporta il sempre informatissimo giornale on line Sicilia Informazioni, infatti, a Bellolampo gli illeciti sarebbero stati nel corso dei mesi moltissimi:
Nella qualità di sindaco di Palermo, socio unico dell’Amia - si legge nel capo di imputazione - Cammarata dava direttive specifiche agli amministratori della società sulle modalità di gestione della discarica di Bellolampo, tra l’altro autorizzando il conferimento dei rifiuti in violazione delle norme sul preventivo trattamento e consentendo lo stoccaggio dei rifiuti in discarica in attesa della triturazione
Inoltre, sempre secondo il giornale on line che, a sua volta, riporta i contenuti dell’avviso di garanzia di cui è in possesso, Cammarata avrebbe emanato numerose ordinanze al di fuori delle proprie competenze: essendoci a Palermo lo stato di emergenza rifiuti, infatti, la competenza era attribuita al commissario delegato per l’emergenza, cioè il prefetto di Palermo, e non al sindaco.

È scontro tra il Comune di Gela e l’Eni sull’Ici: secondo l’Ufficio Tributi, infatti, anche le piattaforme petrolifere sono soggette al pagamento dell’imposta comunale sugli immobili. L’Eni, per tanto, dovrebbe pagare gli arretrati relativi agli anni 2003 e 2004, per un totale di ben 3,5 milioni di euro e nel 2009 il Comune ha inviato gli avvisi di accertamento.
La questione fiscale è comune a molti comuni petroliferi italiani e, già nel 2006, la Corte di Cassazione ha deliberato in merito: l’Ici si paga. L’Eni, però, si oppone fortemente e ha fatto ricorso alla Commissione Tributaria di Caltanissetta contro tre cartelle esattoriali emesse da Gela.
A ciò si aggiungono gli altri contenziosi già in essere tra la società e l’ente: oltre all’Ici sulle piattaforme, infatti, è già partita la battaglia sulla tassa per i rifiuti per la raffineria: il Comune ritiene che l’Eni debba pagare la Tarsu, l’azienda si rifiuta affermando che gli unici rifiuti prodotti sono rifiuti speciali che, come è noto, vanno smaltiti a norma di legge e pertanto non rientrerebbero nel calcolo della tassa comunale.
All’ombra delle ciminiere, dopo quasi sessant’anni di estrazione e raffinazione di petrolio, e di incidenti gravi come quello di pochi giorni fa, succedono anche cose del genere…
Foto | Flickr

Mentre il Ministero per lo Sviluppo economico afferma che “va tutto bene” e che le piattaforme petrolifere off shore attive nel Mediterraneo sono perfettamente in regola e non costituiscono un rischio per l’ambiente marino, Edison viene citata in giudizio per danno ambientale e all’ecosistema.
Il processo è quello riguardante l’inquinamento in mare causato dalle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, al largo di Pozzallo in provincia di Ragusa.
Nell’udienza preliminare, svoltasi oggi, il Procuratore della Repubblica Francesco Puleio e l’Avvocatura dello Stato (che si è costituita parte civile in giudizio per conto del Ministero dell’Ambiente) hanno chiesto di citare in giudizio, quale responsabile civile per gli ingenti danni provocati all’ecosistema marino di Pozzallo, Edison, proprietaria della struttura.
Il Rapporto sui rifiuti dell’Ispra, presentato ieri a Roma, propone una fotografia dell’Italia, ancora una volta, a “due velocità” per quanto concerne l’andamento della raccolta differenziata che, comunque, ha fatto registrare, nel 2009, un valore sul totale sulla produzione nazionale di rifiuti pari al 30,6% con punte di eccellenza del 45,5%, al nord - che ha superato, in questo modo, l’obiettivo del 45% fissato dalla normativa - e risultati scadenti, invece, per il meridione fermi ad un misero 14,7%. Al centro, deludente la performance del Lazio con il 12,9% mentre la Sardegna compie un progresso rilevante rispetto all’anno precedente (+6,9%).
La regione Campania mostra, ancora una volta, un quadro fortemente contrastato a causa, soprattutto delle province di Napoli e Caserta che registrano un arretramento di due punti percentuali nei volumi complessivi di raccolta differenziata mentre le province di Avellino e Salerno (rispettivamente al 39% e al 33%) mantengono una media alta. Inoltre, è stato registrato un lieve calo dei rifiuti conferiti in discarica dovuto alla crisi conclamata che, riducendo i consumi degli italiani ne ha, di fatto, decurtato anche gli scarti.
Ultima importante annotazione: il Rapporto Ispra sui rifiuti ha volutamente “omesso” la pubblicazione della sezione dedicata ai rifiuti speciali, rinviata a fine anno. Una dimenticanza che ha dato da pensare a molti, anche in considerazione dell’importanza assunta da questa tipologia di spazzatura in termini non solo di pericoli per la salute pubblica e della tutela dell’ambiente, ma anche in virtù del ruolo rivestito, per il suo smaltimento, dalla criminalità organizzata. In proposito, il senatore Francesco Ferrante ha annunciato a breve un’interrogazione specifica al ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo…
Foto | Flickr

TrasportoUnito, associazione di categoria degli autotrasportatori con una cinquantina di sedi sparse soprattutto nel centro-nord Italia, chiede che si blocchi l’applicazione delle nuove norme sulla tracciabilità dei rifiuti previste dal sistema Sistri. Il Sistri, cioè il Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, è stato messo a punto dal Ministero dell’Ambiente nel 2009 per porre freno allo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi.
Il sistema, a detta del Ministero, dovrebbe semplificare le procedure burocratiche e, di conseguenza, i costi per le aziende che si occupano di smaltimento. Il tutto per aumentare i livelli di trasparenza e legalità della filiera dei rifiuti. Per ottenere questo risultato è stato deciso che a gestire il nuovo sistema sia il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.
Negli ultimi mesi, un po’ in tutta Italia, numerose associazioni di categoria come Cna e Confartigianato hanno organizzato seminari per i propri iscritti per diffondere le nozioni basilari del nuovo sistema e far sì che venga applicato al meglio. TrasportoUnito, al contrario, è assai critica con il nuovo sistema che, a dire dei trasportatori, peggiorerebbe persino la situazione attuale, già non buona. In una nota diffusa dall’associazione, infatti, si ipotizza che il Sistri possa addirittura favorire l’illegalità, invece che farla diminuire:
Continua a leggere: Rifiuti: l'associazione TrasportoUnito contro il Sistri
A Manduria, città del Primitivo, su un terreno agricolo sono stati ritrovati e fotografati dall’ambientalista Mimmo Carrieri resti animali di dubbia provenienza: potrebbero essere rifiuti speciali di provenienza animale abbandonati in campagna, o resti provenienti da macellazione clandestina.
In diversi sacchi della spazzatura sono infatti stati ritrovati resti di carne in putrefazione, mentre alcuni cittadini hanno segnalato la presenza di scarti di carne in alcuni cassonetti della città, intorno ai quali si sono radunati dei cani randagi.
Secondo Mimmo Carrieri, presidente dell’associazione Caccia, pesca e ambiente della Provincia di Taranto, può essere che si tratti di scarti di lavorazione di animali, abbandonati da alcune macellerie che non vogliono attenersi alla normativa europea che prevede che gli scarti vengano prelevati da una ditta autorizzata per non pagare la quota del servizio, o peggio ancora, si potrebbe trattare di macellazione clandestina di animali, destinata al mercato nero della carne, esente da controlli sulla provenienza e la lavorazione.
Foto | Flickr
Non molto tempo fa la provincia pugliese che ospita una delle più grandi industrie siderurgiche d’Europa era stata sotto i riflettori per traffico illecito di rifiuti destinati alla Cina, ed oggi ci ricasca.
Nel porto di Taranto sono state sequestrate circa 82 tonnellate di rifiuti speciali, materiale plastico, teloni utilizzati in agricoltura e destinate ad Hong Kong. La Guardia di Finanza e i funzionari della Dogana hanno fermato lo speciale carico diretto in Cina, perché mancante delle autorizzazioni per l’esportazione di rifiuti speciali della plastica.
In soli 3 mesi al porto di Taranto si sono verificati due tentativi di esportazione illecita verso la stessa destinazione. Chissà quanti contaneir di rifiuti speciali ce l’hanno fatta ad arrivare a Hong Kong passando inosservati.
Foto | Flickr
Striscia ritorna nella Terra dei fuochi e denuncia la presenza di rifiuti di ogni genere sul territorio campano, tra le province di Napoli e Caserta. Si badi bene che non si tratta di rifiuti urbani ma di sversamenti illegali, fatti di rifiuti speciali, tra cui eternit, che vengono poi bruciati. Il tutto accade, come spiega Luca Abete, nell’indifferenza generale di amministratori e forze dell’ordine.
Intanto, a proposito della polemica sui rifiuti, come documentato più volte presenti a Napoli, il Premier Berlusconi ha tenuto a sottolineare che si tratta di “immondizia elettorale”.
Ha spiegato, come riporta Il Mattino, che:
Ho visto sui giornali nuove foto di Napoli con le strade sporche di sacchetti di immondizia. Devo dirvi che sono sacchetti di immondizia elettorale, o rifiuti che non hanno a che vedere con lo smaltimento. È immondizia elettorale, quelle foto o sono di situazioni locali di Comuni che non raccolgono immondizia o sono solo sacchetti di immondizia elettorale.
A Palazzo San Giacomo conoscono bene il problema e lo attribuiscono alla mancanza di soldi. Come ha detto a Il Mattino, l’Assessore Giacomelli:
Il problema lo conosciamo, ma in campo stiamo mettendo tanto impegno. Nella consapevolezza che anche Asìa deve concorrere alla riduzione dei costi. In questo senso abbiamo dovuto ridurre lo straordinario di qui qualche problema nel servizio.
Intanto ai napoletani è stata aumentata la TARSU del 60%.
Sequestrati a Taranto 10 container di rifiuti diretti ad Hong Kong, contenenti circa 250.000 kg di rifiuti speciali. La guardia di finanza e i funzionari della dogana, nell’ambito dei controlli sui rifiuti per prevenire il traffico illecito transfrontaliero, hanno fermato il carico sospetto ed accertato la falsa dichiarazione circa la tipologia dei rifiuti e l’assenza delle autorizzazioni prescritte dalla normativa ambientale per le esportazioni dei rifiuti speciali.
Chiaro il contenuto, chiaro il tentativo di esportazione illecita, chiara la destinazione. L’unica cosa che non si evince dalla cronaca è la provenienza dei rifiuti: da dove vengono e chi muove 10 container di rifiuti speciali, pronti per essere smistati - probabilmente venduti - in Cina? E ora quale sarà la destinazione dei rifiuti speciali sequestrati alla dogana?
Foto | Flickr
I sommozzatori della Guardia di Finanza di Trieste, quando hanno effettuato le prime ispezioni, si sono trovati davanti ad un disastro ambientale: sul fondo marino migliaia di metri cubi di detriti che hanno formato “colline artificiali” composte da rifiuti di ogni genere. Hanno documentato tutto con riprese video e foto e dopo mesi di appostamenti e di verifiche, stamane, i militari del Gico ( gruppo investigativo criminalità organizzata) della Guardia di Finanza hanno sequestrato una discarica abusiva per rifiuti speciali a Trieste nella zona “scalo legnami”, denunciando 12 persone a piede libero.
Riferisce Reuters:
“le condotte delittuose avevano la finalità di assicurare consistenti guadagni per l’attività d’impresa creando le condizioni per presentare sleali offerte concorrenziali rispetto a quelle di mercato”.
La discarica è grande quanto 4 campi di calcio e ha stoccati 4000 metri cubi di rifiuti speciali; sequestrata anche l’azienda che la gestiva, autocarri e scavatrici. Tra l’altro, secondo i primi accertamenti dei militari, l’azienda oltre ad inquinare evadeva anche l’ecotassa sebbene possedesse tutte le autorizzazioni necessarie per recuperare e riciclare rifiuti pericolosi presso una zona determinata e per profitto usava il medesimo spazio per smaltire rifiuti non autorizzati e senza seguire le procedure necessarie.
Via | Alice News
Foto | wikipedia